Milano città-modello: della resa del pubblico agli interessi privati e dell'esclusione sociale
Alessio Mannino
Beppe Sala non si è dimesso. Al momento, il capro espiatorio è l'assessore all'urbanistica Tancredi. La scelta delle dimissioni è un fatto politico, non giudiziario: un conto è essere indagati per diffamazione, un altro per reati relativi al proprio ufficio, con relativo presunto giro di denaro. Per dire: Ignazio Marino, sindaco di Roma sempre col centrosinistra, quella volta fu costretto a lasciare dalla maggioranza che non lo sostenne più. Il Pd invece ha confermato il suo appoggio al manager di destra travestito da borgomastro di sinistra. Ma si sa che il raffazzonato partito tenuto insieme con lo scotch da Elly "Armocromia" Schlein è solo una Forza Italia con genetica differente, un Calenda party moltiplicato per dieci, al limite un Renzi army che non rivendica più il Job's Act.
In questo pezzo su InsideOver, cerco di andare a fondo su quel che sta succedendo nella "capitale morale" (sì, vabbè) d'Italia. Partendo dalla matrice: quella leggina ad hoc, la "Salva-Milano", che non è passata solo perché la magistratura, da troppi considerata in blocco brutta e cattiva, sta facendo il suo lavoro. E anche per l'opposizione non di tutta Fratelli d'Italia, ma di Ignazio La Russa, ras milanese del partito che ha messo i bastoni fra le ruote a Lega e Forza Italia, le quali invece erano in pole position per farla passare.
"La rivalità interna di FdI con Lega e forzisti ha il suo peso, in vista delle grandi manovre per le comunali della primavera 2027. Ma la valenza nazionale del presunto "modello" meneghino è fondata su ben altro, rispetto alle normali strategie di palazzo dei partiti. Se infatti si va a vedere la biografia dell'imprenditore-simbolo della raffica di arresti di questi giorni, Manfredi Catella, si capisce l'entità della posta in gioco. Prima di fondare la sua azienda, la Coima, Catella è stato per anni il rampante collaboratore di un colosso statunitense del real estate, la Hines, il cui portafoglio globale ammonta a qualcosa come 90 miliardi di dollari. Come riportava nel 2021 il Sole 24 Ore, per l'Italia la multinazionale a stelle e strisce aveva varato investimenti in appartamenti e logistica per quasi 1 miliardo. A Milano, per intenderci, piazza Gae Aulenti si deve alle immense risorse Hines. Catella si autonomizza con il progetto Porta Nuova, suo fiore all'occhiello: grattacieli e piazze su 350 mila metri quadrati, il tutto venduto nel 2015 al fondo sovrano del Qatar per la cifra di 2,5 miliardi di euro. Da lì, l'urbanista ha definitivamente spiccato il volo, staccandosi dalla Hines e ampliando il suo raggio d'azione all'intera città: oltre a Porta Nuova, la Biblioteca degli Alberi, il Bosco Verticale, il nuovo Pirellino portano tutti il suo marchio. (...)
A Milano non si sta parlando della ditta locale che gestisce qualche lotto, ma di un business multimilionario, se non miliardario, dietro cui si muovono fondi stranieri e realtà internazionali, non ultima l'onnipresente Airbnb. Titanici giganti inseriti in una rete di finanza di fronte alla quale è ovvio che il sistema partitico, in nome di uno "sviluppo" interpretato in maniera lasca e puramente cumulativa, cala le braghe in partenza. Se la Lombardia sotto le insegne del centrodestra è la prima regione d'Italia per alloggi vuoti (23 mila), se per il centrosinistra meneghino la riscrittura del piano regolatore o Pgt (Piano di Governo del Territorio) è solo una promessa, se Sala ha posto come condizione per le eventuali dimissioni non il piano casa ma quello del nuovo stadio, è perché il pubblico ha fatto della rinuncia a contenere il privato una sorta di ideologia implicita".
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Giorgio Bianchi Photojournalist