Gimbe, a 7,2 miliardi spesa famiglie per sanità privata 'pura'
In 7 anni aumentata del 137%, 'mancano risposte nel pubblico'
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - Nella sanità italiana guadagna sempre
più terreno il privato non convenzionato: strutture sanitarie,
prevalentemente di diagnostica ambulatoriale, che erogano
prestazioni senza alcun rimborso a carico del pubblico. Tra il
2016 e il 2023 la spesa delle famiglie verso queste strutture è
aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi.
"Non trovando risposte tempestive nel pubblico né nel privato
accreditato, chi può pagare cerca altrove ed esce
definitivamente dal perimetro delle tutele pubbliche", commenta
il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta in
un'analisi presentata al 20° Forum Risk Management di Arezzo.
L'altra faccia delle privatizzazione è dunque la crescita
dell'offerta di servizi e prestazioni sanitarie da parte dei
soggetti privati. Il privato accreditato prevale ampiamente in
varie tipologie di assistenza: residenziale (85,1%),
riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e, in misura
minore, nella specialistica ambulatoriale (59,7%). La spesa
pubblica destinata al privato convenzionato è aumentata di oltre
5 miliardi tra il 2012 e il 2024, tuttavia la sua quota sulla
spesa sanitaria totale è rimasta sostanzialmente stabile a
livelli poco superiori al 20%. Crescono anche i 'terzi paganti':
fondi sanitari, casse mutue, compagnie assicurative, imprese,
enti del terzo settore e altre realtà non profit. Nel 2024, la
spesa sostenuta da questi attori ha raggiunto 6,36 miliardi, con
un incremento di oltre 2 miliardi nel triennio post-pandemia. Il
fenomeno "rappresenta, indirettamente, uno strumento di
privatizzazione occulta, visto che dirotta risorse pubbliche
prevalentemente verso soggetti privati", continua Cartabellotta.
Dall'analisi arrivano anche proposte per invertire il trend.
In particolare, si auspica un rilancio del finanziamento
pubblico, la definizione di un "paniere" di livelli essenziali
di assistenza compatibile con l'entità delle risorse, un
"secondo pilastro" realmente integrativo del servizio sanitario
e un rapporto pubblico-privato improntato all'integrazione e non
alla competizione. (ANSA).
26/11/2025 10:10
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