INT - Pedaggi Gra: lettori giornale telematico Anas sono favorevoli
Il sì al ticket se serve a migliorare la qualità del servizio
Roma, 1 ott (Il Velino) - È giusto introdurre un ticket per l’utilizzo del Grande raccordo anulare oppure si tratta di un’operazione “iniqua” e “oltraggiosa” come riporta un articolo del Messaggero di oggi? Non tutti gli utenti dell’anello che circonda la Capitale sono contrari tout court alla scelta del governo di pedaggiare le autostrade e i raccordo autostradali gestiti dall’Anas. E molti commenti “positivi” sono arrivati sul sito della redazione del giornale telematico dell’Anas www.lestradedellinformazione.it , in risposta all’articolo del quotidiano romano a firma di Nino Cirillo rispetto al quale la redazione del sito aveva invitato i lettori ad inviare un commento, specificando che non avrebbe pubblicato “alcuna lettera dai toni insultanti, violenti, prepotenti o provocatori” e aggiungendo che “i nostri lettori debbono saper mantenere quel rapporto tra sobrietà e correttezza che purtroppo manca ad alcuni giornalisti”. La maggior parte dei “navigatori” che ha risposto alla richiesta, si è espressa a favore di un pedaggio come strumento necessario per effettuare una manutenzione adeguata e per migliorare l’infrastruttura autostradale. Ecco, per esempio, Francesco Vitolo che si definisce “forzato del raccordo” dal 1992 e che ammette: “Negli ultimi anni la situazione sul Gra è molto migliorata e il traffico è diventato più fluido, grazie alla terza corsia. Il problema sorge semmai quando ci s’immette sulla viabilità locale, allora son dolori! Quando si è cominciato a parlare di pedaggi, la mia prima reazione, ovviamente, non è stata positiva. Però, pensandoci, non è una cosa sbagliata. Non mi sogno di dare ragione alla Lega, ma è un fatto che a Milano (ma anche a Napoli, dove vado spesso per lavoro), le tangenziali sono a pagamento. E se voi investirete i soldi incassati da noi ‘Forzati del Raccordo’ per la manutenzione e il miglioramento del Gra, allora ben vengano i pedaggi”. Dello stesso tenore anche l’intervento di Mario Alessi di Guidonia che trova “inaccettabile” la campagna “dei politici romani e leghisti sul Grande raccordo anulare e non il pedaggio su un’autostrada che i cittadini della Capitale non pagheranno, se non quando sono diretti verso le autostrade già a pagamento da sempre”.
Pina Roselli di Roma sottolinea che “il giornalista non argomenta la sua affermazione e descrive l’Anas come il personaggio cattivo di un film noire. Vorrei dall’Azienda delle strade una spiegazione. Insomma, questo Gra si paga o non si paga? I caselli creeranno ulteriori file?”. Anche E.C. si rivolge al giornalista del quotidiano romano: “Caro Cirillo, le tasse vanno pagate! Qualcuno l’asfalto del Raccordo lo deve mantenere oppure no? Forse lei non è aggiornato ma il Muro di Berlino è crollato e con lui un certo tipo di politica economica statale, giusta o sbagliata che sia stata. Pagare un eventuale pedaggio ci autorizzerà a criticare o plaudire il servizio usufruito”. Non è contenta di pagare il pedaggio invece Angela Caputi di Roma che però, ammette, di aver capito che “i romani non pagheranno per utilizzare il Gra come collegamento cittadino”. E aggiunge allo stesso tempo, “comunque, trovo giusto far pagare un pedaggio a chi usa una strada e non ricorrere alla tassazione generale, dove tutti pagano e pochi beneficiano”. Antonio si dice invece d’accordo con Cirillo perché considera “inaccettabile far pagare il pedaggio sul Gra, anche se questo può sembrare un paradosso. È sempre stato gratis e non vedo perché debba cambiare”. Per un altro lettore, Paolo Risso, il Gra dovrebbe passare in gestione alla Regione Lazio così “non si pagherà mai il pedaggio. Però mi sorge un dubbio? Ma la Regione Lazio non ha un debito stellare a causa del buco della Sanità?”. Mentre Roberto, milanese, se la prende con i cittadini della Capitale: “Ma i romani non hanno alcun pudore? Io quotidianamente utilizzo la tangenziale di Milano, dove il traffico è il doppio del raccordo di Roma e, naturalmente, pago il pedaggio. Per quale motivo i romani e i calabresi non devono pagare le autostrade? Oltretutto la manutenzione perché deve ricadere anche sul mio portafogli che non vado in Sicilia o alla Garbatella?”.
(red/asp) 1 ott 2010 19:40










