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domenica 11 gennaio 2026

- == Zagrebelsky, l'aggressività di Trump nasconde le sue fragilità

== Zagrebelsky, l'aggressività di Trump nasconde le sue fragilità 'Non possiamo avere cieca fiducia nel diritto internazionale' (ANSA) - ROMA, 11 GEN - "A dare retta a chi sostiene che l'Impero americano è in crisi, si potrebbe dedurre che Trump tenda ad esagerare per nascondere le sue fragilità. Rilanciare continuamente. Succede spesso che chi è insicuro diventi aggressivo". A dirlo in un'intervista a La Stampa è l'ex presidente della Consulta, Gustavo Zagrebelsky, secondo cui il presidente Usa è insicuro: "la megalomania è una debolezza - osserva - il "sé", da solo, è un sostegno troppo piccolo. Dietro, però c'è un sistema di interessi che si è fatto ideologia. Questo è il sostegno". Il giurista, nel corso dell'intervista, sottolinea che bisogna "fare uno sforzo collettivo per creare movimenti pro-pace, pro-giustizia, pro-libertà, pro-Europa. Difendere e creare spazi territoriali e spirituali e credere che omne bonum diffusivum sui, ogni cosa buona tende a espandersi". Se sia realistico o meno, "è ciò che spetta ad ognuno di noi. Il mero realismo è una tentazione luciferina se corrisponde a disarmo etico". A una domanda poi su quale sia "l'orma della nostra democrazia", Zagrebelsky risponde che "non è solo un'orma. Chi dice che la democrazia è morta sbaglia". Per quanto riguarda ancora la geopolitica, se gli americani fanno ancora parte del mondo Occidentale, "Sì e no. L'Occidente è fatto di molte cose - sottolinea - Non tutte belle". Tra quelle che non gli piacciono: "l'imperialismo, il colonialismo in nome della nostra civiltà (ricorda ad esempio il discorso di Mussolini sull'Etiopia?) - chiede - l'idea della superiorità del nostro modo di vivere, il suprematismo in ogni sua versione". E su Trump, "adesso il presidente americano ci sembra una novità, un fungo avvelenato, ma non è vero". E ricorda quando è stato "violato il principio di non intervento dal 1948 al 2026": "Kosovo, Libano, Iraq, Libia, Corea, Vietnam, eccetera". Per Zagrebelsky "non possiamo avere fiducia cieca nel diritto internazionale - osserva - Se non è sostenuto da un equilibrio tra le forze in campo, vale solo come richiamo ad una moralità disarmata". Interpellato sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere, l'ex giudice della corte costituzionale fa sapere di non essere favorevole perché "è una riforma classista. Dividendo la magistratura, l'indebolisce e, indebolendola, l'espone all'influenza dei più forti". (ANSA).

**IRAN: TEHERAN, IN CASO DI ATTACCO USA POSSIBILE REAZIONE CONTRO ISRAELE E BASI AMERICANE** =

**IRAN: TEHERAN, IN CASO DI ATTACCO USA POSSIBILE REAZIONE CONTRO ISRAELE E BASI AMERICANE** = Teheran, 11 gen. (Adnkronos) - L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: un attacco americano potrebbe portare Teheran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, definite "obiettivi legittimi". A dichiararlo al Parlamento è stato il presidente dell'Assemblea nazionale Mohammad Baqer Qalibaf, secondo quanto riporta il Times of Israel. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 11-GEN-26 08:46  

Groenlandia: media, Trump chiede piano invasione. Militari cauti =

AGI0055 3 EST 0 R01 / Groenlandia: media, Trump chiede piano invasione. Militari cauti = (AGI) - Roma, 11 gen. - Il presidente americano Donald Trump ha ordinato ai comandanti delle forze speciali di elaborare un piano per l'invasione della Groenlandia, ma i militari sono cauti e stanno facendo resistenza. Lo scrive il giornale britannico The Mail on Sunday. Secondo le fonti sentite dal giornale, "i 'falchi' intorno al presidente degli Stati Uniti, guidati dal consigliere Stephen Miller, sono stati cosi' incoraggiati dal successo dell'operazione per catturare il leader del Venezuela Nicolas Maduro che vogliono muoversi rapidamente per impadronirsi dell'isola prima che la Russia o la Cina facciano loro una mossa". Per questo, hanno convinto Trump a chiedere al Joint Special Operations Command (Jsoc) di predisporre il piano. I capi di stato maggiore pero' avrebbero avvertito che si tratterebbe di un'azione illegale e che il Congresso non la sosterrebbe. E starebbero tentando di distrarre Trump con la battaglia alla flotta fantasma di petroliere russe o con un attacco all'Iran. La diplomazia britannica, spiega il Daily Mail, ritiene che si tratti di una mossa elettorale in vista del voto di medio termine a novembre, che potrebbe dare il controllo del Congresso ai democratici. Questo, si sottolinea in un cablo diplomatico, porterebbe alla distruzione della Nato. E potrebbe essere proprio il risultato sperato. "Alcuni funzionari europei sospettano che questo sia il vero obiettivo della fazione Maga intorno a Trump. Dal momento che il Congresso non permetterebbe a Trump di uscire dalla Nato, occupare la Groenlandia potrebbe costringere gli europei ad abbandonare l'Allenza. Se Trump vuole porre fine alla Nato, questo potrebbe essere il modo piu' conveniente per farlo", si legge nel tetso riportato dal Daily Mail. (AGI)Sab 110907 GEN 26  


 


 


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TUCKER CARLSON: “GLI USA STANNO PREPARANDO LA GUERRA MONDIALE”

SUL POTERE EMANCIPATIVO DELLE RIVOLUZIONI COLORATE

SUL POTERE EMANCIPATIVO DELLE RIVOLUZIONI COLORATE

-- di Andrea Zhok --

Sui giornali italiani l'opposizione armata in Iran di solito viene nominata col termine "dimostranti" o "manifestanti".

Sono gli stessi giornali che quando qualche esagitato brucia un cassonetto in Italia chiamano la Digos e l'Antiterrorismo.

Ora, per essere chiari, le proteste in Iran sono partite da una situazione interna oggettivamente difficile dovuta prima alla lunga siccità che ha creato gravi problemi di approvvigionamento idrico e poi alla crisi economica, innescata dalle sanzioni internazionali e culminata in una svalutazione monetaria pesante.

Rispetto a queste proteste il governo iraniano si è attivato non solo consentendo piena libertà di manifestazione (vogliamo ricordare come sono finite le ultime manifestazioni filopalestinesi in Inghilterra e Germania?), ma si è anche assunto la responsabilità dell'accaduto, pur essendo tale responsabilità solo parziale (e così deve fare un governo: ma non credo di aver mai sentito in Italia un governo ammettere una qualunque responsabilità per un qualunque problema; è sempre colpa del governo precedente o degli italiani scansafatiche o degli astri).

Su queste proteste inizialmente pacifiche si è innestata una frangia radicale armata (ci sono filmati di pattuglie di questi soggetti che ingaggiano le forze dell'ordine armati di AK-47), che ha messo letteralmente a ferro e fuoco alcune città del paese, devastato luoghi di culto, attaccato ospedali, bruciato automobili, ucciso numerosi membri della sicurezza interna, abbattuto statue. Simultaneamente Trump ha detto che se ci dovesse essere una repressione armata dei "manifestanti" lui si vedrà costretto ad intervenire (aspettiamoci l'ennesimo bombardamento umanitario).

Ora, che questo sia l'ennesimo tentativo di "rivoluzione colorata" fomentata da USA (e Israele) per ottenere un cambio di regime è del tutto evidente. Israele ha una fortissima capacità di infiltrazione in territorio iraniano, anche in ragione della forte tolleranza confessionale esistente in Iran, dove esiste la seconda maggiore comunità ebraica del Medio Oriente, dopo Israele.

Che questo tentativo di regime change non sia fatto nell'interesse del popolo iraniano è ovvio a chiunque non sia del tutto rimbecillito.

Esiste tuttavia in Occidente una folta rappresentanza di illuminati che reputano che un rovesciamento violento del regime, sostenuto dall'esterno, sia un bene in quanto l'Iran sarebbe una teocrazia misogina ed arretrata. 

Ora, sarebbe facile mostrare come le sole forme di maturazione sociale duratura e solida sono quelle che procedono per sviluppo interno, mentre quando sono prodotte da interventi esterni generano sistematicamente ibridi culturali deformi e fragili. 
Ma voglio soffermarmi su un altro aspetto, che ha a che fare con il nostro atteggiamento nei confronti delle civiltà che consideriamo sotto questo o quell'aspetto "arretrate".

Come ricordava un amico siciliano di nascita, la situazione di costume nella Sicilia del secondo dopo guerra era certamente più "arretrata" per la condizione femminile dell'odierno Iran, dove le donne hanno mediamente elevati titoli di studio e occupano posizione di responsabilità in tutti i settori dello stato. Se giriamo lo sguardo un istante con un minimo di prospettiva storica vediamo che quando nascevo io (anni '60) negli USA esisteva ancora l'apartheid e in Svizzera le donne non avevano ancora il diritto di voto. Le "leggi contro la sodomia" esistevano in molti stati americani fino al 2003. L'altro ieri.

Nelle narrazioni progressiste sembra sempre che la storia sia una gara di corsa in cui si deve arrivare il più presto possibile ad una predeterminata meta emancipativa. 
E questa meta è predeterminata da chi si autodefinisce "avanzato" rispetto a chi lui medesimo definisce "arretrato". 
Si dimentica con indecente presunzione che quella eventuale meta, laddove si sia anche convinti della sua ottimalità, è sempre solo un prodotto di ricerca interna ad una cultura: non è qualcosa di ovvio, di dato in natura, che semplicemente aspetta di essere raggiunto ed afferrato.
La storia non è una gara di corsa a chi arriva prima al progresso. Non c'è nessun premio per chi arriva primo e non è mai facile distinguere davvero cosa sia "progresso", se non proiettando i proprio pregiudizi.
A parte ciò, noi dimentichiamo con troppa rapidità quello che eravamo noi stessi ieri o l'altro ieri e ci slanciamo, con lo zelo del neofita, del neoconvertito, ad ammaestrare gli altri, violentandoli per il loro bene, alle nostre incerte e confuse "conquiste".

Tanto era dovuto a quelli che di fronte ai regime change eterodiretti pensano in buona fede di assistere ad un evento emancipativo.

Poi naturalmente ci sono quelli che vogliono semplicemente che vincano i cowboy, che rambo spazzi via i musi gialli e che le moschee siano rimpiazzate dai megastore, perché quello è il progresso. E per quelli non esiste alcun argomento.

sabato 10 gennaio 2026

Sondaggio, '4 danesi su 10 non escludono l'invasione Usa in Groenlandia'

Sondaggio, '4 danesi su 10 non escludono l'invasione Usa in Groenlandia' 'Il 10% dei cittadini è convinto che Trump agirà' (ANSA) - BRUXELLES, 10 GEN - Quasi quattro danesi su dieci pensano che gli Stati Uniti possano arrivare a invadere la Groenlandia durante la presidenza di Donald Trump. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Voxmeter per i principali quotidiani danesi. La rilevazione, condotta tra il 6 e il 9 gennaio su un campione di mille persone, mostra l'inquietudine del Paese: il 10% degli intervistati si dice fortemente convinto che Washington possa passare dalle parole all'azione, mentre un altro 28,3% ritiene plausibile questa ipotesi. In totale, quasi il 40% dei danesi non esclude lo scenario più estremo. Sul fronte opposto, il 28,6% respinge l'idea, ritenendola non credibile. (ANSA). 


SCUOLE: MESSA IN SICUREZZA E ANTINCENDIO, PUBBLICATE GRADUATORIE BANDO NAZIONALE

ZCZC IPN 397 POL --/T SCUOLE: MESSA IN SICUREZZA E ANTINCENDIO, PUBBLICATE GRADUATORIE BANDO NAZIONALE GENOVA (ITALPRESS) - Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato gli elenchi relativi all'erogazione di contributi in favore degli Enti locali per l'adeguamento alle norme di prevenzione e protezione antincendio e per la realizzazione di interventi urgenti di messa in sicurezza di edifici pubblici adibiti ad uso scolastico del primo e del secondo ciclo di istruzione, in esecuzione del Decreto del Ministro dell'Istruzione e del Merito. Per quanto riguarda l'adeguamento antincendio, nel territorio provinciale savonese saranno beneficiari i seguenti Enti: Comuni di Albissola Marina (importo richiesto: 78.746 euro) e Millesimo (importo richiesto: 200.000 euro), Provincia di Savona (importo richiesto: 400.000 + 300.000 euro). Per quanto riguarda la messa in sicurezza: Comune di Pietra Ligure (importo richiesto: 100.000 euro), Provincia di Savona (importo richiesto: 150.000 euro). Il Ministero informa inoltre che, con decreto del 29 dicembre, sono stati resi disponibili ulteriori 206,8 milioni di euro, per l'adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici, che si aggiungono alle precedenti risorse e consentiranno lo scorrimento delle graduatorie. Mentre si riaprirà l'Avviso per le Regioni che non hanno interventi sufficienti per lo scorrimento. Grazie a queste risorse potranno essere realizzati importanti interventi per rendere le nostre scuole sempre più sicure.(ITALPRESS). trl/com 10-Gen-26 15:18  

NTW Press - Non sono solo i cervelli in fuga a scegliere l'estero

NTW Press - Non sono solo i cervelli in fuga a scegliere l'estero

Non sono solo i cervelli in fuga a scegliere l'estero

Fondazione Migrantes mette in guardia dai rischi di questa narrazione.



Sabato 10 Gennaio 2026 15:17

A scegliere l'estero non sono solamente i cosiddetti cervelli in fuga anzi, i laureati sono la minoranza.

Non sono solo i cervelli in fuga a scegliere l'estero, anzi: i laureati sono una minoranza tra chi parte

Si sente ripetere spesso la locuzione "cervelli in fuga", parlando di migrazioni e mobilità, come se ad andarsene fossero solo "i più bravi", i "più brillanti" e come se il contesto di provenienza fosse così deteriorato, instabile e pericoloso da dover determinare la necessità di "scappare" e non solo di "partire". Una narrazione sulla quale Fondazione Migrantes pone attenzione per sottolineare i rischi.

«L'Italia si percepisce, e viene percepita, come un luogo da cui è inevitabile fuggire – commentano gli analisti nel rapporto 2025 – ma l'estero è qualcosa di molto più articolato di una frettolosa fuga: diventa un'opportunità di crescita personale, formativa e professionale. Fa parte di un percorso generazionale diffuso tra i giovani europei e, più in generale, tra coloro che abitano lo spazio globale contemporaneo: un contesto meticciato e interdipendente. Se oggi partono dall'Italia non solo cittadini italiani ma anche i cosiddetti nuovi italiani, mentre una parte dei migranti stranieri considera il nostro Paese una tappa provvisoria in attesa di approdare altrove, allora la vera sfida non è fermare la mobilità, ma chiederci come rendere l'Italia un luogo attrattivo in cui le persone possano scegliere di restare e progettare il proprio futuro».

Non partono solo "cervelli". Stando agli ultimi dati Istat disponibili sugli espatri nel 2024, sono meno di un terzo i laureati o dottori di ricerca (31,8%); il 36,1% sono diplomati ai quali aggiungere i possessori di licenza media (31,1%). Chi parte, oggi, è sì giovane e giovane adulto, ma è anche soprattutto diplomato. Guardando ai valori assoluti, nella classe di età 18-34 anni, dal 2023 al 2024 si ha una differenza in positivo di 15mila espatri con titolo di studio medio-basso e di 6.500 circa con titolo alto. Le riflessioni diventano ancora più indicative se si osserva da vicino la sola classe di età 25-34 anni, coloro che hanno terminato il ciclo di studi e si affacciano al mondo del lavoro nel pieno della creatività e dell'entusiasmo: questa classe di età è il cuore della mobilità più recente (37,5% del totale espatri del 2024). Il 67,2% degli espatriati italiani dell'ultimo anno che non è in possesso di una laurea, hanno dunque un titolo medio-basso (diploma o licenza media) ma non per questo non sono talentuosi o in possesso di conoscenze e competenze che li rendono degni di nota.

 

Maduro in catene, l'impero in aula https://share.google/ouqsx4Q2X5NlKsHmm

Maduro in catene, l'impero in aula https://share.google/ouqsx4Q2X5NlKsHmm

IRAN: TEHERAN ALL'ONU, 'USA INTERFERISCONO IN AFFARI INTERNI CON MINACCE E INCITANO VIOLENZA' =

IRAN: TEHERAN ALL'ONU, 'USA INTERFERISCONO IN AFFARI INTERNI CON MINACCE E INCITANO VIOLENZA' = la lettera inviata al segretario generale Guterres Teheran, 10 gen. (Adnkronos/Dpa) - Il governo iraniano ha inviato una lettera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, per denunciare le "ingerenze" e le "minacce" degli Stati Uniti in coordinamento con Israele, in occasione dell'ondata di proteste. Nella lettera, Teheran condanna "la condotta irresponsabile degli Stati Uniti, in coordinamento con il regime israeliano per interferire negli affari interni dell'Iran con minacce, incitazioni e incoraggiamento deliberato dell'instabilità e della violenza". In particolare si accusano Donald Trump e il "criminale" Benjamin Netanyahu per il loro sostegno ad "un intervento"; "fomentano la violenza, appoggiano gruppi terroristici, incitano la destabilizzazione della società e cercano di trasformare le proteste pacifiche in disordini violenze", si legge ancora nella lettera, riferendosi in questi termini alle proteste in corso da giorni in Iran e che il regime sta reprimendo con violenza. Nella lettera, firmata dall'ambasciatore dell'Iran all'Onu, Amir Saeid Aravani, si afferma che nessuna legge internazionale permette ad uno Stato di "incitare alla violenza, destabilizzare società o architettare un piano per il disordine con il pretesto dei diritti umani". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 10-GEN-26 14:53  

UCRAINA: MEDVEDEV AVVISA I 'GOVERNANTI IDIOTI EUROPEI, MAI VOSTRE TRUPPE A KIEV' =

ADN0403 7 EST 0 ADN EST NAZ UCRAINA: MEDVEDEV AVVISA I 'GOVERNANTI IDIOTI EUROPEI, MAI VOSTRE TRUPPE A KIEV' = Mosca, 10 gen. (Adnkronos/Dpa) - "I governanti idioti europei continuano a cercare la guerra in Europa". E' quanto scrive su X l'ex presidente russo Dimitri Medvedev ribadendo il no di Mosca al dispiegamento della forza multinazionale in Ucraina deciso dalla coalizione dei volenterosi. "E' stato detto mille volte: la Russia non accetterà truppe europee né della Nato in Ucraina, però no Micron continua a diffondere queste patetiche sciocchezze", scrive ancora Medvedev. "Bene, lasciateli venire: ecco cosa li aspetta", conclude pubblicando un video del'attacco che ieri a Kiev ha fatto quattro morti e 20 feriti in un bombardamento in cui è stato usato anche un missile ipersonico 'Oreshnik'. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 10-GEN-26 13:54