LAB0199 7 LAV 0 LAB LAV NAZ PRIVACY: GARANTE SCRIVE A CONFCOMMERCIO SU ABUSI VIDEOSORVEGLIANZA NEGOZI = Roma, 4 aug.- (Labitalia) - Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una lettera al presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia, Carlo Sangalli, per segnalare l'uso improprio, sempre più diffuso, dei sistemi di videosorveglianza nei negozi e sollecitare interventi concreti per prevenirne gli abusi, tutelare la privacy e avviare forme di collaborazione efficaci contro il fenomeno. L'intervento del Garante fa seguito alle numerose segnalazioni emerse dai controlli effettuati da forze dell'ordine, nucleo tutela privacy della guardia di finanza e polizia locale, che hanno portato a sanzioni, anche di migliaia di euro, nei confronti di esercizi commerciali che utilizzavano sistemi di videosorveglianza non conformi alla normativa privacy. E' quanto si legge nella Newsletter, il notiziario del garante per la protezione dei dati personali. Le violazioni più frequenti hanno riguardato l'assenza di cartelli informativi, l'uso di telecamere puntate su aree pubbliche o proprietà altrui, in alcuni casi registrazioni audio non autorizzate e conservazione delle immagini oltre i limiti di tempo consentiti. Più gravi i casi in cui le telecamere venivano usate addirittura per controllare i dipendenti, senza rispettare le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori. Nella lettera, il Garante richiama come riferimento per un uso corretto dei sistemi di videosorveglianza le linee guida 3/2019 del Comitato europeo per la protezione dei dati, insieme alla pagina tematica dedicata disponibile sul proprio sito istituzionale. L'obiettivo è garantire la sicurezza all'interno delle attività commerciali nel pieno rispetto della riservatezza di cittadini e lavoratori e scongiurare eventuali sanzioni da parte dell'Autorità, in particolare nei confronti dei negozi di prossimità e delle imprese del commercio di piccole dimensioni. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 04-AGO-25 14:08
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lunedì 4 agosto 2025
MAFIA: FAMILIARI AGENTE AGOSTINO RICORRONO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO STRASBURGO =
ADN0438 7 CRO 0 ADN CRO NAZ MAFIA: FAMILIARI AGENTE AGOSTINO RICORRONO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO STRASBURGO = Palermo, 4 ago. (Adnkronos) - Nel trentaseiesimo anniversario dell'omicidio dell'agente della Polizia di Stato Antonino Agostino e della giovane moglie Ida Castelluccio, incinta del loro primo figlio, avvenuto a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989, i familiari - Annunziata Agostino, Salvatore Agostino e Flora Agostino - hanno deciso di presentare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, ritenendo che lo "Stato italiano non abbia adempiuto ai propri obblighi di verità e giustizia". "I genitori dell'agente ucciso, Vincenzo Agostino e Augusta Schiera, hanno sacrificato oltre tre decenni della loro vita per chiedere, instancabilmente, ciò che questo Stato di diritto non è mai stato in grado di garantire: verità e giustizia per questo triplice massacro- si legge in una nota -Dopo trentasei anni, quattro richieste di archiviazione, plurime opposizioni e proroghe d'indagine, la mancata individuazione dei responsabili rappresenta, secondo i ricorrenti, una grave violazione dell'articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, che impone agli Stati l'obbligo positivo di condurre indagini effettive sui casi di omicidio". "La decisione di adire la Corte EDU giunge all'indomani dell'annullamento da parte della Corte di Cassazione, per motivi processuali, della condanna nei confronti dell'imputato accusato del duplice omicidio, con dichiarazione di estinzione del reato di omicidio della signora Castelluccio per intervenuta prescrizione- dicono - Il ricorso è stato affidato agli avvocati Vincenzo Ragazzi e Massimo Ferrante del Foro di Catania e all'avvocato Giovanni Romano del Foro di Benevento, i quali hanno segnalato anche una possibile violazione dell'art. 6 § 1 CEDU, in ragione dell'omessa decisione da parte del giudice penale sulla domanda di risarcimento formulata dai familiari costituiti parte civile. Secondo la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, infatti, l'esercizio dell'azione civile in sede penale non può concludersi con un diniego di giurisdizione, tanto più a distanza di oltre sei anni dalla costituzione delle parti". Nel ricordare con commozione la figura di Antonino Agostino - giovane agente, fedelissimo del giudice Giovanni Falcone e impegnato in attività delicate di contrasto alla criminalità organizzata - e di sua moglie Ida Castelluccio, vittima innocente e coraggiosa, i familiari rinnovano l'impegno perché non venga archiviata la verità su uno dei più drammatici episodi della stagione delle stragi. (Ter/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-AGO-25 14:11
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