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lunedì 6 ottobre 2025

FLOTILLA. LAFRAM: UMILIAZIONI E VIOLENZE, GOVERNO SI È RESO COMPLICE / VIDEO

DIR1849 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MVD/TXT FLOTILLA. LAFRAM: UMILIAZIONI E VIOLENZE, GOVERNO SI È RESO COMPLICE / VIDEO IL PRESIDENTE DELL'UCOII TORNA A BOLOGNA: DOPO ABBORDAGGIO È STATA DURA (DIRE) Bologna, 6 ott. - Spintonati, colpiti, costretti ad alzarsi e abbassarsi a comando, "come marionette". Il racconto degli italiani, che hanno partecipato alla missione della Global Sumud Flotilla e sono rientrati da Israele, si arricchisce di dettagli sulle violenze fisiche e psicologiche perpetrate ai loro danni da parte delle autorità israeliane. A parlare, oggi, è il presidente dell'Ucoii, Yassine Lafram, accolto oggi in Comune dal sindaco Matteo Lepore. "È stata un'esperienza molto dura, da quando siamo stati abbordati in poi, con disumanizzazione, umiliazioni, violenza", testimonia Lafram. "Questo è quello che succede nell'unica democrazia del Medioriente", aggiunge Lafram, imbarcato sulla Karma assieme ai al deputato Arturo Scotto e all'europarlamentare Annalisa Corrado. "Sento di aver anche rappresentato Bologna. Ho scelto di partecipare alla missione perchè volevo dare voce e volto alla causa palestinese. La Global Sumud Flotilla è uno strumento, il fine rimane Gaza". La Flotilla doveva portare aiuti e mettere in discussione l'assedio", spiega Lafram, ripercorrendo le tappe del viaggio fino alle carceri di Tel Aviv. "Samo stati abbordati in acque internazionali. Siamo stati sequestrati e condotti forzatamente verso il porto di Ashdod: si chiama rapimento e sequestro di persona, ma mi hanno chiesto perché sono entrato illegalmente in Israele, un paese che usa il Mediterraneo come suo cortile. L'Italia lo accetta, come dimostra il fatto che Alpino ci ha accompagnato fino 150 miglia dalla costa di Gaza. Vuol dire riconoscere a Israele il dominio. E' complicità", protesta il presidente dell'Ucoii. "Si accetta l'idea che Israele possa fare nel Mediterraneo quello che vuole. Il nostro governo non ha chiesto che non ci abbordassero, ma c'è stata una negoziazione sul nostro rapimento: 'abbordateli, ma con amore'. E' un fatto di una gravità inaudita. Purtroppo da questo punto di vista, permettetemi di dirlo, si indagherà davvero poco. Perché il nostro governo oggi si rende complice del fatto che delle persone civili che viaggiano su delle imbarcazioni civili vengano sottoposti a questi trattamenti disumani?", chiede l'imam. Il resto è un lungo racconto di vessazioni e tentativi di mettere pressione psicologica ai volontari della Flotilla, con "pugni sulla schiena, botte sulla testa: i soldati facevano di noi quello che volevano, ci facevano piegare come marionette. Soldati ventenni che umiliano tutti in maniera sistematica", denuncia l'imam. Molti sono stati bendati, ad altri sono state messe le fascette ai polsi. Lunghissimo, poi, il viaggio in camion diretti al carcere di massima sicurezza vicino alla Striscia di gaza dove sono stati detenuti molti dei sequestrati della Flotilla. Lì "siamo stati privati del sonno, richiusi in celle affollate, dove facevamo a turno per usare brandina, senza sapere che ora fosse o cosa ci sarebbe accaduto. Io ho subito processo farsa: sono stato portato davanti al giudice senza il mio avvocato. Sono stato interrogato quattro volte senza assistenza legale", conferma Lafram, a cui è stato anche riferito di una ragazza con il ciclo a cui è stato negato un assorbente. "Non ho firmato nulla, ho firmato solo un foglio di poche righe in cui chiedevo di essere rimpatriato entro 72 ore", puntualizza, il numero uno delle comunità islamiche italiane, che ha assistito anche alle 'visite' del ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir, quella al porto di Ashdod e quella successiva nel centro di detenzione. "E' venuto a insultarci. Dovevano stare a testa bassa. Chi ha provato ad alzarla è stato colpito", racconta Lafram. "Non abbiamo infranto nessuna legge. Chi continua a violare diritto internazionale è Israele. Possiamo solo immaginare cosa succede ai prigionieri palestinesi. Quello che abbiamo subito noi è nulla", prosegue. E gli aiuti caricati sulle 40 navi della Flotilla? "Al porto non hanno portato fuori niente di quello che abbiamo portato, non volevano che il mondo vedesse. Nessuno ha recuperato ìi nostri effetti personali. Io sono tornato con solo la tuta del carcere e passaporto. Chi ruba terreni palestinesi, certo non si fa scrupolo di rubare le nostre cose", osserva. "Ci auguriamo l'apertura di un corridoio umanitario permanente per far accedere cibo e medicinali per la popolazione sempre più stremata e speriamo davvero che questo accordo di pace possa raggiungere il suo obiettivo anche se chi oggi lo propone è colui (Donald Trump. ndr) che con l'altra mano ha sempre armato fino ai denti Israele per portare avanti il suo genocidio", sostiene l'imam. "La comunità internazionale si è sollevata. Se si parla di un piano di pace non è perché Trump ha deciso, ma perché la situazione non è più sopportabile, c'è una totale mancanza di rispetto del diritto internazionale. Peccato che il governo italiano non abbia capito, non abbia capito che le persone in piazza chiedono verità è giustizia e che i volontari della Flotilla non vanno colpevolizzate", conclude il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. "Hanno fatto quello che i Paesi europei non hanno avuto il coraggio di fare, rompere il blocco navale di Israele, raccontando esattamente le atrocità che avvvengono nelle carceri israeliane. Se non ci fossero loro non ci sarebbe un racconto reale di quello che sta accadendo", sottolinea. (Vor/ Dire) 15:54 06-10-25  

MO: SCOTTO, 'ALCUNI DRONI SPIA PARTITI DA BASE SIGONELLA, USA NON AVEVANO IN SIMPATIA FLOTILLA' =

ADN0921 7 POL 0 ADN POL NAZ MO: SCOTTO, 'ALCUNI DRONI SPIA PARTITI DA BASE SIGONELLA, USA NON AVEVANO IN SIMPATIA FLOTILLA' = Roma, 6 ott.-(Adnkronos) - "Ci sono delle cose che prima o poi devono uscire, su cui chiediamo sia fatta luce. A me ha colpito che nessuno del nostro governo abbia chiesto" spiegazioni "all'indomani dell'attacco dei droni a 600 miglia da Gaza, quindi molto più vicini alla Sicilia", per capire da dove questi "siano partiti. Non potevano partire da Israele, che era troppo distante e allora l'idea che mi sono fatto è che possano averlo fatto da qualche paese dell'Ue". Così il deputato dem Arturo Scotto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. "Noi sappiamo che alcuni dei sorvoli dei droni nei giorni precedenti ad Augusta sono partiti dalla base di Sigonella, si trattava di droni spia che non hanno fatto nulla ed erano israeliani e americani. Bisogna capire se in quel frangente sono partiti da altri paesi dell'Unione europea". "Non credo l'America avesse molto in simpatia la Flotilla", conclude. (Stg/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 06-OTT-25 16:35  

Flotilla: Scotto, i droni prima Augusta? Alcuni da Sigonella =

AGI0035 3 POL 0 RPA / Flotilla: Scotto, i droni prima Augusta? Alcuni da Sigonella = (AGI) - Roma, 6 ott. - "Noi sappiamo che alcuni dei sorvoli dei droni nei giorni precedenti ad Augusta sono partiti dalla base di Sigonella. Si trattava di droni spia che non hanno fatto nulla ed erano israeliani e americani". Il deputato Pd Arturo Scotto, reduce dalla missione nella Flotilla, lo dice a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, spiegando che "ci sono delle cose che prima o poi devono uscire, su cui chiediamo sia fatta luce". "A me - osserva - ha colpito che nessuno del nostro governo abbia chiesto spiegazioni all'indomani dell'attacco dei droni a 600 miglia da Gaza, quindi molto piu' vicini alla Sicilia, per capire da dove questi siano partiti. Non potevano partire da Israele, che era troppo distante e allora - riprende - l'idea che mi sono fatto e' che possano averlo fatto da qualche Paese dell'Ue". "Bisogna capire - rilancia - se in quel frangente sono partiti da altri Paesi dell'Unione europea", una eventualita' che l'esponente dem ritiene "una cosa probabile". A chi gli donanda se 'questo possa essere avvenuto per volonta' degli Stati Uniti?', Scotto risponde: "Diciamo che non credo che l'America avesse molto in simpatia la Flotilla". (AGI)Bal 061700 OCT 25  

Italia-Israele. Grimaldi (AVS): Israele in campo, Mossad in strada: il Governo Meloni appalta l’ordine pubblico al Mossad? In qu

Italia-Israele. Grimaldi (AVS): Israele in campo, Mossad in strada: il Governo Meloni appalta l'ordine pubblico al Mossad? In questo modo fischia la fine della sovranità italiana (AGENPARL) - Mon 06 October 2025 *Italia-Israele. Grimaldi (AVS): Israele in campo, Mossad in strada: il Governo Meloni appalta l'ordine pubblico al Mossad? In questo modo fischia la fine della sovranità italiana* Con preoccupazione apprendiamo che il Governo italiano, per voce del ministro Piantedosi, ha autorizzato la presenza operativa del Mossad a Udine il 14 ottobre, in occasione della partita Italia-Israele e della manifestazione pacifista che l'accompagnerà. Una decisione che non solo è politicamente irresponsabile, ma istituzionalmente inconcepibile. Lo afferma Marco Grimaldi di Alleanza Verdi Sinistra. Ci chiediamo: - prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – con quale mandato? Con quali regole d'ingaggio per usare le parole di Tajani sulla Global Sumud Flotilla. Era già accaduto nelle settimane scorse a Parma, ora accadrà anche a Udine. Il Governo Meloni sembra aver appaltato la gestione dell'ordine pubblico a un servizio segreto estero, un apparato peraltro di un governo sotto accusa internazionale per crimini contro l'umanità. Autorizzare il Mossad a operare sul nostro territorio è una scelta che calpesta il diritto internazionale e la dignità della nostra democrazia. Tanto più dopo i rapimenti e le violenze commesse dall'esercito israeliano contro cittadini italiani ed europei, prelevati illegalmente da navi battenti bandiera italiana. Mentre i cittadini chiedono giustizia e chiedono di escludere Israele da tutte le competizioni sportive, il Governo offre ospitalità. Chiediamo venga immediatamente revocata ogni autorizzazione al Mossad. La sicurezza dei cittadini italiani non può essere affidata a chi - conclude Grimaldi - è accusato di genocidio. Lo rende noto l'ufficio stampa - Roma, 6 ottobre 2025 2025-10-06 17:02:12 4475517 POL Agenparl Italia,Politica Interna,Social Network https://agenparl.eu/2025/10/06/italia-israele-grimaldi-avs-israele-in-campo-mossad-in-strada-il-governo-meloni-appalta-lordine-pubblico-al-mossad-in-questo-modo-fischia-la-fine-della-sovranita-italiana/  

- Scuderi all'Eurocamera, 'noi presi in ostaggio da Israele'

Scuderi all'Eurocamera, 'noi presi in ostaggio da Israele' 'Si è trattato di una violazione del diritto internazionale' (ANSA) - BRUXELLES, 06 OTT - "Io, insieme ad altre 400 persone, tra cui anche membri di questo Parlamento, siamo stati presi in ostaggio dalle forze israeliane in acque internazionali: si tratta di una violazione del diritto internazionale. Siamo stati sequestrati, perquisiti, non abbiamo potuto dormire e alcune persone sono state aggredite fisicamente". Lo ha detto l'eurodeputata dei Verdi, Benedetta Scuderi, davanti alla plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo, chiedendo la modifica dell'ordine del giorno e l'aggiunta di un dibattito sulla situazione della Global Sumud Flotilla, richiesta poi respinta. Molti gli applausi che si sono levati in Aula alle parole di Scuderi. (ANSA)

ITALIA-ISRAELE, GRIMALDI (AVS): GOVERNO APPALTA L'ORDINE PUBBLICO AL MOSSAD?

9CO1714645 4 POL ITA R01 ITALIA-ISRAELE, GRIMALDI (AVS): GOVERNO APPALTA L'ORDINE PUBBLICO AL MOSSAD? (9Colonne) Roma, 6 ott - "Con preoccupazione apprendiamo che il Governo italiano, per voce del ministro Piantedosi, ha autorizzato la presenza operativa del Mossad a Udine il 14 ottobre, in occasione della partita Italia-Israele e della manifestazione pacifista che l'accompagnerà. Una decisione che non solo è politicamente irresponsabile, ma istituzionalmente inconcepibile". Lo afferma Marco Grimaldi di Alleanza Verdi Sinistra. "Ci chiediamo: - prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi - con quale mandato? Con quali regole d'ingaggio per usare le parole di Tajani sulla Global Sumud Flotilla. Era già accaduto nelle settimane scorse a Parma, ora accadrà anche a Udine. Il Governo Meloni sembra aver appaltato la gestione dell'ordine pubblico a un servizio segreto estero, un apparato peraltro di un governo sotto accusa internazionale per crimini contro l'umanità. Autorizzare il Mossad a operare sul nostro territorio è una scelta che calpesta il diritto internazionale e la dignità della nostra democrazia. Tanto più dopo i rapimenti e le violenze commesse dall'esercito israeliano contro cittadini italiani ed europei, prelevati illegalmente da navi battenti bandiera italiana. Mentre i cittadini chiedono giustizia e chiedono di escludere Israele da tutte le competizioni sportive, il Governo offre ospitalità. Chiediamo venga immediatamente revocata ogni autorizzazione al Mossad. La sicurezza dei cittadini italiani non può essere affidata a chi - conclude Grimaldi - è accusato di genocidio". (Red - Sis) 061712 OTT 25  

MO: 14 CITTADINI TEDESCHI DETENUTI IN ISRAELE PER PARTECIPAZIONE A FLOTILLA =

ADN1002 7 EST 0 ADN EST NAZ MO: 14 CITTADINI TEDESCHI DETENUTI IN ISRAELE PER PARTECIPAZIONE A FLOTILLA = Berlino, 6 ott. (Adnkronos/Dpa) - Quattordici cittadini tedeschi sono detenuti in Israele, per la loro partecipazione alla flottiglia di aiuti per Gaza. Ad annunciarlo è stato oggi il Ministero degli Esteri tedesco. "Presumiamo che saranno rimpatriati in Germania molto, molto presto", ha dichiarato un portavoce. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 06-OTT-25 17:24  

- Studenti pro Pal 'prosegue occupazione in Ateneo Firenze'

Studenti pro Pal 'prosegue occupazione in Ateneo Firenze' Unifi: 'Accordi università israeliane valutati singolarmente' (ANSA) - FIRENZE, 06 OTT - Va avanti, al momento, l'occupazione del plesso universitario di via Laura a Firenze, sede del dipartimento Forlipsi (formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia), iniziata dopo il blocco da parte del governo israeliano alle navi della Global Sumud Flotilla. L'incontro questo pomeriggio tra la rettrice Alessandra Petrucci e una delegazione degli studenti che occupano ha lasciato quest'ultimi insoddisfatti. "La posizione dell'Università è rimasta di netta condanna", all'occupazione di via Laura, "con minacce di denuncia neanche troppo velate", dice Neri, di Studenti per la Palestina davanti a una cinquantina di ragazzi in presidio, con tamburi, bandiere e lo striscione 'Unifi complice, stop genocide'. "Ci è stato detto che la mozione approvata in Senato è sufficiente e permette di avviare un organo che è il comitato etico per valutare gli accordi", con le Università israeliane. "Inoltre l'intenzione è quella di centralizzare la scelta, non lasciarla ai dipartimenti". "Adesso discuteremo di tutto questo in assemblea, probabilmente stasera e dovremo tornare qui con una risposta per continuare le trattative", dice Sofia, altra studentessa. "Gli accordi con le università israeliane saranno valutati singolarmente secondo quanto previsto dalla mozione del Senato accademico" dell'Università di Firenze, ribadisce in un comunicato la rettrice che dopo aver reso noto stamani di voler incontrare gli studenti solo a fronte del ripristino delle attività didattiche, ha poi deciso di confrontarsi "per evitare un ulteriore inasprimento del confronto". Sarà anche avviata una ricognizione interna più ampia su tutti gli accordi di cooperazione internazionale per individuare e prevenire possibili situazioni di rischio legate al cosiddetto 'dual use', ossia all'utilizzo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche per fini non civili o contrari ai valori della pace e del diritto internazionale. "La forza di un'università - le parole di Petrucci - sta nella capacità di ascoltare anche quando è difficile, di mantenere aperti i canali del confronto, e di ricordare che il sapere si fonda sul rispetto e sulla libertà di tutti". Agli studenti è stato intanto chiesto l'immediato ripristino delle attività didattiche. (ANSA)

- >>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie

>>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie Oltre 67mila uccisi nei raid dell'Idf. Distrutti ospedali e case (di Sami al Ajrami) (ANSA) - GAZA, 06 OTT - Due anni dopo l'attacco di Hamas nel sud di Israele, la Striscia di Gaza è una distesa di macerie, morte e fame. Gaza City è ormai una città fantasma, due milioni di palestinesi sono stati costretti a sfollare più volte, ammassandosi ormai quasi tutti nel sud, gli aiuti umanitari sono ridotti al minimo e, nonostante le trattative in corso, è difficile per la popolazione civile intravedere la fine della guerra.    Quel 7 ottobre, Hamas attaccò i villaggi israeliani attraverso le recinzioni che circondano la Striscia, uccidendo 1.200 persone, tra israeliani e stranieri, e sequestrando 251 ostaggi. I miliziani chiamarono l'operazione 'Diluvio di Al-Aqsa'. Il giorno dopo Israele rispose con l'operazione 'Spada di Ferro' a Gaza nel tentativo di liberare i rapiti e distruggere Hamas, lanciando raid aerei anche nelle aree più affollate. Dopo una settimana di attacchi, il 13 ottobre l'esercito israeliano ordinò agli abitanti del nord di Gaza City di spostarsi verso sud, evacuando oltre un milione di persone, nel più grande sfollamento di palestinesi dalle loro case. Il 27 ottobre l'Idf cominciò l'invasione di terra, separando il nord dal sud della Striscia e lanciando l'offensiva più sanguinosa di sempre, con la distruzione di grandi città e villaggi. Chi si è rifiutato di sfollare ha assistito a uccisioni di massa, fame, arresti.    La prima tregua, mediata da Egitto, Qatar e Stati Uniti, fu raggiunta a fine novembre 2023 con il rilascio di un primo gruppo di ostaggi in cambio di centinaia di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. La seconda fu annunciata in Qatar il 19 gennaio 2025, ma Israele ruppe la tregua e il 18 marzo riprese la guerra. Tra queste due tappe, lo Stato ebraico commise diverse azioni che suscitarono anche l'indignazione internazionale, come l'uccisione di persone affamate che cercavano solo un po' di farina e quella, terribile, della piccola Hind Rajab, intrappolata in un'auto, e dei paramedici che stavano tentando di raggiungerla. Una storia drammatica, raccontata nel film 'The Voice of Hind Rajab' premiato con il Leone d'Argento alla Mostra del cinema di Venezia.    Nel frattempo, l'Idf riuscì a decapitare la leadership di Hamas a Gaza, uccidendo il capo militare Mohammed Deif e il famigerato Yahya Sinwar. Entrambi erano già finiti nel mirino della Corte penale internazionale nel novembre 2024, che ha emesso mandati di arresto anche nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu e dell'allora ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l'umanità, commessi nell'ambito di "un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza", e di aver usato "la fame come metodo di guerra".    Israele ha imposto un rigido blocco sulla Striscia, impedendo l'accesso agli aiuti umanitari: 2 milioni di persone necessitano di 500 camion di rifornimenti al giorno, ma è stato consentito l'ingresso solo di piccole quantità, causando fame e mancanza di cure mediche. Nell'agosto 2025, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che oltre mezzo milione di palestinesi sono intrappolati nella carestia, caratterizzata da fame diffusa, miseria e morti evitabili.    Due anni dopo, la guerra a Gaza ha lasciato il 90% dei residenti senza casa, causato profondi traumi e un numero di vittime senza precedenti. Secondo le statistiche pubblicate dall'ufficio stampa governativo di Gaza, guidato da Hamas, oltre 67.000 persone sono state uccise e 9.500 risultano disperse. I feriti sono quasi 170.000, di cui 4.800 con amputazioni, e 1.200 sono rimasti completamente paralizzati. Si contano poi 2.700 famiglie completamente sterminate negli attacchi dell'Idf, e più di 12.000 casi di aborto spontaneo causati da malnutrizione e mancanza di cure mediche. Fame e malnutrizione hanno ucciso almeno 460 persone, di cui secondo l'Unicef 150 erano bambini. Sempre secondo i dati diffusi da Hamas, inoltre, Israele ha bombardato la Striscia con oltre 200.000 tonnellate di esplosivo dall'inizio della guerra: il 90% delle infrastrutture è stato distrutto totalmente o in parte, comprese le case, ma anche 38 ospedali e il 95% delle scuole.    In questo quadro Israele ha impedito ai reporter internazionali di entrare nella Striscia e più di 200 giornalisti palestinesi sono stati uccisi. Negli ultimi due mesi, però, diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, mentre la Freedom Flotilla Coalition ha organizzato un'azione con l'obiettivo di rompere il blocco israeliano sulla Striscia e fornire aiuti alla popolazione, dando il via a un grande movimento di protesta e solidarietà, specialmente in Europa, che ha acceso un faro sul destino di Gaza. (ANSA). 2025-10-06T17:57:00+02:00 COR-FTL ANSA per CAMERA28 https://trust.ansa.it/baf30b3a0cf2586427287628232a83bab56f54124c84005580a440c852f31333 

FLOTILLA, SCOTTO: DENUNCIATO ISRAELE PERCHE' RUBATO MIO SMARTPHONE

9CO1714689 4 POL ITA R01 FLOTILLA, SCOTTO: DENUNCIATO ISRAELE PERCHE' RUBATO MIO SMARTPHONE (9Colonne) Roma, 6 ott - "La prima cosa che ho fatto appena tornato in Italia è andare al posto di polizia a denunciare l'esercito israeliano perché mi hanno fregato il telefono, me l'hanno sequestrato e mai restituito. Quindi, tecnicamente, si è trattato di un furto". Inizia così il lungo racconto del deputato Pd Arturo Scotto, che oggi, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha spiegato nei dettagli le ore che hanno sancito la fine della sua partecipazione alla Global Sumud Flotilla. Come hanno preso la sua denuncia le forze dell'ordine? "I poliziotti sono stati molto solidali, così sono potuto andare a richiedere una copia della mia sim card telefonica. Ma la cosa che mi fa più rabbia è che mi abbiano fregato pure le sigarette, 8 pacchetti". Ci racconti cosa le è successo dopo l'abbordaggio della vostra imbarcazione. "Ci hanno portato nel porto di Ashdod e poi in un hub militare, dove non c'era nessuno dell'ambasciata italiana né il nostro avvocato israeliano. Poi ci hanno perquisito 4 o 5 volte e ci hanno fatto firmare il foglio per il rimpatrio, a cui abbiamo apposto una postilla, dicendo che noi avevamo agito nel pieno del diritto internazionale. Il tutto, ricordiamolo, senza poter chiamare un avvocato. Quando ci hanno portato ai telefoni - ha detto Scotto a Un Giorno da Pecora - abbiamo scoperto che non avevano la linea…" Poi cosa è accaduto? "Siamo stati portati all'interno di una camionetta della polizia, nella quale veniva messa l'aria condizionata a palla, prima freddissima poi caldissima, veniva accesa e poi spenta continuamente la luce e veniva tenuto il motore acceso per fare più rumore. Dopo tre ore, sono sceso perché volevano farmi fare una foto con gli altri 4 parlamentari, poi di nuovo sulla camionetta per un'ora. Successivamente ci hanno chiesto di fare un video per dire che stavamo bene, richiesta a cui noi abbiamo risposto che non avremmo fatto nulla fin quando non ci avrebbero lasciato parlare col vice ambasciatore italiano". A quel punto cosa è successo? "Ci hanno messo in altre cellette, con lo stesso trattamento. Siamo andati in aeroporto per verificare i nostri bagagli, subito dopo ci hanno portato nuovamente in cella per poi tornare, stavolta definitivamente, in aeroporto, dove siamo riusciti a parlare col vice ambasciatore". Il quale, tra le altre cose, si è speso per farvi avere almeno un caffè. "Richiesta che però gli israeliani hanno rifiutato. Saliti finalmente su un aeroplano, con una piccola folla di persone che da terra ci insultava, ci sediamo negli ultimi posti del volo. A quel punto, il capitano del volo comunica a tutti i passeggeri che a bordo c'erano 4 parlamentari italiani della Flottiglia Hamas, così da provocare fischi e contestazioni. Eravamo noi, completamente soli, senza nessuno dell'ambasciata né addetti militari, ha concluso il deputato a Rai Radio1 - con un ragazzino che per 3 ore passava davanti a noi urlandoci che eravamo terroristi ed amici di Greta". (fre) 061808 OTT 25  

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Clinton incitava a sciogliere il parlamento russo.