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lunedì 30 maggio 2011

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale) Circ. 27-5-2011 n. 77 Nuove modalità di presentazione della domanda di Riscatto di Laurea. Utilizzo del canale telematico. D.L. n. 78 del 2010 convertito in L. n. 122 del 2010. Determinazione presidenziale n. 75 del 30 luglio 2010. Modalità di pagamento dei contributi. Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale pensioni, Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, Direzione centrale organizzazione, Direzione centrale bilanci e servizi fiscali.

Circ. 27 maggio 2011, n. 77 (1).
 Nuove modalità di presentazione         della domanda di Riscatto di Laurea. Utilizzo del canale telematico. D.L. n. 78         del 2010 convertito in L. n. 122 del 2010. Determinazione presidenziale n. 75         del 30 luglio 2010. Modalità di pagamento dei contributi.     

(1) Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale pensioni, Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici,  Direzione centrale organizzazione, Direzione centrale bilanci e servizi  fiscali.


          
                           
Ai                          
Dirigenti centrali e periferici             
                           
Ai                          
Direttori delle Agenzie             
                           
Ai                          
Coordinatori generali, centrali e               periferici dei Rami professionali  
                           
Al                          
Coordinatore generale medico legale e               dirigenti medici  
                         
e, p.c.:                          
Al                          
Presidente  
                           
Al                          
Presidente e ai componenti del Consiglio di               indirizzo e vigilanza  
                           
Al                          
Presidente e ai componenti del collegio dei               sindaci  
                           
Al                          
Magistrato della Corte dei Conti delegato               all’esercizio del controllo  
                           
Ai                          
Presidenti dei comitati amministratori di               fondi, gestioni e casse  
                           
Al                          
Presidente della commissione centrale per               l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati             
                           
Ai                          
Presidenti dei comitati regionali             
                           
Ai                          
Presidenti dei comitati provinciali                       



              



1. Premessa      
Con Circ. 31 dicembre 2010, n. 169 sono state         fornite le disposizioni attuative della determinazione del Presidente         dell'Istituto n. 75 del 30 luglio 2010 "Estensione e potenziamento dei servizi         telematici offerti dall'INPS ai cittadini" che prevede dal 1° gennaio 2011, pur         con la necessaria gradualità in ragione della complessità del processo,         l'utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle         principali domande di prestazioni/servizi, come stabilito dal D.L. 31 maggio         2010, n. 78, convertito, con modificazioni, in L. 30 luglio 2010, n. 122. In         relazione a quanto sopra si comunica che è possibile presentare le domande di         riscatto del corso legale di laurea anche attraverso la seguente modalità con         accesso telematico:      
- in via diretta dal cittadino, dotato di PIN,         tramite accesso al sito internet dell'Istituto (www.inps.it) e successivamente         ai "servizi online".      
Si tratta di un ulteriore passo verso la completa         telematizzazione delle domande di prestazione/servizio, nell'ambito di un         processo ormai avviato di crescita di efficienza amministrativa e di aumento         della qualità delle prestazioni nei confronti dei cittadini e delle         imprese.      
Il processo di digitalizzazione delle domande in         oggetto avviene con gradualità, dopo un periodo transitorio durante il quale le         consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere         garantite.      
Per facilitare l'utente nella predisposizione         della comunicazione telematica sono stati previsti nella fase di acquisizione         un insieme di controlli sulla correttezza e coerenza dei dati inseriti con         l'obiettivo di assicurarne la qualità.      
Si forniscono quindi di seguito le istruzioni sui         servizi telematizzati al cittadino in materia di presentazione della domanda di         riscatto del corso legale di laurea.    



2. Presentazione della domanda di riscatto di Laurea tramite il         canale WEB      
Il sottosito, dedicato ai Riscatti di Laurea, è         disponibile sul sito internet dell'Istituto www.Inps.it attraverso il seguente         percorso nella sezione blu dei Servizi Online: Per Tipologia di Utente ->         Cittadino -> Riscatti di Laurea.      
La modalità di accesso prevista è con         pre-identificazione tramite PIN e conseguente immediata acquisizione della         domanda di Riscatto di Laurea, verificata la completezza e congruità dei dati         inseriti.      
Si ricorda che, ai sensi della normativa vigente,         possono presentare domanda di riscatto del corso legale di laurea:      
- i soggetti iscritti al Fondo pensioni         lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali del Fondo stesso per i         lavoratori autonomi e gli iscritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi         dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i         superstiti ed alla gestione di cui all'articolo 2, comma 26, della L. 8 agosto         1995, n. 335 (art. 2, comma 1, D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184);      
- i soggetti non iscritti ad alcuna forma         obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l'attività lavorativa. In         tale caso, il contributo da riscatto è versato all'INPS in apposita evidenza         contabile separata e viene rivalutato secondo le regole del sistema         contributivo, con riferimento alla data della domanda. Il montante maturato è         trasferito, a domanda dell'interessato, presso la gestione previdenziale nella         quale sia o sia stato iscritto (art. 2, comma 5-bis, del D.Lgs. 30 aprile 1997,         n. 184).      
       
      
Di seguito si dettaglia l'articolazione del         servizio.      
       
      
 2.1 Funzionalità        disponibili       
       
      
In fase di accesso tramite PIN il cittadino è         riconosciuto dal sistema, tramite opportuna verifica sull'Archivio Anagrafico         dell'Istituto (ARCA).      
Al cittadino autenticato è reso disponibile         l'accesso alle seguenti funzionalità principali:      
1. Informazioni generali riguardanti il riscatto         di laurea.      
2. Riscatto di Laurea Inoccupati: funzionalità        abilitata per i soli utenti identificati dal sistema come inoccupati per         l'inoltro della domanda.      
3. Riscatto di Laurea Occupati: funzionalità        abilitata per i soli utenti identificati dal sistema come occupati per         l'inoltro della domanda.      
4. Stampa di bollettini MAV relativi ai pagamenti         da effettuare.      
5. È inoltre reso disponibile l'accesso ad un         insieme di servizi integrati di supporto: per comodità dell'utente sono stati         integrati nel sottosito i collegamenti ad ulteriori servizi disponibili in         altre sezioni del portale dell'Istituto:      
a) modifica della propria residenza      
b) modulistica di riferimento      
c) servizio pagamenti.      
Nei sotto-paragrafi che seguono sono illustrate         le diverse funzionalità sopra-elencate.      
All'uscita dal servizio sarà richiesto all'utente         di compilare uno specifico modulo per raccogliere un feedback sul servizio         offerto. Le domande presentate riguardano sia le modalità con cui il cittadino         è venuto a conoscenza del servizio, sia la motivazione per cui il cittadino         presenta la domanda di riscatto.      
       
      
 2.2 Informazioni         generali       
       
      
In tale sezione del sottosito sono riportate le         informazioni generali riguardanti i riferimenti legislativi che rendono         possibile il riscatto di laurea.      
Per le informazioni inerenti tutti i dettagli         normativi il sottosito rimanda comunque il cittadino alla normativa descritta         sul sito INPS nell'area Informazioni, raggiungibile dal percorso Home > Come         fare per > Riscattare la laurea.      
       
      
 2.3 Riscatto di laurea         inoccupati       
       
      
A tale sezione del sito può accedere solo         l'utente riconosciuto dal sistema come inoccupato. Il servizio consente di         simulare il calcolo dell'onere del riscatto di laurea. Per procedere, la         simulazione richiede al cittadino di inserire le necessarie informazioni (Tipo         di Laurea, Corso di Studio, Università, Durata Legale, Anno di iscrizione). Con         tali informazioni l'utente può avviare la simulazione che fornirà come         risultato:      
- l'onere complessivo del riscatto per l'intero         corso di laurea;      
- l'indicazione dell'importo di ciascuna rata per         una rateizzazione in 120 rate. L'utente può effettuare un ricalcolo della         simulazione dell'onere, personalizzando:      
- sia il numero delle rate di cui si vorrebbe         avvalere;      
- sia la durata del periodo, espresso in anni e         mesi, che intende riscattare.      
Con i dati della simulazione il cittadino può         procedere a presentare la domanda di riscatto di laurea (inoccupati): il         servizio è articolato nelle seguenti tre fasi:      
1. nella prima fase, l'utente deve acconsentire a         tutte le dichiarazioni di responsabilità indicate.      
Solo se l'utente rilascia, mettendo un opportuno         flag, le dichiarazioni di responsabilità riportate, allora è consentito dalla         procedura, il passaggio alla seconda fase;      
2. nella seconda fase, l'utente deve compilare il         modulo della domanda proposto dalla procedura in cui i dati anagrafici e di         residenza del cittadino sono impostati dal sistema e non modificabili.         Ulteriori informazioni sono pre-compilate con i dati forniti in fase di         simulazione. Le informazioni la cui compilazione è a carico dell'utente sono le         seguenti:      
- sede INPS di competenza da selezionare tra         quelle proposte;      
- almeno un recapito tra quelli proposti;      
- dati relativi al corso di studi. A tal fine         l'utente dovrà allegare in formato elettronico il certificato di laurea, con la         specifica della durata legale degli studi e degli anni in corso e fuori corso,         corredata del documento di identità. Alternativamente al certificato di laurea         l'utente potrà scansionare la dichiarazione sostitutiva di certificazione         attestante: tipologia del titolo, data di conseguimento, Università che lo ha         rilasciato, durata legale degli studi, periodi in corso e fuori corso. La         dichiarazione dovrà rendersi ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 445/2000,         con espressa assunzione di responsabilità e dovrà essere corredata del         documento di identità. È bene precisare che la documentazione scansionata         dev'essere contenuta in un unico file elettronico conforme ad una delle    
   seguenti tipologie: tif, jpg, jpeg, png, bmp, gif, pdf.      
Inserite tutte le informazioni l'utente può         inviare la domanda.      
In caso nel modulo siano presenti informazioni         errate/omesse, la procedura elenca, ad inizio pagina, gli errori riscontrati         fornendo all'utente le opportune indicazioni per inserire/correggere le         informazioni omesse/errate e ritentare, a seguito delle correzioni, l'invio         della domanda;      
3. nella terza fase, la procedura fornisce         all'utente una ricevuta pdf della domanda di riscatto presentata, che riporta         sia il numero di protocollo assegnato alla domanda, sia tutte le informazioni         inerenti la domanda che sono state indicate dall'utente in fase di         compilazione.      
       
      
 2.4 Accesso alla sezione del         sito per il riscatto di laurea occupati       
       
      
A tale sezione del sito può accedere solo         l'utente riconosciuto dal sistema come occupato. Il servizio consente         di:      
- presentare la domanda di riscatto di laurea         (occupati): tale funzionalità è disponibile per i cittadini/utenti aventi le         seguenti caratteristiche:      
1. hanno versato i contributi in un unico fondo         di gestione previdenziale;      
2. la domanda di riscatto avviene in uno dei         seguenti fondi previdenziali:      
- fondo gestione separata;      
- fondo lavoratori dipendenti e fondi         equiparati;      
- fondo gestione artigiani;      
- fondo gestione commercianti;      
- fondo gestione coltivatori mezzadri;      
- fondo gestione coltivatori diretti.      
       
      
          
              
               Tipo domanda                           
               Descrizione tipo domanda   
                         
GSLA                          
Riscatto di Laurea nella Gestione               Separata  
              
LA                          
Riscatto di Laurea nella Gestione               Lavoratori Dipendenti  
                         
LAAR                          
Riscatto di Laurea nella Gestione               Artigiani  
              
LACD                          
Riscatto di Laurea nella Gestione               Coltivatori Diretti  
                         
LACM                          
Riscatto di Laurea nella Gestione Coloni               Mezzadri  
                         
LACO                          
Riscatto di Laurea nella Gestione               Commercianti            


                
Tabella 1: Tipologie Domande OnLine ammissibili               
       
      
Agli utenti occupati che hanno versato i         contributi in più fondi gestione oppure che hanno i contributi versati in un         unico fondo ma diverso da quelli riportati nella Tabella 1, la procedura non         consente l'invio della domanda con il canale web bensì propone di richiedere un         appuntamento in sede con un consulente INPS.      
Il servizio è articolato nelle seguenti tre         fasi:      
1) nella prima fase, l'utente deve acconsentire a         tutte le dichiarazioni di responsabilità indicate. Solo se l'utente rilascia,         mettendo un opportuno flag, tutte le dichiarazioni di responsabilità riportate,         allora la procedura consente il passaggio alla seconda fase;      
2) nella seconda fase, l'utente deve compilare il         modulo della domanda proposto dalla procedura in cui i dati anagrafici e di         residenza del cittadino sono impostati dal sistema e non modificabili. Sono a         carico del cittadino l'inserimento di tutte le altre informazioni (es. tipo di         laurea, nome università, corso di studio, anno iscrizione, durata legale,         periodo da riscattare, modalità di pagamento, numero rate, certificato di         laurea,..). A tale proposito si rileva che sarà necessario allegare il         certificato di laurea o la dichiarazione sostitutiva corredati della fotocopia         del documento di identità scansionati, secondo le modalità precisate nel punto         2 del precedente paragrafo, relativo agli inoccupati;      
3) inserite tutte le informazioni l'utente può         inviare la domanda.      
In caso nel modulo siano presenti informazioni         errate/omesse, la procedura elenca, ad inizio pagina, gli errori riscontrati         fornendo all'utente le opportune indicazioni per inserire/correggere le         informazioni omesse/errate e ritentare, a seguito delle correzioni, l'invio         della domanda;      
4) nella terza fase, la procedura fornisce         all'utente il riepilogo dei dati della domanda, il numero di protocollo         associato alla domanda, una ricevuta pdf della domanda di riscatto presentata         che riporta sia il numero di protocollo assegnato alla domanda, sia tutte le         informazioni inerenti la domanda che sono state indicate dall'utente in fase di         compilazione.      
- Richiedere un appuntamento in sede: tramite         tale servizio l'utente può richiedere un appuntamento presso la propria sede di         competenza. Nella richiesta l'utente deve indicare il giorno e l'ora         dell'appuntamento tra quelli messi a disposizione.      
Una volta confermato, l'appuntamento compare         nell'agenda appuntamenti della sede di competenza.      
Attraverso tale servizio, l'operatore di sede,         sulla base della posizione assicurativa esistente e della normativa di         riferimento, fornirà le informazioni necessarie ad orientare la scelta         dell'interessato in ordine al fondo previdenziale presso il quale esercitare il         riscatto del corso legale di laurea. In tale occasione, con l'ausilio         dell'operatore INPS, sarà possibile presentare la domanda di riscatto laurea,         corredata della documentazione necessaria (certificato di laurea o         autocertificazione).      
       
      
 2.5 Stampa di bollettini         MAV       
       
      
Tramite tale servizio l'utente può richiedere la         visualizzazione (in formato pdf) dei bollettini MAV relativi ai pagamenti da         effettuare riferiti ad un determinato riscatto di laurea in fase di         pagamento.      
       
      
 2.6 Servizi integrati di         supporto       
       
      
Per comodità dell'utente sono stati integrati nel         sottosito dei riscatti di Laurea i collegamenti ad ulteriori servizi         disponibili in altre sezioni del portale dell'Istituto:      
- Modifica della Residenza: tramite tale         funzionalità l'utente può richiedere di modificare il suo indirizzo di         residenza. Tale servizio è importante in quanto l'INPS identifica la sede di         competenza di un utente a partire dall'indirizzo di residenza dello stesso. La         modifica dell'indirizzo di residenza può comportare la modifica della sede di         competenza.      
- Modulistica On-Line: tramite tale collegamento         l'utente può accedere alla modulistica INPS relativa ai riscatti di         laurea.      
- Servizio Pagamenti: tramite tale collegamento         l'utente può accedere al servizio, del portale INPS, da cui è possibile         effettuare i pagamenti on-line.    



3. Supporto del Contact Center      
Per assicurare, inoltre, un adeguato supporto         all'utilizzo di strumenti informatici, è sempre prevista la disponibilità del         Contact Center Multicanale Inps-Inail, che risponde al numero telefonico         803164, dalle ore 8 alle ore 20 dal lunedì al venerdì e, il sabato, dalle ore 8         alle 14, il quale provvederà a fornire al cittadino tutte le informazioni in         materia, nonché l'assistenza in merito al servizio web per orientarlo al         corretto utilizzo dello stesso, supportandolo in tutte le fasi: dalle modalità        di accesso alla presentazione della domanda, dalla simulazione, alla stampa dei         bollettini MAV e alle modalità di pagamento dei contributi.      
Inoltre, il contact center può procedere alla         prenotazione dell'appuntamento in sede utilizzando l'apposita procedura Agenda         Appuntamenti con le stesse modalità illustrate al punto 2.4; alla ristampa dei         bollettini MAV, relativi al piano di ammortamento, con l'invio all'indirizzo di         residenza dell'utente oppure tramite canale email; al pagamento con carta di         credito, come illustrato al successivo punto 6.    



4. Adempimenti per le Sedi      
L'operatore INPS deve ottemperare ai seguenti         adempimenti:      
       
      
 I. Gestione domande riscatto di         laurea acquisite attraverso il canale web       
       
      
L'operatore di sede visualizza le domande di         riscatto acquisite attraverso il canale web di competenza delle propria sede         nel Portale Area G.C.I. - Gestione Conti Individuali. Tale portale è         raggiungibile sul percorso intranet Home > Processi >         Assicurato/Pensionato > Gestione Evidenze Prima Emissione Bollettini.           
Ai fini della completa acquisizione della domanda         per la successiva lavorazione l'operatore di sede deve:      
- visualizzare sul Portale G.C.I. le domande         ricevute via web nello stato "Presentata" di competenza della propria         sede;      
- procedere alla stampa della ricevuta di         ciascuna domanda nello stato "Presentata";      
- acquisire la domanda nella procedura GPA92         (408WEB) raggiungibile sulla intranet al percorso Home > Servizi >         Accesso alle Applicazioni EAP (ex AS-400);      
- modificare sul Portale G.C.I. lo stato della         domanda che è stata acquisita su GPA92 (408WEB) dallo stato "Presentata" allo         stato "Presa in carico dalla Sede".      
Si precisa che tale adempimento richiesto agli         operatori, a completamento della reingegnerizzazione della procedura GPA92, non         sarà più necessario.      
       
      
 II. Gestione appuntamenti         acquisiti attraverso il canale web       
       
      
Gli appuntamenti confermati dai cittadini sono         presenti nell'Agenda degli Appuntamenti della sede di competenza.      
Tale servizio è attivabile mediante il seguente         percorso intranet Home > Servizi > Agenda degli Appuntamenti.      
L'operatore di sede deve visualizzare e prendere         in carico gli appuntamenti di propria competenza presenti nell'Agenda degli         Appuntamenti.      
Una volta acquisita la domanda di riscatto         Laurea, gli adempimenti istruttori seguono le consuete modalità (verifica del         diritto, eventuali richieste documentali ad integrazioni, verifica del         conto,..).    



5. Istruzioni procedurali      
Dopo l'avvenuta acquisizione sulla procedura         GPA92 (408WEB) la pratica può essere lavorata nella modalità standard prevista         dalla procedura Riscatti e Ricongiunzioni sulla Procedura GPA92         (408WEB).    



6. Modalità di pagamento dei contributi      
Il pagamento dell'onere di riscatto del corso di         studi può essere effettuato:      
- utilizzando il bollettino M.AV - Pagamento         mediante avviso, pagabile senza commissioni aggiuntive presso una qualunque         banca e presso tutti gli uffici postali con addebito di commissione. L'Inps, in         una prima fase, provvederà all'invio cartaceo dei bollettini M.AV.         Successivamente si potranno richiedere e stampare i bollettini M.AV         direttamente tramite il sito www.INPS.it, seguendo il percorso: Servizi         online> Per tipologia di utente>Cittadino>Pagamento contributi         riscatti ricongiunzioni e rendite, oppure chiamando il contact center al numero         gratuito 803164, che provvederà all'inoltro per posta all'indirizzo di         residenza o per email;      
- online sul sito Internet www.INPS.it nella         sezione "Servizi online> Per tipologia di utente>Cittadino> Pagamento         contributi riscatti ricongiunzioni e rendite", utilizzando la carta di credito         per perfezionare il pagamento.      
L'utente per accedere al servizio Pagamento         contributi riscatti ricongiunzioni e rendite, sia per la stampa del MAV che per         il pagamento online, dovrà autenticarsi inserendo nel caso di singola pratica         ilcodice fiscale del titolare e il numero pratica, mentre nel caso diuna o più         praticheverrà richiesto il codice fiscale e il proprio PIN Inps;      
- telefonando al numero verde gratuito 803.164,         utilizzando la carta di credito.      
La banca affidataria del servizio di POS         virtuale, Intesa Sanpaolo SpA, invierà la notifica di avvenuto addebito         dell'importo all'indirizzo e-mail segnalato dall'interessato mentre l'Istituto         invierà la ricevuta analitica di pagamento all'indirizzo del titolare della         pratica risultante nell'archivio INPS;      
- rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito         "Reti Amiche".      
Allo stato attuale, in base alle adesioni finora         perfezionate alla convenzione "Reti Amiche", il pagamento è disponibile,         comunicando il codice fiscale del titolare della pratica e il numero pratica,         presso:      
- le tabaccherie che aderiscono al circuito Reti         Amiche;      
- gli sportelli bancari di Unicredit Spa (con         pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit,         anche a debito sul conto corrente bancario);      
- tramite il sito Internet Unicredit Spa per i         clienti titolari del servizio Banca online. Successive adesioni alla         convenzione da parte di altri soggetti saranno comunicate con appositi         messaggi.      
- attraverso il servizio di autorizzazione         permanente di addebito diretto su conto corrente bancario (RID) attivabile         presentando apposito modello, disponibile presso ogni agenzia bancaria,         compilandolo con i dati forniti nella comunicazione di accettazione della         domanda e sottoscrivendo espressamente la condizione con importo prefissato con         la quale il contribuente rinuncia all'esercizio del diritto di rimborso entro         le 8 settimane dell'addebito autorizzato, come previsto dall'art. 13 del D.Lgs.         n. 11/2010 (PSD). L'Istituto bancario al quale si è rivolto l'utente dovrà        inoltrare richiesta telematica all'INPS che provvederà ad effettuare le         necessarie verifiche inviando agli interessati una ulteriore comunicazione,         contenente la conferma di autorizzazione all'addebito, con indicazione del mese         a
partire dal quale il servizio RID sarà attivato. A partire dalla data di         attivazione del servizio RID il richiedente non dovrà più utilizzare gli         eventuali bollettini in suo possesso, predisposti per pagamenti con termine         successivo. L'Istituto provvederà all'invio, all'inizio dell'anno solare         successivo ai versamenti, di un'attestazione utile a fini fiscali. L'addebito         automatico potrà essere revocato dal contribuente in qualunque momento,         mediante comunicazione alla banca di competenza. In questo caso si potrà        provvedere al pagamento delle restanti rate tramite le altre modalità di         pagamento.    



7. Chiusura dei conti correnti postali      
Si conferma che a partire dal 1° luglio 2011 e         fino al 10 luglio 2011 le sedi dovranno inoltrare a Poste la richiesta di         chiusura dei conti correnti postali - RiSC. CTR. Valori Di Riscatto. Il saldo e         le competenze maturate dovranno essere riversate sul conto corrente postale -         SEDI PROV. - RISCOSSIONI intestato alla sede medesima, mentre in caso di         blocchi per pignoramenti presenti sul conto corrente postale in chiusura,         questi dovranno essere spostati sul predetto conto corrente postale -"         RISCOSSIONI". Al momento della presentazione della richiesta dovranno altresì         essere riconsegnati i postagiro ancora in possesso della sede.      
Eventuali versamenti effettuati con i bollettini         postali sono da considerarsi validi a tutti gli effetti fino alla chiusura del         conto corrente postale.      
       
      
Il Direttore generale      
Nori    



D.L. 31 maggio 2010, n. 78

domenica 29 maggio 2011

BATTERIO KILLER: CASI SOSPETTI IN VARI PAESI EUROPEI - ALIMENTI: COLDIRETTI, FRUTTA E VERDURA ITALIANA CONTRO BATTERIO KILLER - BATTERIO KILLER:10 MORTI IN GERMANIA, CASI IN MOLTI PAESI UE - BATTERIO KILLER: CODACONS,BLOCCARE IMPORT CETRIOLI DA EUROPA - BATTERIO KILLER: CODACONS, BLOCCARE IMPORT CETRIOLI DALL'EUROPA =

BATTERIO KILLER: CASI SOSPETTI IN VARI PAESI EUROPEI

(ANSA-AFP-REUTERS) - GINEVRA, 29 MAG - Diversi casi sospetti
di contagio da batterio E. Coli sono stati segnalati in vari
paesi europei oltre alla Germania, dove il numero delle vittime
secondo informazioni non confermate sarebbe ora salito a 10.
Stando al domenicale svizzero 'Der Sonntag', due casi sono
stati registrati nella Confederazione. Secondo il Centro europeo
per la prevenzione e il controllo (Ecdc), altri 25 sarebbero
stati individuati in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran
Bretagna, due in Austria e uno in Olanda.
Ieri sera le autorita' francesi, inoltre, avevano fatto
sapere di avere individuato tre casi sospetti di intossicazione
alimentare da batterio E. Coli provocata in Germania dal consumo
di cetrioli contaminati provenienti da Spagna e Olanda.
Secondo gli esperti dell'Ecdc, il batterio avrebbe infettato
circa al momento 270 persone. L'epidemia, secondo il Centro, e'
una delle peggiori mai verificatesi nel suo genere.
(ANSA-AFP-REUTERS).

ZU
29-MAG-11 00:21 NNNN
ALIMENTI: COLDIRETTI, FRUTTA E VERDURA ITALIANA CONTRO BATTERIO KILLER =

Roma, 28 mag. - (Adnkronos) - "Anche se bisogna evitare
allarmismi, in un paese come l'Italia che e' leader in Europa nella
produzione di frutta e verdura dal punto di vista qualitativo e
quantitativo, il consiglio e' quello di preferire prodotti Made in
Italy che in questa stagione sono peraltro disponibili con grande
varieta' nel nostro Paese". E' quanto afferma la Coldiretti nel
commentare l'epidemia del batterio E.coli che sembra provocata da
cetrioli provenienti dalla Spagna ed Olanda che ha colpito molti Paesi
europei.

"Meglio ancora - sottolinea la Coldiretti - e' acquistare
prodotti a chilometri zero, direttamente dai produttori agricoli o nei
mercati degli agricoltori di Campagna Amica, che non devono percorrere
lunghe distanze e subire intermediazioni che potrebbero essere
responsabili delle contaminazioni che si sono verificate. Grazie alla
battaglia della Coldiretti per la trasparenza dell'informazione e'
comunque possibile riconoscere su tutti i banchi di mercati, negozi e
supermercati la provenienza della frutta e verdura in vendita poiche'
e' in vigore l'obbligo di riportare le informazioni relative
all'origine, alla categoria, alla varieta', nonche' al prezzo della
frutta e verdura messe in vendita sia nel caso di prodotti
confezionati che in quelli venduti sfusi, per i quali possono essere
utilizzati appositi cartelli o lavagnette". (segue)

(Sec/Zn/Adnkronos)
29-MAG-11 11:14
ALIMENTI: COLDIRETTI, FRUTTA E VERDURA ITALIANA CONTRO BATTERIO KILLER (2) =

(Adnkronos) - "L'Italia ha importato cetrioli e cetriolini dalla
Spagna per un quantitativo che ha superato gli 8 milioni di chili nel
2010 con l' ortofrutta fresca - precisa la Coldiretti - rappresenta
una delle principali voci per un valore di 591 milioni di euro e in
questo momento il nostro Paese e' invaso da pesche, albicocche,
ciliegie e susine provenienti dalla penisola iberica".

"Il panico indiscriminato che si e' diffuso in Germania a causa
dell'epidemia del batterio E.coli provocata dal consumo di cetrioli
contaminati provenienti dalla Spagna e Olanda rischia di danneggiare
ingiustamente anche le esportazioni italiane di verdure e legumi che -
conclude la Coldiretti - nel paese hanno raggiunto il valore di 460
milioni di euro nel 2010, in aumento del 28 per cento su base annua".

(Sec/Zn/Adnkronos)
29-MAG-11 11:23

NNNN
AGRICOLTURA: E' ALLARME PER KIWI, LA QUESTIONE SARA' AFFRONTATA IN CDM (2) =
REGIONE LAZIO IN PRIMA FILA SU EMERGENZA

(Adnkronos) - Inoltre, l'assessore all'agricoltura della regione
Lazio Angela Birindelli ha reso permanente il tavolo istituzionale
attivato dalla Regione finche' non si troveranno adeguate soluzioni
per dare risposte concrete ai produttori e ha chiesto al ministro
l'istituzione di un progetto di ricerca nazionale per contrastare la
malattia e ulteriori risorse per gli indennizzi agli agricoltori volte
ad integrare quelle stanziate dalle Regioni. Secondo l'assessore si e'
"di fronte ad un problema di dimensioni internazionali e quindi e'
necessaria la definizione di una strategia coordinata sostenuta
dall'Unione Europea, dal Mipaaf e dalle Regioni''.

''In questa partita - conclude Birindelli - la Regione Lazio si
pone come regione capofila, considerato che circa il 35% della
produzione italiana viene realizzata sul territorio regionale. Inoltre
con il Kiwi di Latina Igp, unico kiwi riconosciuto a livello
comunitario, la nostra regione si caratterizza per un produzione di
alta qualita'''.

"La coltivazione di actinidia - ha detto Politi nei giorni
scorsi- e' una realta' importante per la nostra agricoltura: oltre 500
mila tonnellate prodotte su circa 29 mila ettari, con un fatturato al
consumo che si aggira attorno ai 10 miliardi di euro. E rappresenta il
10 per cento della frutticoltura italiana, con una quota significativa
destinata all'esportazione. Un autentico patrimonio agroalimentare
oggi minacciato da una batteriosi altamente contagiosa che ha gia'
pressoche' distrutto le coltivazioni a polpa gialla, la varieta' piu'
pregiata e anche la piu' sensibile al patogeno, e ha colpito quelle a
polpa verde in una percentuale variabile dal 6 al 30 per cento.

(Arm/Zn/Adnkronos)
29-MAG-11 12:00

NNNN
Germania/ Berlino: causa contaminazione verdure ancora ignota
"Finch non sar scoperta, allarme resta in vigore"

Berlino, 29 mag. (TMNews) - Le autorit tedesche hanno avvertito
oggi che la causa della contaminazione della verdura con il
batterio E. Coli all'origine di almeno dieci decessi in Germania
non stata ancora identificata. "Fino a quando gli esperti in
Germania e in Spagna non saranno capaci di identificare con
certezza l'origine dell'agente patogeno, l'allarme generale
rester in vigore", ha dichiarato il ministro tedesco per
l'Alimentazione, l'Agricoltura e la tutela dei consumatori, Ilse
Aiger, in un'intervista al quotidiano domenicale Bild am Sonntag.

"Le autorit competenti stanno facendo tutto quanto in loro
potere per chiarire questa vicenda, sul piano nazionale e
internazionale", ha aggiunto.

(fonte afp)

Coa

291240 mag 11

BATTERIO KILLER: CODACONS,BLOCCARE IMPORT CETRIOLI DA EUROPA

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Il Codacons chiede alle autorita'
sanitaria italiane ''misure urgenti'' per bloccare le
importazioni di cetrioli da tutta l'Europa, a tutela della
salute in relazione all'infezione causata dal batterio
Escherichia coli che ha causato almeno 276 infezioni in Germania
e casi in molti Paesi Europei.
''Il ministero della Salute e gli altri organi competenti
devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e
cetriolini provenienti da tutta Europa'', afferma in una nota il
presidente Codacons, Carlo Rienzi. E' anche indispensabile,
prosegue la nota, ''effettuare controlli stringenti su tutta
l'ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e
dall'Olanda. Queste misure - secondo Rienzi - sono necessarie
per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel
nostro Paese''. L'associazione invita infine ''i cittadini a
verificare con attenzione la provenienza degli alimenti,
obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura''.
(ANSA).

COM-BG/KZS
29-MAG-11 14:42 NNNN
(AGI) - Roma, 29 mag. - "Misure urgenti" per bloccare le importazioni di cetrioli da tutta l'Europa, dopo l'allarme per la diffusione del batterio-killer che ha causato centinaia di infezioni e almeno dieci morti in Germania. "Il ministero della Salute e gli altri organi competenti - sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi - devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa". Occorre "effettuare controlli stringenti su tutta l'ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall'Olanda. Queste misure sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese". Il Codacons invita i cittadini "a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura". (AGI) Pgi 291619 MAG 11
Quel che e' certo e' che il contagio si sta estendendo a
diversi paesi europei. Secondo il Centro europeo per la
prevenzione e il controllo (Ecdc), altri 25 casi sarebbero stati
individuati in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran Bretagna,
due in Austria, uno in Olanda. Paesi ai quali si sono aggiunti
anche la Francia, con tre casi sospetti "in corso di
accertamento", hanno sottolineato le autorita' di Parigi, e la
Svizzera, dove e' stato scoperto proprio ieri un secondo caso di
contaminazione, confermato dalle autorita' sanitarie, secondo le
quali bisognera' pero' aspettare martedi' per sapere esattamente
di che tipo di batterio Ehec si tratta.
Ma la piu' colpita rimane la Germania: le vittime sono
salite a 10, gli esperti del centro per la prevenzione e il
controllo parlano di almeno 276 persone infettate e definiscono
quella scatenata dal batterio killer una delle peggiori epidemie
mai verificatesi nel paese.
Per quanto riguarda l'Italia, ieri la Coldiretti ha invitato
ad evitare allarmismi, ma anche a preferire prodotti
nostrani.(ANSA).

TAM
29-MAG-11 12:03 NNNN

NNNN
SANITA': DOMANI A BERLINO VERTICE STRAORDINARIO SU BATTERIO KILLER =

Berlino, 29 mag. (Adnkronos/Dpa) - Vertice straordinario domani
a Berlino per analizzare i dati sull'emergenza EHEC, il batterio
killer che ha gia' provocato la morte di dieci persone in Germania.
All'incontro parteciperanno rappresentanti del governo di Angela
Merkel, degli stati federati tedeschi e delle autorita' sanitarie, tra
cui il ministro dell'Alimentazione e la tutela dei Consumatori Ilse
Aigner, il responsabile della Sanita' Daniel Bahn, ed i vertici del
principale istituto di epidemiologia del paese, Robert Koch.

Nel corso dell' "incontro informativo" si esaminera' lo stato di
avanzamento delle ricerche scientifiche e le "misure adottate" per
fermare il propagarsi della malattia, ha reso noto il governo a
Berlino. Il batterio Escherichia coli (EHEC) si propaga in forma
inusualmente rapida e provoca forme di diarrea emorragica e coliche
che possono provocare anemia, insufficienza renale e trombocitopenia.

In tutta la Germania sono stati segnalati 200 casi gravi ed un
migliaio di persone risultano infettate. Il batterio e' stato trovato
anche in Svizzera, Austria, Danimarca, Svezia e Repubblica ceca.
L'istituto di Sanita' di Amburgo aveva rintracciato il batterio in una
partita di cetrioli provenienti da due imprese ortofrutticole spagnole
di Malaga e Almeria ma non ha potuto dimostrare se questa sia la sua
unica origine.

(Ses/Col/Adnkronos)
29-MAG-11 17:29

2 GIUGNO: UNIFORMI STORICHE E OSPITI ILLUSTRI, TORNA LA PARATA MILITARE = 80 DELEGAZIONI STRANIERE, MISURE SICUREZZA STRAORDINARIE E 2.500 AGENTI MOBILITATI



2 GIUGNO: UNIFORMI STORICHE E OSPITI ILLUSTRI, TORNA LA PARATA MILITARE =
80 DELEGAZIONI STRANIERE, MISURE SICUREZZA STRAORDINARIE E 2.500
AGENTI MOBILITATI

Roma, 29 mag. - (Adnkronos) - Sara' un salto all'indietro nel
tempo. La tradizionale sfilata militare del 2 giugno ai Fori Imperiali
rendera' omaggio alla tradizione, facendo transitare davanti alle
tribune alla presenza delle piu' alte cariche dello Stato una serie di
mezzi militari d'epoca (dalle carrozze ai primi veicoli blindati) e di
uniformi storiche che hanno scandito le vicende delle forze armate.

Quest'anno tra gli ospiti, alla cerimonia in programma tra il
Colosseo e Piazza Venezia, figurano anche 80 delegazioni straniere e
molti capi di Stato e di governo. I principali partner europei e
mondiali invieranno rappresentanti al piu' alto livello: gli Stati
Uniti con il vice presidente Joe Biden, la Federazione Russa con il
presidente Dmitri Medvedev, la Repubblica Popolare Cinese con il vice
presidente Xi JinPing, la Turchia con il presidente Abdullah Gul. Tra
gli europei il presidente della Repubblica Federale tedesca Christian
Wulff, il re Juan Carlos per la Spagna, il presidente austriaco Heinz
Fisher.

La presenza delle massime cariche istituzionali italiane e di
delegazioni estere di cosi' alto livello ha portato ad un ulteriore
innalzamento delle misure di sicurezza, con piu' di 2.500 operatori
delle forze dell'ordine e delle forze speciali militari impegnati a
garantire che nulla possa turbare il programma delle celebrazioni.
(segue)

(Sin/Zn/Adnkronos)
29-MAG-11 14:30

2 GIUGNO: UNIFORMI STORICHE E OSPITI ILLUSTRI, TORNA LA PARATA MILITARE (2) =
NEL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA SFILATA PIU' SCENOGRAFICA E
CELEBRATIVA

(Adnkronos) - Massima attenzione, quindi, sotto il profilo delle
misure di prevenzione (non escluso anche un provvedimento di chiusura
temporanea dei cieli su Roma), tiratori scelti sui tetti, percorsi
delle delegazioni internazionali supercontrollati e molti addetti alla
sicurezza mischiati tra le 20mila persone che, si prevede,
affolleranno l'area dei Fori Imperiali per assistere all'evento.

La ricorrenza quest'anno del 65° anniversario della
proclamazione della Repubblica, oltre al 150° dell'Unita' d'Italia,
hanno consigliato quest'anno un'edizione della parata militare piu'
scenografica e celebrativa rispetto a quelle degli anni scorsi.
L'intento e' quello di sottolineare il legame dei militari italiani
alla Repubblica attraverso una carrellata di mezzi ed uniformi d'epoca
che possano far rivivere le fasi storiche piu' importanti che hanno
visto le forze armate nel ruolo di protagoniste.

Ma non si guardera' solo all'indietro: prevista ai Fori
Imperiali anche la sfilata delle piu' moderne e tecnologiche
acquisizioni recenti delle forze armate, a simboleggiare l'unione
ideale dei soldati del futuro con i militari del passato. (segue)

(Sin/Zn/Adnkronos)
29-MAG-11 14:38

NNNN

BALLOTTAGGI: VERDI, A NAPOLI TURISTI PER VEDERE VOTO CAMORRA IN QUARTIERE PALLONETTO DA NORD ITALIA PER FOTOGRAFARE SEGGIO

BALLOTTAGGI: VERDI, A NAPOLI TURISTI PER VEDERE VOTO CAMORRA
IN QUARTIERE PALLONETTO DA NORD ITALIA PER FOTOGRAFARE SEGGIO
(ANSA) - NAPOLI, 29 MAG - Turisti, a Napoli, per vedere dove
e come vota la camorra: lo denuncia il commissario regionale dei
Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
''Stamattina fuori il seggio del Pallonetto di Santa Lucia -
racconta Borrelli rappresentante di lista a sostegno del
candidato De Magistris proprio in quel plesso - si e' presentata
una comitiva di turisti del nord Italia per vedere e fotografare
il luogo dove, a dire loro, vota la criminalita'. Sapevano anche
che in questo plesso votano molti attuali ed ex criminali e che
in passato ci sono state molte denunce per presunti brogli ed
irregolarita'. Lo stesso plesso e' stato il luogo dove 5 anni fa
raccolse il record di preferenze il consigliere municipale del
Pdl, Salvatore Alajo, poi arrestato e condannato con altri
complici in primo grado per la mega truffa dei falsi invalidi''.
''E' davvero assurdo - conclude Borrelli - che ci sia un
turismo di questo genere, come e' assurdo che un turista possa
morire per aver indossato un rolex a Napoli. Il prossimo sindaco
della citta' dovra' lavorare molto su questo versante per
evitare ogni eccesso criminale da un lato, garantire la piena
sicurezza dei cittadini e degli ospiti, ma dall'altro anche ad
evitare una presenza turistica di questo tipo che ci
offende''.(ANSA).

SS
29-MAG-11 16:00 NNNN

'Militari e candidati nel PDL a Milano. Violato il codice per la campagna in divisa'

Ricevo e pubblico

"Due delegati della Rappresentanza Militare al centro dell'attenzione per motivi legati ai diritti politici."

Ricevo e volentieri pubblico










sabato 28 maggio 2011

ZIMBABWE: SERGENTE POLIZIA USA GABINETTO MUGABE, IN CARCERE

ZIMBABWE: SERGENTE POLIZIA USA GABINETTO MUGABE, IN CARCERE
DICE RADIO LOCALE, 'NON RIUSCIVA PIU' A TRATTENERSI'
(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Quando le urgenze fisiologiche
diventano indilazionabili, pur di ritrovare la liberta' a volte
non ci possono fermare barriere ne' remore, ne' - e' il caso di
dirlo - si guarda in faccia a nessuno. E cosi' si puo' incorrere
in un brutto guaio, com'e' accaduto ad Alois Mabhunu, sergente
della polizia dello Zimbabwe che, in servizio di vigilanza ad
una fiera campionaria nella citta' di Bulawayo, non riusciva
piu' a trattenersi. Alla disperata ricerca di un bagno, ha osato
''violare'' il gabinetto riservato al presidente-padrone Robert
Mugabe. Un oltraggio che allo sfortunato sergente e' costato
gia' l'arresto e forse costera' un anno di carcere.
La vicenda e' raccontata dalla radio locale Vop con il titolo
''Mai usare il gabinetto riservato al presidente!'' e riportata
oggi dal sito del quotidiano britannico Guardian. ''A causa
dell'improrogabile richiamo della natura, Mabhunu, e' corso
verso i gabinetti riservati a Mugabe...ed e' stato bloccato
dagli agenti posti di guardia'', racconta radio Vop. ''Ma non
potendo resistere all'intensa pressione, il sottufficiale e'
riuscito a farsi largo per trovare sollievo. E' stato arrestato
il 7 maggio dopo che sull'episodio e' stato fatto un rapporto
agli uomini della sicurezza di Mugabe''.
Ora Mabhunu si trova detenuto in una caserma di Bulawayo. La
sua avvocatessa ha impostato la strategia difensiva sul fatto
che non esista una legge specifica che proclami determinate
latrine come ''riservate al presidente'' e che nel caso
specifico si trattava di un gabinetto pubblico. Ma il poliziotto
rischia di scontare un anno di carcere per invasione della
privacy della quale Mugabe, a quanto sembra, e' estremamente
geloso. (ANSA).

GV
28-MAG-11 16:33 NNNN

SPARISCE HASHISH DA CASERMA CC NEL BOLOGNESE,INDAGATO MARESCIALLO

SPARISCE HASHISH DA CASERMA CC NEL BOLOGNESE,INDAGATO MARESCIALLO =
(AGI) - Bologna, 28 mag. - Un maresciallo dei carabinieri e'
indagato a seguito della sparizione di un chilo di hashish
dall'ufficio corpi di reato della caserma dei carabinieri di
San Giovanni in Persiceto, nel bolognese. Sulla vicenda dopo
un'informativa inviata alla Procura dal comando provinciale
dell'Arma e' stata aperta un'inchiesta. Per il sottoufficiale
che e' stato trasferito ad un altro comando si ipotizza il
reato di peculato. Le indagini sono state delegate al comando
provinciale che ha avviato anche un'indagine interna. Il
maresciallo ricopriva un ruolo nelle procedure di custodia del
deposito della droga sequestrata durante un'operazione di
polizia giudiziaria del 2009 condotta dalla compagnia di San
Giovanni in Persiceto. Durante le periodiche ispezioni dei
militari e' emerso che mancava da quella partita di sostanza
stupefacente un chilogrammo di hashish. Non essendoci traccia
del verbale di distruzione sono state avviate le indagini per
chiarire eventuali responsabilita' riferite a quell'ammanco di
hashish. Oltre al provvedimento di trasferimento nei confronti
del maresciallo, sono tuttora al vaglio disciplinare i
comportamenti di eventuali altri militari preposti alla
vigilanza sui reperti e sul rispetto delle relative procedure.
Il procuratore aggiunto di Bologna e portavoce della Procura
Valter Giovannini riferendosi a questa vicenda ha detto:
"L'Arma riscuote la nostra totale fiducia avendo fin
dall'inizio agito con prontezza e lealta' assoluta". (AGI)
Ari
281653 MAG 11

NNNN

POLIZIA: MORTO ISPETTORE SERRA,UN MITO CONTRO "ANONIMA SEQUESTRI"


POLIZIA: MORTO ISPETTORE SERRA,UN MITO CONTRO "ANONIMA SEQUESTRI" =
(AGI) - Cagliari, 28 mag. - E' morto stamane in ospedale a
Cagliari Antonio Serra, "mitico" ispettore capo della polizia,
diventato celebre per la caccia ai latitanti nel Nuorese. Nato
a Thiesi, in provincia di Sassari, settantacinque anni fa,
comando' la squadriglia catturandi della squadra mobile di
Nuoro. Era in pensione dal primo febbraio del 1994. L'ispettore
Serra, durante la sua lunga carriera si e' distino per aver
portato a termine numerose operazioni nelel campagne della
Barbagia che consentirono la cattura di alcuni tra i maggiori
esponenti dell'anonima sequestri sarda con la liberazione di
diverse vittime di rapimenti. Grazie alla sua profonda
conoscenza del territorio e delle dinamiche criminali
barbaricine, riusci' a catturare i piu' pericolosi latitanti
sardi. Per queste operazioni e' stato insignito della medaglia
di bronzo al valor civile e di numerose altre onorificenze.
(AGI)
Sol
281254 MAG 11

NNNN

Contro i tagli alla sicurezza manifestazione del Silp Cgil, martedi a Savona

Martedì 31 maggio 2011 a partire dalle ore 10,00 si svolgerà la manifestazione organizzata dal SILP per la CGIL nelle vie antistanti la Questura di Savona , contro i tagli alla sicurezza e per la tutela della specificità della professione

Ciotti (Silp Cgil): "In VIII municipio, per ogni 2000 cittadini c’è un solo poliziotto" (link diretto al sito dell'autore)

Annarella su referendum, Pisapia, situazione politica italiana ecc.

Dir. 5-4-2011 n. 2011/36/UE DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI. Pubblicata nella G.U.U.E. 15 aprile 2011, n. L 101.

Dir. 5 aprile 2011, n. 2011/36/UE   (1) (2).
DIRETTIVA  DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e  che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI.

(1) Pubblicata nella G.U.U.E. 15 aprile 2011, n. L 101.
(2)  La presente direttiva è entrata in vigore il 15 aprile 2011.


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 82, paragrafo 2, e l'articolo 83, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (3),
previa consultazione del Comitato delle regioni,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (4),
considerando quanto segue:
(1)  La tratta di esseri umani è un reato grave, spesso commesso nell'ambito  della criminalità organizzata, e costituisce una seria violazione dei diritti fondamentali esplicitamente vietata dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani sono una priorità dell'Unione e degli Stati membri.
(2) La presente direttiva è parte dell'azione globale contro la tratta di esseri umani, che include azioni che coinvolgono paesi terzi, come dichiarato nel «Libro bianco sulle iniziative per rafforzare la dimensione esterna dell'Unione nelle iniziative contro la tratta di esseri umani: verso un'azione dell'Unione europea a livello mondiale contro la tratta di esseri umani» approvata dal Consiglio il 30  novembre 2009. In tale contesto è opportuno realizzare azioni nei paesi  terzi da cui provengono e vengono trasferite le vittime della tratta per svolgere un'opera di sensibilizzazione, ridurre la vulnerabilità, sostenere e assistere le vittime, lottare contro le cause profonde del fenomeno e aiutare i paesi terzi interessati a sviluppare un'adeguata legislazione per contrastare la tratta.
(3) La presente direttiva riconosce la specificità di genere del fenomeno e che la tratta degli uomini e quella delle donne hanno spesso fini diversi. Per questo motivo, anche le misure di assistenza e sostegno dovrebbero integrare una specificità di genere laddove opportuno. I fattori che spingono le persone a lasciare il proprio paese d'origine (fattori «push») e quelli che le attraggono nei paesi di destinazione (fattori «pull») possono divergere in base ai settori interessati, ad esempio l'industria del sesso o lo sfruttamento del lavoro nel settore edile, agricolo o della servitù domestica.
(4) L'Unione si è impegnata a prevenire e combattere la tratta di esseri umani e a proteggere i diritti delle vittime: a tal fine sono stati adottati la decisione quadro 2002/629/GAI  del Consiglio, del 19 luglio 2002, sulla lotta alla tratta di esseri umani e il piano UE sulle migliori pratiche, le norme e le procedure per  contrastare e prevenire la tratta di esseri umani (5). Inoltre, il programma di Stoccolma - Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini (6),  adottato dal Consiglio europeo, accorda una netta priorità alla lotta contro la tratta di esseri umani. È opportuno prevedere ulteriori misure, quali il sostegno per lo sviluppo di indicatori comuni generali dell'Unione per l'identificazione delle vittime della tratta, mediante lo scambio di migliori prassi tra tutte le parti in causa, in particolare i servizi sociali pubblici e privati.
(5) Le autorità di contrasto degli Stati membri dovrebbero continuare a collaborare per rafforzare la lotta contro la tratta di esseri umani. Sono a tal proposito essenziali una stretta cooperazione transfrontaliera che comprenda lo scambio di informazioni e di migliori prassi nonché un dialogo aperto e costante tra le autorità di polizia, giudiziarie e finanziarie degli Stati membri. Il coordinamento delle indagini e delle azioni penali nei casi di tratta di esseri umani dovrebbe essere agevolato da una cooperazione rafforzata con Europol e Eurojust, l'istituzione di squadre investigative comuni e l'attuazione della decisione quadro 2009/948/GAI del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla prevenzione e la risoluzione dei conflitti relativi all'esercizio della giurisdizione nei procedimenti penali .
(6)  Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare le organizzazioni della società civile, comprese le organizzazioni non governative la cui attività è riconosciuta nella lotta contro la tratta di esseri umani, e collaborare strettamente con esse, in particolare per quanto riguarda le  iniziative politiche, le campagne di informazione e sensibilizzazione, i  programmi di ricerca e istruzione e la formazione, nonché la verifica e  la valutazione dell'impatto delle misure di contrasto della tratta.
(7)  La presente direttiva adotta un approccio globale, integrato e incentrato sui diritti umani alla lotta contro la tratta di esseri umani, e nell'attuazione della stessa, è opportuno tener conto della direttiva 2004/81/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri  umani o coinvolti in un'azione di favoreggiamento dell'immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti , e della direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009,  che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare . I principali obiettivi della presente direttiva sono una più rigorosa prevenzione e repressione e la protezione dei diritti delle vittime. La
presente direttiva adotta inoltre una comprensione contestuale delle varie forme della tratta ed è  volta a garantire che ogni forma sia combattuta con le misure più efficaci.
(8) Poiché i minori costituiscono una categoria più vulnerabile rispetto agli adulti e corrono quindi maggiori rischi di divenire vittime della tratta di esseri umani, è necessario che la presente direttiva sia applicata tenendo conto dell'interesse superiore del minore conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione  europea e alla Convenzione ONU del 1989 sui diritti del fanciullo.
(9)  Il protocollo ONU del 2000 per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione  delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, e  la Convenzione del Consiglio d'Europa del 2005 sulla lotta contro la tratta di esseri umani rappresentano passi decisivi nel processo di potenziamento della cooperazione internazionale nella lotta contro la tratta di esseri umani. È opportuno rilevare che la Convenzione del Consiglio d'Europa contiene un meccanismo di valutazione, composto dal gruppo di esperti nella lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) e  dal Comitato delle parti. Per evitare la duplicazione di sforzi è opportuno sostenere il coordinamento tra le organizzazioni internazionali con competenze in materia di azioni contro la tratta di esseri umani.
(10) La presente direttiva lascia impregiudicato il principio di non respingimento («non refoulement») conformemente alla Convenzione del 1951 relativa allo stato dei rifugiati (Convenzione di Ginevra), nonché all'articolo 4 e all'articolo 19, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
(11) Per adeguarsi alla recente evoluzione del fenomeno della tratta di esseri umani, la presente direttiva adotta una nozione più ampia rispetto alla decisione quadro 2002/629/GAI di ciò che dovrebbe essere considerato tratta di esseri umani e include pertanto altre forme di sfruttamento. Nel contesto della presente direttiva, l'accattonaggio forzato dovrebbe essere inteso come una forma di lavoro o servizio forzato quali definiti  nella convenzione OIL n. 29 del 1930 concernente il lavoro forzato ed obbligatorio. Pertanto, lo sfruttamento dell'accattonaggio, compreso l'uso per l'accattonaggio di una persona dipendente vittima della tratta, rientra nell'ambito della definizione di tratta di esseri umani solo qualora siano presenti tutti gli elementi del lavoro o servizio forzato. Alla luce della pertinente giurisprudenza, la validità di qualsiasi eventuale consenso a prestare tale
lavoro o servizio dovrebbe essere valutata caso per caso. Tuttavia, nel caso di minori, nessun eventuale consenso dovrebbe essere considerato valido. L'espressione «sfruttamento di attività criminali» dovrebbe essere intesa come lo sfruttamento di una persona affinché commetta, tra l'altro, atti di borseggio, taccheggio, traffico di stupefacenti e altre attività analoghe che sono oggetto di sanzioni e implicano un profitto economico.  Tale definizione contempla anche la tratta di esseri umani perpetrata ai fini del prelievo di organi, pratica che costituisce una grave violazione della dignità umana e dell'integrità fisica, nonché, ad esempio, altri comportamenti quali l'adozione illegale o il matrimonio forzato nella misura in cui soddisfano gli elementi costitutivi della tratta di esseri umani.
(12) I livelli delle pene nella presente direttiva riflettono la preoccupazione crescente negli Stati membri in relazione allo sviluppo del fenomeno della tratta di esseri umani. Per questo motivo la presente direttiva utilizza come base i livelli 3 e 4 delle conclusioni del Consiglio, del 24 e 25 aprile 2002, sull'approccio  da adottare per l'armonizzazione delle pene. Quando il reato è commesso  in determinate circostanze, per esempio se la vittima è particolarmente  vulnerabile, la pena dovrebbe essere più severa. Nel contesto della presente direttiva, fra le persone vulnerabili dovrebbero essere compresi almeno i minori. Altri elementi che si potrebbero prendere in considerazione nel valutare la vulnerabilità della vittima comprendono, ad esempio, il sesso, la gravidanza, lo stato di salute e la disabilità.  Se il reato è particolarmente grave, ad esempio qualora sia stata
messa  in pericolo la vita della vittima, o se il reato è stato perpetrato con  ricorso a violenze gravi, quali la tortura, il consumo forzato di droghe/medicinali, lo stupro o altre gravi forme di violenza psicologica, fisica o sessuale, o ha altrimenti causato un pregiudizio particolarmente grave alla vittima, ciò dovrebbe altrettanto tradursi in  pene più severe. Nella presente direttiva ogni riferimento alla consegna dovrebbe intendersi ai sensi della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri . La gravità del reato commesso potrebbe essere considerata nell'ambito dell'esecuzione della sentenza.
(13) Nella lotta alla tratta di esseri umani è opportuno avvalersi pienamente degli strumenti in vigore sul sequestro e la confisca dei proventi di reato, ad esempio la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e relativi protocolli, la Convenzione del Consiglio d'Europa del 1990 sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, la decisione quadro 2001/500/GAI del Consiglio, del 26 giugno 2001, concernente il riciclaggio di denaro, l'individuazione, il rintracciamento, il congelamento o sequestro e la confisca degli strumenti e dei proventi di reato , e la decisione quadro  2005/212/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato . È opportuno promuovere  l'uso degli strumenti e proventi sequestrati e confiscati provenienti dai reati di cui alla presente
direttiva per finanziare l'assistenza e la protezione delle vittime, compreso il loro risarcimento e l'applicazione della legislazione transfrontaliera dell'Unione contro le  attività della tratta.
(14) È opportuno tutelare le vittime della  tratta di esseri umani, conformemente ai principi fondamentali degli ordinamenti giuridici degli Stati membri interessati, dall'azione penale  e dalle sanzioni per le attività criminali, quali l'uso di documenti falsi o la commissione di reati previsti dalla legislazione sulla prostituzione o l'immigrazione, che siano state costrette a compiere come conseguenza diretta dell'essere oggetto della tratta. Tale protezione mira a salvaguardare i diritti umani delle vittime, a prevenire un'ulteriore vittimizzazione e ad incoraggiarle a testimoniare  nei procedimenti penali contro gli autori dei reati. Tale protezione non dovrebbe escludere azioni giudiziarie o sanzioni penali per i reati commessi intenzionalmente o nei quali si ravvisa una partecipazione intenzionale.
(15) Per garantire il buon esito delle indagini e dell'azione penale relative ai reati di tratta di esseri umani, l'avvio delle indagini non dovrebbe, in via di principio, essere subordinato alle dichiarazioni o all'accusa formulate dalla vittima. Qualora richiesto dalla natura dell'atto, l'azione penale dovrebbe essere consentita per un congruo periodo di tempo dopo che la vittima ha raggiunto la maggiore età. La durata del congruo periodo di tempo di perseguibilità dovrebbe essere determinata conformemente alle rispettive  legislazioni nazionali. Le autorità di contrasto e le autorità inquirenti dovrebbero essere adeguatamente formate, in particolare per migliorare l'esecuzione internazionale delle norme e la cooperazione giudiziale. Sarebbe opportuno mettere a disposizione dei responsabili dell'indagine e dell'azione penale relative a tali reati gli strumenti investigativi usati
contro la criminalità organizzata e altri reati gravi, tra cui, l'intercettazione di comunicazioni, la sorveglianza discreta, compresa la sorveglianza elettronica, il controllo dei conti bancari o altre indagini finanziarie.
(16) Per garantire un'azione  penale efficace contro i gruppi della criminalità internazionale che hanno il centro delle loro attività in uno Stato membro e che sono dediti alla tratta di esseri umani nei paesi terzi, è opportuno stabilire la giurisdizione sul reato di tratta quando l'autore del reato  ha la cittadinanza di uno Stato membro e il reato è stato commesso al di fuori del territorio di quello Stato membro. Analogamente, si potrebbe stabilire la giurisdizione quando l'autore del reato risiede abitualmente in uno Stato membro, la vittima ha la cittadinanza o risiede abitualmente in uno Stato membro, o il reato è stato commesso a vantaggio di una persona giuridica che ha sede nel territorio di uno Stato membro e il reato è stato commesso al di fuori del territorio di quello Stato membro.
(17) Mentre la direttiva 2004/81/CE prevede il rilascio di un titolo di soggiorno alle vittime della tratta  di esseri umani che siano cittadini di paesi terzi e la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al  diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri , disciplina l'esercizio del diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli  Stati membri, nonché la protezione contro l'allontanamento, la presente  direttiva stabilisce specifiche misure di protezione per tutte le vittime della tratta di esseri umani e non riguarda di conseguenza le condizioni di soggiorno delle vittime della tratta di esseri umani nel territorio degli Stati membri.
(18) È necessario che le vittime della tratta possano esercitare effettivamente i propri diritti. È quindi opportuno che dispongano di assistenza e sostegno prima, durante e  per un congruo periodo di tempo dopo i procedimenti penali. Gli Stati membri dovrebbero fornire le risorse per finanziare l'assistenza, il sostegno e la protezione delle vittime. L'assistenza e il sostegno forniti dovrebbero comprendere almeno una serie minima di misure necessarie per consentire alle vittime di ristabilirsi e di sottrarsi ai  loro trafficanti. Nell'attuazione pratica di tali misure è opportuno tenere conto, in base ad una valutazione individuale effettuata conformemente alle procedure nazionali, delle circostanze, del contesto culturale e delle esigenze della persona interessata. L'assistenza e il sostegno dovrebbero essere forniti ad una persona non appena vi sia ragionevole motivo di ritenere
che essa possa essere stata oggetto di tratta e indipendentemente dalla sua volontà di testimoniare o meno. Qualora la vittima non risieda legalmente nello Stato membro interessato, l'assistenza e il sostegno dovrebbero essere forniti incondizionatamente almeno durante il periodo di riflessione. Se, una volta completato il processo di identificazione o scaduto il periodo di riflessione, la vittima non è ritenuta ammissibile al titolo di soggiorno o non abbia altrimenti residenza legale nello Stato membro interessato, o se la vittima ha lasciato il territorio di detto Stato membro, lo Stato membro interessato non è obbligato a continuare a fornirle assistenza e sostegno sulla base della presente direttiva. Ove necessario, per circostanze quali cure mediche in corso a causa delle gravi conseguenze fisiche o psicologiche del reato, o qualora la sicurezza della vittima sia a rischio per
le dichiarazioni da essa rese nel procedimento penale, l'assistenza e il sostegno dovrebbero proseguire per un congruo periodo di tempo dopo la conclusione del procedimento penale.
(19) La decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio, del 15 marzo 2001, relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale stabilisce una serie di diritti delle vittime nei procedimenti penali, fra cui il diritto alla protezione e al risarcimento. Le vittime della tratta di esseri umani dovrebbero poter accedere inoltre rapidamente alla consulenza legale e, secondo il ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, all'assistenza legale,  anche ai fini di una domanda di risarcimento. Le autorità competenti potrebbero inoltre fornire tale consulenza e assistenza legale ai fini di una domanda di risarcimento dallo Stato. Scopo della consulenza legale è consentire alle vittime di essere informate e consigliate sulle  varie possibilità a loro disposizione. La consulenza legale dovrebbe essere fornita da una persona che ha ricevuto una formazione giuridica adeguata senza
essere necessariamente un avvocato. La consulenza legale e, secondo il ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, l'assistenza legale dovrebbero essere fornite a titolo gratuito, almeno quando la vittima non disponga di risorse finanziarie sufficienti, in modo conforme alle procedure interne degli Stati membri. Poiché è improbabile che i minori vittime di tratta, in particolare, dispongano di tali risorse la consulenza legale e l'assistenza legale sarebbero in pratica gratuite per costoro. Inoltre, sulla base di una valutazione individuale dei rischi, effettuata conformemente alle procedure nazionali, le vittime dovrebbero essere protette contro la ritorsione, l'intimidazione e il rischio di essere di nuovo oggetto di tratta.
(20)  Le vittime della tratta di esseri umani che hanno subito le conseguenze  di abusi e trattamenti degradanti solitamente legati al reato di tratta, quali sfruttamento sessuale, abusi sessuali, stupro, pratiche simili alla schiavitù o prelievo di organi, dovrebbero essere protette contro la cosiddetta vittimizzazione secondaria e contro ogni altro trauma durante il procedimento penale. Si dovrebbero evitare ripetizioni  non necessarie delle audizioni nel corso delle indagini e del procedimento penale, ad esempio, nei casi consentiti, attraverso la produzione, quanto prima possibile nel corso del procedimento, della videoregistrazione di tali audizioni. A tal fine, le vittime della tratta di esseri umani dovrebbero beneficiare di un trattamento adeguato, basato sulle loro esigenze individuali, durante le indagini e i  procedimenti penali. La valutazione delle esigenze individuali
dovrebbe  tener conto di elementi quali l'età, di un'eventuale gravidanza, dello stato di salute, di una eventuale disabilità o di altre circostanze personali, nonché delle conseguenze fisiche o psicologiche dell'attività criminale di cui la vittima è stata oggetto. L'eventuale trattamento e le sue modalità di applicazione devono essere decisi, caso per caso, conformemente al diritto nazionale, alle norme sulla discrezionalità, la  prassi o gli orientamenti giudiziari.
(21) Le misure di assistenza e sostegno alle vittime dovrebbero essere fornite su base consensuale e informata. Le vittime dovrebbero pertanto essere al corrente degli aspetti salienti delle suddette misure, che non dovrebbero essere loro imposte. Il rifiuto da parte della vittima delle misure di assistenza o sostegno non dovrebbe comportare l'obbligo per le  autorità competenti dello Stato membro interessato di offrire alla vittima misure alternative.
(22) Oltre alle misure a disposizione di tutte le vittime della tratta di esseri umani, è opportuno che gli Stati membri garantiscano specifiche misure di assistenza, sostegno e protezione per i minori. Tali misure dovrebbero essere applicate tenendo  conto dell'interesse superiore del minore conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui diritti del fanciullo. Quando l'età di una persona oggetto della tratta di esseri umani è incerta e sussistono motivi per ritenere che sia inferiore ai diciotto anni, si dovrebbe presumere che la persona in questione sia un minore e la stessa dovrebbe ricevere assistenza, sostegno e protezione immediati.  Le misure di assistenza e sostegno per i minori dovrebbero essere intese al recupero fisico e psico-sociale e ad una soluzione duratura per il minore in questione. L'accesso all'istruzione aiuterebbe il minore a reintegrarsi nella
società. Tenuto conto della particolare vulnerabilità dei minori vittime della tratta, si dovrebbero prevedere ulteriori misure di protezione per tutelarli in occasione delle audizioni rese durante le indagini e i procedimenti penali.
(23) È  opportuno dedicare un'attenzione particolare ai minori non accompagnati  vittime della tratta di esseri umani, in quanto la loro situazione di particolare vulnerabilità richiede assistenza e sostegno specifici. Gli Stati membri dovrebbero applicare misure di accoglienza specifiche per le esigenze del minore non accompagnato vittima della tratta di esseri umani, dal momento in cui è identificato fino a quando si perviene a una  soluzione duratura, provvedendo all'applicazione delle salvaguardie procedurali del caso. È opportuno adottare le misure necessarie per provvedere, laddove opportuno, alla nomina di un tutore e/o di un rappresentante ai fini della salvaguardia dell'interesse superiore del minore. È opportuno decidere il più rapidamente possibile del futuro di ciascuna vittima minore non accompagnata, per trovare soluzioni durevoli  basate su valutazioni caso per caso
tenendo conto innanzitutto del suo interesse superiore. Tra le soluzioni durature vi potrebbe essere il rimpatrio e la reintegrazione nel paese d'origine o di rimpatrio, l'integrazione nella società ospitante, il rilascio di uno status di protezione internazionale o di altro tipo in conformità alla legislazione nazionale degli Stati membri.
(24) Se, conformemente alla presente direttiva, occorre nominare il tutore e/o rappresentante di un minore, questi ruoli possono essere svolti dalla stessa persona o da una persona giuridica, da un'istituzione o da un'autorità.
(25)  Gli Stati membri dovrebbero stabilire e/o rafforzare le politiche di prevenzione della tratta di esseri umani, prevedendo anche misure che scoraggino e riducano la domanda, fonte di tutte le forme di sfruttamento, e riducano il rischio di divenire vittime della tratta, attraverso la ricerca, inclusa la ricerca su nuove forme di tratta di esseri umani, l'informazione, la sensibilizzazione e l'istruzione. Nell'ambito di tali iniziative, gli Stati membri dovrebbero adottare una  prospettiva di genere e un approccio fondato sui diritti dei minori. I funzionari suscettibili di entrare in contatto con vittime effettive o potenziali della tratta di esseri umani dovrebbero essere adeguatamente preparati ad individuare tali vittime e ad occuparsene. Tale obbligo di formazione dovrebbe essere promosso per i membri delle categorie seguenti che possono entrare in contatto con le vittime:
operatori di polizia, guardie di frontiera, funzionari dei servizi per l'immigrazione, pubblici ministeri, avvocati, giudici e personale giudiziario, ispettori del lavoro, operatori sociali e dell'infanzia, nonché personale sanitario e consolare, ma potrebbe estendersi a seconda  delle circostanze locali ad altri funzionari pubblici che possono entrare in contatto con vittime della tratta durante il loro lavoro.
(26) La direttiva 2009/52/CE prevede sanzioni penali a carico dei datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi in posizione irregolare e che, pur non essendo stati accusati o condannati per tratta di esseri umani, consapevolmente ricorrono al lavoro o ai servizi di una persona vittima della tratta. Oltre a ciò, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di irrogare sanzioni a chi si avvale di qualsiasi servizio da parte di una persona con la consapevolezza che essa è vittima della tratta. Potrebbe essere così perseguita la condotta dei datori di lavoro  di cittadini di paesi terzi in posizione regolare e di cittadini dell'Unione, e quanti ricorrono ai servizi sessuali di qualsiasi persona  vittima della tratta, indipendentemente dalla loro cittadinanza.
(27)  Gli Stati membri dovrebbero istituire, secondo le modalità ritenute opportune conformemente alla loro organizzazione interna e tenendo conto  della necessità di una struttura minima con compiti individuati, sistemi nazionali di monitoraggio, quali ad esempio relatori nazionali o  meccanismi equivalenti, per valutare le tendenze della tratta di esseri  umani, raccogliere statistiche, misurare i risultati delle azioni anti-tratta e presentare relazioni periodiche. Tali relatori nazionali o  meccanismi equivalenti sono già costituiti in una rete informale dell'Unione istituita dalle conclusioni del Consiglio sull'istituzione di una rete europea di relatori nazionali o meccanismi equivalenti sul traffico di esseri umani del 4 giugno 2009. Un coordinatore anti-tratta parteciperebbe ai lavori di tale rete, che offre all'Unione e agli Stati  membri informazioni strategiche obiettive,
affidabili, raffrontabili e aggiornate nell'ambito della tratta di esseri umani e uno scambio di esperienze e migliori prassi nel settore della prevenzione e repressione  della tratta a livello dell'Unione. Il Parlamento europeo dovrebbe avere il diritto di partecipare alle attività comuni dei relatori nazionali o meccanismi equivalenti.
(28) Per valutare i risultati delle azioni anti-tratta, l'Unione dovrebbe continuare a sviluppare il suoi lavoro sulle metodologie e sui metodi di raccolta dei dati per elaborare statistiche raffrontabili.
(29) Alla luce del programma di Stoccolma e al fine di sviluppare una strategia consolidata dell'Unione contro la tratta di esseri umani, intesa a rafforzare ulteriormente l'impegno e gli sforzi dell'Unione e degli Stati membri nella prevenzione e repressione di tale tratta, gli Stati membri dovrebbero agevolare i compiti del coordinatore anti–tratta, tra i quali  possono figurare ad esempio il miglioramento del coordinamento e della coerenza, evitando una duplicazione degli sforzi, tra le istituzioni e le agenzie dell'Unione nonché tra gli Stati membri e gli interlocutori internazionali, il contributo allo sviluppo di politiche e strategie dell'Unione nuove o vigenti rilevanti per la lotta contro la tratta di esseri umani o la comunicazione alle istituzioni dell'Unione.
(30)  La presente direttiva mira a modificare e ad ampliare le disposizioni della decisione quadro 2002/629/GAI. Poiché le modifiche da apportare sono sostanziali per numero e natura, è opportuno che, ai fini della chiarezza, la decisione quadro sia modificata nella sua interezza, in relazione alla partecipazione degli Stati membri nell'adozione della presente direttiva.
(31) Conformemente al punto 34 dell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» (7),  gli Stati membri sono invitati a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e dell'Unione, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la presente direttiva e i provvedimenti di  attuazione.
(32) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire la lotta contro la tratta di esseri umani, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, ma può, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.  La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato  nello stesso articolo.
(33) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente la dignità umana, la proibizione della schiavitù, del lavoro forzato e della tratta di esseri umani, la proibizione della tortura e delle pene o  trattamenti inumani o degradanti, i diritti del bambino, il diritto alla libertà e alla sicurezza, la libertà di espressione e d'informazione, la protezione dei dati di carattere personale, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale e i principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene. In particolare, la presente direttiva è volta a garantire il pieno rispetto  di tali diritti e principi e deve essere attuata di conseguenza.
(34) A norma dell'articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea,  l'Irlanda ha notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione della presente direttiva.
(35) A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea,  e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione della presente direttiva. non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione.
(36) A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea,  la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione. non è  da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

(3)  Parere del 21 ottobre 2010 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(4)   Posizione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2010 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 21 marzo 2011.
(5)  GU C 311 del 9.12.2005, pag. 1.
(6)  GU C 115 del 4.5.2010, pag. 1.
(7)  GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.


Articolo 1  Oggetto
La  presente direttiva stabilisce norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nell'ambito della tratta di esseri umani. Essa introduce altresì disposizioni comuni, tenendo conto della prospettiva di genere, per rafforzare la prevenzione di tale reato e la protezione delle vittime.




Articolo 2  Reati relativi alla tratta di esseri umani
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché siano punibili i seguenti atti dolosi:
il  reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'alloggio o l'accoglienza di persone, compreso il passaggio o il trasferimento dell'autorità su queste persone, con la minaccia dell'uso o con l'uso stesso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, la  frode, l'inganno, l'abuso di potere o della posizione di vulnerabilità o  con l'offerta o l'accettazione di somme di denaro o di vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un'altra, a fini di sfruttamento.

2.   Per posizione di vulnerabilità si intende una situazione in cui la persona in questione non ha altra scelta effettiva ed accettabile se non  cedere all'abuso di cui è vittima.

3.   Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o  i servizi forzati, compreso l'accattonaggio, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù, lo sfruttamento di attività illecite o  il prelievo di organi.

4.   Il consenso della vittima della tratta di esseri umani allo sfruttamento, programmato o effettivo, è irrilevante in presenza di uno dei mezzi indicati al paragrafo 1.

5.   La condotta di cui al paragrafo 1, qualora coinvolga minori, è punita come reato di tratta di esseri umani anche in assenza di uno dei mezzi indicati al paragrafo 1.

6.  Ai fini della presente direttiva per «minore» si intende la persona di età inferiore ai diciotto anni.




Articolo 3  Istigazione, favoreggiamento, concorso e tentativo
Gli  Stati membri adottano le misure necessarie affinché siano punibili l'istigazione, il favoreggiamento e il concorso o il tentativo nella commissione dei reati di cui all'articolo 2.




Articolo 4  Pene
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i reati di cui all'articolo 2 siano punibili con la reclusione della durata massima di almeno cinque anni.

2.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i reati di cui all'articolo 2 siano punibili con la reclusione della durata massima di almeno dieci anni, laddove tale reato:
a)   sia stato commesso nei confronti di una vittima particolarmente vulnerabile, compresi, nel contesto della presente direttiva, almeno i minori;
b)  sia stato commesso nel contesto di un'organizzazione criminale ai sensi della decisione quadro 2008/841/GAI del Consiglio, del 24 ottobre 2008, relativa alla lotta contro la criminalità organizzata ;
c)  abbia messo in pericolo la vita della vittima intenzionalmente o per colpa grave; oppure
d)  sia stato commesso ricorrendo a violenze gravi o abbia causato alla vittima un pregiudizio particolarmente grave.
3.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché il fatto che un reato di cui all'articolo 2 sia stato commesso da pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni sia considerato una circostanza aggravante.

4.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i reati di cui all'articolo 3 siano puniti con pene effettive, proporzionate e dissuasive, che possono dar luogo a consegna.




Articolo 5  Responsabilità delle persone giuridiche
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili dei reati di cui agli articoli 2 e 3 commessi a loro vantaggio da qualsiasi soggetto, che agisca a titolo individuale o in quanto membro di un organismo della persona giuridica, che detenga una posizione dominante in seno alla persona giuridica, basata:
a)  sul potere di rappresentanza di detta persona giuridica;
b)  sul potere di prendere decisioni per conto della persona giuridica; oppure
c)  sull'esercizio del controllo in seno a tale persona giuridica.
2.   Gli Stati membri adottano inoltre le misure necessarie affinché le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili qualora la mancata sorveglianza o il mancato controllo da parte di un soggetto tra quelli descritti al paragrafo 1 abbia reso possibile la commissione, a vantaggio della persona giuridica, di uno dei reati di cui agli articoli 2 e 3 da parte di una persona sottoposta all'autorità di tale soggetto.

3.   La responsabilità delle persone giuridiche ai sensi dei paragrafi 1 e 2  non esclude l'avvio di procedimenti penali contro le persone fisiche che abbiano commesso uno dei reati di cui agli articoli 2 e 3, abbiano istigato qualcuno a commetterli o vi abbiano concorso.

4.   Ai sensi della presente direttiva, per «persona giuridica» s'intende qualsiasi ente che abbia personalità giuridica in forza del diritto nazionale applicabile, ad eccezione degli Stati o di altre istituzioni pubbliche nell'esercizio dei poteri pubblici e delle organizzazioni internazionali pubbliche.




Articolo 6  Sanzioni applicabili alle persone giuridiche
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché alla persona giuridica ritenuta responsabile ai sensi dell'articolo 5,  paragrafi 1 o 2, siano applicate sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive, che comprendano sanzioni pecuniarie penali o non penali e che possano comprendere anche altre sanzioni quali:
a)  l'esclusione dal godimento di benefici o aiuti pubblici;
b)  l'interdizione temporanea o permanente dall'esercizio di un'attività commerciali;
c)  l'assoggettamento a sorveglianza giudiziaria;
d)  provvedimenti giudiziari di scioglimento;
e)  la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere il reato.



Articolo 7  Sequestro e confisca
Gli  Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che le loro autorità competenti abbiano la facoltà di sequestrare e confiscare gli strumenti e i proventi derivanti dai reati di cui agli articoli 2 e 3.




Articolo 8  Mancato esercizio dell'azione penale o mancata applicazione di sanzioni penali alle vittime
Gli  Stati membri adottano le misure necessarie, conformemente ai principi fondamentali dei loro ordinamenti giuridici, per conferire alle autorità nazionali competenti il potere di non perseguire né imporre sanzioni penali alle vittime della tratta di esseri umani coinvolte in attività criminali che sono state costrette a compiere come conseguenza diretta di uno degli atti di cui all'articolo 2.




Articolo 9  Indagini e azione penale
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le indagini o l'azione penale relative ai reati di cui agli articoli 2 e 3 non siano subordinate alla querela, alla denuncia o all'accusa formulate da una vittima e il procedimento penale possa continuare anche  se la vittima ritratta una propria dichiarazione.

2.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, qualora richiesto dalla natura dell'atto, i reati di cui agli articoli 2 e 3 possano essere perseguiti per un congruo periodo di tempo dopo che la vittima ha raggiunto la maggiore età.

3.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le persone, le unità o i servizi incaricati delle indagini o dell'azione penale per i reati di cui agli articoli 2 e 3 ricevano la formazione necessaria.

4.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le persone, le unità o i servizi incaricati delle indagini o dell'azione penale per i reati di cui agli articoli 2 e 3 dispongano di strumenti investigativi efficaci, quali quelli utilizzati contro la criminalità organizzata o altri reati gravi.




Articolo 10  Giurisdizione
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a stabilire la propria giurisdizione per i reati di cui agli articoli 2 e 3 nei seguenti casi:
a)  il reato è stato commesso interamente o parzialmente sul suo territorio; oppure
b)  l'autore del reato è un suo cittadino.
2.  Uno Stato membro informa la Commissione qualora decida di stabilire ulteriormente la giurisdizione per i reati di cui agli articoli 2 e 3 commesso al di fuori del suo territorio, tra l'altro quando:
a)   il reato è stato commesso contro uno dei suoi cittadini o contro una persona che risiede abitualmente nel territorio di detto Stato membro;
b)  il reato è stato commesso a vantaggio di una persona giuridica che ha sede nel territorio di detto Stato membro; oppure
c)  l'autore del reato risiede abitualmente nel territorio di detto Stato membro.
3.  Per le azioni penali relative ai reati di cui agli articoli 2 e 3,  commessi al di fuori del territorio dello Stato membro interessato, ciascuno Stato membro adotta, nei casi di cui al paragrafo 1, lettera b), e può adottare, nei casi di cui al paragrafo 2, le misure necessarie  affinché la sua giurisdizione non sia subordinata alle seguenti condizioni:
a)  i fatti costituiscano reato nel luogo in cui sono stati commessi; oppure
b)   il reato sia perseguibile solo su querela da parte della vittima nel luogo in cui è stato commesso, oppure su denuncia dello Stato sul cui territorio il reato è stato commesso.



Articolo 11  Assistenza e sostegno alle vittime della tratta di esseri umani
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le vittime ricevano assistenza e sostegno prima, durante e per un congruo periodo di tempo successivamente alla conclusione del procedimento penale, per permettere loro di esercitare i diritti sanciti dalla decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio e dalla presente direttiva.

2.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché una persona riceva assistenza e sostegno non appena le autorità competenti abbiano un ragionevole motivo di ritenere che nei suoi confronti sia stato compiuto uno dei reati di cui agli articoli 2 e 3.

3.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché l'assistenza e il sostegno alla vittima non siano subordinati alla volontà di quest'ultima di collaborare nelle indagini penali, nel procedimento giudiziario o nel processo, fatte salve la direttiva 2004/81/CE o norme nazionali analoghe.

4.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per predisporre adeguati  meccanismi di rapida identificazione, di assistenza e di sostegno delle  vittime, in cooperazione con le pertinenti organizzazioni di sostegno.

5.   Le misure di assistenza e sostegno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono fornite su base consensuale e informata e prevedono almeno standard di vita in grado di garantire la sussistenza delle vittime, fornendo loro un alloggio adeguato e sicuro e assistenza materiale, nonché le cure mediche necessarie, compresi l' assistenza psicologica, la consulenza e le informazioni e, se necessario, i servizi di traduzione ed interpretariato.

6.   Le informazioni di cui al paragrafo 5 riguardano, se del caso, informazioni sul periodo di riflessione e ristabilimento ai sensi della direttiva 2004/81/CE e informazioni sulla possibilità di concedere protezione internazionale ai sensi della direttiva 2004/83/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica  di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta e della direttiva 2005/85/CE del Consiglio, del 1° dicembre 2005, recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato o di altri strumenti internazionali o disposizioni nazionali analoghe.

7.   Gli Stati membri tengono conto delle esigenze specifiche delle vittime,  derivanti in particolare dall'eventuale stato di gravidanza, dallo stato di salute, da eventuali disabilità, disturbi mentali o psicologici, o dalla sottoposizione a gravi forme di violenza psicologia, fisica o sessuale.




Articolo 12  Tutela delle vittime della tratta di esseri umani nelle indagini e nei procedimenti penali
1.   Le misure di protezione di cui al presente articolo si applicano in aggiunta ai diritti sanciti nella decisione quadro 2001/220/GAI.

2.   Gli Stati membri provvedono affinché le vittime della tratta di esseri umani abbiano accesso senza indugio alla consulenza legale e, secondo il  ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, all'assistenza legale, anche ai fini di una domanda di risarcimento. La consulenza legale e l'assistenza legale sono gratuite se la vittima non dispone di risorse finanziarie sufficienti.

3.   Gli Stati membri provvedono affinché le vittime di tratta di esseri umani ricevano adeguata protezione sulla base di una valutazione individuale dei rischi, tra l'altro accedendo ai programmi di protezione  delle vittime o ad altre misure analoghe, se necessario e conformemente  al diritto o alle procedure nazionali.

4.   Fermo restando il diritto alla difesa e in base a una valutazione individuale delle autorità competenti sulla situazione personale della vittima, gli Stati membri provvedono affinché le vittime della tratta di  esseri umani beneficino di un trattamento specifico intese a prevenire la vittimizzazione secondaria evitando, per quanto possibile e conformemente al diritto nazionale e alle norme sulla discrezionalità, la prassi o gli orientamenti giudiziari, quanto segue:
a)  le ripetizioni non necessarie delle audizioni nel corso delle indagini e del procedimento penale;
b)   il contatto visivo fra le vittime e gli imputati, anche durante le deposizioni, quali audizioni ed esami incrociati, ricorrendo a mezzi adeguati fra cui l'uso di appropriate tecnologie della comunicazione;
c)  le deposizioni in udienze pubbliche; e
d)  le domande non necessarie sulla vita privata.



Articolo 13  Disposizioni generali sulle misure di assistenza, sostegno e protezione dei minori vittime della tratta di esseri umani
1.   I minori vittime della tratta di esseri umani ricevono assistenza, sostegno e protezione. Nell'applicazione della presente direttiva è innanzitutto considerato l'interesse superiore del minore.

2.   Gli Stati membri provvedono affinché, ove l'età della vittima della tratta di esseri umani risulti incerta e vi sia motivo di ritenere che sia un minore, detta persona sia considerata minore al fine di ottenere accesso immediato all'assistenza, al sostegno e alla protezione a norma degli articoli 14 e 15.




Articolo 14  Assistenza e sostegno alle vittime minorenni
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le azioni specifiche intese a proteggere, ad assistere e sostenere le vittime minorenni della tratta di esseri umani, a breve e lungo termine, nel recupero fisico e psico-sociale, siano intraprese a seguito di una valutazione individuale della particolare situazione di ogni vittima minore di età, tenendo debito conto del parere, delle esigenze e dei timori del minore, nella prospettiva di trovare una soluzione duratura per lo stesso. Gli Stati membri forniscono l'accesso all'istruzione entro un termine ragionevole ai minori vittime e ai figli delle vittime e  offrono loro, conformemente al diritto nazionale, assistenza e sostegno  a norma dell'articolo 11.

2.   Gli Stati membri nominano un tutore o un rappresentante del minore vittima della tratta di esseri umani a partire dal momento in cui il minore stesso è identificato dalle autorità qualora, in virtù del diritto nazionale, un conflitto di interessi tra il minore e i titolari della responsabilità genitoriale impedisca a questi ultimi di assicurare  l'interesse superiore del minore e/o di rappresentare il minore stesso.

3.   Gli Stati membri adottano, ove opportuno e possibile, misure intese a fornire assistenza e sostegno alla famiglia del minore vittima della tratta di esseri umani qualora la famiglia si trovi nel territorio degli  Stati membri. In particolare, ove possibile e opportuno, gli Stati membri applicano alla famiglia in questione l'articolo 4 della decisione  quadro 2001/220/GAI.

4.  Il presente articolo si applica senza pregiudizio dell'articolo 11.




Articolo 15  Tutela dei minori vittime della tratta di esseri umani nelle indagini e nei procedimenti penali
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nelle indagini  e nei procedimenti penali, secondo il ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, le autorità competenti nominino un rappresentante del minore vittima della tratta di esseri umani qualora, ai sensi della normativa nazionale, i titolari della responsabilità genitoriale non siano autorizzati a rappresentare il minore in ragione di un conflitto di interesse con la vittima.

2.   Gli Stati membri provvedono, secondo il ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, affinché i minori vittime della tratta abbiano accesso senza indugio alla consulenza legale e all'assistenza legale gratuite, anche ai fini di una domanda di risarcimento, a meno che essi dispongano di risorse finanziarie sufficienti.

3.   Fermi restando i diritti della difesa, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nelle indagini e nei procedimenti penali relativi ai reati di cui agli articoli 2 e 3:
a)  le audizioni del minore abbiano luogo senza ritardi ingiustificati dopo la segnalazione dei fatti alle autorità competenti;
b)  le audizioni del minore si svolgano, ove necessario, in locali appositi o adattati allo scopo;
c)  le audizioni del minore siano effettuate, ove necessario, da o mediante operatori formati a tale scopo;
d)  ove possibile e opportuno, il minore sia ascoltato sempre dalle stesse persone;
e)   il numero delle audizioni sia il più limitato possibile e solo se esse siano strettamente necessarie ai fini delle indagini e del procedimento penale;
f)  il minore sia accompagnato da un rappresentante o, se del caso, da un adulto di sua scelta, salvo motivata decisione contraria nei confronti di tale adulto.
4.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nelle indagini relative ai reati di cui agli articoli 2 e 3,  tutte le audizioni del minore vittima del reato, ovvero del minore testimone dei fatti, possano essere videoregistrate e le videoregistrazioni possano essere utilizzate come prova nel procedimento  penale, conformemente alle disposizioni di diritto interno.

5.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nei procedimenti penali relativi ai reati di cui agli articoli 2 e 3, possa essere disposto che:
a)  l'udienza si svolga a porte chiuse; e
b)   il minore sia ascoltato in aula senza essere fisicamente presente, in particolare ricorrendo ad appropriate tecnologie di comunicazione.
6.  Il presente articolo si applica senza pregiudizio dell'articolo 12.




Articolo 16  Assistenza, sostegno e protezione ai minori non accompagnati vittime della tratta di esseri umani
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le azioni specifiche intese ad assistere e sostenere i minori vittime della tratta  di esseri umani di cui all'articolo 14, paragrafo 1, tengano debito conto della particolare situazione di ogni minore non accompagnato.

2.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per trovare una soluzione duratura basata sulla valutazione caso per caso dell'interesse  superiore del minore.

3.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, ove necessario, sia nominato un tutore del minore non accompagnato vittima della tratta di esseri umani.

4.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nelle indagini  e nei procedimenti penali, secondo il ruolo delle vittime nel pertinente sistema giudiziario, le autorità competenti nominino un rappresentante qualora il minore non sia accompagnato o sia separato dalla famiglia.

5.  Il presente articolo si applica senza pregiudizio degli articoli 14 e 15.




Articolo 17  Risarcimento delle vittime
Gli  Stati membri provvedono affinché le vittime della tratta di esseri umani abbiano accesso ai sistemi vigenti di risarcimento delle vittime di reati dolosi violenti.




Articolo 18  Prevenzione
1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie, ad esempio nel settore dell'istruzione e della formazione, per scoraggiare e ridurre la domanda, fonte di tutte le forme di sfruttamento correlate alla tratta di esseri umani.

2.   Gli Stati membri adottano, anche tramite internet, azioni adeguate quali campagne di informazione e sensibilizzazione e programmi di ricerca e istruzione, ove opportuno in cooperazione con le pertinenti organizzazioni della società civile e altre parti in causa, intese a sensibilizzare e ridurre il rischio che le persone, soprattutto i minori, diventino vittime della tratta di esseri umani.

3.   Gli Stati membri promuovono la formazione regolare dei funzionari che possono entrare in contatto con vittime effettive o potenziali della tratta di esseri umani, compresi gli operatori di polizia impegnati in prima linea sul territorio, affinché siano in grado di individuare le vittime e le potenziali vittime della tratta di esseri umani e di occuparsene.

4.   Per far sì che la prevenzione e il contrasto della tratta di esseri umani diventino più efficaci scoraggiando la domanda, gli Stati membri valutano la possibilità di adottare misure che dispongano che costituisca reato la condotta di chi ricorre consapevolmente ai servizi,  oggetto dello sfruttamento di cui all'articolo 2, prestati da una persona che è vittima di uno dei reati di cui al medesimo articolo.




Articolo 19  Relatori nazionali o meccanismi equivalenti
Gli  Stati membri adottano le misure necessarie per istituire relatori nazionali o meccanismi equivalenti cui sia affidato il compito di valutare le tendenze della tratta di esseri umani, misurare i risultati delle azioni anti-tratta, anche raccogliendo statistiche in stretta collaborazione con le pertinenti organizzazioni della società civile attive nel settore, e di presentare relazioni.




Articolo 20  Coordinamento della strategia dell'Unione al contrasto della tratta di esseri umani
Per  contribuire a una strategia coordinata e consolidata dell'Unione al contrasto della tratta di esseri umani, gli Stati membri facilitano i compiti del coordinatore anti-tratta. In particolare gli Stati membri trasmettono al coordinatore le informazioni di cui all'articolo 19,  in base alle quali il coordinatore contribuisce alla relazione che la Commissione presenta ogni due anni in merito ai progressi compiuti nella  lotta alla tratta di esseri umani.




Articolo 21  Sostituzione della decisione quadro 2002/629/GAI
La  decisione quadro 2002/629/GAI sulla lotta alla tratta di esseri umani è  sostituita in relazione agli Stati membri che partecipano all'adozione della presente direttiva, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini per il recepimento della decisione quadro nel diritto nazionale.

In relazione agli Stati membri che partecipano all'adozione della presente direttiva, i riferimenti alla decisione quadro 2002/629/GAI si intendono fatti alla presente direttiva.




Articolo 22  Recepimento
1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 6 aprile 2013.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni che recepiscono nei rispettivi ordinamenti nazionali gli obblighi imposti dalla presente direttiva.

3.   Quando gli Stati membri adottano tali misure, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.




Articolo 23  Relazione
1.   Entro il 6 aprile 2015, la Commissione presenta al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione in cui valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva, compresa una descrizione delle misure adottate ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 4, corredata se del caso di proposte legislative.

2.   Entro il 6 aprile 2016, la Commissione presenta una relazione, corredata se del caso di proposte opportune, al Parlamento europeo e al Consiglio, che valuta l'impatto sulla prevenzione della tratta di esseri  umani, della legislazione nazionale vigente che incrimina l'utilizzo di  servizi che costituiscono oggetto dello sfruttamento legato alla tratta.




Articolo 24  Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.




Articolo 25  DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva conformemente ai trattati.
Fatto a Strasburgo, addì 5 aprile 2011.
Per il Parlamento europeo
Il presidente
J. BUZEK
Per il Consiglio
La presidente
GYORI E.