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sabato 20 settembre 2025

@emi.family You are definitely not heartless 😭❤️#emotional #foryou #foryoupage #viral #tiktok #ilovetiktok #emotionalmoments #respect #gaza #cry #crying ♬ original sound - Emi family 🇺🇸
@lopsicologozen Un bambino resta un bambino, ovunque nasca. Negargli l’infanzia non è una questione politica: è una questione umana. #pace #infanzia #dirittiumani #definiscibambino ♬ Stargazing - Official Sound Studio
@ultima.generazione PEDINATE DALLA DIGOS PER UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA Monica e Alina sono state pedinate per tutta Roma da due agenti della Digos, la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia. La loro "colpa"? Aver manifestato pacificamente ed essersi sedute con dei cartelli davanti al Ministero dell'Istruzione chiedendo lo stop dell'invio di armi italiane a Israele. Sono state seguite dagli agenti mentre camminavano lungo il marciapiede finita la manifestazione (in cui erano già state identificate fornendo i documenti), sono state seguite in moto mentre guidavano per tornare a casa. Il Governo ha pagato dei poliziotti (o forse no, vista l'assenza di soldi per pagare perfino mesi di arretrati di stipendi agli agenti) per seguire due cittadine comuni che, con un cartello, avevano chiesto al ministro Valditara cosa raccontare a scuola a settembre quando i nostri alunni ci chiederanno perché a Gaza è in corso un massacro. Una domanda semplice, che svela l'ipocrisia del Governo italiano che da un lato paracaduta minuscole quantità di aiuti umanitari propagandistici e dall'altro invia armi per ammazzarli tutti. Per questo motivo il Governo di Giorgia Meloni (che ha ammesso di "lavorare ogni giorno sul genocidio palestinese") ha paura anche di semplici cartelli e domande. E pensa, fanno tutto questo con i nostri soldi, con le tasse pagate (sempre più a fatica) da noi contribuenti. Il 57% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese perché il cibo costa troppo, perché il governo vuole oltre 2500 euro all'anno a famiglia per poter spendere il 5% del PIL in armi, perché gli stipendi sono quelli di trent'anni fa ma l'inflazione climatica fa costare la vita sempre di più. È ora di cambiare. È ora di fermare l'invio di armi italiane a Netanyahu, smettiamo di essere complici del genocidio del popolo palestinese. È ora di proteggere la nostra Democrazia e i nostri diritti democratici dalle grinfie di Meloni&Co. È ora di boicottare per costringere il governo ad agire nell'interesse di tutti noi. BOICOTTIAMO! #UltimaGenerazione #A22Network ♬ suono originale - Ultima Generazione
@ruhnasheeds

May Allah help our brothers and sisters and Gaza 🤲🏼❤️

♬ original sound - RUH
@brahimbaya84

📢 DA TORINO A GAZA, VOCE DI UNA BAMBINA 🇵🇸 من تورينو غزة، رسالة طفلة 🇬🇧 From Turin to Gaza, a child’s voice ⸻ 👧 Lina ha 10 anni, ha appena iniziato la prima media a Torino. Dal palco del presidio ha voluto mandare un messaggio ai bambini di Gaza: anche se lontani, non vi dimentichiamo. 📚 Ogni bambino ha diritto a scuola, a sogni, a libertà. ⸻ 👧 لينا، 10 سنوات، بدأت للتو المرحلة الإعدادية في تورينو. من على منصة الاعتصام أرادت أن توجه رسالة إلى أطفال غزة: حتى وإن كنا بعيدين، فلن ننساكم. 📚 كل طفل يستحق أن يذهب إلى المدرسة، أن يحلم، وأن يعيش بحرية. ⸻ 👧 Lina is 10 years old and just started middle school in Turin. From the stage of the protest, she wanted to send a message to the children of Gaza: even if we are far away, we will never forget you. 📚 Every child deserves a school, dreams, and freedom.

♬ suono originale - Brahim Baya
@roccocantautore TERR*R*STI IN VACANZA IN ITALIA! #scandalo ♬ suono originale - Rocco Cantautore
@asmarabujamal1 وين الملايين الشعب العربي وين فلسطين #palestine🇵🇸 ♬ original sound - لغة الضاد

 


 


 


 


 


 

 




Il 19 settembre di quest'anno, tre caccia russi MiG-31 hanno effettuato un volo di routine dalla Carelia a un aeroporto nella regione di Kaliningrad.

Il volo si è svolto in stretta conformità con le norme internazionali sull'uso dello spazio aereo, senza violare i confini di altri stati, come confermato dai mezzi di controllo oggettivo.

Durante il volo, gli aerei russi non si sono discostati dalla rotta aerea concordata e non hanno violato lo spazio aereo estone. La rotta di volo degli aerei passava sopra acque neutrali del Mar Baltico a una distanza di oltre tre chilometri dall'isola di Vainö.

- Ministero della Difesa russo 

#MODRussia

JET RUSSI E ALLARMI A COMANDO NEL BALTICO
Dopo gli strilli in Romania e in Polonia dei giorni scorsi (esagerazioni e bufale atlantiste), oggi si parla con toni drammatici di uno "sconfinamento" di jet russi nello spazio aereo estone. Ma se guardiamo la mappa (divulgata da Francesco Dall'Aglio) ci accorgiamo che l'incidente è avvenuto sul minuscolo isolotto di Vaindloo, nel bel mezzo del Golfo di Finlandia: un'area dove i confini terrestri e marittimi si incastrano in modo assurdo e dove sconfinamenti del genere sono, ammette la stessa Reuters, "piuttosto comuni".
Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Lì basta un attimo per passare da cielo internazionale a quello estone, finlandese o russo. Eppure l'episodio viene gonfiato fino a diventare "provocazione senza precedenti". In realtà, il vero "precedente" è proprio la routine: voli russi intercettati, jet NATO di risposta, situazioni speculari e opposte con analoghe risposte, comunicati minacciosi.
Perché allora tanto clamore? Perché questi allarmi servono a mantenere alta la tensione, giustificare nuove basi, nuovi missili, nuovi "scudi". Si trasforma così un fenomeno quasi fisiologico in un grimaldello politico per aumentare la militarizzazione della regione. Il riarmo è la malattia di cui crede di essere la cura.
Il paradosso è evidente: più armi e più basi non ci rendono più sicuri, ma moltiplicano i punti di innesco da cui può partire un'escalation fuori controllo.
L'Europa avrebbe invece bisogno dell'opposto: una sicurezza indivisibile su scala continentale, costruita su accordi di disarmo e di verifica reciproca con poco preavviso, come già è accaduto in passato con i sistemi di ispezione e trasparenza previsti da trattati via via dismessi dall'Occidente. È la sola via per ridurre i rischi, non per moltiplicarli. Il problema è che le élites hanno già deciso: spolpare le classi medie in pochi anni, riarmarsi cambiando paradigma industriale e sociale, spendere cifre enormi non solo in armi ma per foraggiare stampa compiacente e legioni di troll che rilanciano in modo martellante e isterico i loro allarmi. Queste notizie diverranno la nuova normalità per ucrainizzare l'Europa.