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martedì 5 luglio 2011
UOMO UCCISO A COLPI DI PISTOLA IN STRADA A ROMA
ROMA: AGGUATO IN STRADA A PRATI, UOMO RAGGIUNTO DA COLPI PISTOLA
=
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - Un uomo di 33 anni e' stato
raggiunto da colpi di pistola in via Grazioli, nel quartiere Prati a
Roma. Sul posto e' intervenuta la Squadra Mobile di Roma.
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 10:18
NNNN
UOMO UCCISO A COLPI DI PISTOLA IN STRADA A ROMA
(ANSA) - ROMA, 05 LUG - Omicidio in strada nel quartiere
Prati a Roma. Un romano di 33 anni e' stato ucciso in strada
dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco, in
via Grazioli Lante. La vittima aveva alcuni precedenti per
lesioni. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile della Questura
di Roma.(ANSA).
Y4J-TAG
05-LUG-11 10:22 NNNN
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - Un uomo di 33 anni e' stato
raggiunto da colpi di pistola in via Grazioli, nel quartiere Prati a
Roma. Sul posto e' intervenuta la Squadra Mobile di Roma.
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 10:18
NNNN
UOMO UCCISO A COLPI DI PISTOLA IN STRADA A ROMA
(ANSA) - ROMA, 05 LUG - Omicidio in strada nel quartiere
Prati a Roma. Un romano di 33 anni e' stato ucciso in strada
dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco, in
via Grazioli Lante. La vittima aveva alcuni precedenti per
lesioni. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile della Questura
di Roma.(ANSA).
Y4J-TAG
05-LUG-11 10:22 NNNN
MANOVRA: LODO; AVVENIRE, CORREGGERE QUEGLI ERRORI PARTICOLARI SCONCERTANTI, NON CI SI CAPACITA PER NORMA SUL LODO
MANOVRA: LODO; AVVENIRE, CORREGGERE QUEGLI ERRORI
PARTICOLARI SCONCERTANTI, NON CI SI CAPACITA PER NORMA SUL LODO
(ANSA) - ROMA, 5 LUG - ''Dalle pieghe dei provvedimenti
destinati a mantenere il piu' possibile in ordine i malmessi
equilibri contabili del Bel Paese emergono particolari
sconcertanti''. Lo scrive il direttore di Avvenire Marco
Tarquinio in un editoriale dal titolo ''Errori da correggere''
che critica la manovra economica.
''Si possono chiedere, in forma di ticket, sacrifici
probabilmente inevitabili ma certo pesanti e amari ai malati, si
possono, e forse si devono, bloccare per un altro anno il
turnover e gli aumenti di stipendio nella pubblica
amministrazione, e si puo' persino decidere che in questo Paese,
dove l'evasione fiscale e' ancora e sempre scandalosa, i
'ricchi' a cui chiedere di piu' siano i pensionati che incassano
trattamenti previdenziali da 1.428 euro lordi al mese'', scrive
Tarquinio.
Tuttavia, ''non si capisce perche' i tagli ai costi della
politica siano invece tutti orientati al futuro e debbano
ridursi, qui e ora, alla sola riduzione dei voli di Stato'',
prosegue l'editoriale. ''E soprattutto non ci si capacita del
motivo per cui in una manovra cosi' aspra e dura, e in un
momento cosi' complicato per l'Italia e per la stessa
maggioranza che la governa, debba saltar fuori una norma che in
se' puo' avere una logica ma che oggi appare tagliata su misura
per una vicenda, il lodo Mondadori, che riguarda un'azienda di
famiglia del premier''.
''Tutto si puo' capire - conclude Tarquinio - ma non tutto si
puo' spiegare e accettare. E gli errori si correggono''.(ANSA).
Y89-PNZ
05-LUG-11 10:12 NNNN
PARTICOLARI SCONCERTANTI, NON CI SI CAPACITA PER NORMA SUL LODO
(ANSA) - ROMA, 5 LUG - ''Dalle pieghe dei provvedimenti
destinati a mantenere il piu' possibile in ordine i malmessi
equilibri contabili del Bel Paese emergono particolari
sconcertanti''. Lo scrive il direttore di Avvenire Marco
Tarquinio in un editoriale dal titolo ''Errori da correggere''
che critica la manovra economica.
''Si possono chiedere, in forma di ticket, sacrifici
probabilmente inevitabili ma certo pesanti e amari ai malati, si
possono, e forse si devono, bloccare per un altro anno il
turnover e gli aumenti di stipendio nella pubblica
amministrazione, e si puo' persino decidere che in questo Paese,
dove l'evasione fiscale e' ancora e sempre scandalosa, i
'ricchi' a cui chiedere di piu' siano i pensionati che incassano
trattamenti previdenziali da 1.428 euro lordi al mese'', scrive
Tarquinio.
Tuttavia, ''non si capisce perche' i tagli ai costi della
politica siano invece tutti orientati al futuro e debbano
ridursi, qui e ora, alla sola riduzione dei voli di Stato'',
prosegue l'editoriale. ''E soprattutto non ci si capacita del
motivo per cui in una manovra cosi' aspra e dura, e in un
momento cosi' complicato per l'Italia e per la stessa
maggioranza che la governa, debba saltar fuori una norma che in
se' puo' avere una logica ma che oggi appare tagliata su misura
per una vicenda, il lodo Mondadori, che riguarda un'azienda di
famiglia del premier''.
''Tutto si puo' capire - conclude Tarquinio - ma non tutto si
puo' spiegare e accettare. E gli errori si correggono''.(ANSA).
Y89-PNZ
05-LUG-11 10:12 NNNN
'NDRANGHETA: DIA SEQUESTRA BENI PER 20 MLN A ROMA, C'E' ANCHE A CAFFE' CHIGI
'NDRANGHETA: DIA SEQUESTRA BENI PER 20 MLN A ROMA, C'E' ANCHE A CAFFE' CHIGI
=
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - Gli agenti de Centro operativo
della Direzione Investigativa antimafia stanno sequestrando beni per
20 milioni di euro a persone legate alla 'ndrina dei Gallico di Palmi
(Reggio Calabria). Il sequestro e' stato disposto dal Tribunale di
Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia della Capitale.
I beni sequestrati si trovano tra Roma, Ardea, Formello e
Fiumicino. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate anche 18
societa', tra cui l'Antico Caffe' Chigi, che si trova nell'omonima
piazza e l'Adonis, holding del gruppo con varie sedi tra il quartiere
Coppede' e i Parioli. (segue)
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:23
NNNN
'NDRANGHETA: DIA SEQUESTRA BENI PER 20 MLN A ROMA, C'E' ANCHE A CAFFE' CHIGI (2) =
(Adnkronos) - Secondo quanto emerso dalle indagini, l'Adonis
avrebbe effettuato operazioni finanziarie e acquisti per diversi
milioni di euro pur dichiarando modesti redditi. Alla base del
provvedimento di sequestro ci sono gli accertamenti disposti dalla
procura distrettuale antimafia ed eseguiti dalla Dia che hanno
individuato sia i sofisticati sistemi finanziari attraverso i quali
veniva gestito l'ingente patrimonio, sia la sperequazione tra le
entrate lecite e la disponibilita' dei beni stessi.
In particolare una delle due persone colpite dal provvedimento
non svolgeva alcuna attivita' lavorativa e negli anni passati era
stato vittima di un agguato nel corso del quale era stato ucciso
Alfonso Gallico, capo dell'omonima 'ndrina. Tra i beni sequestrati
anche un mega yacht denominato Feezy, unita' immobiliari e una villa
di 29 stanze a Formello, un salone di bellezza e 90 rapporti bancari.
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:36
NNNN
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - Gli agenti de Centro operativo
della Direzione Investigativa antimafia stanno sequestrando beni per
20 milioni di euro a persone legate alla 'ndrina dei Gallico di Palmi
(Reggio Calabria). Il sequestro e' stato disposto dal Tribunale di
Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia della Capitale.
I beni sequestrati si trovano tra Roma, Ardea, Formello e
Fiumicino. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate anche 18
societa', tra cui l'Antico Caffe' Chigi, che si trova nell'omonima
piazza e l'Adonis, holding del gruppo con varie sedi tra il quartiere
Coppede' e i Parioli. (segue)
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:23
NNNN
'NDRANGHETA: DIA SEQUESTRA BENI PER 20 MLN A ROMA, C'E' ANCHE A CAFFE' CHIGI (2) =
(Adnkronos) - Secondo quanto emerso dalle indagini, l'Adonis
avrebbe effettuato operazioni finanziarie e acquisti per diversi
milioni di euro pur dichiarando modesti redditi. Alla base del
provvedimento di sequestro ci sono gli accertamenti disposti dalla
procura distrettuale antimafia ed eseguiti dalla Dia che hanno
individuato sia i sofisticati sistemi finanziari attraverso i quali
veniva gestito l'ingente patrimonio, sia la sperequazione tra le
entrate lecite e la disponibilita' dei beni stessi.
In particolare una delle due persone colpite dal provvedimento
non svolgeva alcuna attivita' lavorativa e negli anni passati era
stato vittima di un agguato nel corso del quale era stato ucciso
Alfonso Gallico, capo dell'omonima 'ndrina. Tra i beni sequestrati
anche un mega yacht denominato Feezy, unita' immobiliari e una villa
di 29 stanze a Formello, un salone di bellezza e 90 rapporti bancari.
(Sod/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:36
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SICILIA: STRISCIONI A PALERMO, 'INDAGATI FAREMO I DEPUTATI'
SICILIA: STRISCIONI A PALERMO, 'INDAGATI FAREMO I DEPUTATI'
(ANSA) - PALERMO, 5 LUG - ''Siamo indagati e condannati,
vogliamo fare i deputati''. E' questo il testo di alcuni
striscioni appesi in alcune strade del centro a Palermo nei
pressi dell'universita', in Via Liberta', in Via Notarbartolo,
in via Autonomia Siciliana, e nella zona dello Stadio.
I promotori dell'iniziativa danno appuntamento ad oggi
pomeriggio per un presidio davanti a Palazzo dei Normanni, sede
dell'Assemblea Regionale Siciliana dove e' prevista in
contemporanea la seduta d'aula. ''La provocazione e' da
collegare al recente voto all'Ars - afferma una loro nota - che
ha salvato il seggio di Santo Catalano, condannato per
abusivismo edilizio''. Ma non e' questo l'unico caso al quale
fanno riferimento gli ideatori della protesta. Il 28 giugno e'
stato arrestato il deputato regionale Cateno De Luca per tentata
concussione e falso in atto pubblico. E sono complessivamente 27
su 90 i parlamentari regionali siciliani che sono stati iscritti
nel registro degli indagati dalla magistratura per una serie di
reati che vanno dalla corruzione e concussione al peculato,
dalla truffa all'abuso d'ufficio e falso. Tra di loro anche il
governatore Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in
associazione mafiosa: lo stralcio della sua posizione da parte
della procura sarebbe pero' propedeutico alla richiesta di
archiviazione. Nella quindicesima legislatura gli ordini di
custodia cautelare hanno raggiunto finora quattro deputati.
Oltre a De Luca sono finiti in manette: il deputato del Pid
Fausto Fagone, arrestato per concorso esterno, nell'ambito
dell'inchiesta catanese ''Iblis''; Gaspare Vitrano del Pd,
accusato di avere intascato una tangente da un imprenditore del
settore fotovoltaico e che il 27 giugno e' stato rimesso in
liberta' anche se nei suoi confronti i giudici hanno disposto la
misura del divieto di soggiorno in Sicilia. Ai domiciliari e'
finito anche il deputato ragusano del Mpa Riccardo Minardo per
una truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea.(ANSA).
FI
05-LUG-11 09:46 NNNN
"SIAMO INDAGATI, SAREMO DEPUTATI", PALERMO SI SVEGLIA INDIGNATA =
(AGI) - Palermo, 5 lug. - L'indignazione viaggia sugli
striscioni affissi questa notte nelle strade di Palermo: "Siamo
indagati e condannati, vogliamo fare i deputati", e' la
provocazione lanciata. Sono apparsi nei pressi
dell'universita', nelle centrali vie Liberta', Notarbartolo,
Autonomia Siciliana e nella zona dello stadio. Sotto accusa
l'Assemblea regionale siciliana con i suoi indagati e
arrestati. Negli striscioni anche un appuntamento per questo
pomeriggio, un presidio alle 17 davanti Palazzo dei Normanni,
sede dell'Ars, dove e' prevista la seduta d'aula. L'iniziativa
e' da collegare anche al recente voto di Sala d'Ercole che,
resistendo alla sentenza della prima sezione civile del
tribunale di Palermo e alle conclusioni della Commissione
verifica poteri dell'Ars, ha salvato a maggioranza (38 voti
contro 35) il seggio del deputato regionale del Pid Santo
Catalano, dichiarato ineleggibile perche' ha patteggiato in
appello una condanna a un anno e undici mesi per abusivismo
edilizio e, in concorso, per abuso d'ufficio. Dito puntato
contro i 27 parlamentari indagati, quattro dei quali arrestati,
l'ultimo giovedi' scorso per tentata concussione, falso e abuso
d'ufficio. (AGI)
Mrg
050944 LUG 11
NNNN
(ANSA) - PALERMO, 5 LUG - ''Siamo indagati e condannati,
vogliamo fare i deputati''. E' questo il testo di alcuni
striscioni appesi in alcune strade del centro a Palermo nei
pressi dell'universita', in Via Liberta', in Via Notarbartolo,
in via Autonomia Siciliana, e nella zona dello Stadio.
I promotori dell'iniziativa danno appuntamento ad oggi
pomeriggio per un presidio davanti a Palazzo dei Normanni, sede
dell'Assemblea Regionale Siciliana dove e' prevista in
contemporanea la seduta d'aula. ''La provocazione e' da
collegare al recente voto all'Ars - afferma una loro nota - che
ha salvato il seggio di Santo Catalano, condannato per
abusivismo edilizio''. Ma non e' questo l'unico caso al quale
fanno riferimento gli ideatori della protesta. Il 28 giugno e'
stato arrestato il deputato regionale Cateno De Luca per tentata
concussione e falso in atto pubblico. E sono complessivamente 27
su 90 i parlamentari regionali siciliani che sono stati iscritti
nel registro degli indagati dalla magistratura per una serie di
reati che vanno dalla corruzione e concussione al peculato,
dalla truffa all'abuso d'ufficio e falso. Tra di loro anche il
governatore Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in
associazione mafiosa: lo stralcio della sua posizione da parte
della procura sarebbe pero' propedeutico alla richiesta di
archiviazione. Nella quindicesima legislatura gli ordini di
custodia cautelare hanno raggiunto finora quattro deputati.
Oltre a De Luca sono finiti in manette: il deputato del Pid
Fausto Fagone, arrestato per concorso esterno, nell'ambito
dell'inchiesta catanese ''Iblis''; Gaspare Vitrano del Pd,
accusato di avere intascato una tangente da un imprenditore del
settore fotovoltaico e che il 27 giugno e' stato rimesso in
liberta' anche se nei suoi confronti i giudici hanno disposto la
misura del divieto di soggiorno in Sicilia. Ai domiciliari e'
finito anche il deputato ragusano del Mpa Riccardo Minardo per
una truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea.(ANSA).
FI
05-LUG-11 09:46 NNNN
"SIAMO INDAGATI, SAREMO DEPUTATI", PALERMO SI SVEGLIA INDIGNATA =
(AGI) - Palermo, 5 lug. - L'indignazione viaggia sugli
striscioni affissi questa notte nelle strade di Palermo: "Siamo
indagati e condannati, vogliamo fare i deputati", e' la
provocazione lanciata. Sono apparsi nei pressi
dell'universita', nelle centrali vie Liberta', Notarbartolo,
Autonomia Siciliana e nella zona dello stadio. Sotto accusa
l'Assemblea regionale siciliana con i suoi indagati e
arrestati. Negli striscioni anche un appuntamento per questo
pomeriggio, un presidio alle 17 davanti Palazzo dei Normanni,
sede dell'Ars, dove e' prevista la seduta d'aula. L'iniziativa
e' da collegare anche al recente voto di Sala d'Ercole che,
resistendo alla sentenza della prima sezione civile del
tribunale di Palermo e alle conclusioni della Commissione
verifica poteri dell'Ars, ha salvato a maggioranza (38 voti
contro 35) il seggio del deputato regionale del Pid Santo
Catalano, dichiarato ineleggibile perche' ha patteggiato in
appello una condanna a un anno e undici mesi per abusivismo
edilizio e, in concorso, per abuso d'ufficio. Dito puntato
contro i 27 parlamentari indagati, quattro dei quali arrestati,
l'ultimo giovedi' scorso per tentata concussione, falso e abuso
d'ufficio. (AGI)
Mrg
050944 LUG 11
NNNN
ESPLOSIONE IN CAVA BRINDISI: TROVATO CORPO OPERAIO
ESPLOSIONE IN CAVA BRINDISI: TROVATO CORPO OPERAIO
(ANSA) - BRINDISI, 4 LUG - E' stato trovato ieri sera a tarda
ora il corpo di Salvatore Di Latte, l'operaio di 46 anni, di
Carovigno, di cui non si avevano piu' notizie da quando ieri,
intorno alle 13.00, nell'ambito di normali attivita' di
estrazione sono state fatte brillare cariche di esplosivo nella
cava poco distante dalla quale e' stata poi trovata parcheggiata
e con lo sportello aperto l'auto dell'uomo.
Le ricerche, cominciate subito dopo l'allarme dato dai
dipendenti della cava, che hanno notato la vettura, erano
proseguite ieri sino a tarda ora, grazie all'ausilio di
torri-faro dei vigili del fuoco che hanno messo in atto
operazioni di sbancamento della montagna di detriti sotto la
quale si sospettava potesse trovarsi il corpo di Salvatore
Di Latte.
Nel momento dell'esplosione nella zona interessata non ci
sarebbe dovuto essere nessuno e invece qualcuno, subito dopo, ha
notato la Fiat Panda di colore rosso di Salvatore Di Latte
parcheggiata proprio nelle vicinanze e per giunta con lo
sportello aperto. E' scattato immediatamente l'allarme e sul
posto sono giunti gli uomini della Squadra Mobile e i Vigili del
fuoco. Di Latte era dipendente della azienda Cocebit, di
proprieta' dello stesso imprenditore della cava, situata tra
l'altro a poche decine di metri dal luogo dove e' avvenuta
l'esplosione, trova tra Brindisi e San Vito dei Normanni.
L'uomo si sarebbe recato nella cava, invece di trovarsi sul
suo posto di lavoro, perche' aveva intenzione - a quanto si e'
saputo - di recuperare alcune pietre utili per completare la
pavimentazione nella sua villetta. Per le ricerche sono stati
utilizzati anche cani cercapersone dei vigili del fuoco.(ANSA).
AME
05-LUG-11 09:52 NNNN
(ANSA) - BRINDISI, 4 LUG - E' stato trovato ieri sera a tarda
ora il corpo di Salvatore Di Latte, l'operaio di 46 anni, di
Carovigno, di cui non si avevano piu' notizie da quando ieri,
intorno alle 13.00, nell'ambito di normali attivita' di
estrazione sono state fatte brillare cariche di esplosivo nella
cava poco distante dalla quale e' stata poi trovata parcheggiata
e con lo sportello aperto l'auto dell'uomo.
Le ricerche, cominciate subito dopo l'allarme dato dai
dipendenti della cava, che hanno notato la vettura, erano
proseguite ieri sino a tarda ora, grazie all'ausilio di
torri-faro dei vigili del fuoco che hanno messo in atto
operazioni di sbancamento della montagna di detriti sotto la
quale si sospettava potesse trovarsi il corpo di Salvatore
Di Latte.
Nel momento dell'esplosione nella zona interessata non ci
sarebbe dovuto essere nessuno e invece qualcuno, subito dopo, ha
notato la Fiat Panda di colore rosso di Salvatore Di Latte
parcheggiata proprio nelle vicinanze e per giunta con lo
sportello aperto. E' scattato immediatamente l'allarme e sul
posto sono giunti gli uomini della Squadra Mobile e i Vigili del
fuoco. Di Latte era dipendente della azienda Cocebit, di
proprieta' dello stesso imprenditore della cava, situata tra
l'altro a poche decine di metri dal luogo dove e' avvenuta
l'esplosione, trova tra Brindisi e San Vito dei Normanni.
L'uomo si sarebbe recato nella cava, invece di trovarsi sul
suo posto di lavoro, perche' aveva intenzione - a quanto si e'
saputo - di recuperare alcune pietre utili per completare la
pavimentazione nella sua villetta. Per le ricerche sono stati
utilizzati anche cani cercapersone dei vigili del fuoco.(ANSA).
AME
05-LUG-11 09:52 NNNN
INTERNET: POLIZIA POSTALE INDIVIDUA 3 HACKER DI 'ANONYMOUS'
INTERNET: POLIZIA POSTALE INDIVIDUA 3 HACKER DI 'ANONYMOUS' =
(AGI) - Roma, 5 lug - Sono stati identificati dalla Polizia di
Stato il promotore ed alcuni esponenti di rilievo della cellula
italiana di "anonymous", il gruppo hacker che dallo scorso
gennaio ha organizzato e condotto numerosissimi attacchi
informatici ai danni di siti web istituzionali e di aziende di
rilevante interesse nazionale. Gli investigatori del Centro
Nazionale Anticrimine Informatico - CNAIPIC - della Polizia
delle Comunicazioni, coordinati dalla Procura della Repubblica
di Roma, hanno denunciato 3 persone, di cui una minorenne, ed
eseguito 32 perquisizioni su tutto il territorio nazionale ed 1
in Svizzera, nel Canton Ticino, con l'ausilio della Polizia
Cantonale Ticinese. Ingenti i danni sino ad oggi provocati alle
istituzioni ed alle aziende, che una volta colpiti dall'attacco
non sono in grado di erogare servizi all'utenza ed il
ripristino della normale funzionalita' del sito web spesso
avviene dopo molte ore, a fronte di spese consistenti.
Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza
stampa prevista alle ore 10:45 odierne presso gli uffici del
Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni a Roma in via
Tuscolana n. 1558.(AGI)
Mal
050740 LUG 11INTERNET: IDENTIFICATI ANONYMOUS ITALIANI, TRA I DENUNCIATI UN MINORENNE =
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - Sono stati identificati dalla
Polizia di Stato il promotore e alcuni esponenti di rilievo della
cellula italiana di 'anonymous', il gruppo hacker che dallo scorso
gennaio ha organizzato e condotto numerosissimi attacchi informatici
ai danni di siti web istituzionali e di aziende di rilevante interesse
nazionale.
Gli investigatori del Centro Nazionale Anticrimine Informatico -
CNAIPIC - della Polizia delle Comunicazioni, coordinati dalla Procura
della Repubblica di Roma, hanno denunciato 3 persone, di cui una
minorenne, ed eseguito 32 perquisizioni su tutto il territorio
nazionale ed 1 in Svizzera, nel Canton Ticino, con l'ausilio della
Polizia Cantonale Ticinese.
Ingenti i danni sino ad oggi provocati alle istituzioni ed alle
aziende, che una volta colpiti dall'attacco non sono in grado di
erogare servizi all'utenza ed il ripristino della normale
funzionalita' del sito web spesso avviene dopo molte ore, a fronte di
spese consistenti.
(Rre/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:11
NNNN
NNNN
Manovra/ Verde: norma 'Mondadori' furbesca e anticostituzionale
Manovra/ Verde: norma 'Mondadori' furbesca e
anticostituzionale
Giudice non avr scelta, favoriti ricorsi strampalati
Roma, 5 lug. (TMNews) - Una norma furbesca che viola la
Costituzione quella sulla sospensione in appello delle condanne
con risarcimenti superiori a 10 milioni di euro. Lo dice Giovanni
Verde, ex vice presidente del Csm, al Mattino.
Una norma, dice, "fatta in relazione ad un caso specifico. Ci si
deve chiedere perch la sospensione diventi obbligatoria per
crediti molto onerosi e non per quelli di entit inferiore. Si
pu ravvisare una violazione della Costituzione, articolo 3"
sull'uguaglianza dei cittadini. Con la norma "la discrezionalit
del giudice viene sostituita con un obbligo" e "non ci sar pi
alcuna valutazione da parte del magistrato. Si incentivano i
ricorsi strampalati e infondati che avranno il solo scopo di
lucrare sulla sospensione". La Consulta potrebbe bocciare la
norma? "Si scelta una formulazione prudente e in qualche modo
molto furba. Ma comunque vada il debitore potrebbe sempre
approfittare della sospensione in attesa che la Consulta si
pronunci".
Mdr
050802 lug 11
Giudice non avr scelta, favoriti ricorsi strampalati
Roma, 5 lug. (TMNews) - Una norma furbesca che viola la
Costituzione quella sulla sospensione in appello delle condanne
con risarcimenti superiori a 10 milioni di euro. Lo dice Giovanni
Verde, ex vice presidente del Csm, al Mattino.
Una norma, dice, "fatta in relazione ad un caso specifico. Ci si
deve chiedere perch la sospensione diventi obbligatoria per
crediti molto onerosi e non per quelli di entit inferiore. Si
pu ravvisare una violazione della Costituzione, articolo 3"
sull'uguaglianza dei cittadini. Con la norma "la discrezionalit
del giudice viene sostituita con un obbligo" e "non ci sar pi
alcuna valutazione da parte del magistrato. Si incentivano i
ricorsi strampalati e infondati che avranno il solo scopo di
lucrare sulla sospensione". La Consulta potrebbe bocciare la
norma? "Si scelta una formulazione prudente e in qualche modo
molto furba. Ma comunque vada il debitore potrebbe sempre
approfittare della sospensione in attesa che la Consulta si
pronunci".
Mdr
050802 lug 11
CROTONE: SBAGLIA INDIRIZZO E MANDA ORDIGNO A CARABINIERE, ARRESTATO
CROTONE: SBAGLIA INDIRIZZO E MANDA ORDIGNO A CARABINIERE, ARRESTATO
=
IL PACCO ERA DESTINATO A VITTIMA ESTORSIONE
Crotone, 5 lug. - (Adnkronos) - Sbaglia indirizzo e consegna un
finto ordigno esplosivo a un carabiniere anziche' alla vittima. Errore
fatale per Massimo Caloiro, ambulante di 36 anni pregiudicato, che
stava ponendo in essere un'estorsione. L'indagine e' partita nel
febbraio di quest'anno, quando il finto ordigno esplosivo e' stato
trovato nella cassetta postale privata di un carabiniere di Isola di
Capo Rizzuto, in localita' Le Castella.
Gli specialisti dell'Arma del Comando Provinciale di Catanzaro
avevano immediatamente posto in sicurezza l'area e riscontrato che il
pacco, che esternamente sembrava un vero e proprio ordigno
artigianale, risultava essere inerte, nonostante confezionato in modo
professionale.
Gli investigatori della Compagnia di Crotone sono riusciti a
risalire al reale destinatario, residente vicino al carabiniere, che
aveva gia' ricevuto lettere minatorie e proiettili a scopo estorsivo
ma non aveva mai denunciato per paura. Dalle successive indagini, sia
scientifiche che classiche (come i pedinamenti e l'escussione di
testimoni), e' stato individuato Caloiro come sospettato per la
vicenda. (segue)
(Ink/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:17
NNNNCROTONE: SBAGLIA INDIRIZZO E MANDA ORDIGNO A CARABINIERE, ARRESTATO (2) =
(Adnkronos) - E' emerso che l'uomo, imbarcato fittiziamente a
bordo di un motopeschereccio ormeggiato nel porto di Le Castella dal
2009 al 2010, non solo non si e' mai presentato al lavoro percependo
fraudolentemente gli assegni assistenziali previsti, ma ha anche
minacciato in piu' occasioni il proprietario della nave affinche' gli
consegnasse indebitamente una somma di denaro quantificabile in 1.500
euro. A seguito delle sue minacce l'uomo era riuscito a farsi
consegnare gia' una somma di 500 euro continuando la sua azione
intimidatoria anche dopo il rinvenimento dell'ordigno inerte.
Infatti, nonostante a suo carico fosse gia' in atto
un'estenuante caccia all'uomo, Caloiro ha proseguito la sua attivita'
intimidatoria cercando di inviare una nuova missiva, con all'interno
alcuni proiettili, tempestivamente intercettata dai Carabinieri al
centro smistamento postale di Lamezia Terme (Catanzaro).
Nel corso della perquisizione effettuata nel domicilio del
sospettato, i militari della Compagnia hanno rinvenuto due panetti
avvolti nel cellophane e nastrati fra loro, del peso complessivo di
740 grammi, con etichetta riportante la dicitura ''Esplosivo C4'',
risultata essere in realta' sostanza inerte. Insieme a Caloiero e'
stato denunciato a piede libero G. M. che avrebbe fatto assumere
fittiziamente l'uomo e consentito di ricevere indebitamente dall'Inps
le somme non dovute, che poi Caloiero ha continuato a chiedere a
titolo estorsivo.
(Ink/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:19
NNNN
IL PACCO ERA DESTINATO A VITTIMA ESTORSIONE
Crotone, 5 lug. - (Adnkronos) - Sbaglia indirizzo e consegna un
finto ordigno esplosivo a un carabiniere anziche' alla vittima. Errore
fatale per Massimo Caloiro, ambulante di 36 anni pregiudicato, che
stava ponendo in essere un'estorsione. L'indagine e' partita nel
febbraio di quest'anno, quando il finto ordigno esplosivo e' stato
trovato nella cassetta postale privata di un carabiniere di Isola di
Capo Rizzuto, in localita' Le Castella.
Gli specialisti dell'Arma del Comando Provinciale di Catanzaro
avevano immediatamente posto in sicurezza l'area e riscontrato che il
pacco, che esternamente sembrava un vero e proprio ordigno
artigianale, risultava essere inerte, nonostante confezionato in modo
professionale.
Gli investigatori della Compagnia di Crotone sono riusciti a
risalire al reale destinatario, residente vicino al carabiniere, che
aveva gia' ricevuto lettere minatorie e proiettili a scopo estorsivo
ma non aveva mai denunciato per paura. Dalle successive indagini, sia
scientifiche che classiche (come i pedinamenti e l'escussione di
testimoni), e' stato individuato Caloiro come sospettato per la
vicenda. (segue)
(Ink/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:17
NNNNCROTONE: SBAGLIA INDIRIZZO E MANDA ORDIGNO A CARABINIERE, ARRESTATO (2) =
(Adnkronos) - E' emerso che l'uomo, imbarcato fittiziamente a
bordo di un motopeschereccio ormeggiato nel porto di Le Castella dal
2009 al 2010, non solo non si e' mai presentato al lavoro percependo
fraudolentemente gli assegni assistenziali previsti, ma ha anche
minacciato in piu' occasioni il proprietario della nave affinche' gli
consegnasse indebitamente una somma di denaro quantificabile in 1.500
euro. A seguito delle sue minacce l'uomo era riuscito a farsi
consegnare gia' una somma di 500 euro continuando la sua azione
intimidatoria anche dopo il rinvenimento dell'ordigno inerte.
Infatti, nonostante a suo carico fosse gia' in atto
un'estenuante caccia all'uomo, Caloiro ha proseguito la sua attivita'
intimidatoria cercando di inviare una nuova missiva, con all'interno
alcuni proiettili, tempestivamente intercettata dai Carabinieri al
centro smistamento postale di Lamezia Terme (Catanzaro).
Nel corso della perquisizione effettuata nel domicilio del
sospettato, i militari della Compagnia hanno rinvenuto due panetti
avvolti nel cellophane e nastrati fra loro, del peso complessivo di
740 grammi, con etichetta riportante la dicitura ''Esplosivo C4'',
risultata essere in realta' sostanza inerte. Insieme a Caloiero e'
stato denunciato a piede libero G. M. che avrebbe fatto assumere
fittiziamente l'uomo e consentito di ricevere indebitamente dall'Inps
le somme non dovute, che poi Caloiero ha continuato a chiedere a
titolo estorsivo.
(Ink/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:19
NNNN
VIOLENZA SESSUALE SU MINORE, ARRESTATO 40ENNE NEL SALENTO
VIOLENZA SESSUALE SU MINORE, ARRESTATO 40ENNE NEL SALENTO =
(AGI) - Lecce, 5 lug. - I militari della Stazione Carabinieri
di Matino hanno eseguito una ordinanza di arresto nei confronti
di un 40enne del luogo, perche' ritenuto responsabile di
violenza sessuale nei confronti di minore. Le indagini erano
state avviate su segnalazione di un insegnante dell'istituto
frequentato dal ragazzo. Secondo l'accusa l'uomo tra il 2006 e
l'aprile 2011 si sarebbe reso responsabile nei confronti
proprio nipote di atti sessuali approfittando dell'assenza dei
genitori del ragazzo. L'arrestato e' stato trasferito presso il
carcere di Lecce.(AGI)
Le1/Sec
050833 LUG 11
NNNN
(AGI) - Lecce, 5 lug. - I militari della Stazione Carabinieri
di Matino hanno eseguito una ordinanza di arresto nei confronti
di un 40enne del luogo, perche' ritenuto responsabile di
violenza sessuale nei confronti di minore. Le indagini erano
state avviate su segnalazione di un insegnante dell'istituto
frequentato dal ragazzo. Secondo l'accusa l'uomo tra il 2006 e
l'aprile 2011 si sarebbe reso responsabile nei confronti
proprio nipote di atti sessuali approfittando dell'assenza dei
genitori del ragazzo. L'arrestato e' stato trasferito presso il
carcere di Lecce.(AGI)
Le1/Sec
050833 LUG 11
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MANOVRA: CAVALLINI (BOCCONI), MODIFICA DEL GENERE NON PUO' ENTRARE IN DECRETO
MANOVRA: CAVALLINI (BOCCONI), MODIFICA DEL GENERE NON PUO' ENTRARE IN DECRETO
=
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "Questi interventi estemporanei
lasciano il giurista basito" e una modifica del genere non puo'
entrare in un decreto. Cosi' il giurista Cesare Cavallini, docente
all'Universita' Bocconi, commenta in un'intervista al "Corriere della
Sera", la norma nella manovra che potrebbe condizionare l'iter
giudiziario del processo civile noto come 'lodo Mondadori'.
"C'e' il rischio -dice ancora Cavallini- che questo doppio
sistema crei disparita' fra cittadini o, per meglio dire in questo
caso, tra utenti del servizio giustizia". "Le controversie che
potrebbero rientrare in questa norma sono note -aggiunge ancora- ed e'
inevitabile che il pensiero corra li'. Ma diro' che in fondo la cosa
in se' mi lascia indifferente, proprio perche' l'intervento ha portata
piu' ampia".
(Sec/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:57
NNNN
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "Questi interventi estemporanei
lasciano il giurista basito" e una modifica del genere non puo'
entrare in un decreto. Cosi' il giurista Cesare Cavallini, docente
all'Universita' Bocconi, commenta in un'intervista al "Corriere della
Sera", la norma nella manovra che potrebbe condizionare l'iter
giudiziario del processo civile noto come 'lodo Mondadori'.
"C'e' il rischio -dice ancora Cavallini- che questo doppio
sistema crei disparita' fra cittadini o, per meglio dire in questo
caso, tra utenti del servizio giustizia". "Le controversie che
potrebbero rientrare in questa norma sono note -aggiunge ancora- ed e'
inevitabile che il pensiero corra li'. Ma diro' che in fondo la cosa
in se' mi lascia indifferente, proprio perche' l'intervento ha portata
piu' ampia".
(Sec/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:57
NNNN
MANOVRA: BINDI, 'SALVA MEDIASET' E' NORMA ABERRANTE E ABUSO DI POTERE = BERLUSCONI FA IL PREMIER PER AVERE IMPUNITA' PENALE E TUTELARSI IN SEDE CIVILE
MANOVRA: LODO; BINDI, E' ABERRANTE,PRONTI A FARE BARRICATE
LA LEGA ALZI LA VOCE; ALFANO? E' IL SEGRETARIO DI BERLUSCONI
(ANSA) - ROMA, 5 LUG - ''E' una norma aberrante che dimostra
come Berlusconi faccia il presidente del Consiglio per
garantirsi l'impunit… in sede penale e tutelare i suoi interessi
in sede civile. Ma e' ancora piu' grave perche' e' dentro una
manovra iniqua nei contenuti, una manovra che non e' di rigore,
non crea sviluppo, toglie a chi non puo' piu' dare nulla''.
Intervistata dalla Stampa, la presidente del Pd Rosy Bindi si
dice pronta a ''fare le barricate'' contro la norma contenuta
nella manovra che consentirebbe di sospendere l'esecutivita' del
risarcimento di 750 milioni di euro a carico della Fininvest e a
vantaggio della Cir di Carlo De Benedetti, qualora venisse
confermato in appello il verdetto di primo grado sul Lodo
Mondadori.
''Non e' in gioco solo il rapporto tra maggioranza e
opposizione, e' in gioco un fondamentale della vita democratica
del Paese. Qui c'e' un potere che piega la legge ai propri
interessi'', denuncia Bindi, secondo cui ''la Lega dovrebbe
alzare la voce e togliere l'appoggio al presidente del
Consiglio''. Nella manovra, prosegue, ''c'e' la dilazione di
quelle norme di pura propaganda che sono i tagli dei costi della
politica. Ora s'e' capito perche': un Parlamento che deve votare
un favore cos� grosso al premier non puo' vedersi danneggiato''.
Per la vicepresidente della Camera ''questa e' l'ennesima
prova che Alfano e' il segretario di Berlusconi e non del suo
partito, e non incidera' minimamente sulle cose che contano. Se
facesse sul serio, se davvero volesse essere il segretario del
partito degli onesti, la prima dichiarazione di condanna della
norma sarebbe dovuta essere la sua''.(ANSA).
Y89-PAT
05-LUG-11 08:46 NNNN
MANOVRA: BINDI, 'SALVA MEDIASET' E' NORMA ABERRANTE E ABUSO DI POTERE =
BERLUSCONI FA IL PREMIER PER AVERE IMPUNITA' PENALE E TUTELARSI
IN SEDE CIVILE
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "E' una norma aberrante che
dimostra come Berlusconi faccia il presidente del Consiglio per
garantirsi l'impunita' in sede penale e tutelare i suoi interessi in
sede civile". Lo afferma Rosy Bindi, presidente dell'assemblea
nazionale del Pd, in un'intervista a 'La Stampa', in merito
all'articolo 'salva-Mediaset' del decreto sulla manovra, definito "un
abuso di potere, un conflitto di interessi".
Bindi punta l'indice anche nei confronti del nuovo segretario
Pdl Angelino Alfano: "E l'ennesima prova che e' il segretario di
Berlusconi e non del suo partito, e non incidera' minimamente sulle
cose che contano. Se facesse sul serio, se davvero volesse essere il
segretario del partito degli onesti, la prima dichiarazione di
condanna della norma sarebbe dovuta essere la sua".
Quanto alla manovra nel suo complesso, Rosy Bindi promette
barricate dall'opposizione: "Abbiamo gia' dimostrato di saperle fare,
le faremo anche questa volta" anche perche' "gia' il contenitore
scelto, il decreto legge, quando poteva essere fatto con un disegno di
legge, denota la non volonta' di discutere. E poi gia' si annuncia la
fiducia, quindi di che cosa dobbiamo discutere"? La vice presidente
della Camera sollecita anche la Lega: "Dovrebbe alzare la voce e
togliere l'appoggio al presidente del Consiglio", visto che c'e' pure
"la dilazione di quelle norme di pura propaganda che sono i tagli ai
costi della politica".
(Pol/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:57
NNNNMANOVRA: BELISARIO (IDV), PER BANDA ONESTI E' CAVALLO DI TROIA SALVA-PREMIER =
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "Dopo i vari lodi Schifani e
Alfano, dopo il legittimo impedimento, dopo il processo breve e le
tante leggi salva-Cavaliere gia' partorite dalle 'illustri' menti del
centrodestra, ecco spuntare nella manovra economica un'altra norma
tagliata su misura del Presidente del Consiglio. Quando c'e' di mezzo
l'interesse personale del premier il Governo tira fuori sempre il
peggio di se'". Lo scrive sul suo blog il Presidente dei Senatori IdV,
Felice Belisario.
"La banda degli onesti, quella guidata dal Ministro
dell'ingiustizia Alfano, usa un provvedimento di fondamentale
importanza come un cavallo di Troia per introdurre l'ennesima
indecente norma ad personam. Una vergogna? Di piu'. A spese dei
contribuenti tra l'altro -sottolinea Belisario- visto che le leggi ad
personam che riguardano la giustizia per il Presidente del Consiglio
sono costate al Paese, dal 2001 al 2011, oltre 2 miliardi e duecento
milioni di euro".
"Sono anni che parliamo di conflitto di interessi, di uso
strumentale della politica e di un Parlamento ridotto ad ufficio
legale di un premier che ha fatto della cancellazione dei suoi guai
giudiziari l'unico vero punto del programma di Governo. E c'e' ancora
chi nega l'evidenza: noi dell'IdV -conclude Belisario- non abbiamo
l'anello al naso e per questo non siamo caduti nel tranello
dell'apertura di Berlusconi alle opposizioni. Non ci fidiamo e non
faremo passare quest'ennesimo elogio dell'impunita'".
(Sec/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:18
NNNN
LA LEGA ALZI LA VOCE; ALFANO? E' IL SEGRETARIO DI BERLUSCONI
(ANSA) - ROMA, 5 LUG - ''E' una norma aberrante che dimostra
come Berlusconi faccia il presidente del Consiglio per
garantirsi l'impunit… in sede penale e tutelare i suoi interessi
in sede civile. Ma e' ancora piu' grave perche' e' dentro una
manovra iniqua nei contenuti, una manovra che non e' di rigore,
non crea sviluppo, toglie a chi non puo' piu' dare nulla''.
Intervistata dalla Stampa, la presidente del Pd Rosy Bindi si
dice pronta a ''fare le barricate'' contro la norma contenuta
nella manovra che consentirebbe di sospendere l'esecutivita' del
risarcimento di 750 milioni di euro a carico della Fininvest e a
vantaggio della Cir di Carlo De Benedetti, qualora venisse
confermato in appello il verdetto di primo grado sul Lodo
Mondadori.
''Non e' in gioco solo il rapporto tra maggioranza e
opposizione, e' in gioco un fondamentale della vita democratica
del Paese. Qui c'e' un potere che piega la legge ai propri
interessi'', denuncia Bindi, secondo cui ''la Lega dovrebbe
alzare la voce e togliere l'appoggio al presidente del
Consiglio''. Nella manovra, prosegue, ''c'e' la dilazione di
quelle norme di pura propaganda che sono i tagli dei costi della
politica. Ora s'e' capito perche': un Parlamento che deve votare
un favore cos� grosso al premier non puo' vedersi danneggiato''.
Per la vicepresidente della Camera ''questa e' l'ennesima
prova che Alfano e' il segretario di Berlusconi e non del suo
partito, e non incidera' minimamente sulle cose che contano. Se
facesse sul serio, se davvero volesse essere il segretario del
partito degli onesti, la prima dichiarazione di condanna della
norma sarebbe dovuta essere la sua''.(ANSA).
Y89-PAT
05-LUG-11 08:46 NNNN
MANOVRA: BINDI, 'SALVA MEDIASET' E' NORMA ABERRANTE E ABUSO DI POTERE =
BERLUSCONI FA IL PREMIER PER AVERE IMPUNITA' PENALE E TUTELARSI
IN SEDE CIVILE
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "E' una norma aberrante che
dimostra come Berlusconi faccia il presidente del Consiglio per
garantirsi l'impunita' in sede penale e tutelare i suoi interessi in
sede civile". Lo afferma Rosy Bindi, presidente dell'assemblea
nazionale del Pd, in un'intervista a 'La Stampa', in merito
all'articolo 'salva-Mediaset' del decreto sulla manovra, definito "un
abuso di potere, un conflitto di interessi".
Bindi punta l'indice anche nei confronti del nuovo segretario
Pdl Angelino Alfano: "E l'ennesima prova che e' il segretario di
Berlusconi e non del suo partito, e non incidera' minimamente sulle
cose che contano. Se facesse sul serio, se davvero volesse essere il
segretario del partito degli onesti, la prima dichiarazione di
condanna della norma sarebbe dovuta essere la sua".
Quanto alla manovra nel suo complesso, Rosy Bindi promette
barricate dall'opposizione: "Abbiamo gia' dimostrato di saperle fare,
le faremo anche questa volta" anche perche' "gia' il contenitore
scelto, il decreto legge, quando poteva essere fatto con un disegno di
legge, denota la non volonta' di discutere. E poi gia' si annuncia la
fiducia, quindi di che cosa dobbiamo discutere"? La vice presidente
della Camera sollecita anche la Lega: "Dovrebbe alzare la voce e
togliere l'appoggio al presidente del Consiglio", visto che c'e' pure
"la dilazione di quelle norme di pura propaganda che sono i tagli ai
costi della politica".
(Pol/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:57
NNNNMANOVRA: BELISARIO (IDV), PER BANDA ONESTI E' CAVALLO DI TROIA SALVA-PREMIER =
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - "Dopo i vari lodi Schifani e
Alfano, dopo il legittimo impedimento, dopo il processo breve e le
tante leggi salva-Cavaliere gia' partorite dalle 'illustri' menti del
centrodestra, ecco spuntare nella manovra economica un'altra norma
tagliata su misura del Presidente del Consiglio. Quando c'e' di mezzo
l'interesse personale del premier il Governo tira fuori sempre il
peggio di se'". Lo scrive sul suo blog il Presidente dei Senatori IdV,
Felice Belisario.
"La banda degli onesti, quella guidata dal Ministro
dell'ingiustizia Alfano, usa un provvedimento di fondamentale
importanza come un cavallo di Troia per introdurre l'ennesima
indecente norma ad personam. Una vergogna? Di piu'. A spese dei
contribuenti tra l'altro -sottolinea Belisario- visto che le leggi ad
personam che riguardano la giustizia per il Presidente del Consiglio
sono costate al Paese, dal 2001 al 2011, oltre 2 miliardi e duecento
milioni di euro".
"Sono anni che parliamo di conflitto di interessi, di uso
strumentale della politica e di un Parlamento ridotto ad ufficio
legale di un premier che ha fatto della cancellazione dei suoi guai
giudiziari l'unico vero punto del programma di Governo. E c'e' ancora
chi nega l'evidenza: noi dell'IdV -conclude Belisario- non abbiamo
l'anello al naso e per questo non siamo caduti nel tranello
dell'apertura di Berlusconi alle opposizioni. Non ci fidiamo e non
faremo passare quest'ennesimo elogio dell'impunita'".
(Sec/Zn/Adnkronos)
05-LUG-11 08:18
NNNN
Tav: Silp-Cgil, grazie a Napolitano per condanna violenze
(AGENPARL) - Roma, 04 lug - ''Siamo riconoscenti al presidente
Napolitano per la ferma condanna delle violenze operate in Val di Susa
nei confronti degli operatori di polizia e manifestiamo apprezzamento
per quelle istituzioni e forze politiche che hanno pronunciato un netto
no alla violenza come strumento di lotta politica e hanno espresso
solidarieta' alle forze di polizia impegnate in quella circostanza''. Lo
afferma Claudio Giardullo, segretario generale del sindacato di
polizia Silp-Cgil. ''Gli operatori di polizia - osserva Giardullo -
sono perfettamente consapevoli del loro ruolo di garanti dei diritti di
tutti i cittadini e le violenze di ieri non modificheranno ne' il loro
impegno ne' la piena aderenza alle norme dei loro comportamenti
professionali. La Tav - aggiunge poi il segretario del Silp - non e' una
questione che sembra potersi risolvere in tempi brevi. Per questo
auspichiamo che il Governo predisponga le risorse umane e tecniche
necessarie perche' gli operatori possano svolgere il loro compito nelle
migliori condizioni di sicurezza, per loro stessi e per i cittadini che
esercitano il diritto a manifestare pacificamente''.
fonte: Agenzia Parlamentare
fonte: Agenzia Parlamentare
Cassazione "...Il giudice a quo, accogliendo le tesi dell'opponente, ha ritenuto che l'accertamento della violazione non potesse essere considerato attendibile, in quanto effettuato mediante uno strumento, il telelaser, al quale, necessitando dell'intervento umano ed essendo, quindi, condizionato nel funzionamento dalle doti percettive e reattive dell'agente..."
CIRCOLAZIONE STRADALE
Cass. civ. Sez. II, Ord., 13-05-2011, n. 10716
Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Il Ministero dell'Interno e l'Ufficio Territoriale del Governo di Livorno impugnano, della L. 24 novembre 1981, n. 689, ex art. 23, comma 13, la sentenza 30.5.05 con la quale il Giudice di Pace di Piombino ha accolto l'opposizione proposta da M.G. avverso l'ordinanza-ingiunzione 11.3.04 n. 387/04/Ric. Area 4^ di quell'UTG confermativa del verbale n. (OMISSIS) redatto nei confronti dell'opponente dalla Polizia Stradale di quel capoluogo il (OMISSIS) per contestargli l'infrazione all'art. 142 C.d.S., comma 9 (eccesso di velocità).
L'intimato non svolge attività difensiva.
Il giudice a quo, accogliendo le tesi dell'opponente, ha ritenuto che l'accertamento della violazione non potesse essere considerato attendibile, in quanto effettuato mediante uno strumento, il telelaser, al quale, necessitando dell'intervento umano ed essendo, quindi, condizionato nel funzionamento dalle doti percettive e reattive dell'agente, non potrebbe essere riconosciuta quell'affidabilità che è in grado di garantire la sola rilevazione esclusivamente strumentale, mentre il concomitante passaggio d'altro veicolo e la contestazione ad opera d'un agente diverso da quello rilevatore aumenterebbero le ragioni di. dubbio in ordine all'identificazione del veicolo sul quale è effettivamente eseguito il puntamento; tali considerazioni, ad avviso del giudicante, evidentemente consentono di superare la fede privilegiata
attribuita dall'art. 2700 c.c. al verbale redatto dall'agente accertatore, l'idoneità probatoria del quale non è messa in discussione in astratto ma è esclusa nel caso concreto, sulla supposta possibilità d'errore umano nella percezione e mancando un accertamento altrimenti reso incontrovertibile.
Siffatta decisione è censurata dal ricorrente con un unico complesso motivo di ricorso - nel quale si denunziano violazioni dell'art. 142 C.d.S., comma 4, art. 345 reg. esec. C.d.S., L. n. 689 del 1981, art. 1, comma 3, artt. 2697 e 2700 c.c..
Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale, concordando con il parere espresso nella nota di trasmissione, conclude con richiesta d'accoglimento del ricorso siccome manifestamente fondato.
Al riguardo il Collegio, riunito in camera di consiglio il 7.10.2010 e successivamente, a seguito di riconvocazione, il 03.05.2011, ritiene che le considerazioni svolte dal Procuratore Generale e la conclusione cui è pervenuto debbano essere condivise alla luce della giurisprudenza formatasi in materia.
Considerata la normativa vigente nell'ottobre 2003, epoca della commessa infrazione e, quindi, nella specie applicabile, va, infatti osservato quanto segue.
L'art. 142 C.d.S., comma 6 dispone che "per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, nonchè le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento".
L'art. 345 reg. esec. C.d.S., sotto la rubrica "Apparecchiature e mezzi di accertamento della osservanza dei limiti di velocità", a sua volta, dispone, al comma 1, che "Le apparecchiature destinate a controllare l'osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocità del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accettabile, tutelando la riservatezza dell'utente"; al comma 2, che "le singole apparecchiature devono essere approvate dal Ministero dei lavori pubblici"; al comma 4, che "per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, le apparecchiature di cui al comma 1 devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 C.d.S. e devono essere nella disponibilità degli stessi".
Dunque, per il C.d.S. e per il relativo Regolamento, le apparecchiature elettroniche di controllo della velocità, devono essere omologate od approvate, devono consentire di fissare la velocità del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accettabile e possono essere utilizzate esclusivamente dagli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 C.d.S. (comma 1:
"L'espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all'Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell'ambito del territorio di competenza; e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell'ambito del territorio di competenza; f) ai funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale; f- bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto"), la cui presenza, tuttavia, negli indicati casi non è prescritta.
Non è, invece, richiesto, come a volte ritenuto da giudici del merito, che dette apparecchiature siano anche munite di dispositivi in grado d'assicurare una documentazione, con modalità meccaniche automatiche - quale, tra le altre, la fotografica - dell'accertamento dell'infrazione, in quanto la fonte primaria prescrive solo che le apparecchiature elettroniche possano costituire fonte di prova, se debitamente omologate.
La norma regolamentare, alla quale rinvia l'art. 142 C.d.S., comma 6, stabilisce i requisiti ai quali è subordinata l'approvazione delle apparecchiature elettroniche - tra i quali l'idoneità a consentire la rilevazione della velocità del veicolo in modo chiaro ed accertabile, requisito che presuppone unicamente la determinazione inequivoca della velocità stessa, ben potendo l'identificazione del veicolo essere demandata alla contestuale attività d'accertamento dell'agente di polizia addetto all'apparecchiatura, come prescritto dal surrichiamato art. 345 del regolamento - e tanto dispone senza alcun esplicito od implicito riferimento alla necessità d'una documentazione fotografica od altrimenti meccanica dell'individuazione stessa.
Nè potrebbe arguirsi l'indispensabilità di detta documentazione, per rendere la rilevazione della velocità chiara ed accertabile, dal fatto che la disposizione regolamentare prescriva che l'accertamento debba avvenire tutelando la riservatezza dell'utente, in quanto dalla previsione esplicita, tra l'altro a diverso fine, d'una modalità d'accertamento, riferibile all'eventuale documentazione fotografica dell'infrazione commessa, non può trarsi la conseguenza ch'essa costituisca l'unica modalità d'identificazione del veicolo normativamente consentita od obbligatoria.
In considerazione della materia oggetto di regolamentazione e della rapida evoluzione tecnologica, deve, anzi, ritenersi che opportunamente la fonte regolamentare si sia limitata a prevedere che le apparecchiature debbano consentire di fissare la velocità del veicolo in un determinato momento in modo chiaro ed accertabile e non abbia, viceversa, delineato anche le caratteristiche necessarie per l'approvazione, attestandosi sulla tipologia delle apparecchiature all'epoca esistenti.
Alle esaminate disposizioni di carattere generale si è successivamente aggiunta - ma non sostituita, in ragione della specificità delle ipotesi previste e regolate - la norma speciale posta dal D.L. 20 giugno 2002, n. 168, art. 4 come convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2002, n. 168, con la quale il legislatore, dopo aver disposto, al comma 1, che sulle particolari strade indicatevi possano essere utilizzati od installati dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico ... finalizzati al rilevamento a distanza delle infrazioni alle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 C.d.S., prescrive, al terzo comma, che, in tal caso, la violazione debba essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che ... consentano di accertare, anche in tempi successivi, le
modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo nonchè i dati d'immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione, specificando, altresì, che gli apparecchi di rilevamento automatico della violazione debbono essere approvati od omologati ai sensi dell'art. 45 C.d.S. ove utilizzati senza la presenza od il diretto intervento degli agenti preposti.
Un'interpretazione letterale e razionale della norma in esame, con particolare riferimento ai due periodi dei quali si compone il terzo comma, evidenzia come la previsione d'apparecchiature capaci di documentare mediante fotografia o simili le modalità della violazione e l'identificazione del veicolo attenga alle ipotesi nelle quali l'accertamento abbia luogo in un momento successivo, id est in base alla lettura della documentazione stessa (previa stampa di quanto registrato su pellicola o memory stick o altro supporto), essendo mancata la presenza degli agenti al momento della violazione;
diversamente, nelle ipotesi in cui la violazione si verifichi su strade diverse da quelle considerate, con apparecchiature non predisposte per la memorizzazione dell'infrazione con i detti mezzi ma, comunque, alla presenza degli agenti, rimane valida l'applicazione della normativa generale, per la quale, come sì è visto, questi ultimi possono rilevare mediante lo strumento il dato tecnico della violazione e contestualmente procedere di persona all'identificazione del veicolo.
Al qual riguardo, è noto che, secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza di legittimità (recentemente confermato dalle SS.UU. di questa Corte con sentenza 24.7.09 n. 17355), nel giudizio d'opposizione avverso l'ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa, il verbale d'accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, dei fatti in esso attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza nonchè della sua provenienza dal pubblico ufficiale medesimo, stante l'efficacia probatoria privilegiata attribuita all'atto pubblico dall'art. 2700 c.c..
Ne consegue che l'accertamento delle violazioni alle norme sulla velocità deve ritenersi provato sulla base della verbalizzazione dei rilievi tratti dalle apparecchiature previste dal detto art. 142 C.d.S. e delle constatazioni personali degli agenti - constatazioni che, attenendo a dati obiettivi quali la lettura del display dello strumento e la rilevazione del numero della targa, non costituiscono "percezioni sensoriali" implicanti margini d'apprezzamento individuale - facendo infatti prova il verbale fino a querela di falso dell'effettuazione di tali rilievi e constatazioni; le risultanze dei rilevamenti valgono, poi, fino a prova contraria, la quale può essere data dall'opponente in base alla dimostrazione del difetto di funzionamento dei dispositivi, anche occasionale in relazione alle condizioni della strada e del traffico
al momento della rilevazione, da fornirsi in base a concrete circostanze di fatto, mentre non può essere ipotizzata, come nella specie, senza alcuna concreta dimostrazione (Cass. 5.7.06 n. 15324, 29.3.06 n. 7126, 10.1.05 n. 287, 20.4.05 n. 8232, 24.3.04 n. 5873, 12.7.01 n. 9441, 25.5.01 n. 7106).
Orbene, con riferimento all'apparecchiatura denominata telelaser, debitamente omologata, il giudice a quo ha errato nell'affermare che l'accertamento della velocità, con riferimento ad un singolo determinato veicolo, non potesse essere idoneamente documentato dal verbale degli a-genti addetti alla rilevazione, essendo il relativo verbale assistito da efficacia probatoria fino a querela di falso quanto ai dati in esso attestati dal pubblico ufficiale (SS.UU. cit.).
D'altra parte, all'esame dell'impugnata sentenza, salvo il giudice a quo avesse ritenuto implicitamente assorbita la questione, non risulta che l'opponente avesse dedotto un cattivo funzionamento dell'apparecchio utilizzato nella circostanza od un errore di puntamento da parte degli agenti e fornito prova degli specifici elementi concreti dai quali desumere tali circostanze, all'uopo risultando del tutto generica l'allegazione del contestuale passaggio anche d'un diverso veicolo, onde doveva essere tratta la conclusione che le risultanze dell'accertamento compiuto con l'apparecchiatura elettronica non erano state vinte da prova contraria.
In difetto della quale - che, giova ribadire, incombe all'opponente dedurre e fornire - devesi concludere che l'accertamento dell'infrazione è valido e legittimo, dacchè, da un lato, l'apparecchiatura telelaser consente la visualizzazione della velocità rilevata, dall'altro, la riferibilità della velocità ad un veicolo determinato discende dall'operazione di puntamento e, quindi, d'identificazione del veicolo stesso effettuata ed attestata, validamente sino a querela di falso, dall'agente di polizia stradale che ha in uso l'apparecchiatura in questione.
A tali principi e considerazioni il giudice a quo non si è conformato, onde l'impugnata sentenza va annullata, peraltro senza rinvio.
Poichè, infatti, dalla sentenza stessa risulta che la questione esaminata rappresentava l'unico motivo d'opposizione, questo essendo risultato infondato per le ragioni sopra esposte, la causa può essere decisa nel merito in questa sede, ex art. 384 c.p.c., con rigetto dell'originaria opposizione.
Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza per il giudizio di legittimità, mentre, per quello di merito, non v'ha luogo a provvedere, non risultando attività difensiva dell'Amministrazione e, comunque, non avendo questa depositato la nota delle spese vive liquidabili.P.Q.M.
LA CORTE accoglie il ricorso, cassa senza rinvio l'impugnata sentenza e, decidendo nel merito, respinge l'originaria opposizione; condanna M.G. alle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 400,00 per onorari oltre esborsi prenotati a debito ed accessori di legge.
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