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domenica 21 dicembre 2025

In questo momento, sia la stampa di regime che i guerrafondai nostrani stanno prendendo in giro Putin e spacciando le sue parole per l'ennesimo bluff. Putin ha detto così: «Voglio la pace, ma Kiev rifiuta l'accordo».

Ora, se leggiamo attentamente le parole di quel buffone di Zelensky, ci accorgiamo che Putin ha ragione.

Perché? Perché dopo che i guerrafondai dell'Unione Europea hanno annunciato di aver indebitato i cittadini europei per altri 90 miliardi di euro da mandare in Ucraina a chi si fa i cessi d'oro ed elargisce mazzette, Zelensky ha detto che la pace non c'è e potrebbe non esserci.

Questa è la dimostrazione che quei soldi non servono per arrivare alla pace, servono per prolungare la guerra. E non lo diciamo noi, lo dice direttamente Zelensky con le sue parole e il suo tempismo. Una volta incassati i miliardi, esce e rilascia dichiarazioni che ribaltano il tavolo.

Solo che nelle nostre bellissime democrazie si fischietta davanti a Zelensky, che continua a fare il bambino capriccioso dopo aver mandato al macello il suo popolo, e si strumentalizzano le dichiarazioni del Cremlino, che continua a ripetere di essere disposto a stare al tavolo dei negoziati.

Questa è la realtà. Il resto è propaganda di guerra!


T.me/GiuseppeSalamone
YERMAK, IL CONSIGLIERE OMBRA

Andrey Yermak, ex capo di gabinetto di Vladimir Zelensky dimessosi dopo un grande scandalo di corruzione, "non è andato da nessuna parte" e continuerebbe a influenzare le decisioni del presidente ucraino. A scriverlo è ZN.ua, citando proprie fonti.

Secondo il giornale, nonostante le dimissioni Yermak parlerebbe con Zelensky ogni giorno al telefono e lo incontrerebbe quasi ogni sera nella residenza presidenziale 📞🏠. Inoltre, gran parte dei funzionari considerati vicini a Yermak, inclusi diversi governatori regionali, sarebbe rimasta al proprio posto.

Il caso ruota attorno a un'inchiesta su un presunto schema di tangenti da 100 milioni di dollari, che avrebbe coinvolto figure dell'entourage presidenziale e l'ex associato Timur Mindich. Nell'articolo si afferma che Yermak comparirebbe nelle intercettazioni con il nome in codice "Ali Baba" e che, in assenza di accuse formali, Zelensky avrebbe evitato finora una rimozione ampia della sua rete.

ZN.ua descrive le dimissioni come un atto "forzato" di autoprotezione e parla di una fase di stallo: da settimane si vedrebbero colloqui "di facciata" per scegliere un nuovo capo di gabinetto, senza reali cambiamenti ai vertici.

Sul piano politico, lo scandalo avrebbe indebolito Zelensky anche all'estero: l'articolo cita un sondaggio Info Sapiens che indicherebbe un gradimento al 20,3% 📉. Intanto, con la nuova spinta USA per un accordo, torna il tema delle elezioni e delle condizioni (cessate il fuoco e garanzie occidentali) poste da Kiev.

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EVACUAZIONE A SUMY - Le autorità della regione di Sumy hanno intensificato l'evacuazione della popolazione dai centri abitati nell'Est della regione. Lo ha comunicati il capo dell'amministrazione militare della regione, Grigorov.

🇱🇧🇮🇱 "L'esercito israeliano sta aumentando il suo stato di allerta in previsione di una possibile escalata dello scontro con il Libano I funzionari della sicurezza stimano che la risposta di Hezbollah all'assassinio del Capo di Stato Maggiore di Hezbollah Tabatabai non sia ancora arrivata" Canale 12 israeliano

🇮🇷🇮🇱 "L'Iran ha iniziato una guerra informatica ed è in grado di causare danni significativi alla sicurezza di Israele" Galei Tzahal Radio dell'esercito israeliano

Vi propongo la traduzione integrale di un post pubblicato dal premier ungherese Viktor Orbán. Mi pare che la questione della guerra in Europa non sia una questione di destra o sinistra, ma di chi vota i crediti di guerra e chi no, di chi vorrebbe addirittura passare a rubare asset sovrani stranieri e chi no. Buona lettura!
----- Per la prima volta nella storia dell'Unione europea, 24 Stati membri hanno concesso congiuntamente un prestito di guerra a un Paese esterno all'Unione.
Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un cambiamento qualitativo. La logica di un prestito è chiara: chi presta denaro vuole che venga restituito. In questo caso, però, il rimborso non è legato alla crescita economica o alla stabilizzazione, ma alla vittoria militare.
Affinché questo denaro possa mai essere recuperato, la Russia dovrebbe essere sconfitta. Questa non è la logica della pace, ma la logica della guerra. Un prestito di guerra rende inevitabilmente i suoi finanziatori interessati alla continuazione e all'escalation del conflitto, perché la sconfitta significherebbe anche una perdita finanziaria. Da questo momento in poi non stiamo più parlando semplicemente di decisioni politiche o morali, ma di vincoli finanziari duri che spingono l'Europa in una sola direzione: verso la guerra.
La logica di guerra di Bruxelles, dunque, si sta intensificando. Non rallenta, non si attenua, ma viene istituzionalizzata. Il rischio oggi è maggiore che mai, perché la prosecuzione della guerra è ormai legata a un interesse finanziario.
L'Ungheria sceglie deliberatamente di non imboccare questa strada pericolosa. Non partecipiamo a iniziative che rendono i partecipanti interessati a prolungare la guerra. Non cerchiamo una corsia preferenziale verso la guerra, ma un'uscita verso la pace. Questo non è isolazionismo, ma sobrietà strategica. È nell'interesse dell'Ungheria e, nel lungo periodo, anche nell'interesse dell'Europa.

sabato 20 dicembre 2025

 

Guarda "La “demolizione controllata” di Unione Europea e Nato | Maurizio Boni" su YouTube

𝗟𝗜𝗡𝗞𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗘 𝗜𝗟 𝗞𝗔𝗥𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘: 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗖𝗛𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗨𝗦𝗨𝗥𝗘 𝗙𝗜𝗡𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗚𝗢𝗥𝗚𝗢

🇷🇺 La Torre Spasskaja, il simbolo della Russia
Testo di Anastasia Eremenko per Cultura Italia-Russia

❤️‍🩹La Torre Spasskaja (del Salvatore) è una delle torri più belle e famose del Cremlino di Mosca. E proprio su di essa che si trovano i Kuranty, l'orologio con il carillon che ogni 31 dicembre annuncia ai cittadini russi l'arrivo del nuovo anno.

❤️‍🩹Nel 1491 il famoso architetto italiano Pietro Antonio Solari su incarico dello zar Ivan III iniziò a costruire una torre in pietra bianca. All'inizio del XVII° secolo la torre fu ricostruita ed integrata con una cupola dove venne collocato un grande orologio.

❤️‍🩹Le porte della torre furono considerate sacre. Fu consentito entrare solo a piedi ed era necessario togliersi il cappello davanti all'immagine del Salvatore. Chi violava questa legge fu soggetto ad una punizione. 

❤️‍🩹La leggenda afferma che durante il passaggio di Napoleone a Mosca attraverso le porte della Torre Spasskaja, il vento gli strappò il cappello a tricorno dalla testa.

❤️‍🩹L'orologio della Torre ebbe diverse modifiche, fino a quando a metà del XIX° secolo fu installato un orologio con il carillon composto da 23 campane. Oggi a mezzogiorno, mezzanotte, alle sei del mattino e alle sei di sera l'orologio suona l'inno russo, mentre alle 3:00, alle 9:00, alle 15:00 e alle 21.00 la melodia "Gloria" dalla famosa opera di Glinka "Una vita per lo zar".

❤️‍🩹Una volta la guglia della Torre fu decorata da un'aquila bicipite, ma nell'epoca sovietica essa fu sostituita da una stella di rubino che nei tempi è diventata simbolo di Mosca e di tutta la Federazione Russa.

Olga Tarovik - Storia della Russia

Immaginate se ci fosse stata la Russia al posto di israele...

Intanto sotto il silenzio generale, lo Stato terrorista di israele ha bombardato una scuola che ospitava Palestinesi sfollati causando 6 morti e numerosi feriti, tra cui tantissimi bambini. 

Qui, i nostri pennivendoli e politici, che ogni giorno invocano il diritto internazionale in Ucraina, dimenticano tutto e fischiettano. Vigliacchi e ipocriti! 

Guardate quel bambino nella foto. Secondo voi come crescerà dopo aver vissuto tutto questo e aver visto i propri familiari ammazzati senza alcun ritegno? Poi appena quel bambino, un giorno, deciderà di ribellarsi alla più grande ingiustizia della storia dell'umanità, lo chiameranno terrorista e lo piazzeranno in prima pagina dandogli pure del criminale. 

Vergognatevi!


T.me/GiuseppeSalamone
C'era una volta Sandro Pertini, che chiedeva di svuotare gli arsenali per riempire i granai. C'è oggi Sergio Mattarella, che benedice il riarmo dicendoci che è necessario. Presidente Mattarella: non in mio nome!

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T.me/GiuseppeSalamone