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lunedì 1 dicembre 2025

SENZA PROVE, MA CON L'OBIETTIVO CHIARO: CREARE UN CLIMA DI GUERRA PER GIUSTIFICARE NUOVE SPESE MILITARI.

C'è un copione che si ripete: scatta l'allarme, si paralizzano i cieli d'Europa e il dito viene puntato immediatamente verso la Russia. Poco importa se, come svela questa inchiesta di Trouw (uno dei più importanti giornali olandesi), su 60 incidenti le prove concrete del coinvolgimento russo sono quasi inesistenti.
Perché tanta fretta di trovare un colpevole prima ancora di avere i fatti?
Forse perché un'Europa spaventata è un'Europa più propensa a spendere in difesa?
L'analisi dei dati ci dice che siamo di fronte a "confusione diffusa" e "falsi allarmi", eppure la narrazione dominante spinge per un clima da assedio perenne.
Mantenere alta la tensione, anche in assenza di minacce reali verificate, sembra essere il pretesto perfetto per giustificare i continui, immensi investimenti nell'industria bellica. Se la minaccia non c'è, a volte basta immaginarla.

👁️ Siamo di fronte a sicurezza reale o a una strategia della tensione?

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