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mercoledì 11 giugno 2025

- Petro chiede all'intelligence Usa aiuto per l'attentato a Uribe

Ha chiesto  proprio a quelli giusti!..Auguri


Petro chiede all'intelligence Usa aiuto per l'attentato a Uribe 'L'arma del sicario comprata in Arizona e passata dalla Florida' (ANSA) - BOGOTÀ, 10 GIU - Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha chiesto il supporto degli organismi dell'intelligence Usa per avanzare nell'indagine sull'attentato contro il senatore e candidato alle presidenziali del prossimo anno Miguel Uribe Turbay, avvenuto sabato 7 giugno a Bogotá. "Ho chiesto attraverso l'ambasciata degli Stati Uniti che gli organismi segreti di quel paese aiutino in profondità nell'indagine sul tentato omicidio del senatore Uribe Turbay. L'arma del sicario è stata comprata in Arizona ed è passata per la Florida", ha scritto Petro sul suo account ufficiale di X. La richiesta è stata fatta dopo che il generale Carlos Fernando Triana, direttore della Polizia colombiana, e il procuratore generale del paese sudamericano Luz Adriana Camargo hanno reso noto in una conferenza stampa congiunta che "la pistola è stata acquistata legalmente negli Stati Uniti il 6 agosto 2020". L'Ufficio federale per l'alcol, il tabacco, le armi da fuoco e gli esplosivi (Atf) americano è riuscito a rintracciare il numero di serie dell'arma utilizzata nell'attentato, identificando l'acquirente originale, Charles Joe Anderson, secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo. Sebbene la pistola sia stata acquistata legalmente negli Usa, le autorità colombiane non hanno registrato il suo ingresso nel sistema del Dipartimento colombiano di controllo e commercio di armi, munizioni ed esplosivi, e ciò significa che la Glock è entrata in Colombia illegalmente, riporta il sito Infobae. (ANSA)

MO: RUBIO CONTRARIO A SANZIONI CONTRO MINISTRI ISRAELIANI, 'NON AIUTANO SFORZI USA PER TREGUA' =

COMPLICI DI GENOCIDIO 

ADN0041 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR MO: RUBIO CONTRARIO A SANZIONI CONTRO MINISTRI ISRAELIANI, 'NON AIUTANO SFORZI USA PER TREGUA' = Washington, 11 giu. (Adnkronos) - Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha criticato duramente la decisione di cinque governi occidentali - Regno Unito, Canada, Norvegia, Nuova Zelanda e Australia - di imporre sanzioni ai ministri israeliani Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, esortando questi Paesi a revocare immediatamente la misura. "Queste sanzioni non favoriscono gli sforzi guidati dagli Stati Uniti per raggiungere un cessate il fuoco, liberare tutti gli ostaggi e porre fine alla guerra", ha dichiarato Rubio in una nota ufficiale. Il comunicato del Dipartimento di Stato, che riprende in larga parte le parole precedenti della portavoce Tammy Bruce, si concentra sulla crisi a Gaza. Tuttavia, i provvedimenti britannici e dei suoi alleati mirano a punire le politiche israeliane in Cisgiordania, dove Smotrich e Ben Gvir sono accusati di incitare alla violenza estremista contro i palestinesi. Gli attacchi dei coloni, secondo le accuse, avvengono quotidianamente senza alcun controllo, e il capo della polizia dell'area è attualmente sotto inchiesta per presunto favoritismo verso Ben Gvir. Rubio ha inoltre ribadito il sostegno totale a Israele, sottolineando che "Hamas è un'organizzazione terroristica che ha commesso atrocità indicibili, tiene ancora civili innocenti in ostaggio e impedisce ai palestinesi di Gaza di vivere in pace. Ricordiamo ai nostri partner chi è il vero nemico. Gli Stati Uniti chiedono il ritiro delle sanzioni e riaffermano la propria alleanza con Israele". (Vsn/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 11-GIU-25 07:36  

NTW Press - Trump rincara: "Deporteremo a Guantanamo 9mila migranti" (italiani ed europei compresi)

NTW Press - Trump rincara: "Deporteremo a Guantanamo 9mila migranti" (italiani ed europei compresi)

Trump rincara: "Deporteremo a Guantanamo 9mila migranti" (italiani ed europei compresi)

Intanto scatta il coprifuoco a Los Angeles, città simbolo della protesta contro le politiche del tycoon. Manifestazione davanti alla Trump Tower a New York



Mercoledì 11 Giugno 2025 10:23

Il presidente Usa annuncia la deportazione di 9mila migranti verso Guantanamo, inclusi 800 europei, scatenando l'allarme delle diplomazie alleate. Intanto a Los Angeles scatta il coprifuoco dopo giorni di proteste contro la stretta migratoria (in copertina, i primi rimpatri organizzati dalla nuova amministrazione Trump pochi giorni dopo il ritorno del tycoon alla Casa Bianca).

Trump: "Deporteremo 9mila migranti Guantanamo"

La linea dura sull'immigrazione del presidente Donald Trump segna un nuovo, controverso capitolo. Secondo documenti ottenuti dal Washington Post, il governo si prepara a deportare 9mila migranti irregolari nella base di Guantanamo, enclave statunitense a Cuba.

Un luogo simbolo di torture e abusi. Una decisione senza precedenti, destinata a scuotere le relazioni internazionali. Tra i migranti figurano infatti circa 800 cittadini europei: italiani, francesi, tedeschi e britannici.

Tra i deportati anche 800 europei

La notizia, anticipata da Politico e poi confermata da fonti interne alla Casa Bianca, ha allarmato le diplomazie europee. L'Italia, come altri alleati degli Stati Uniti, non sarebbe stata informata in anticipo.

Secondo alcune fonti, i funzionari americani avrebbero successivamente rassicurato che i cittadini degli stati amici non saranno coinvolti, ma da Washington non è arrivata alcuna smentita ufficiale.

C'è chi sostiene, invece, che Trump voglia deportare anche gli europei irregolari per far capire al mondo che per il tycoon non ci sono differenze tra i Paesi e non fa sconti a nessuno.

I lavori per ampliare il carcere degli orrori

La base di Guantanamo Bay, il carcere degli orrori, è già nota per la detenzione e gli abusi ai danni di sospetti terroristi dopo l'11 settembre, torna al centro della scena.

Negli ultimi mesi, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha già ampliato la capacità della struttura, raddoppiando i posti del centro di detenzione da 140 a 300 e costruendo una tendopoli da 195 unità capace di ospitare oltre 3mila persone.

Tuttavia, ospitare 9mila nuovi detenuti rappresenterebbe un salto senza precedenti. Dalla Casa Bianca fanno sapere che l'obiettivo è "alleggerire i centri di detenzione interni oggi al collasso".

Proteste contro Trump a Los Angeles

Intanto, la tensione è esplosa negli Stati Uniti. A Los Angeles, città simbolo delle lotte civili, la stretta del governo sull'immigrazione ha innescato cinque giorni consecutivi di proteste.

Un post con il video della marcia contro Trump:

One of the most ethnically diverse cities in America, Los Angeles, and everyone is marching together in a peaceful protest against the fascist authoritarian Trump regime and his Nazi ICE Gestapo. Viva democracy! Viva Los Angeles! 🙌🙏💪👏👊🇺🇸👇 pic.twitter.com/Nq26KrExvj

— Bill Madden (@maddenifico) June 9, 2025

Dopo le retate dell'ICE (l'agenzia federale per l'immigrazione) che hanno portato all'arresto di decine di presunti migranti irregolari, la città è scesa in piazza.

In risposta, Trump ha deciso di inviare la Guardia Nazionale e due reparti di Marines, senza il consenso del governatore Gavin Newsom e della sindaca Karen Bass: una mossa senza precedenti dal 1965.

"Quelli che stanno manifestando sono animali pagati da qualcuno", ha dichiarato il presidente.

Decine di arresti, imposto il coprifuoco

Il clima si è ulteriormente inasprito martedì sera, quando la sindaca ha dovuto imporre un coprifuoco notturno nel distretto centrale della città.

Le misure – in vigore dalle 20 alle 6, senza data di fine – hanno portato a decine di arresti tra i manifestanti che hanno continuato a protestare nonostante il divieto.

Anche ieri, martedì 10 giugno 2025, centinaia di persone hanno bloccato l'autostrada 101 a LA, sfidando polizia ed esercito.

In parallelo, si moltiplicano le proteste in altre città: New York, Chicago, Seattle, Atlanta e Omaha sono teatro di nuove manifestazioni, in solidarietà con Los Angeles e contro le deportazioni di massa.

Nel cuore di New York è scoppiato lo scontro tra manifestanti e forze dell'ordine, ci sono stati 80 arresti a Manhattan e la folla ha raggiunto anche la nota Trump Tower per esprimere il suo dissenso.

 

 

11 GIUGNO 1984 QUEL GIORNO NON MORÌ SOLO ENRICO, SI FERMÒ LA VISIONE DI UNA POLITICA SANA, NON CORROTTA, MORÌ IL SENSO DELLA SINISTRA IN ITALIA, PERCHÉ ENRICO ERA LA SINISTRA, la vera sinistra quella della lotta al fianco dei lavoratori e gli oppressi contro ingiustizie, sfruttamenti e sopraffazioni.

 

**L’11 giugno 1984: il giorno in cui Berlinguer morì, ma il suo spirito vive ancora** (a cura di Massimiliano Valdannini)

 









martedì 10 giugno 2025

I tre Stati baltici sono come piccoli bulli mandati da bulli più grandi per molestare la gente Sergey Lavrov

 

@ozeta76

♬ suono originale - oz⭐⭐⭐⭐⭐




 

Putin: l'Occidente impone il totalismo liberale al mondo intero.

 

Russia, bloccata la consegna di 6000 corpi di militari ucraini

 

🇷🇺 🇪🇺 «Senza la Russia non esiste alcuna Europa — né dal punto di vista geografico, né culturale, né storico» — ha dichiarato Zakharova. «La Russia è Europa, proprio perché da noi sono stati preservati quei veri valori sui quali è stata costruita l’Europa occidentale», ha sottolineato la portavoce del Ministero degli Esteri russo.