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lunedì 22 settembre 2025

M5S: GAZA RASA AL SUOLO CON ESPLOSIVO ITALIANO? GOVERNO CHIARISCA

Ufficio Stampa M5S
M5S: GAZA RASA AL SUOLO CON ESPLOSIVO ITALIANO? GOVERNO CHIARISCA
Roma, 22 settembre - "Fonti giornalistiche palestinesi da Gaza riportano notizie che, se confermate, sarebbero di una gravità intollerabile perché dimostrerebbero il diretto coinvolgimento dell'Italia nei crimini di guerra di Israele. Secondo l'organizzazione per i diritti umani con sede in Svizzera, Euro-Med Monitor, nelle ultime settime l'esercito israeliano ha intensificato le demolizioni delle case palestinesi nelle aree di Gaza City e Jabalia al ritmo di 300 edifici rasi al suolo ogni giorno con l'utilizzo di vecchi carri cingolati M113 telecomandati a distanza e stipati di tonnellate di esplosivo ad alto potenziale. Ieri i giornalisti palestinesi del Times of Gaza hanno denunciato che l'esplosivo usato è una miscela di nitrato di ammonio e gasolio caricata sui carri in contenitori in plastica da mille litri ciascuno. La stessa miscela, nota come Anfo (Ammonium nitrate fuel oil), il cui uso era già stato testimoniato l'anno scorso da France24 sia a Gaza che in Libano. Come rivelato dall'inchiesta di Altreconomia, l'Italia è diventata il principale fornitore a Israele di nitrato d'ammonio dopo lo stop delle esportazioni verso Tel Aviv di questa sostanza da parte di Spagna e Turchia: seimila tonnellate esportate solo tra novembre 2023 e marzo 2025 come fertilizzante agricolo - peccato che quello italiano abbia un contenuto d'azoto doppio rispetto al minimo necessario per la detonazione. Questa fornitura non è stata smentita dal ministro Tajani lo scorso luglio al Senato, quando interrogato in proposito dal M5S parlò di sostanze 'a duplice uso' come il 'nitrito' (no comment) d'ammonio che non richiedono autorizzazioni all'export. Così come le 140 tonnellate di micce detonanti che improvvisamente dallo scorso anno l'Italia ha esportato in Israele sempre come materiale 'dual-use' potenzialmente utilizzabili come innesco dei robot-bomba. Alla luce di queste notizie, il Movimento 5 Stelle ritiene doveroso che il governo fornisca delle spiegazioni al Parlamento e ai cittadini italiani che oggi sono in tutte le piazze d'Italia per protestare contro la complicità del governo italiano al genocidio di Gaza".

Lo affermano i capigruppo M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Francesco Silvestri, Bruno Marton e Arnaldo Lomuti.



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Ufficio Stampa Parlamento
MoVimento 5 Stelle





- Sauditi a Israele, annessione Cisgiordania è una linea rossa

Sauditi a Israele, annessione Cisgiordania è una linea rossa A rischio gli Accordi di Abramo (ANSA) - ROMA, 22 SET - L'Arabia Saudita ha trasmesso un messaggio a Israele avvisando di ritenere l'eventuale annessione della Cisgiordania "una linea rossa" che comporterebbe "importanti implicazioni in tutti i campi". Riad potrebbe rinunciare alla prospettiva della normalizzazione, sottrarsi agli Accordi di Abramo o chiudere nuovamente il suo spazio aereo ai voli israeliani. Lo scrive Channel 12. Un simile avvertimento era stato espresso nei giorni scorsi dagli Emirati Arabi Uniti. I funzionari sauditi - aggiunge l'emittente israeliana - discuteranno su come porre fine alla guerra a Gaza e sugli scenari futuri con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, insieme ai leader di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Egitto e Turchia. (ANSA). 




- Organizzatori a sciopero per Gaza, 'siamo 100mila'

Organizzatori a sciopero per Gaza, 'siamo 100mila' 'Presidio a piazza dei Cinquecento fino alle 13.30, poi corteo" Alla manifestazione per Gaza a piazza dei Cinquecento, a Roma, "ci dicono che siamo 100mila". A dirlo dal camioncino da cui partono gli interventi sono gli organizzatori della mobilitazione indetta dall'Usb. Secondo una prima stima delle forze dell'ordine i manifestanti sarebbero 20mila, in aumento. Tra i partecipanti molte associazioni: oltre a quelle studentesche e dei docenti, in piazza anche i volontari di Emergency. Il presidio al momento è statico, ma fanno sapere: "fino alle 13.30 saremo qui a bloccare piazza dei Cinquecento, poi corteo". Applausi dopo l'annuncio dei treni cancellati o in ritardo. "Questo movimento deve allargarsi a tutta Europa e a tutto il mondo - dicono ai microfoni - In questa piazza c'è la parte migliore del Paese". (ANSA). 

- ++ Corteo pro Gaza a Milano, bruciata una bandiera Usa ++

++ Corteo pro Gaza a Milano, bruciata una bandiera Usa ++ Vicini al consolato americano i manifestanti gridano 'assassini' Il corteo pro Gaza che si sta svogendo a Milano si è avvvicinato a qualche centinaio di metri dal consolato americano, presidiato dalle forze dell'ordine per gridate, al grido "assassini". Poi c'è stato un momento di silenzio in piazza della Repubblica ed è stato diffuso a lungo il rumore lugubre dei droni che si abbattono su Gaza. "Questo rumore dovete sentirlo sempre nell vostra coscienza"hanno detto da un megafono. E' quindi stata bruciata una bandiera Usa. (ANSA). 

🇷🇺 Pescov ha annunciato per le 14,30, tra circa un ora, una importante dichiarazione di Putin dopo la riunione operativa con i membri del Consiglio di Sicurezza che è in corso

MO. SAVE THE CHILDREN: MISURE CONCRETE PER FERMARE GENOCIDIO A GAZA -2-

DRS0002 3 LAV 0 DRS / WLF MO. SAVE THE CHILDREN: MISURE CONCRETE PER FERMARE GENOCIDIO A GAZA -2- (DIRE) Roma, 22 set. - L'Italia, come Stato parte della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio e dello Statuto di Roma, e firmataria della Dichiarazione di New York, deve assumersi la responsabilità storica di operare per il rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario internazionale. Come organizzazioni umanitarie e di sviluppo della società civile, presenti in Palestina da decenni, chiediamo al Governo Italiano e a quelli dell'unione Europea di agire immediatamente e con determinazione per: interrompere qualsiasi accordo commerciale o di cooperazione con il Governo Israeliano che favorisca l'occupazione illegale dei territori occupati; imporre sanzioni verso Israele per violazioni gravi del diritto internazionale e sostenere le sanzioni che saranno proposte in seno alla Unione Europea; bloccare la vendita, l'acquisto o il trasferimento di armi, munizioni, equipaggiamenti e servizi militari da e verso Israele; assicurare l'apertura e il funzionamento di tutti i valichi per permettere l'ingresso degli aiuti e degli operatori umanitari e per garantire cure a malati e feriti dentro e fuori dalla Striscia di Gaza; rafforzare l'impegno per imporre un cessate il fuoco immediato e permanente, porre fine all'occupazione e compiere tutti i passi percorribili per riconoscere il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese; sostenere il lavoro della Corte Penale Internazionale e delle altre corti internazionali competenti anche attraverso il blocco degli effetti delle sanzioni unilaterali promosse dall'amministrazione Trump. La situazione a Gaza è già irreversibile: i crimini continuano ogni giorno nella totale impunità. Non c'è più tempo per parole di circostanza. È in gioco non solo il futuro del popolo palestinese, ma la credibilità del diritto internazionale e il futuro dell'umanità stessa. (Com/Red/ Dire) 09:20 22-09-25  

NTW Press - A Lecco piove. Ma a Gaza piovono le bombe. Il maltempo non ferma la mobilitazione per la Palestina

NTW Press - A Lecco piove. Ma a Gaza piovono le bombe. Il maltempo non ferma la mobilitazione per la Palestina

A Lecco piove. Ma a Gaza piovono le bombe. Il maltempo non ferma la mobilitazione per la Palestina

Presidio in Piazza XX Settembre contro il genocidio palestinese e in solidarietà alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla in occasione dello sciopero generale



Lecco, Lunedì 22 Settembre 2025 09:45

A Lecco Piove. Ma a Gaza piovono le bombe. Nonostante il maltempo, oggi, lunedì 22 settembre 2025 a Lecco si è svolta la manifestazione promossa dal comitato lecchese Stop al Genocidio, in concomitanza con lo sciopero generale nazionale proclamato da USB (Unione Sindacale di Base), CUB (Confederazione Unitaria di Base), ADL e SGB (Sindacato Generale di Base). La mobilitazione, dal titolo "Presidio Blocchiamo Tutto per Gaza", ha avuto luogo in Piazza XX Settembre e ha visto la partecipazione di circa 500 persone che al grido "Palestina Libera" hanno sfidato il diluvio.  Nonostante la pioggia incessante nessuno si è mosso, nessuno ha desistito.

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A Lecco la pioggia non ferma la mobilitazione per Gaza

Dal comitato Stop Genocidio arrivano parole chiare sull'obiettivo della mobilitazione: "Con lo sciopero e con il blocco della produzione, delle merci e delle principali vie di comunicazione vogliamo fermare la macchina della guerra e denunciare la complicità di chi continua a sostenere l'occupazione. Dobbiamo alzare la voce contro l'ingiustizia. Oggi più che mai è necessaria l'unità politica e sociale. Perché qui non si tratta di noi e del nostro ego: in questo momento storico, sappiamo che le divisioni e le frammentazioni indeboliscono la lotta. E non possiamo permettercelo ".

Corrado Conti

Negli ultimi 23 mesi – è stato sottolineato –  Gaza è stata progressivamente devastata, dal Nord fino a Rafah, e ora anche la città di Gaza subisce gravi distruzioni, con civili privi di rifugi e assistenza medica che muoiono a causa dei bombardamenti, della fame e di malattie che potrebbero essere curate.

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        Corrado Conti 

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Tra i partecipanti anche l'Unione degli Studenti Lecco, che ha voluto esprimere la propria solidarietà alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla. "Come Unione degli Studenti non possiamo accettare che una missione umanitaria venga attaccata da Israele per evitare la consegna di beni di prima necessità ai civili palestinesi. È necessario che l'Occidente e lo Stato italiano condannino il genocidio palestinese e neghino a ogni azienda italiana rapporti commerciali con lo Stato israeliano", ha dichiarato Matteo Paterniti, portavoce dell'associazione.

Secondo gli studenti, in questo momento di emergenza, in cui i palestinesi sono vittime di un conflitto ormai da quasi due anni, è fondamentale che tutte le fasce della popolazione si uniscano. "Per fermare il massacro in corso a Gaza è necessaria unità", hanno affermato.

I militanti hanno sottolineato  inoltre che la mobilitazione per la Global Sumud Flotilla non deve essere vista solo come un sostegno simbolico a una missione umanitaria: "Soccorre il popolo palestinese e cerca di fermare il genocidio in corso, garantendo un futuro di giustizia e dignità".

Mario Stojanovic

 

- Usb scuola, 'partecipazione forte allo sciopero di oggi'

Usb scuola, 'partecipazione forte allo sciopero di oggi' (ANSA) - ROMA, 22 SET - "Non si vedeva da anni una partecipazione così consistente del mondo della scuola ad uno sciopero. L'iniziativa di Unione sindacale di base (Usb) ha finalmente dato respiro a un sentimento diffuso di indignazione nelle scuole tra lavoratori e studenti. È il risultato di una organizzazione che non ha paura di lanciare un messaggio di pace e solidarietà al mondo del lavoro, contro il genocidio dei palestinesi - dichiara Luigi del Prete dell'esecutivo nazionale Usb scuola - non possiamo stare fermi di fronte alla barbarie. La verità deve diventare sentire diffuso. Fermiamo Israele, fermiamo il nostro governo, fermiamo la scuola autoritaria di Valditara. Le lavoratrici e i lavoratori della scuola non sono più disposti a vedere ridurre i loro salari a causa delle spese per le armi che vengono poi vendute ad un governo genocida". "Rilanciamo un autunno di lotte per la Palestina e per una nuova scuola statale. La mozione di Usb ha creato un grande dibattito nei collegi docenti", prosegue Luigi Del Prete: "è necessario rompere con la "scuola burocrazia" in cui i tecnicismi stanno asfissiando la vera funzione educativa e pedagogica della scuola, questa giornata ci dà speranza, una nuova scuola statale è possibile". (ANSA).

Portogallo: socialisti, riconoscimento Palestina riflette sentimento maggioritario

NOVA0127 3 EST 1 NOV Portogallo: socialisti, riconoscimento Palestina riflette sentimento maggioritario Lisbona, 22 set - (Agenzia_Nova) - La decisione del governo portoghese di riconoscere lo Stato di Palestina "riflette il sentimento maggioritario del popolo e gode anche di sostegno internazionale". Lo ha detto il segretario nazionale per le Relazioni internazionali del Partito socialista portoghese, Francisco Assis, che si e' congratulato con il governo conservatore guidato da Luis Montenegro per la decisione. "Riteniamo che questa decisione rifletta il sentimento maggioritario del popolo portoghese. Corrisponde alle posizioni della maggioranza dei partiti nell'Assemblea della Repubblica e puo' contribuire alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese che, come sappiamo, si protrae da decenni", ha dichiarato Assis ai giornalisti. Per il responsabile delle relazioni internazionali del Ps, questo passo contribuira' alla risoluzione del problema israelo-palestinese nella regione, respingendo l'idea che si tratti di una misura puramente simbolica. "E' una misura politica che avra' senza dubbio conseguenze di ordine politico", dato che "d'ora in poi si intensifichera' la pressione politica a livello internazionale affinche' Israele modifichi molte delle sue priorita' politiche". (Spm)  

MO. CGIL PF ROMA E LAZIO: DIPENDENTI MIC CONDANNANO GENOCIDIO GAZA

DIR0342 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MO. CGIL PF ROMA E LAZIO: DIPENDENTI MIC CONDANNANO GENOCIDIO GAZA CHIEDONO A GIULI IMPEGNO PER TUTELA CULTURA POPOLO PALESTINESE (DIRE) Roma, 22 set. - "Le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della Cultura in assemblea condannano il genocidio nella Striscia di Gaza e chiedono al ministero un impegno concreto per tutelare l'identità culturale del popolo palestinese". Lo dichiara in una nota la Funzione Pubblica CGIL Roma e Lazio. "In tutta Italia migliaia tra lavoratrici e lavoratori hanno fermato la loro attività in segno di protesta verso l'invasione via terra della Striscia di Gaza- prosegue la nota- ultimo atto di un disegno genocidario, e l'ipocrisia del Governo italiano e delle Istituzioni europee che per troppo tempo hanno mantenuto atteggiamenti timidi verso il massacro sistematico di civili e l'ingiustificata punizione collettiva che dopo i tragici fatti del 7 ottobre Israele sta perpetrando contro il popolo gazai. A Palazzo Patrizi Clementi l'assemblea cittadina del personale del ministero della Cultura ha approvato un documento chiaro e inequivocabile; esprimendo solidarietà alla popolazione civile martoriata da bombe e fame, manifestando sostegno a tutte le missioni umanitarie, in particolare alla Global Sumud Flotilla, e chiedendo la fine di ogni rapporto commerciale e militare con Israele fin quando non si ritireranno le truppe di invasione e si avvieranno negoziati di pace con il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina".(SEGUE) (Com/Red/ Dire) 10:10 22-09-25  

MO. PALESTINA, STATO GIÀ RICONOSCIUTO DA 52 PAESI AFRICANI SU 54 /FOTO

DIR0363 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MPH/TXT MO. PALESTINA, STATO GIÀ RICONOSCIUTO DA 52 PAESI AFRICANI SU 54 /FOTO CONTINENTE GUIDA IL MOVIMENTO DA 37 ANNI, OGGI LA FRANCIA SEGUE (DIRE) Roma, 22 set. - L'Africa è avanti. Nel nome del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione dei popoli, sono infatti già 52 su 54 i Paesi del continente che hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina. Un atto di valore anzitutto simbolico, compiuto spesso già anni fa, ben prima che cominciasse la campagna di bombardamenti di Israele nella Striscia di Gaza e che Tel Aviv intraprendesse la sua politica di espansione delle colonie nella Cisgiordania occupata. Oggi, dopo che il riconoscimento è già stato annunciato da 150 Paesi membri dell'Onu su 193, farà una scelta analoga la Francia, seguita probabilmente da Australia, Canada, Regno Unito, Belgio, Lussemburgo, Portogallo e Malta. Nella maggior parte dei casi, dunque, l'Africa si era mossa già 37 anni fa. Era accaduto quando Yasser Arafat, a capo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), aveva proclamato l'indipendenza dello Stato. La dichiarazione, risalente al 15 novembre 1988, era stata redatta dal poeta Mahmoud Darwish. E l'Algeria, un Paese del nord Africa, era diventata il primo al mondo a riconoscere la Palestina. Erano seguiti altri Stati del Maghreb, forti di una tradizione di solidarietà già emersa negli anni della decolonizzazione. A muoversi Marocco, Tunisia e Mauritania, insieme con la Rasd, la Repubblica araba democratica saharawi, in lotta anche per il proprio stesso diritto a esistere. Nell'arco di poche settimane, nel mondo, furono 75 i Paesi a riconoscere lo Stato di Palestina: la maggioranza era africana, in omaggio a un impegno anti-coloniale condiviso ad esempio da Sudan, Egitto, Nigeria, Burkina Faso, Senegal e Guinea. In molti casi queste scelte non implicarono una rottura dei rapporti con Israele. Diversa invece la situazione di Camerun ed Eritrea, che a oggi restano i soli Stati africani a non aver riconosciuto la Palestina. Un discorso a parte riguarda il Sudafrica. Durante la lotta contro il regime di apartheid, il Paese vide crescere un movimento di solidarietà con i palestinesi. Il 15 febbraio 1995, poi, con Nelson Mandela presidente di una repubblica democratica, arrivò il riconoscimento ufficiale. Il mese scorso, come ricorda in un suo servizio anche Radio France Internationale (Rfi), il ministro degli Esteri di Pretoria, Ronald Lamola, ha sottolineato che "tutti gli Stati devono riconoscere con urgenza lo Stato palestinese". Non tutti ancora lo hanno ascoltato, a cominciare dagli Stati Uniti, storici alleati di Israele. E anche in Europa ci sono dei distinguo. Se Irlanda, Spagna, Norvegia e Slovenia hanno annunciato il riconoscimento nel 2024, non lo hanno fatto ancora né la Germania, né l'Italia: pur tenendo fermo il principio dei "due popoli due Stati", infatti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la scelta "prematura" e "controproducente". Non è bastata a creare l'unanimità neanche un'altra scelta africana, compiuta in particolare dal Sudafrica: la denuncia di Israele presso la Corte internazionale di giustizia per presunta violazione della Convenzione sul genocidio nella Striscia di Gaza. (Vig/Dire) 10:20 22-09-25  


- A Marghera da tutto il Veneto in corteo per Gaza

A Marghera da tutto il Veneto in corteo per Gaza Studenti e sindacati verso il porto: 'Blocchiamo tutto' (ANSA) - VENEZIA, 22 SET - È partito da piazzale Giovannacci, a Marghera (Venezia), il corteo per la Palestina che ha radunato manifestanti da tutto il Veneto nel giorno dello sciopero indetto da Usb e Cobas. Presenti anche molti studenti. In testa lo striscione "Gaza sta bruciando. Blocchiamo tutto". Il corteo è diretto al porto, che i promotori hanno annunciato di voler bloccare: "Abbiamo promesso un blocco e un blocco stiamo per fare - ribadiscono al microfono -. Le catene del genocidio, le catene belliche, le armi che partono dai nostri territori vanno bloccate". Molti i cartelloni di solidarietà con i palestinesi e la popolazione di Gaza: "Immagina che stanno vivendo una vita che non riesci a sopportare di guardare sul tuo telefono", recita uno di questi. (ANSA). 

- Collettivo universitari Macerata contesta il rettore su Gaza

Collettivo universitari Macerata contesta il rettore su Gaza "Ateneo ha continuato a collaborare con Israele, è ipocrita" (ANSA) - MACERATA, 22 SET - Il collettivo studentesco Depangher ha contestato questa mattina il rettore dell'Università di Macerata (Unimc) John McCourt durante l'intervento iniziale dell'assemblea di dipartimento organizzata dall'ateneo sulla questione palestinese. Il collettivo ha interrotto più volte il rettore contestando "l'atteggiamento che l'università ha mantenuto fino a oggi, con accordi mai recisi con istituzioni israeliane, facoltà chiuse e celere schierata contro gli studenti pro Palestina per la manifestazione dello scorso 21 novembre". "Negli ultimi due anni mentre in Palestina si resisteva sotto le bombe dell'esercito israeliano, l'università di Macerata ha continuato a collaborare con Israele attraverso progetti europei che non ha voluto mai recidere ignorando le pressioni degli studenti e studentesse. - hanno detto gli studenti - Siamo di fronte a un meccanismo ipocrita in cui l'università vuole ripulirsi la faccia oggi, per poi continuare a comportarsi come fatto finora domani". Tra le questioni contestate dal collettivo l'invito "a collaborare con un professore riservista dell'Idf, docente dell'università israelianaa Ono academic college" e all'invito, la scorsa settimana, a "un'università israeliana nella facoltà di giurisprudenza". "Date le circostanze è ridicola una presa di posizione ora e non crediamo che chi ancora collabora con le istituzioni accademiche coinvolte nel genocidio possa oggi parlare per Gaza. - hanno affermato - Oggi non è una giornata di riflessione, ma uno sciopero dove si chiede di bloccare tutto. L'Unimc ha scelto volontariamente di non partecipare a questo invito. Chi oggi vuole agire a fianco del popolo palestinese è invitato oggi pomeriggio a bloccare il porto di Ancona". (ANSA).

- Sciopero per Gaza, 'se la scuola tace educa al silenzio'

Sciopero per Gaza, 'se la scuola tace educa al silenzio' Studenti da ogni parte città, 'Roma è già bloccata' (ANSA) - ROMA, 22 SET - "Se la scuola tace educa al silenzio". È uno dei tanti cartelli mostrati a piazza dei Cinquecento, a Roma, da chi oggi aderisce allo sciopero generale per la Palestina indetto dall'Usb. Nel piazzale nei pressi della stazione Termini, dove sono già in tantissimi, ci sono studenti, lavoratori, cittadini. "Blocchiamo tutto, Roma è già bloccata, lo è tutta Italia, non è mai successo", dicono. Molti studenti sono arrivati nei pressi della stazione Termini da diverse scuole della città. Tra queste i licei Mamiani, Cavour, Visconti. Per raggiungere il piazzale i ragazzi hanno sfilato in piccoli cortei tra le vie della città, da via del Corso a piazza Cavour. In arrivo anche gli studenti dall'Università La Sapienza. (ANSA).