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martedì 1 luglio 2025

NTW Press - Guerre, riarmo, sdoganate ora anche le mine antiuomo: Pace sempre più sfocata

NTW Press - Guerre, riarmo, sdoganate ora anche le mine antiuomo: Pace sempre più sfocata

Guerre, riarmo, sdoganate ora anche le mine antiuomo: Pace sempre più sfocata

L'Ucraina si ritira dalla Convenzione di Ottawa, il trattato internazionale che vieta l'uso, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento di mine



Martedì 01 Luglio 2025 10:38

In un mondo perfetto le guerre naturalmente non esisterebbero. Pace e concordia tra i popoli dovrebbero essere priorità universali. E invece in questo tormentato momento storico ci ritroviamo con conflitti gravi e diffusi come mai nel recente passato, al posto delle strette di mano e dei leader che promuovono il dialogo, chi occupa i posti di potere decisivi mostra un atteggiamento muscolare e spesso intransigente. E l'Onu, che andrebbe al contrario rafforzata, viene costantemente delegittimata. In tutto ciò si corre verso il riarmo quasi con fatalità e vengono sdoganate pratiche che per decenni sono state strenuamente combattute in quanto criminali, come il ricorso alle mine antiuomo.

Guerre, riarmo: sdoganate anche le mine antiuomo

Chissà ne penserebbe Lady Diana che del tema fece una battaglia (in copertina Diana Spencer mentre cammina tra le mine antiuomo in Angola). Forse oggi si starà rivoltando nella tomba.

Perché dopo tutto il suo impegno pacifista e umanitario contro l'uso delle mine antiuomo, le novità di queste ore che arrivano dalla politica internazionale sono destinate ad alzare un polverone di polemiche e ad aprire un dibattito moralista non di poco conto.

Perché la decisione dell'Ucraina di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa, il trattato internazionale che vieta l'uso, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento di mine antiuomo sicuramente farà discutere.

Il dramma di un popolo aggredito (che però userà le mine antiuomo)

Il dado è tratto. Zelensky ha deciso così. Il motivo principale è la guerra in corso con la Russia e la necessità – secondo Kiev – di poter utilizzare ogni mezzo per difendere il proprio territorio.

Volodymyr Zelensky

Anche se non sarebbe forse del tutto una novità dal momento che secondo Human Rights Watch, già nel 2022 l'Ucraina aveva utilizzato mine antiuomo, violando la Convenzione.

E proprio gli organi umanitari stanno cercando di evidenziare le strategie messe in campo da Zelensky dal momento ce la notizia in queste ore sta passando tutto sommato in sordina, pur avendo un peso considerevole sul piano del diritto internazionale e dell'etica bellica.

La campagna di Lady D e la decisione di difendersi con "mezzi ingiusti"

Come accennato all'inizio forse in molti ancora ricorderanno l'impegno profuso da Lady Diana (e curiosamente domani, 1 luglio, sarebbe stato il suo compleanno) contro l'utilizzo delle mine anti uomo.

In molti probabilmente ricorderanno immagini che avevano fatto il giro del mondo, ovvero la principessa del Galles che nel 1997 indossando un giubbetto antiproiettile e un caschetto di protezione aveva camminato in un campo minato in Angola dove allora impazzava la guerra civile.

Una battaglia (portata avanti in questi anni anche dal figlio Harry) cui fanno appunto da contraltare le decisioni prese in queste ore a Kiev.

Una strategia che si inserisce in una logica tragicamente antica e a dire il vero cinica che sembrerebbe rispondere a questo motto: quando la sopravvivenza è in gioco, tutto diventa lecito.

Il dibattito morale su come difendersi

Tanto per essere chiari, è in fondo la stessa logica con cui si sono giustificate torture, attacchi ai civili, armi chimiche e nucleari.

Ma molti osservatori delle dinamiche belliche (soprattutto quelli più fedeli a un codice etico morale da rispettare) hanno già rilevato che una guerra giusta non può essere combattuta con mezzi ingiusti, e le mine antiuomo sono universalmente riconosciute come tali.

Perché fondamentalmente, è il rilievo ancora di questa parte di osservatori "di guerra", le mine non fanno distinzioni tra soldati e bambini, tra giovani e anziani, tra uomini e donne, tra combattenti e civili.

Anzi, con un ulteriore e pericoloso paradosso. Le mine continuano a uccidere e mutilare anni, decenni dopo la fine del conflitto.

Di fatto, delle trappole lasciate a un destino cieco, alla sorte.

Quando il Diritto interazionale non basta più

Nei giorni scorsi, di fronte all'attacco di Israele all'Iran, ma anche osservando la situazione nella striscia di Gaza ci si era resi conti di come, di fronte a situazioni intricate e quasi senza via di uscita, il Diritto internazionale possa non essere sufficiente a dirimere le questioni riguardo tensioni geopolitiche.

E ora accade la stessa cosa con la decisione dell'Ucraina di ritirarsi da quanto prevede la convenzione di Ottawa.

L'obiezione che arriverà in queste ore da Kiev sarà quasi scontata:

"La Russia usa metodi anche peggiori".

Il messaggio distorto legato a eventi eccezionali

Ma un pensiero di questo tipo, fanno notare sempre gli osservatori di tematiche belliche, alla fine annulla anche il confine tra aggredito e aggressore. 

"Sposare" la causa dell'uso delle mine, anche in un contesto di guerra difensiva, rischia di mandare un messaggio distorto e doppiamente pericoloso: in tempi eccezionali, tutto è permesso.

Cosa rappresenta la convenzione di Ottawa e cosa fanno i diversi Stati

La notizia di rinunciare al rispetto della Convenzione di Ottawa è stata diffusa dal deputato Roman Kostenko.

Il deputato ucraino Roman Kostenko



 

La Convenzione è stata adottata il 18 settembre 1997, e l'Ucraina ne è diventata membro nel 1999, con successiva ratifica da parte della Verkhovna Rada solo nel maggio 2005.

Le più grandi potenze al mondo in realtà non hanno mai aderito alla Convenzione: Stati Uniti e Cina, Russia, India e Pakistan, (tra l'altro tutte potenze atomiche), non sono membri della convenzione.

La decisione di Zelensky segue quella recente di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, curiosamente tutti Stati che recentemente temono azioni aggressive di Putin e della Russia.

 

Morti e feriti dopo attacco israele in internet café Gaza City-VIDEO

Morti e feriti dopo attacco israele in internet café Gaza City-VIDEO Morti e feriti dopo attacco israele in internet café Gaza City-VIDEO Secondo la Protezione civile nella Striscia i morti sarebbero 21 Roma, 1 lug. (askanews) - Palestinesi trasportano morti e feriti all'ospedale al-Shifa dopo un attacco aereo israeliano su un internet café sul mare a Gaza City. Nelle immagini, alcuni ispezionano i danni sul luogo dell'attacco. Secondo la Protezione Civile nella Striscia di Gaza, 21 persone sono morte nell'attacco sull'internet café di Al-Baqa. Video su askanews.it Cuc 20250701T104126Z  

MO. PROTESTA PRO PALESTINA DAVANTI A CONSIGLIO REGIONALE LIGURIA -2-

DIR0525 3 POL 0 RR1 R/INT /TXT MO. PROTESTA PRO PALESTINA DAVANTI A CONSIGLIO REGIONALE LIGURIA -2- (DIRE) Genova, 1 lug. - Tra i manifestanti anche Karim Hamarneh, palestinese, presidente dell'associazione Liguria-Palestina: "Stiamo aspettando una soluzione da 21 mesi da parte dei governi e non si riesce ad avere niente, ogni giorno ci sono cento morti- sottolinea- come attivisti palestinesi sparsi nel mondo cerchiamo di dare il nostro meglio dal basso, coinvolgendo la società civile per fare pressione sul governo affinché faccia qualcosa di concreto, altrimenti non possiamo più andare avanti. Cerchiamo di fare pressione anche interrompendo i rapporti internazionali per via di questa arroganza del potere di Israele e Stati Uniti". (Sid/ Dire) 10:51 01-07-25  

MO. PROTESTA PRO PALESTINA DAVANTI A CONSIGLIO REGIONALE LIGURIA

DIR0524 3 POL 0 RR1 R/INT /TXT MO. PROTESTA PRO PALESTINA DAVANTI A CONSIGLIO REGIONALE LIGURIA SUDARI BIANCHI E FOTOMONTAGGIO BUCCI-NETANYAHU: 'SIETE COMPLICI' (DIRE) Genova, 1 lug. - Bandiere della Palestina, persone sdraiate a terra su lenzuola bianche, fotomontaggio di Marco Bucci che stringe la mano a Benjamin Netanyahu con la scritta "Yes, you're complicit" (Sì, siete complici), e le lettere EU evidenziate in rosso a puntare il dito anche contro l'Unione europea. E' la protesta organizzata questa mattina davanti al Consiglio regionale della Liguria dall'Associazione Liguria-Palestina e Assopace Palestina, a cui hanno aderito diverse realtà associative cittadine, da Emergency all'Arci, dall'Anpi a Sanitari per Gaza, da La Piuma all'Ora di silenzio per la pace, con la partecipazione di alcuni consiglieri regionali di centrosinistra. Nel mirino della protesta la decisione della maggioranza ligure di centrodestra di bocciare la settimana scorsa i due ordini del giorno e la mozione presentati dalla minoranza per chiedere l'interruzione di ogni rapporto istituzionale, economico e culturale tra la Regione e lo Stato di Israele. "Stiamo denunciando la mancata presa di posizione da parte del governatore della Regione Liguria sulla cura dei diritti umani e contro le violazioni che si stanno attuando nella striscia di Gaza e in Cisgiordania- spiega Maria Di Pietro, referente ligure di Assopace Palestina- chiediamo di sospendere almeno le relazioni internazionali con Israele. Quello che si sta attuando nella striscia di Gaza è un genocidio. Non si può più stare a guardare. Al presidente Marco Bucci chiediamo, come hanno fatto Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e anche Sardegna, di sospendere gli accordi internazionali con Israele e di denunciare almeno il genocidio". Per l'attivista, "ogni volta che bocciamo una mozione premiamo un grilletto, sganciamo una bomba. E noi cosa racconteremo ai nostri figli?". (SEGUE) (Sid/ Dire) 10:51 01-07-25  

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IRAN: ARAGHCHI, 'COLLOQUI DIPLOMATICI CON USA NON RIPRENDERANNO MOLTO PRESTO' =

ADN0036 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: ARAGHCHI, 'COLLOQUI DIPLOMATICI CON USA NON RIPRENDERANNO MOLTO PRESTO' = Teheran, 1 lug. (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha espresso scetticismo riguardo una rapida ripresa dei colloqui diplomatici con gli Stati Uniti, dichiarando a Cbs News che i negoziati non riprenderanno "così rapidamente" dopo i recenti attacchi aerei statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva indicato che i colloqui avrebbero potuto riprendere già questa settimana. "Dovremo prima assicurarci che l'America non torni a colpirci con un attacco militare durante i negoziati", ha aggiunto Araghchi. "E credo che, con tutte queste considerazioni, abbiamo ancora bisogno di più tempo". Nonostante ciò, ha insistito, "le porte della diplomazia non si chiuderanno mai". (Crc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 01-LUG-25 07:46  

IRAN: ARAGHCHI ESCLUDE RAPIDA RIPRESA DEI NEGOZIATI SUL NUCLEARE CON USA

ZCZC IPN 032 EST --/T IRAN: ARAGHCHI ESCLUDE RAPIDA RIPRESA DEI NEGOZIATI SUL NUCLEARE CON USA ROMA (ITALPRESS) - Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che ci vorranno tempo e rassicurazioni da parte degli Stati Uniti prima che Teheran sia pronta a riprendere i colloqui sul suo programma nucleare, sottolineando che l'Iran sarà presto pronto a ricominciare ad arricchire l'uranio e "recuperare il tempo perduto". In un'intervista alla Cbs, il capo della diplomazia iraniana ha detto: "Non credo che i negoziati riprenderanno così rapidamente. Per decidere di riprendere i negoziati, dovremo prima assicurarci che l'America non torni a prenderci di mira con un attacco militare durante i negoziati". Araghchi è intervenuto anche sugli attacchi israeliani e statunitensi contro obiettivi del programma nucleare. "Non si può cancellare la tecnologia e la scienza per l'arricchimento con i bombardamenti. Se c'è questa volontà da parte nostra, e la volontà di fare ancora progressi in questo settore, saremo in grado di riparare rapidamente i danni e recuperare il tempo perduto", ha dichiarato. Il "programma nucleare pacifico dell'Iran è diventato una questione di orgoglio e gloria nazionale. Abbiamo anche attraversato 12 giorni di guerra imposta, quindi la gente non si tirerà indietro facilmente dall'arricchimento", ha concluso. (ITALPRESS). xr2/mgg/red 01-Lug-25 08:25  

SE VOLETE COLPIRE I TERRORISTI DOVRESTE BOMBARDARVI DA SOLI

Idf, colpiti a Gaza 140 obiettivi terroristici in ultime 24 ore

   (ANSA) - TEL AVIV, 01 LUG - Il portavoce dell'Idf riferisce
che più di 140 obiettivi terroristici sono stati attaccati in
tutta la Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. La Marina ha
preso di mira diversi obiettivi nel sud dell'enclave. L'esercito
rende noto di aver eliminato terroristi, distrutto strutture
militari, siti di lancio di missili anticarro, depositi di armi
e infrastrutture usate dalle milizie armate. (ANSA).
01/07/2025 10:20

 

La sentenza della Corte di Cassazione (n. xxx) del 2025 riguarda la regolamentazione della pubblicità e delle affissioni pubbliche, con particolare attenzione alle strutture di stendardi e gonfaloni che sovrastano il suolo pubblico.