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mercoledì 9 luglio 2025






 

Usa: Rubio, sanzioni a relatrice Onu Albanese, non tolleriamo piu' "sua guerra" contro noi e Israele







= Usa: Rubio, imponiamo sanzioni contro Francesca Albanese =







- ++ Rubio,sanzioni Usa contro relatrice Onu Francesca Albanese ++






Medioriente: Rubio, da Usa sanzioni contro relatrice Onu Francesca Albanese







AFRICA. PADRE ALBANESE: E' SEMPRE PIU' DELUSIONE VERSO L'OCCIDENTE

 


 


Lavoro: ferie non godute, il 97% delle sentenze condanna la PA

 

Marine Le Pen si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’uomo per annullare il divieto di candidatura

Marine Le Pen si rivolge alla Corte europea dei diritti dell'uomo per annullare il divieto di candidatura La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha ufficialmente presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) per chiedere l'annullamento della sentenza francese che le impedisce di candidarsi a cariche elettive per i prossimi cinque anni. Lo ha riferito l'emittente BFMTV, citando fonti del suo partito. Il ricorso mira a ottenere una sospensione immediata del provvedimento giudiziario, che secondo Le Pen viola gravemente e in modo irreparabile i suoi diritti civili e politici, oltre a compromettere il diritto di scelta degli elettori francesi. "Marine Le Pen chiede alla Corte europea di obbligare le autorità francesi a cessare immediatamente l'attuazione del divieto giudiziario", si legge in una nota ufficiale del partito, riportata dall'emittente. Il caso affonda le sue radici nella sentenza emessa il 31 marzo dal tribunale di Parigi, che ha condannato Le Pen a quattro anni di carcere nell'ambito dell'inchiesta sugli assistenti parlamentari europei. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto un divieto immediato di ricoprire cariche pubbliche e di partecipare a qualsiasi elezione per un periodo di cinque anni. Sebbene Le Pen abbia già presentato ricorso contro la sentenza presso una corte superiore francese — il cui esito è atteso entro l'estate del 2026 — il divieto elettorale rimane in vigore fin da subito, compromettendo la sua possibile candidatura alle presidenziali del 2027 e a eventuali elezioni anticipate per l'Assemblea Nazionale. Marine Le Pen ha definito il verdetto "politicamente motivato", sostenendo che si tratti di un tentativo dell'establishment di escluderla dalla scena politica nazionale proprio mentre il suo partito registra un crescente consenso elettorale. 2025-07-09 13:40:03 4402079 EST Politica Estera https://agenparl.eu/2025/07/09/marine-le-pen-si-rivolge-alla-corte-europea-dei-diritti-delluomo-per-annullare-il-divieto-di-candidatura/  

CORTE GIUSTIZIA UE, PRONUNCIA PER PRIMA SENTENZA PREGIUDIZIALE

9CO1683314 4 POL ITA R01 CORTE GIUSTIZIA UE, PRONUNCIA PER PRIMA SENTENZA PREGIUDIZIALE (9Colonne) Roma, 9 lug - L'1 ottobre 2024 al Tribunale della Corte di Giustizia dell'Unione europea è stata trasferita la competenza pregiudiziale in sei materie specifiche (il sistema comune dell'IVA, i diritti di accisa, il codice doganale, la classificazione tariffaria delle merci, la compensazione pecuniaria e l'assistenza dei passeggeri in caso di negato imbarco, ritardo o cancellazione di servizi di trasporto, e il sistema di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra). Ad oggi, sono state trasmesse al Tribunale 55 cause pregiudiziali. In questa prima causa pregiudiziale, che il Tribunale ha concluso con una sentenza, meno di nove mesi dopo la trasmissione della domanda di pronuncia pregiudiziale da parte della Corte, esso è stato interrogato su quale sia l'interpretazione di talune disposizioni della direttiva sulle accise. A seguito di una verifica fiscale, l'amministrazione croata ha constatato che un imprenditore aveva indebitamente detratto l'imposta sul valore aggiunto (IVA), basandosi su fatture false relative a cessioni di prodotti petroliferi che, in realtà, non avevano mai avuto luogo. In applicazione della normativa nazionale, l'amministrazione doganale ha richiesto il pagamento dell'accisa. Essa ha ritenuto che l'acquirente avesse commesso un abuso di diritto nella circolazione di prodotti sottoposti ad accisa. Il giudice croato, adito dall'imprenditore, desidera sapere se la normativa nazionale, come interpretata dalle autorità nazionali, che prevede l'esigibilità dell'accisa sulla base di una cessione fittizia di prodotti sottoposti ad accisa e figuranti in fatture false, sia compatibile con il diritto dell'Unione. Nella sua sentenza, il Tribunale risponde in senso negativo. Esso rileva, in particolare, che l'accisa diventa esigibile al momento dell'immissione in consumo dei prodotti, la quale corrisponde a un elenco tassativo di ipotesi previste dalla direttiva. Orbene, nel caso di specie, l'accisa è stata imposta a causa di un abuso del diritto, implicante l'utilizzo di fatture false, mentre i prodotti petroliferi non sono stati ceduti, situazione che non rientra in dette ipotesi. Inoltre, il Tribunale ritiene che, se è vero che gli Stati membri hanno un legittimo interesse a intraprendere azioni volte a proteggere i loro interessi finanziari, resta il fatto che il loro potere normativo non può essere esercitato in violazione delle disposizioni della direttiva. (redm) 091021 LUG 25