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mercoledì 23 settembre 2026
Egregio signore dei miei stivali, noi viviamo in Italia: se gli altri Paesi stanno peggio, a noi non ce ne frega una beata minchia. Qui ci arrangiamo da decenni con cerotti messi sulle voragini, e voi venite a raccontarci che altrove c’è chi sta peggio, come se la miseria altrui fosse un premio di consolazione.
Mentre voi fate il giro turistico delle disgrazie internazionali, qui crollano servizi, stipendi, infrastrutture e pazienza. E ogni volta che aprite bocca, invece di governare, vi lanciate nella solita caciara da bar sport, quella dove tutto è colpa di qualcun altro e mai di chi dovrebbe fare il mestiere per cui è pagato.
Siamo stufi di sentirci dire che “non è facile”, che “il mondo è complicato”, che “bisogna guardare il contesto globale”. Il contesto globale lo guardiamo anche noi, ma poi torniamo a casa e troviamo le stesse buche, le stesse bollette, le stesse promesse evaporate come acqua nel deserto.
Quindi, egregio signore dei miei stivali, fateci un favore: governate l’Italia. Non il pianeta, non la galassia, non il catalogo delle scuse.
L’Italia. E magari, per una volta, senza buttarla in caciara come se fosse l’unica competenza che vi riesce davvero bene.
Ottobre Rosso
La scuola elementare Shajareh Tayyebeh (“L’Albero Puro”) di Minab oggi, nel giorno d’inizio del nuovo anno scolastico iraniano. Questa scuola elementare nel sud dell’Iran, il 28 febbraio scorso è stata bombardata dal criminale regime americano, che vi ha assassinato 168 persone, tra cui 120 piccoli scolaretti.





