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sabato 20 settembre 2025

 


 

 




Il 19 settembre di quest'anno, tre caccia russi MiG-31 hanno effettuato un volo di routine dalla Carelia a un aeroporto nella regione di Kaliningrad.

Il volo si è svolto in stretta conformità con le norme internazionali sull'uso dello spazio aereo, senza violare i confini di altri stati, come confermato dai mezzi di controllo oggettivo.

Durante il volo, gli aerei russi non si sono discostati dalla rotta aerea concordata e non hanno violato lo spazio aereo estone. La rotta di volo degli aerei passava sopra acque neutrali del Mar Baltico a una distanza di oltre tre chilometri dall'isola di Vainö.

- Ministero della Difesa russo 

#MODRussia

JET RUSSI E ALLARMI A COMANDO NEL BALTICO
Dopo gli strilli in Romania e in Polonia dei giorni scorsi (esagerazioni e bufale atlantiste), oggi si parla con toni drammatici di uno "sconfinamento" di jet russi nello spazio aereo estone. Ma se guardiamo la mappa (divulgata da Francesco Dall'Aglio) ci accorgiamo che l'incidente è avvenuto sul minuscolo isolotto di Vaindloo, nel bel mezzo del Golfo di Finlandia: un'area dove i confini terrestri e marittimi si incastrano in modo assurdo e dove sconfinamenti del genere sono, ammette la stessa Reuters, "piuttosto comuni".
Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Lì basta un attimo per passare da cielo internazionale a quello estone, finlandese o russo. Eppure l'episodio viene gonfiato fino a diventare "provocazione senza precedenti". In realtà, il vero "precedente" è proprio la routine: voli russi intercettati, jet NATO di risposta, situazioni speculari e opposte con analoghe risposte, comunicati minacciosi.
Perché allora tanto clamore? Perché questi allarmi servono a mantenere alta la tensione, giustificare nuove basi, nuovi missili, nuovi "scudi". Si trasforma così un fenomeno quasi fisiologico in un grimaldello politico per aumentare la militarizzazione della regione. Il riarmo è la malattia di cui crede di essere la cura.
Il paradosso è evidente: più armi e più basi non ci rendono più sicuri, ma moltiplicano i punti di innesco da cui può partire un'escalation fuori controllo.
L'Europa avrebbe invece bisogno dell'opposto: una sicurezza indivisibile su scala continentale, costruita su accordi di disarmo e di verifica reciproca con poco preavviso, come già è accaduto in passato con i sistemi di ispezione e trasparenza previsti da trattati via via dismessi dall'Occidente. È la sola via per ridurre i rischi, non per moltiplicarli. Il problema è che le élites hanno già deciso: spolpare le classi medie in pochi anni, riarmarsi cambiando paradigma industriale e sociale, spendere cifre enormi non solo in armi ma per foraggiare stampa compiacente e legioni di troll che rilanciano in modo martellante e isterico i loro allarmi. Queste notizie diverranno la nuova normalità per ucrainizzare l'Europa.


Corte dei Conti 2025 - La sentenza n. xxx del 31 luglio 2025 della Sezione della Corte dei conti si configura come un importante precedente in materia di responsabilità erariale e di tutela del buon uso delle risorse pubbliche. La decisione si focalizza sulla condanna di un dipendente pubblico per danno erariale, derivante dall’indebita liquidazione di ore di lavoro straordinario mai effettivamente autorizzate, evidenziando la rilevanza del rispetto delle procedure e delle autorizzazioni previste dalla normativa di settore.

 

@roccocantautore G4ZA È UN PARADISO! #israel ♬ suono originale - Rocco Cantautore
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L’ex braccio destro di zelensky , Ucraino Alexei Arestovich afferma che Putin ha battuto l’Occidente senza usare la forza seria della Russia

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ciao Paolo

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