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mercoledì 26 novembre 2025

Gimbe, a 7,2 miliardi spesa famiglie per sanità privata 'pura' In 7 anni aumentata del 137%, 'mancano risposte nel pubblico'

 

Gimbe, a 7,2 miliardi spesa famiglie per sanità privata 'pura'

In 7 anni aumentata del 137%, 'mancano risposte nel pubblico'

   (ANSA) - ROMA, 26 NOV - Nella sanità italiana guadagna sempre

più terreno il privato non convenzionato: strutture sanitarie,

prevalentemente di diagnostica ambulatoriale, che erogano

prestazioni senza alcun rimborso a carico del pubblico. Tra il

2016 e il 2023 la spesa delle famiglie verso queste strutture è

aumentata del 137%, passando da 3,05 miliardi a 7,23 miliardi.

"Non trovando risposte tempestive nel pubblico né nel privato

accreditato, chi può pagare cerca altrove ed esce

definitivamente dal perimetro delle tutele pubbliche", commenta

il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta in

un'analisi presentata al 20° Forum Risk Management di Arezzo. 

   L'altra faccia delle privatizzazione è dunque la crescita

dell'offerta di servizi e prestazioni sanitarie da parte dei

soggetti privati. Il privato accreditato prevale ampiamente in

varie tipologie di assistenza: residenziale (85,1%),

riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e, in misura

minore, nella specialistica ambulatoriale (59,7%). La spesa

pubblica destinata al privato convenzionato è aumentata di oltre

5 miliardi tra il 2012 e il 2024, tuttavia la sua quota sulla

spesa sanitaria totale è rimasta sostanzialmente stabile a

livelli poco superiori al 20%. Crescono anche i 'terzi paganti':

fondi sanitari, casse mutue, compagnie assicurative, imprese,

enti del terzo settore e altre realtà non profit. Nel 2024, la

spesa sostenuta da questi attori ha raggiunto 6,36 miliardi, con

un incremento di oltre 2 miliardi nel triennio post-pandemia. Il

fenomeno "rappresenta, indirettamente, uno strumento di

privatizzazione occulta, visto che dirotta risorse pubbliche

prevalentemente verso soggetti privati", continua Cartabellotta.   

 Dall'analisi arrivano anche proposte per invertire il trend.

In particolare, si auspica un rilancio del finanziamento

pubblico, la definizione di un "paniere" di livelli essenziali

di assistenza compatibile con l'entità delle risorse, un

"secondo pilastro" realmente integrativo del servizio sanitario

e un rapporto pubblico-privato improntato all'integrazione e non

alla competizione. (ANSA).

26/11/2025 10:10

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