Inizio pubblicazioni 22 agosto 2003 Notizie flash dall'Italia e dal mondo. DAL 2003 ININTERROTTAMENTE E OLTRE 100MILA INFORMAZIONI TOTALMENTE GRATUITE-
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martedì 25 marzo 2025
La sentenza n. 2950/5 del 6 febbraio 2025 della Corte di Cassazione rappresenta un momento cruciale per la riflessione giuridica in merito alla successione delle leggi sanzionatorie nel contesto tributario, ponendo in evidenza la complessità delle interazioni tra norme e principi costituzionali. La pronuncia si inserisce in un contesto normativo recentemente riformato, evidenziando il delicato equilibrio tra il principio del favor rei e le disposizioni transitorie delle nuove normative.
Corte Di Giustizia Europea 2025: annullamento della decisione Google Adsense La sentenza della Corte di Giustizia Europea (CGUE) relativa a Google AdSense del 2025 rappresenta un momento cruciale nel panorama giuridico europeo, in particolare per quanto concerne l'applicazione delle normative antitrust e la questione dell'abuso di posizione dominante. In questo commento, si cercherà di analizzare in modo dettagliato i principali aspetti della sentenza, la sua coerenza con la giurisprudenza precedente e l'impatto che essa avrà sul mercato digitale e sulle pratiche commerciali delle grandi piattaforme online.
Cassazione 2025-"Evidenza Falsificata: La Falsa Attestazione di Presenza al Lavoro Giustifica il Licenziamento" La questione della falsa attestazione di essere a lavoro è un tema di grande rilevanza nel diritto del lavoro, soprattutto alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione. Nel 2025, la Cassazione ha affrontato un caso in cui un lavoratore aveva attestato falsamente di essere presente sul posto di lavoro, giustificando così il licenziamento disciplinare subito dall'azienda.
Cassazione 2025-"Licenziamento approvato per Offese Ingiuriose: 'Finto Tonto' Non è Solo un Gioco di Parole" La decisione della Cassazione nel 2025 riguardo al licenziamento di un dipendente che ha offeso un collega in presenza di un terzo rappresenta un importante intervento in materia di disciplina dei comportamenti sul luogo di lavoro e delle relazioni interpersonali tra colleghi. L’espressione utilizzata dal dipendente licenziato, “finto tonto”, insieme all’affermazione che la difficoltà del collega a comprendere un problema non fosse sorprendente, è stata ritenuta non solo offensiva, ma anche lesiva della dignità del lavoratore.
Cassazione 2025-"Disturbo della Quiete Pubblica: La Rilevanza del Contesto Territoriale e il Coinvolgimento di un Numero Indeterminato di Persone" La questione del disturbo della quiete pubblica in relazione al contesto territoriale e al coinvolgimento di un numero indeterminato di persone è un tema di rilevante importanza giuridica, che è stato oggetto di attenzione da parte della giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione italiana.
STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE (3) =
ADN0710 7 CUL 0 ADN CUL NAZ STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE (3) = (Adnkronos) - ''Il viaggio della compagnia veneziana è un episodio eccezionale - conclude Bolognari - ma nel contempo paradigmatico e a lungo trascurato, che pensiamo invece rappresenti una delle tessere più brillanti del complesso mosaico storico-sociale e politico-economico che da sempre fa da sfondo allo strettissimo legame tra Europa e Asia". (Pam/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 25-MAR-25 14:07
STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE (2) =
ADN0709 7 CUL 0 ADN CUL NAZ STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE (2) = (Adnkronos) - L'obiettivo finale, dopo aver attraversato il Pakistan, era raggiungere Dehli, dove i mercanti incontrarono il Sultano Muhammad ibn Tughluq, famoso per la sua crudeltà, ma anche per la magnificenza, la munificenza e la predilezione per gli stranieri. I Veneziani gli portano in dono un orologio meccanico e una fontanella. L'orologio era stato costruito a Venezia da un cremonese che ne aveva già fatto uno per il re di Cipro ed era probabilmente stato portato fino a lì smontato, mentre la fontanella era un'altra meraviglia meccanica, capolavoro dell'oreficeria di allora che attraverso il fluire di un liquido faceva suonare varie campanelle e muovere delle rotelline. Il Sultano apprezzò molto i doni che ritenne all'altezza del proprio splendore, tanto da elargire ai veneziani una cifra favolosa, 200.000 monete d'argento che essendo intrasportabili vennero convertiti in perle dal grande valore e dal piccolo ingombro. Il viaggio di ritorno si concluderà poi a Venezia nel 1341 con solo 4 dei 6 viaggiatori che erano partiti dalla Laguna. Da qui iniziano le vicende giudiziarie che ci consentono di venire a conoscenza degli avvenimenti. La ricostruzione di questa straordinaria impresa offre l'occasione per approfondire gli sviluppi del commercio tra Venezia e l'Asia a pochi anni dalla morte di Marco Polo. La vicenda mette in luce anche il modo di commerciare del Medioevo: le imprese venivano finanziate in una sorta di joint venture, i mercanti mettevano una quota per finanziare il viaggio a chi partiva, ''scommettevano'' sul fatto che riuscissero a moltiplicare i soldi investiti e al ritorno venivano redistribuiti i guadagni, che in questo caso erano stati del 166%. Dalla pergamena si ricava anche che Giovanni Loredan, prima di partire per l'India, era da poco tornato dalla Cina: questa impresa era stata finanziata in gran parte da donne. Di questa impresa commerciale si era occupato anche Gino Luzzatto, rettore di Ca' Foscari ed esperto economista, nei suoi studi di storia economica. ''La società medievale italiana, e in particolare quella di città effervescenti come Venezia e Genova - spiega Marcello Bolognari - era propensa al viaggio e dotata di un apparato economico e giuridico in grado di sostenere le spedizioni d'oltremare. In particolare, il ceto mercantile era quello che possedeva la flessibilità mentale e gli strumenti finanziari necessari per spingersi in Persia e in Asia Centrale, fino in india e in Cina, attratto dalla possibilità di profitti altissimi e preparato da un punto di vista logistico a sopportare la ruvidezza di un itinerario che attraversava mari, fiumi, steppe, deserti e montagne, con il sole più infuocato, il vento più sferzante, la pioggia più battente e il freddo quasi insopportabile. Perle, pietre preziose, oro, argento, spezie, tessuti: erano tutte ragioni più che valide per partire e lasciarsi alle spalle, anche per vari anni, la propria città natale". (segue) (Pam/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 25-MAR-25 14:07
LA SITUAZIONE / COLLOQUI RIAD, PESKOV: NON CI SARà ALCUNA NOTA UFFICIALE
9CO1641709 4 EST ITA R01 LA SITUAZIONE / COLLOQUI RIAD, PESKOV: NON CI SARà ALCUNA NOTA UFFICIALE (9Colonne) Roma, 25 mar - I risultati dei negoziati tra le delegazioni russa e statunitense a Riad non saranno riportati in una nota, al contrario di quanto si era appreso in un primo momento. Ad affermarlo è stato questa mattina il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Stiamo parlando di trattative tecniche. Si tratta di trattative con un'immersione profonda nei dettagli, quindi il contenuto delle trattative tecniche non verrà sicuramente 'pubblicato', è errato attendersi questo. Questa è la prima cosa. La seconda- ha aggiunto Peskov - è che il contenuto dei colloqui dovrà adesso essere vagliato attentamente e solo allora sarà possibile parlare di alcune intese". Peskov ha inoltre specificato che i contatti tra Russia e Stati Uniti continueranno, ma non ci sono ancora dettagli su ulteriori incontri e non si parla nemmeno della possibilità di negoziati tra rappresentanti di Mosca, Kiev e Washington. (deg) 251127 MAR 25
Speciale difesa: Ucraina-Usa, conclusi nuovi colloqui fra delegazioni di Kiev e Washington a Riad
NOVA0292 3 EST 1 NOV INT Speciale difesa: Ucraina-Usa, conclusi nuovi colloqui fra delegazioni di Kiev e Washington a Riad Riad, 25 mar - (Agenzia_Nova) - Si sono conclusi i nuovi colloqui tra Stati Uniti e Ucraina in Arabia Saudita. Lo ha annunciato l'ufficio del ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov. Le delegazioni si sono incontrate domenica e lunedi', in incontri separati rispetto ai negoziati tra Usa e Russia, anch'essi svoltisi ieri in Arabia Saudita. Oggi, invece, si e' tenuto un ulteriore incontro tra rappresentanti statunitensi e ucraini. (Kiu)
RUSSIA: LAVROV "SÌ A INIZIATIVA MAR NERO MA IN FORMA ACCETTABILE"
ZCZC IPN 449 EST --/T RUSSIA: LAVROV "SÌ A INIZIATIVA MAR NERO MA IN FORMA ACCETTABILE" MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) - La parte russa è favorevole al rinnovo dell'iniziativa del Mar Nero, "ma in una forma più accettabile per tutte le parti". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista all'emittente TV1. Il tema, ha aggiunto Lavrov, è stato discusso "in via prioritaria" durante i negoziati con gli Stati Uniti a Riad. "La nostra posizione è semplice: non possiamo fidarci della parola di quell'uomo", ha detto Lavrov in riferimento al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Sempre secondo il ministro russo degli Esteri, Mosca vuole che "il mercato dei cereali e quello dei fertilizzanti siano prevedibili", in modo che nessuno cerchi di escludere la Federazione Russa da questi mercati. Mosca, ha infine osservato Lavrov, è "preoccupata" per la situazione alimentare in Africa e in altri paesi del Sud del mondo che hanno sofferto a causa dei "giochi dell'Occidente". (ITALPRESS). lcr/red 25-Mar-25 13:46
Edmond de Rothschild AM: e' la fine dell'eta' dell'oro del dollaro? - PAROLA AL MERCATO
Edmond de Rothschild AM: e' la fine dell'eta' dell'oro del dollaro? - PAROLA AL MERCATO
di Benjamin Dubois *
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mar - L'elezione di Donald Trump all'inizio di ottobre ha inizialmente spinto il dollaro al rialzo, con la valuta stata sostenuta dalla prospettiva di tariffe più elevate e di misure di stimolo per l'economia statunitense. La volontà di Trump di riformare il sistema commerciale e finanziario globale potrebbe tuttavia portare a un calo del biglietto verde nel medio-lungo termine. Il recente calo della valuta potrebbe essere l'inizio di una tendenza di fondo più profonda e il secondo mandato di Trump potrebbe vedere il dollaro perdere lo status dominante di cui ha goduto nell'ultimo decennio.
ine dell'età dell'oro per il dollaro Usa? Un momento spesso annunciato a causa dell'impennata del debito pubblico, ma il dollaro ha quasi sistematicamente battuto le previsioni negli ultimi 15 anni. Sostenuto dallo status di riserva valutaria e di bene rifugio in un contesto geopolitico teso, dall'eccezionalismo americano e dalla dinamica positiva dei tassi d'interesse, il dollaro è cresciuto costantemente ed è ora ampiamente sopravvalutato. L'insieme di questi fattori ha spinto molti investitori internazionali a mantenere un'ampia quota dei propri investimenti esposta al dollaro. Col passare del tempo hanno pero dimenticato i rischi di questa sovraesposizione.
Dal 2008 e dalla crisi dei subprime, il Dollar Index (prezzo medio del dollaro rispetto a un paniere di valute globali) è salito di oltre il 40%, con pochi episodi di debolezza (solo quattro anni ribassisti negli ultimi 15). Ma negli ultimi giorni, l'indebolimento dei fondamentali ha portato il dollaro a una correzione al ribasso. I recenti dati economici degli Stati Uniti, inferiori alle aspettative, e le preoccupazioni per il settore tecnologico del Paese hanno sollevato dubbi sulla tenuta dell'economia americana. Nel frattempo, l'annuncio storico di un vasto piano di investimenti in Germania e di un piano di spesa per la difesa in Europa, che implicherebbe una probabile revisione delle regole fiscali, e la speranza che il conflitto in Ucraina si concluda presto, hanno migliorato il sentimento degli investitori in Europa. Il dollaro ha risentito di questo cambiamento di percezione e ha già perso il 4% rispetto alla valuta europea (dal picco di inizio anno), mentre l'indice globale del dollaro è sceso del 5%.
Sebbene l'impatto di questi fattori sia già notevole, la guerra commerciale di Trump e i suoi piani di ristrutturazione del sistema finanziario globale mettono il dollaro ancora più a rischio. Questa ristrutturazione, teorizzata da Miran, consigliere economico senior di Donald Trump, si basa sulla convinzione che il dollaro debba deprezzarsi per consentire la reindustrializzazione degli Stati Uniti. Le tariffe sono un elemento centrale della sua strategia, che spinge gli altri Paesi a raggiungere un accordo sulle valute. Questo accordo è chiamato "accordo di Mar-a-Lago", simile agli accordi valutari del passato, denominati in base al luogo in cui sono stati firmati (come Bretton Woods, 1944, Plaza, 1985 e Louvres (1987).
La teoria di Miran si basa, tra gli altri, sui seguenti fattori:
. Nel 2018, l'impatto della guerra commerciale era stato in gran parte mitigato dalla deviazione di alcune importazioni cinesi attraverso paesi di transito. Ciò ha spinto Trump a imporre dazi generalizzati, soprattutto perché il suo obiettivo era anche aumentare il peso dei dazi nel reddito complessivo dello stato federale.
. A differenza del 2018, i dazi non sono intesi come un semplice strumento di negoziazione, ma come uno strumento economico con diversi obiettivi: 1/ ripristinare l'equilibrio commerciale del paese; 2/ sanzionare i paesi per motivi economici o di sicurezza nazionale; 3/ generare entrate fiscali per ridurre il deficit del paese.
. La sopravvalutazione del dollaro deriva dall'accumulo di riserve in dollari da parte di governi alla ricerca di un rifugio sicuro. Tuttavia, questa tendenza si è già invertita negli ultimi anni e potrebbe accelerare ulteriormente se il sistema finanziario globale fosse messo in discussione.
. La "de-dollarizzazione" è già in corso. Il peso del dollaro nelle riserve valutarie globali è in calo accelerato sin dalle sanzioni contro la Russia e la tendenza dovrebbe proseguire a causa dello scontro avviato dall'amministrazione Trump.
La prima conseguenza della "de-dollarizzazione" è stata l'impennata del prezzo dell'oro, diventato il principale asset di riserva in assenza di una valuta in grado di offrire una vera alternativa al dollaro. L'oncia d'oro è aumentata di oltre il 60%, raggiungendo i 2.920 dollari statunitensi. Un accordo valutario "Mar-a-Lago" sarà tuttavia difficile da raggiungere. I tempi sono cambiati rispetto all'accordo del Plaza. Oggi, gran parte delle riserve in dollari del mondo sono detenute da paesi asiatici e mediorientali, e non più dai paesi europei. È probabile che i primi saranno meno concilianti con gli Stati Uniti rispetto agli europei durante la Guerra Fredda. La guerra commerciale e le tensioni e negoziazioni che ne seguiranno dovrebbero alimentare una maggiore volatilità nei mercati valutari nei prossimi mesi. Le politiche monetarie a tasso zero attuate dalle principali banche centrali mondiali tra il 2011 e il 2022 avevano anestetizzato i mercati valutari. Questa mancanza di volatilità, unita a un dollaro forte, aveva spinto molti investitori ad allontanarsi dal rischio valutario e a trascurare le strategie di copertura valutaria degli ultimi anni. Questo rischio oggi non può più essere ignorato.
* Head of Overlay management, Edmond de Rothschild AM
"Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore. L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".
Red-
(RADIOCOR) 25-03-25 13:53:48 (0386) 5 NNNN
di Benjamin Dubois *
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mar - L'elezione di Donald Trump all'inizio di ottobre ha inizialmente spinto il dollaro al rialzo, con la valuta stata sostenuta dalla prospettiva di tariffe più elevate e di misure di stimolo per l'economia statunitense. La volontà di Trump di riformare il sistema commerciale e finanziario globale potrebbe tuttavia portare a un calo del biglietto verde nel medio-lungo termine. Il recente calo della valuta potrebbe essere l'inizio di una tendenza di fondo più profonda e il secondo mandato di Trump potrebbe vedere il dollaro perdere lo status dominante di cui ha goduto nell'ultimo decennio.
ine dell'età dell'oro per il dollaro Usa? Un momento spesso annunciato a causa dell'impennata del debito pubblico, ma il dollaro ha quasi sistematicamente battuto le previsioni negli ultimi 15 anni. Sostenuto dallo status di riserva valutaria e di bene rifugio in un contesto geopolitico teso, dall'eccezionalismo americano e dalla dinamica positiva dei tassi d'interesse, il dollaro è cresciuto costantemente ed è ora ampiamente sopravvalutato. L'insieme di questi fattori ha spinto molti investitori internazionali a mantenere un'ampia quota dei propri investimenti esposta al dollaro. Col passare del tempo hanno pero dimenticato i rischi di questa sovraesposizione.
Dal 2008 e dalla crisi dei subprime, il Dollar Index (prezzo medio del dollaro rispetto a un paniere di valute globali) è salito di oltre il 40%, con pochi episodi di debolezza (solo quattro anni ribassisti negli ultimi 15). Ma negli ultimi giorni, l'indebolimento dei fondamentali ha portato il dollaro a una correzione al ribasso. I recenti dati economici degli Stati Uniti, inferiori alle aspettative, e le preoccupazioni per il settore tecnologico del Paese hanno sollevato dubbi sulla tenuta dell'economia americana. Nel frattempo, l'annuncio storico di un vasto piano di investimenti in Germania e di un piano di spesa per la difesa in Europa, che implicherebbe una probabile revisione delle regole fiscali, e la speranza che il conflitto in Ucraina si concluda presto, hanno migliorato il sentimento degli investitori in Europa. Il dollaro ha risentito di questo cambiamento di percezione e ha già perso il 4% rispetto alla valuta europea (dal picco di inizio anno), mentre l'indice globale del dollaro è sceso del 5%.
Sebbene l'impatto di questi fattori sia già notevole, la guerra commerciale di Trump e i suoi piani di ristrutturazione del sistema finanziario globale mettono il dollaro ancora più a rischio. Questa ristrutturazione, teorizzata da Miran, consigliere economico senior di Donald Trump, si basa sulla convinzione che il dollaro debba deprezzarsi per consentire la reindustrializzazione degli Stati Uniti. Le tariffe sono un elemento centrale della sua strategia, che spinge gli altri Paesi a raggiungere un accordo sulle valute. Questo accordo è chiamato "accordo di Mar-a-Lago", simile agli accordi valutari del passato, denominati in base al luogo in cui sono stati firmati (come Bretton Woods, 1944, Plaza, 1985 e Louvres (1987).
La teoria di Miran si basa, tra gli altri, sui seguenti fattori:
. Nel 2018, l'impatto della guerra commerciale era stato in gran parte mitigato dalla deviazione di alcune importazioni cinesi attraverso paesi di transito. Ciò ha spinto Trump a imporre dazi generalizzati, soprattutto perché il suo obiettivo era anche aumentare il peso dei dazi nel reddito complessivo dello stato federale.
. A differenza del 2018, i dazi non sono intesi come un semplice strumento di negoziazione, ma come uno strumento economico con diversi obiettivi: 1/ ripristinare l'equilibrio commerciale del paese; 2/ sanzionare i paesi per motivi economici o di sicurezza nazionale; 3/ generare entrate fiscali per ridurre il deficit del paese.
. La sopravvalutazione del dollaro deriva dall'accumulo di riserve in dollari da parte di governi alla ricerca di un rifugio sicuro. Tuttavia, questa tendenza si è già invertita negli ultimi anni e potrebbe accelerare ulteriormente se il sistema finanziario globale fosse messo in discussione.
. La "de-dollarizzazione" è già in corso. Il peso del dollaro nelle riserve valutarie globali è in calo accelerato sin dalle sanzioni contro la Russia e la tendenza dovrebbe proseguire a causa dello scontro avviato dall'amministrazione Trump.
La prima conseguenza della "de-dollarizzazione" è stata l'impennata del prezzo dell'oro, diventato il principale asset di riserva in assenza di una valuta in grado di offrire una vera alternativa al dollaro. L'oncia d'oro è aumentata di oltre il 60%, raggiungendo i 2.920 dollari statunitensi. Un accordo valutario "Mar-a-Lago" sarà tuttavia difficile da raggiungere. I tempi sono cambiati rispetto all'accordo del Plaza. Oggi, gran parte delle riserve in dollari del mondo sono detenute da paesi asiatici e mediorientali, e non più dai paesi europei. È probabile che i primi saranno meno concilianti con gli Stati Uniti rispetto agli europei durante la Guerra Fredda. La guerra commerciale e le tensioni e negoziazioni che ne seguiranno dovrebbero alimentare una maggiore volatilità nei mercati valutari nei prossimi mesi. Le politiche monetarie a tasso zero attuate dalle principali banche centrali mondiali tra il 2011 e il 2022 avevano anestetizzato i mercati valutari. Questa mancanza di volatilità, unita a un dollaro forte, aveva spinto molti investitori ad allontanarsi dal rischio valutario e a trascurare le strategie di copertura valutaria degli ultimi anni. Questo rischio oggi non può più essere ignorato.
* Head of Overlay management, Edmond de Rothschild AM
"Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore. L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".
Red-
(RADIOCOR) 25-03-25 13:53:48 (0386) 5 NNNN
STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE =
ADN0708 7 CUL 0 ADN CUL NAZ STORIA: A VENEZIA SCOPERTA PERGAMENA DEL 1350, RACCONTA VIAGGIO FAVOLOSO IN ORIENTE = Esposto il manoscritto ora restaurato che narra avventura di un gruppo di sei nobili veneziani dal 1338 all 1341 Venezia, 25 mar. - (Adnkronos) - Sei mercanti sulle Via della seta, un viaggio favoloso durato tre anni dal 1338 al 1341 da Venezia a Delhi, una pergamena su pelle di capra, due ricercatori appassionati dell'Archivio di Stato di Venezia: questi gli elementi della storia che, come in un film, materializza davanti ai nostri occhi uno spaccato dell'essenza del commercio veneziano nella prima metà del XIV secolo. Marcello Bolognari, ricercatore dell'Università Ca' Foscari di Venezia, e Luca Molà, direttore del Warwick Venice Centre, hanno scoperto un documento che riporta la sentenza di un processo che coinvolge un gruppo di nobili veneziani partiti nel 1338 per un viaggio commerciale verso Delhi, in India. La pergamena del 1350, trovata in condizioni di conservazione precarie e restaurata dall'Università di Warwick, riporta attraverso le fasi del processo intentato da Alberto de Calle ai figli di Giovanni Loredan, suo genero, per ottenere i soldi che aveva investito nell'impresa commerciale, una miriade di informazioni preziose sul viaggio e le vicende che lo accompagnano. La pergamena restaurata si può ammirare fino al 4 maggio presso il Museo d'Arte Orientale di Venezia, dove è esposta con un esaustivo apparato scientifico e didattico che permette ai visitatori di viaggiare nel tempo e nello spazio, in particolare verso l'India e le meraviglie dell'Asia. L'intera vicenda è ricostruita nel volume "1338. Da Venezia a Delhi. Sei mercanti sulle Vie della seta", Quaderni della Direzione regionale Musei nazionali del Veneto, con autori Luca Molà, Marcello Bolognari. Nel tentativo di ristabilire l'intricata verità giuridica, vengono raccolte durante il processo una serie di testimonianze sia dei compagni di viaggio di Loredan sia di altri mercanti incontrati in Asia che ci consentono di ricostruire tutte le circostanze del favoloso itinerario. I mercanti erano partiti da Costantinopoli dove erano giunti in nave, avevano poi proseguito verso il Mare di Azov, a Tana, sempre più dentro la Russia, verso Saray, Astrakan e poi avevano puntato a sud, verso l'Uzbekistan per poi andare in Pakistan ed arrivare in India. La pergamena descrive tutto: i prodotti che avevano trovato, le condizioni di viaggio, come il gelo che li aveva sorpresi ad Astrakan, dove si erano scaldati con un tipico sistema di stope, le stufe per difendersi dal grande freddo. Ci racconta di come abbiano aspettato 50 giorni per trovare il Volga ghiacciato e poterlo attraversare, e di come soltanto quattro di loro fossero riusciti a tornare a Venezia dopo questa lunga impresa. (segue) (Pam/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 25-MAR-25 14:07
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