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sabato 13 dicembre 2025

Cgil, grave l'intervento del governo sulla previdenza complementare

 


Cgil, grave l'intervento del governo sulla previdenza complementare

Il contributo datore lavoro è frutto della contrattazione collettiva

   (ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Il contributo datoriale alla

previdenza complementare non è un beneficio individuale, ma il

frutto della contrattazione collettiva. Decidere di renderlo

pienamente portabile, cancellando il ruolo degli accordi

collettivi, significa scardinare un modello che, in oltre

trent'anni, ha garantito tutele, mutualità e governance

partecipata". È quanto affermano le segretarie confederali della

Cgil Lara Ghiglione e Francesca Re David, commentando

l'emendamento inserito nella Legge di Bilancio con cui il

governo interviene sulla previdenza complementare "mettendo in

discussione il ruolo della contrattazione collettiva e aprendo

alla portabilità del contributo a carico del datore di lavoro,

senza aver mai avviato un confronto con le organizzazioni

sindacali".     Per le dirigenti sindacali "è una scelta grave nel merito e

nel metodo, perché viene assunta unilateralmente dal Governo,

all'interno della Legge di Bilancio, senza alcuna interlocuzione

con il sindacato e senza una valutazione condivisa degli effetti

sul sistema dei fondi pensione negoziali. Aprire alla

portabilità del contributo datoriale verso forme di mercato in

nome di una presunta neutralità - spiegano - significa

indebolire i fondi pensione negoziali, che hanno dimostrato di

saper tutelare gli iscritti, contenere i costi e orientare gli

investimenti secondo criteri di responsabilità sociale".   

  Secondo le segretarie confederali della Cgil "il quadro è

reso ancora più grave dal fatto che, in una manovra priva di

misure strutturali su lavoro, salari e pensioni, l'unico

intervento sulla previdenza complementare sia l'innalzamento del

limite di deducibilità fiscale dei contributi, portato da 5.164

a 5.300 euro annui. Si tratta di una misura dal costo stimato di

circa 30 milioni di euro - sottolineano - che non intercetta chi

fa più fatica, ma favorisce esclusivamente chi ha redditi medio

alti e già oggi riesce a versare importi significativi".   

 "Serve aprire immediatamente - concludono - un tavolo con le

parti sociali e rimettere al centro la contrattazione

collettiva, il lavoro stabile e salari adeguati come condizioni

indispensabili per garantire pensioni dignitose, oggi e domani".

(ANSA).

13/12/2025 16:37

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