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mercoledì 8 ottobre 2025

🔴 Il Times pubblica un dossier israeliano segreto con piano d'emergenza in tre fasi. Praticamente si stanno portando avanti per finire il lavoro di pulizia etnica!

Il Times ha rivelato un documento militare israeliano riservato che delinea un piano d'emergenza da attuare nel caso fallissero i negoziati di cessate il fuoco con Hamas. Il documento, secondo il quotidiano britannico, si articola in tre fasi principali e mette in luce l'intenzione di Israele di proseguire l'azione militare anche dopo eventuali rilasci di prigionieri.

Fase 1 — Controllo totale e «zone sterili»
La prima fase prevede il dispiegamento di ulteriori battaglioni per completare l'occupazione della Striscia di Gaza. Il territorio verrebbe suddiviso in cinque zone militari sigillate definite «aree sterili», dove opererebbero solo forze israeliane. Le aree sarebbero «completamente ripulite» da qualsiasi presenza di Hamas; i civili verrebbero concentrati in zone designate, definite dal ministro della Difesa israeliano come una «città umanitaria». Tradotto: campi di concentramento.

Fase 2 — Espulsione «volontaria» 
La seconda fase prevede di "incoraggiare" la partenza volontaria dei palestinesi da Gaza. Risulta istituito un presunto «Ufficio per l'emigrazione volontaria» che coordinerà corridoi sicuri verso paesi terzi. I civili che accetterebbero di partire sarebbero trasportati all'aeroporto Ramon di Eilat e quindi imbarcati verso destinazioni non ancora specificate. Tradotto: pulizia etnica.

Fase 3 — Campagna globale di assassinii
La terza fase descrive una campagna coordinata per assassinare dirigenti di Hamas dentro e fuori Gaza, in collaborazione con gli Stati Uniti. Il documento conterrebbe una lista di obiettivi che includerebbe figure come Khalil al‑Hayya, Khaled Mashal (in Qatar) e altri responsabili in Gaza, Libano e Qatar. Tradotto: terrorismo di Stato.

La pubblicazione del dossier ha alimentato timori che il governo del terrorista Netanyahu punti a proseguire l'offensiva e a compromettere i negoziati di cessate il fuoco. E se ci é arrivato perfino il Times...

T.me/GiuseppeSalamone

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martedì 7 ottobre 2025

 

 

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- Cassazione, inviare video di OnlyFans rientra nel revenge porn

Cassazione, inviare video di OnlyFans rientra nel revenge porn Diffusione non consentita di contenuti ha profili penali (ANSA) - ROMA, 07 OTT - Chi acquista contenuti erotici su OnlyFans non può diffonderli liberamente. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con una ordinanza depositata il 2 settembre scorso chiarendo che la condivisione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti, anche se acquistati, può configurare il reato di revenge porn. Ne scrive oggi il quotidiano Il Messaggero. Nel provvedimento si afferma che "il consenso espresso dalla persona ritratta al momento della condivisione (nel caso di specie, a pagamento) è circoscritto alla facoltà di visualizzazione del solo destinatario del contenuto" e per questo "integra il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti la condotta di chi lo trasmetta a terzi senza il consenso della persona ritratta". La vicenda giudiziaria nasce durante il lockdown del 2021, in un contesto di amicizia tra tre giovani, due dei quali vicini di casa. La ragazza decide di iscriversi a OnlyFans e pubblicare contenuti erotici, condivisi consapevolmente con gli altri due amici all'interno della piattaforma. Tutto cambia a ottobre 2021, quando uno dei ragazzi invia via whatsapp un video esplicito della donna a un quarto soggetto, estraneo al gruppo. La vittima viene a sapere della diffusione e presenta querela il 12 novembre. La Procura di Pavia rinvia a giudizio l'imputato per revenge porn. Il gup lo condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione. La Corte d'appello di Milano, accogliendo il ricorso della difesa, riforma la sentenza di primo grado dichiarando di "non doversi procedere per tardività della querela". Secondo i giudici di secondo grado, infatti, la mancanza del consenso della vittima alla diffusione del video erotico di cui era protagonista è riferibile al momento in cui l'aveva inviato inizialmente al suo amico, e quindi al 2 febbraio 2021. La Cassazione ribalta la decisione. "Il video è uscito dal ristretto circuito di condivisione 'a tre' solo a partire da ottobre 2021", si legge. Di conseguenza, la querela di novembre è considerata tempestiva. La Suprema Corte ha, quindi, ribadito che il revenge porn è applicabile anche ai contenuti tratti da piattaforme erotiche come OnlyFans, dove non è consentito il download dei file ricevuti. (ANSA).