Cgil, grave l'intervento del governo sulla previdenza complementare
Il contributo datore lavoro è frutto della contrattazione collettiva
(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Il contributo datoriale alla
previdenza complementare non è un beneficio individuale, ma il
frutto della contrattazione collettiva. Decidere di renderlo
pienamente portabile, cancellando il ruolo degli accordi
collettivi, significa scardinare un modello che, in oltre
trent'anni, ha garantito tutele, mutualità e governance
partecipata". È quanto affermano le segretarie confederali della
Cgil Lara Ghiglione e Francesca Re David, commentando
l'emendamento inserito nella Legge di Bilancio con cui il
governo interviene sulla previdenza complementare "mettendo in
discussione il ruolo della contrattazione collettiva e aprendo
alla portabilità del contributo a carico del datore di lavoro,
senza aver mai avviato un confronto con le organizzazioni
sindacali". Per le dirigenti sindacali "è una scelta grave nel merito e
nel metodo, perché viene assunta unilateralmente dal Governo,
all'interno della Legge di Bilancio, senza alcuna interlocuzione
con il sindacato e senza una valutazione condivisa degli effetti
sul sistema dei fondi pensione negoziali. Aprire alla
portabilità del contributo datoriale verso forme di mercato in
nome di una presunta neutralità - spiegano - significa
indebolire i fondi pensione negoziali, che hanno dimostrato di
saper tutelare gli iscritti, contenere i costi e orientare gli
investimenti secondo criteri di responsabilità sociale".
Secondo le segretarie confederali della Cgil "il quadro è
reso ancora più grave dal fatto che, in una manovra priva di
misure strutturali su lavoro, salari e pensioni, l'unico
intervento sulla previdenza complementare sia l'innalzamento del
limite di deducibilità fiscale dei contributi, portato da 5.164
a 5.300 euro annui. Si tratta di una misura dal costo stimato di
circa 30 milioni di euro - sottolineano - che non intercetta chi
fa più fatica, ma favorisce esclusivamente chi ha redditi medio
alti e già oggi riesce a versare importi significativi".
"Serve aprire immediatamente - concludono - un tavolo con le
parti sociali e rimettere al centro la contrattazione
collettiva, il lavoro stabile e salari adeguati come condizioni
indispensabili per garantire pensioni dignitose, oggi e domani".
(ANSA).
13/12/2025 16:37
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