- Nasce Think Tank europeo con Draghi per rilanciare la competitività Ue
Posta in arrivo
| 11:20 (53 minuti fa) | |||
| ||||
Nasce
Think Tank europeo con Draghi per rilanciare la competitività Ue 'Il
declino non è inevitabile, ma servono interventi urgenti' (ANSA) - ROMA,
25 AGO - "Non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell'Europa se
facciamo oggi i primi passi giusti". E' lo slogan del think tank Rhine
Group promosso da Mario Draghi e dall'economia Patrick Collison che vede
come direttore esecutivo Luis Garicano, economista spagnolo ed ex
eurodeputato. L'iniziativa si propone di rilanciare la competitività
dell'Europa partendo dal 'Rapporto Draghi' consegnato nel settembre del
2024 alla Commissione Europea. "I cittadini europei chiedono ai propri
leader di sollevare lo sguardo dalle preoccupazioni quotidiane per
rivolgerlo a un destino comune e di comprendere la portata della sfida. -
è scritto nel documento pubblicato sul sito del gruppo e rilanciato
oggi da alcuni quotidiani - Il Rhine Group aspira a essere uno dei
luoghi in cui questo lavoro ha inizio". "Il declino non è inevitabile -
viene riportato in uno dei passaggi del documento firmato da Draghi e
Collison - ma è la direzione che abbiamo intrapreso in assenza di
interventi urgenti" Tra i membri del think tank, gli economisti
Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin, il finanziere a capo di Ion
Andrea Pignataro, il co-fondatore e numero uno di Bending Spoons Luca
Ferrari e l'ex ministro per l'Innovazione tecnologica del governo Draghi
Vittorio Colao. Sono membri dell'iniziativa anche il presidente di
Iliad Xavier Niel, l'ex ministro francese Bruno Le Maire e il ceo del
gruppo Le Monde Louis Dreyfus. (ANSA).
- Nasce Think Tank europeo con Draghi per rilanciare la competitività Ue (2)
Posta in arrivo
| 11:20 (53 minuti fa) | |||
| ||||
Nasce
Think Tank europeo con Draghi per rilanciare la competitività Ue (2)
(ANSA) - ROMA, 25 AGO - Il documento parte da un'analisi cruda della
competitività europea. "Tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche
al mondo, solo quattro sono europee - è scritto nel testo - L'Europa
appare debole in ogni tecnologia emergente destinata a plasmare i
decenni a venire. La posta in gioco è esistenziale. Se la stagnazione
dovesse persistere, il continente perderebbe progressivamente la
capacità di finanziare i compiti fondamentali di uno Stato moderno:
difesa, sanità pubblica, pensioni, istruzione, investimenti per il clima
e ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro". "Per decenni - viene
ricordato - un contesto globale favorevole ha attutito questo declino.
Il commercio è cresciuto all'insegna di regole multilaterali. L'ombrello
di sicurezza statunitense ha permesso di alleggerire i bilanci della
difesa. Le interdipendenze apparivano reciproche e, di conseguenza,
innocue; oggi non è più così. Gli Stati Uniti hanno imposto i dazi più
elevati dai tempi dello Smoot-Hawley. La Cina è diventata un concorrente
più agguerrito, sia sui mercati terzi che all'interno della stessa
Europa. L'Europa si trova in una situazione più difficile rispetto a
quando è stato pubblicato il rapporto sul futuro della competitività
europea. Il modello di crescita europeo si sta esaurendo e siamo sempre
più in balia di eventi esterni che sfuggono al nostro controllo". In
ogni caso "il declino non è inevitabile, ma è la direzione che abbiamo
intrapreso in assenza di interventi urgenti. L'alternativa è fare ciò
che l'Europa ha già saputo fare in passato: competere, costruire e
tornare a crescere. Non siamo una potenza media, bensì il secondo
mercato più grande al mondo". Il nuovo gruppo di lavoro Rhine Group -
viene spiegato nel sito - "riunisce leader europei provenienti dal mondo
delle istituzioni, dell'accademia e dell'impresa per discutere
possibili risposte a queste sfide per il futuro dell'Europa. Tali
discussioni si baseranno su documenti di ricerca distribuiti in anticipo
e si svolgeranno secondo la regola di Chatham House": in pratica i
concetti che emergono dal confronto potranno essere utilizzati dai
partecipanti ma non potranno essere attribuiti alla persona che li ha
espressi. (ANSA)


Nessun commento:
Posta un commento