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lunedì 6 ottobre 2025

- >>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie

>>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie Oltre 67mila uccisi nei raid dell'Idf. Distrutti ospedali e case (di Sami al Ajrami) (ANSA) - GAZA, 06 OTT - Due anni dopo l'attacco di Hamas nel sud di Israele, la Striscia di Gaza è una distesa di macerie, morte e fame. Gaza City è ormai una città fantasma, due milioni di palestinesi sono stati costretti a sfollare più volte, ammassandosi ormai quasi tutti nel sud, gli aiuti umanitari sono ridotti al minimo e, nonostante le trattative in corso, è difficile per la popolazione civile intravedere la fine della guerra.    Quel 7 ottobre, Hamas attaccò i villaggi israeliani attraverso le recinzioni che circondano la Striscia, uccidendo 1.200 persone, tra israeliani e stranieri, e sequestrando 251 ostaggi. I miliziani chiamarono l'operazione 'Diluvio di Al-Aqsa'. Il giorno dopo Israele rispose con l'operazione 'Spada di Ferro' a Gaza nel tentativo di liberare i rapiti e distruggere Hamas, lanciando raid aerei anche nelle aree più affollate. Dopo una settimana di attacchi, il 13 ottobre l'esercito israeliano ordinò agli abitanti del nord di Gaza City di spostarsi verso sud, evacuando oltre un milione di persone, nel più grande sfollamento di palestinesi dalle loro case. Il 27 ottobre l'Idf cominciò l'invasione di terra, separando il nord dal sud della Striscia e lanciando l'offensiva più sanguinosa di sempre, con la distruzione di grandi città e villaggi. Chi si è rifiutato di sfollare ha assistito a uccisioni di massa, fame, arresti.    La prima tregua, mediata da Egitto, Qatar e Stati Uniti, fu raggiunta a fine novembre 2023 con il rilascio di un primo gruppo di ostaggi in cambio di centinaia di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. La seconda fu annunciata in Qatar il 19 gennaio 2025, ma Israele ruppe la tregua e il 18 marzo riprese la guerra. Tra queste due tappe, lo Stato ebraico commise diverse azioni che suscitarono anche l'indignazione internazionale, come l'uccisione di persone affamate che cercavano solo un po' di farina e quella, terribile, della piccola Hind Rajab, intrappolata in un'auto, e dei paramedici che stavano tentando di raggiungerla. Una storia drammatica, raccontata nel film 'The Voice of Hind Rajab' premiato con il Leone d'Argento alla Mostra del cinema di Venezia.    Nel frattempo, l'Idf riuscì a decapitare la leadership di Hamas a Gaza, uccidendo il capo militare Mohammed Deif e il famigerato Yahya Sinwar. Entrambi erano già finiti nel mirino della Corte penale internazionale nel novembre 2024, che ha emesso mandati di arresto anche nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu e dell'allora ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l'umanità, commessi nell'ambito di "un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza", e di aver usato "la fame come metodo di guerra".    Israele ha imposto un rigido blocco sulla Striscia, impedendo l'accesso agli aiuti umanitari: 2 milioni di persone necessitano di 500 camion di rifornimenti al giorno, ma è stato consentito l'ingresso solo di piccole quantità, causando fame e mancanza di cure mediche. Nell'agosto 2025, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che oltre mezzo milione di palestinesi sono intrappolati nella carestia, caratterizzata da fame diffusa, miseria e morti evitabili.    Due anni dopo, la guerra a Gaza ha lasciato il 90% dei residenti senza casa, causato profondi traumi e un numero di vittime senza precedenti. Secondo le statistiche pubblicate dall'ufficio stampa governativo di Gaza, guidato da Hamas, oltre 67.000 persone sono state uccise e 9.500 risultano disperse. I feriti sono quasi 170.000, di cui 4.800 con amputazioni, e 1.200 sono rimasti completamente paralizzati. Si contano poi 2.700 famiglie completamente sterminate negli attacchi dell'Idf, e più di 12.000 casi di aborto spontaneo causati da malnutrizione e mancanza di cure mediche. Fame e malnutrizione hanno ucciso almeno 460 persone, di cui secondo l'Unicef 150 erano bambini. Sempre secondo i dati diffusi da Hamas, inoltre, Israele ha bombardato la Striscia con oltre 200.000 tonnellate di esplosivo dall'inizio della guerra: il 90% delle infrastrutture è stato distrutto totalmente o in parte, comprese le case, ma anche 38 ospedali e il 95% delle scuole.    In questo quadro Israele ha impedito ai reporter internazionali di entrare nella Striscia e più di 200 giornalisti palestinesi sono stati uccisi. Negli ultimi due mesi, però, diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, mentre la Freedom Flotilla Coalition ha organizzato un'azione con l'obiettivo di rompere il blocco israeliano sulla Striscia e fornire aiuti alla popolazione, dando il via a un grande movimento di protesta e solidarietà, specialmente in Europa, che ha acceso un faro sul destino di Gaza. (ANSA). 2025-10-06T17:57:00+02:00 COR-FTL ANSA per CAMERA28 https://trust.ansa.it/baf30b3a0cf2586427287628232a83bab56f54124c84005580a440c852f31333 

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