Usa: polizia militare si prepara a possibile dispiegamento a Minneapolis Washington (Usa), 22 gen. (LaPresse/AP) - L'esercito degli Stati Uniti ha ordinato a diverse decine di soldati in servizio attivo di prepararsi per un possibile dispiegamento a Minneapolis, se necessario. Lo ha detto un funzionario della difesa, tra le proteste contro la repressione dell'immigrazione da parte dell'amministrazione Trump. Il funzionario della difesa, che ha parlato in condizione di anonimato per discutere piani delicati, ha confermato che ai membri di una brigata della polizia militare dell'esercito di stanza a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, sono stati dati ordini di preparazione al dispiegamento. Se dispiegate, le truppe offrirebbero probabilmente supporto alle autorità civili di Minneapolis. EST NG01 ipz 220923 GEN 26

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giovedì 22 gennaio 2026
USA: MINNESOTA, ICE ARRESTA QUATTRO MINORI, TRA I QUALI DUE BAMBINI DI 5 E 10 ANNI =
ADN0114 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: MINNESOTA, ICE ARRESTA QUATTRO MINORI, TRA I QUALI DUE BAMBINI DI 5 E 10 ANNI = dirigenti scolastici, 'bisogna mettere fine a questa occupazione' Washington, 22 gen. (Adnkronos) - La polizia anti-immigrati di Donald Trump ha arrestato in Minnesota quattro minorenni, due bambini di 5 e 10 anni. E' la denuncia dei dirigenti del distretto scolastico di Columbia Heights, che hanno spiegato che martedì sono stati arrestati due minori, tra i quali un ragazzo di 17 anni che è stato prelevato dalla sua auto e portato via mentre stava andando a scuola. Liam Ramos, di 5 anni, è stato fermato con il padre davanti a casa, mentre stavano tornando dall'asilo. Il bambino è stato usato come "esca" per bussare alla porta di casa e farsi aprire permettendo così agli agenti federali di entrare e arrestare tutti gli altri componenti della famiglia. "Ma chi può arrestare un bambino di 5 anni? Non potete dirmi che questo bambino può essere considerato un criminale violento", ha detto la soprintendente scolastica Zena Stenvik, riferendosi alla propaganda usata dall'amministrazione Trump che continua a ripetere che vengono arrestati e deportati presunti criminali violenti. Lo stesso schema è stato usato con una bambina di 10 anni fermata insieme alla madre mentre si stava recando a scuola. La bambina ha chiamato il padre che così si è recato alla scuola ed è stato a sua volta arrestato. Ora i bambini e le loro famiglie sono detenuti in un centro di Texas, spiegano ancora i dirigenti scolastici affermando che la famiglia Ramos ha una regola richiesta di asilo e nessun ordine di deportazione a carico. "Chiediamo di contattare i nostri rappresentanti al Congresso per chiedere un'immediata e pacifica risoluzione di questa occupazione, per favore aiutate noi e le altre scuole a tornare ad essere un luogo sicuro dove tutti si sentono accolti e possono avere successo", ha detto ancora Stenvik, riporta Cbsnews, spiegando che il distretto ha incaricato un avvocato di difendere i propri studenti. E denunciando ancora il fatto che gli agenti dell'Ice continuano a pattugliare l'area intorno alle scuole, seminando il terrore tra studenti e familiari. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-GEN-26 09:41
NTW Press - Baby vandali identificati dalla Polizia Locale: i genitori pagano i danni
NTW Press - Baby vandali identificati dalla Polizia Locale: i genitori pagano i danni
Baby vandali identificati dalla Polizia Locale: i genitori pagano i danni
I danneggiamenti in vari punti del territorio di Carugate hanno portato l'avvio delle indagini: sette i minorenni pizzicati

Carugate, Giovedì 22 Gennaio 2026 11:12
C'è chi ha sradicato un povero albero piantato da poco, altri invece hanno danneggiato dell'arredo urbano. Altri ancora hanno colpito all'esterno della biblioteca che si trova nell'Atrion.
Sono sette i ragazzini, tutti minorenni, responsabili di vari atti vandalici compiuti nei giorni a cavallo del Capodanno (non solo attraverso l'esplosione di grossi petardi) e che sono stati rintracciati dalla Polizia Locale del Comando Martesana Ovest.
Sette baby vandali individuati dalla Polizia Locale
A loro gli agenti di Carugate guidati dal comandante Andrea Errico sono arrivati soprattutto grazie alla visione delle telecamere della videosorveglianza comunale, notevolmente potenziata negli ultimi anni (per numero di dispositivi e livello tecnologico), in grado di tenere sotto controllo, ad altissima risoluzione, i punti strategici della città. Parchi ed edifici comunali in primis.
Ne hanno avuto una diretta esperienza gli adolescenti riconosciuti come autori di vari danneggiamenti al patrimonio pubblico.
I baby vandali sono stati convocati al Comando di via 20 Settembre assieme ai rispettivi genitori e messi davanti alle loro responsabilità. Avrebbero potuto anche rischiare una denuncia penale per danneggiamento aggravato, ma se la sono cavata (oltre che con una virtuale tirata d'orecchie) "solo" con il pagamento di una sanzione, in base al Regolamento di Polizia urbana, e del ripristino dei luoghi.
I genitori pagano i danni (tramite bollettino)
Un'impellenza che la Locale ha lasciato, visto la minore età dei coinvolti, ai genitori, ai quali sono stati consegnati brevi manu i bollettini con l'importo esatto dei danni provocati dai rispettivi figli.
All'appello al momento manca un solo vandalo, che non sarebbe under 18, che pochi muniti dopo lo scoccare della mezzanotte dell'1 gennaio ha pensato malissimo di posizionare un fuoco pirotecnico sulla copertura di un cestino, con quest'ultimo che è stato scoperchiato dopo la deflagrazione.
"Avvertimento" del sindaco ai fracassoni più o meno giovani
"Anche se non tutti i problemi possono essere risolti dalle telecamere, è giusto però ricordare che questi investimenti hanno portato molti risultati – ha sottolineato il sindaco Luca Maggioni – La Polizia Locale ha identificato diverse persone che compivano atti di vandalismo sul territorio comunale e le ha sanzionate. Sia le vecchie telecamere come le nuove ( per esempio quelle nel Parco Rita Levi Montalcini) registrano in continuazione e sono uno strumento prezioso per le Forze dell'ordine che richiedono di utilizzarle. Ci tengo a ricordarlo a chi, giovane o adulto, compie atti di vandalismo (e ne vediamo parecchi, nei parchi, sugli edifici, nei luoghi pubblici) e magari pensa di farla franca. Prima o poi si viene beccati, magari grazie anche alle telecamere".
Baby vandali identificati dalla Polizia Locale: i genitori pagano i danni
I danneggiamenti in vari punti del territorio di Carugate hanno portato l'avvio delle indagini: sette i minorenni pizzicati

Carugate, Giovedì 22 Gennaio 2026 11:12
C'è chi ha sradicato un povero albero piantato da poco, altri invece hanno danneggiato dell'arredo urbano. Altri ancora hanno colpito all'esterno della biblioteca che si trova nell'Atrion.
Sono sette i ragazzini, tutti minorenni, responsabili di vari atti vandalici compiuti nei giorni a cavallo del Capodanno (non solo attraverso l'esplosione di grossi petardi) e che sono stati rintracciati dalla Polizia Locale del Comando Martesana Ovest.
Sette baby vandali individuati dalla Polizia Locale
A loro gli agenti di Carugate guidati dal comandante Andrea Errico sono arrivati soprattutto grazie alla visione delle telecamere della videosorveglianza comunale, notevolmente potenziata negli ultimi anni (per numero di dispositivi e livello tecnologico), in grado di tenere sotto controllo, ad altissima risoluzione, i punti strategici della città. Parchi ed edifici comunali in primis.
Ne hanno avuto una diretta esperienza gli adolescenti riconosciuti come autori di vari danneggiamenti al patrimonio pubblico.
I baby vandali sono stati convocati al Comando di via 20 Settembre assieme ai rispettivi genitori e messi davanti alle loro responsabilità. Avrebbero potuto anche rischiare una denuncia penale per danneggiamento aggravato, ma se la sono cavata (oltre che con una virtuale tirata d'orecchie) "solo" con il pagamento di una sanzione, in base al Regolamento di Polizia urbana, e del ripristino dei luoghi.
I genitori pagano i danni (tramite bollettino)
Un'impellenza che la Locale ha lasciato, visto la minore età dei coinvolti, ai genitori, ai quali sono stati consegnati brevi manu i bollettini con l'importo esatto dei danni provocati dai rispettivi figli.
All'appello al momento manca un solo vandalo, che non sarebbe under 18, che pochi muniti dopo lo scoccare della mezzanotte dell'1 gennaio ha pensato malissimo di posizionare un fuoco pirotecnico sulla copertura di un cestino, con quest'ultimo che è stato scoperchiato dopo la deflagrazione.
"Avvertimento" del sindaco ai fracassoni più o meno giovani
"Anche se non tutti i problemi possono essere risolti dalle telecamere, è giusto però ricordare che questi investimenti hanno portato molti risultati – ha sottolineato il sindaco Luca Maggioni – La Polizia Locale ha identificato diverse persone che compivano atti di vandalismo sul territorio comunale e le ha sanzionate. Sia le vecchie telecamere come le nuove ( per esempio quelle nel Parco Rita Levi Montalcini) registrano in continuazione e sono uno strumento prezioso per le Forze dell'ordine che richiedono di utilizzarle. Ci tengo a ricordarlo a chi, giovane o adulto, compie atti di vandalismo (e ne vediamo parecchi, nei parchi, sugli edifici, nei luoghi pubblici) e magari pensa di farla franca. Prima o poi si viene beccati, magari grazie anche alle telecamere".
USA: ATTIVISTI DENUNCIANO, 'CAPO ICE HA ORDINATO A AGENTI DI ENTRARE NELLE CASE SENZA MANDATO' =
USA: ATTIVISTI DENUNCIANO, 'CAPO ICE HA ORDINATO A AGENTI DI ENTRARE NELLE CASE SENZA MANDATO' = Washington, 22 gen. (Adnkronos) - Con un memo datato 12 maggio 2025, il capo ad interim dell'Ice ha ordinato agli agenti della polizia anti-immigrati diventata il braccio armato della campagna di deportazioni di Donald Trump di entrare nelle case anche senza il necessario mandato giudiziario. E' quanto rivela Whistleblower Aid, gruppo che fornisce assistenza i dipendenti che rivelano comportamenti illeciti, non etici o dannosi, come i due dipendenti federali che hanno diffuso questo documento che viola, affermano gli attivisti, le protezione costituzionali contro perquisizioni e sequestri non autorizzati. Nel memo si afferma che per entrare con la forza in una residenza privata è sufficiente un mandato amministrativo, il Form I-205 firmato da un funzionari dell'immigrazione ma solo dopo che un giudice ha dato l'ordine finale per l'arresto e la deportazione. "La nuova politica del dipartimento di Sicurezza per permettere arresti in una casa senza mandato giudiziario o consenso è una violazione completa della legge e del Quarto Emendamento", afferma Whistleblower Aid, concludendo che il mandato amministrativo "non autorizza ad entrare nelle case", come del resto stabilisce anche il manuale di addestramento dell'Homeland Security. "Ogni americano dovrebbe essere terrorizzato da questa politica segreta dell'Ice che autorizza l'Ice a buttare giù la porta e fare irruzione in casa tua, questo è legalmente e moralmente una politica orrende che mostra a quali abusi pericolosi e vergognosi l'America sta assistendo" ha dichiarato il senatore dem Richard Blumenthal, spiegando che il memo non è stato distribuito formalmente ma a mano dai supervisori dei team. Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato che ogni "straniero illegale" a cui è stato presentato il mandato amministrativo aveva avuto un "pieno giusto processo", o hanno agito di fronte a una "causa probabile". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-GEN-26 12:40
mercoledì 21 gennaio 2026
Ok Camera al ddl su sicurezza delle attività subacquee, è legge
Il testo è stato approvato con 141 si. Astensione delle opposizioni
(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Via libera dalle Camera al disegno di
legge sulla sicurezza sulle attività subacquee. I sì sono stati
141 e nessun voto contrario; le opposizioni si sono astenute. Il
testo, in seconda lettura alla Camera, è legge. Tra le misure
anche l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza delle attività
subacquee. Tale Agenzia dovrà definire i requisiti e le
dotazioni minime di sicurezza che i mezzi subacquei non militari
devono possedere, e le relative procedure di verifica e
certificazione. Viene introdotto, inoltre, l'obbligo di
iscrizione ad un registro professionale "per gli operatori
tecnici subacquei di basso, medio e alto fondale, nonché per i
tecnici iperbarici, al fine di poter svolgere qualsiasi lavoro
subacqueo e iperbarico". (ANSA).
21/01/2026 18:09
"Vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo": Donald Trump, al Forum di Davos, ha nuovamente rivendicato la Groenlandia, ha rimproverato la NATO, ha criticato l'Europa e ha promesso di riconciliare Russia e Ucraina. Le dichiarazioni chiave del presidente americano:
🔺 Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e internazionale, non per le risorse naturali.
🔺 Nessuno tranne gli Stati Uniti può garantire la sicurezza della Groenlandia.
🔺 Gli Stati Uniti insistono su negoziati immediati per la restituzione dell'isola, ma non hanno intenzione di usare la forza.
🔺 La Groenlandia fa parte del Nord America, "è il nostro territorio". Gli Stati Uniti hanno restituito l'isola alla Danimarca dopo la Seconda Guerra Mondiale, e questo è stato sconsiderato.
🔺 La Danimarca ha una scelta: "Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati. Potete rifiutare e ce ne ricorderemo".
🔺 L'Europa si sta muovendo nella direzione sbagliata e si sta distruggendo; si è allontanata dai suoi fondamenti di civiltà.
🔺 L'Europa deve essere forte perché gli Stati Uniti hanno bisogno di alleati forti.
🔺 Washington non prova gratitudine nei confronti della NATO: gli Stati Uniti faranno sicuramente del loro meglio per l'alleanza, ma non è sicuro che l'alleanza farà lo stesso per gli Stati Uniti.
🔺 Gli Stati Uniti non dovrebbero essere coinvolti nel processo di pace ucraino; questa è una questione che riguarda l'Europa e la NATO.
🔺 Gli Stati Uniti vogliono comunque la pace in Ucraina. Sia Putin che Zelenskyy vogliono la pace.
🔺 Trump ha in programma di incontrare Zelenskyy mercoledì.
🔺 Gli Stati Uniti intendono aumentare la produzione militare e costruire corazzate 100 volte più potenti di quelle della Seconda Guerra Mondiale.
***
"Мы хотим кусок льда для защиты мира": Дональд Трамп на форуме в Давосе снова требовал Гренландию, упрекал НАТО, критиковал Европу и обещал помирить Россию и Украину. Главные заявления американского президента:
🔺 Гренландия нужна США ради национальной и международной безопасности, а не природных ресурсов.
🔺 Никто кроме США не может обеспечить безопасность Гренландии.
🔺 Штаты настаивают на немедленных переговорах о передаче острова, но не собираются применять силу.
🔺 Гренландия - часть Северной Америки, "это наша территория". Штаты вернули остров Дании после Второй мировой, и это было глупо.
🔺 У Дании есть выбор: "Вы можете сказать "да", и мы будем очень благодарны. Вы можете отказаться, и мы запомним".
🔺 Европа движется в неправильном направлении и уничтожает сама себя, она отошла от своих цивилизационных основ.
🔺 Европа должна быть сильной, потому что Штатам нужны сильные союзники.
🔺 Вашингтон не чувствует благодарности от НАТО: США обязательно выложатся ради альянса, но не уверены в том, что тот сделает то же самое ради Штатов.
🔺 США не должны заниматься украинским урегулированием, это дело Европы и НАТО.
🔺 Штаты тем не менее хотят добиться мира на Украине. Мира хотят и Путин, и Зеленский.
🔺 Трамп намерен встретиться с Зеленским в среду.
🔺 Штаты планируют наращивать военное производство и строить линкоры в сто раз мощнее линкоров Второй мировой.
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𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 1]
Davvero impressionante vedere Emmanuel Macron al raduno dei filantropi-licantropi di Davos. E non per gli occhiali da boss dietro i quali ha dato del bullo a Donald Trump, ma per il suo affettuoso benvenuto alla Cina, perché – dice – «abbiamo bisogno di più investimenti cinesi diretti in Europa in alcuni settori chiave». È lo stesso Macron che non in un'epoca lontana, ma appena il 7 dicembre scorso agitava lo spettro dei dazi contro la Cina, colpevole – a suo dire – di un surplus commerciale eccessivo. Ora, nel momento della massima crisi europea, come se fosse un passante qualsiasi, strilla: investimenti cinesi cercansi.
C'è un'amnesia costruita che in questo scoppiettante inizio del 2026 attraversa il dibattito europeo. Gli stessi apparati politici e mediatici che per anni hanno trasformato il realismo in eresia scoprono improvvisamente il valore del dialogo, del compromesso, dell'interesse nazionale. Fingono di non ricordare. Se c'erano, dormivano. Fingono soprattutto che le scelte compiute non abbiano prodotto devastazioni materiali. Ma questa storia non comincia oggi. Comincia quando dire questa verità era, di fatto, vietato.
Nel settembre 2018 mi trovavo a Pechino e poi a Chengdu, invitato dall'Accademia diplomatica cinese insieme a politici, imprenditori e ricercatori europei. Non era turismo politico. Era un'immersione piena in un processo materiale già in corso: urbanizzazione accelerata, infrastrutture continentali, filiere industriali, investimenti tecnologici, pianificazione su una scala che l'Europa aveva smesso da tempo persino di concepire.
Mi era già tutto chiaro. La Cina non era un'ideologia. Si presentava come un fatto concretissimo e macroscopico, epocale: infrastrutture, industria, pianificazione, connessioni continentali. La 'Belt and Road Initiative', la nuova Via della Seta, non era da percepire come una sfida simbolica all'Occidente, bensì come la risposta concreta a una crisi che l'Europa non voleva vedere: la fine della propria centralità automatica. In quel contesto la domanda era elementare: perché la Penisola italiana, la Sardegna e la Sicilia, per posizione geografica e vocazione produttiva, avrebbero dovuto restare alla finestra mentre altri paesi europei facevano affari colossali con Cina e Russia? Perché Genova, Trieste, il Mediterraneo avrebbero dovuto essere marginali?
Nel 2019 quella domanda divenne improvvisamente scandalosa. Quando l'Italia firmò il Memorandum con Pechino, i vertici UE, nonché Francia e Germania – che con la Cina commerciavano ben più di noi – inscenarono una reazione isterica. Non era in gioco la sicurezza europea, ma la disciplina. La Repubblica italiana non doveva muoversi. Punto. Lo dissi anche in Parlamento il 19 marzo 2019: quel Memorandum non era un atto ideologico, ma uno strumento prudente e reversibile. Ricordavo a tutti una cosa semplice: «Rimuovere questa realtà significa far finta che non siano esistiti gli ultimi quarant'anni e che non esistano i prossimi quaranta. La Cina è un soggetto globale che non ammette rimozioni, né psicologiche, né politiche, né economiche». Quelle parole furono accolte da un muro di ostilità. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]
[… segue]
𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 2]
Poi arrivò il vero capolavoro della stupidità strategica europea: il disaccoppiamento. Sotto pressione statunitense, l'Unione ha rotto con la Russia sul piano energetico e ha raffreddato i rapporti con la Cina, non per costruire un'autonomia, ma per obbedire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: energia più cara e instabile, deindustrializzazione, perdita di competitività, ritardo tecnologico. Un suicidio economico compiuto proprio mentre lo spazio eurasiatico sarebbe stato l'unico ammortizzatore possibile della crisi dell'Occidente che queste classi dirigenti non hanno saputo – o voluto – vedere.
In questo quadro si colloca l'abiura italiana del 2023. Il governo di Giorgia Meloni ha lasciato la Via della Seta in nome di una fedeltà atlantica a senso unico, rinunciando a una leva di sviluppo senza ottenere nulla in cambio. Chi già nel 2022 avvertiva che il conto energetico sarebbe esploso e che sarebbe arrivata la deindustrializzazione veniva deriso. Oggi gli stessi commentatori scoprono l'ovvio con anni di ritardo e fanno finta che nessuno avesse avvisato.
Nel 2026 la finzione scricchiola. La russofobia e l'incipiente sinofobia appaiono per ciò che sono state: costruzioni cognitive funzionali al vassallaggio. L'amministrazione Trump ha tolto di mezzo le ipocrisie. Groenlandia e Canada sono entrati apertamente nel menu strategico di Washington. Ottawa ha reagito come reagiscono i paesi seri: accordi con la Cina. Realismo elementare.
L'Europa, invece, barcolla. Da un lato tenta goffamente di rincorrere un treno già partito, come dimostrano le aperture tardive di Macron verso Pechino. Dall'altro coltiva la fantasia velleitaria degli Stati Uniti d'Europa, ma senza energia, senza materie prime, senza tecnologia. Un castello burocratico costruito sul vuoto, mentre Kaja Kallas continua a essere Alto Rappresentante di sé stessa.
Il realismo non era sbagliato.
Era stato censurato.
E oggi il prezzo di quel divieto lo pagano intere società europee, mentre i responsabili fingono di non riconoscersi allo specchio.
[FINE]
Fonte Pino Cabras
L'insensato evento di Davos promette di essere interessante. Al posto della solita Ukraina, ormai stantia, si discuterà della gelida Groenlandia.
Qui la situazione è abbastanza chiara.
I codardi galletti europei, imbottiti di tranquillanti per la paura, convinceranno il tizio energico a prendere il controllo totale dell'isola, ma a lasciarla formalmente di proprietà del Regno di Danimarca.
" Fai come vuoi, zio: prendi l'isolotto in uso gratuito a tempo indeterminato, estrai gratuitamente i minerali, costruisci basi militari, aeroporti, silos missilistici e qualsiasi altra struttura per il controllo totale."
Ma Trump non vuole questo. Tutti lo capiscono: vuole colorare l'isola con i colori della bandiera a stelle e strisce sulle mappe del mondo (ha già pubblicato una mappa che include anche il Canada e il Venezuela) e mettersi alla pari con i padri fondatori.
Vuole rimanere nella storia per sempre.
E allo stesso tempo diventare come il presidente della Russia.
Quest'ultimo obiettivo È IMPOSSIBILE.
Nel corso della SVO e a seguito dei referendum, la Russia ha riottenuto proprio le terre che per secoli hanno fatto parte del suo territorio, insieme alla sua popolazione, è non ha ancora finito. La Groenlandia è tutta un'altra cosa.
Non è mai stata direttamente collegata agli Stati Uniti, anche se questi ultimi hanno tentato più volte di acquistarla.
La questione, tuttavia, non riguarda solo l'evidente desiderio del presidente degli Stati Uniti. Anche se tutti descrivono con entusiasmo come l' eccitato Gargantua Trump inghiottirà un enorme pezzo di terra. E poi sputerà con gusto la sua saliva appiccicosa sul viso rugoso della vecchia Europa, trasformando allo stesso tempo gli Stati Uniti nella seconda nazione mondiale per superficie.
Trump, ovviamente, ha fretta. Il suo tempo sta infatti inesorabilmente volgendo al termine. È ora di scrivere il proprio nome a lettere d'oro nelle tavole della storia.
La questione principale è quale prezzo sia disposto a pagare l'attuale inquilino della Casa Bianca per raggiungere questo obiettivo. Lo smantellamento della NATO non è come il rapimento di un leader straniero tradito dai suoi compagni d'armi in un Paese indebolito.
E, infine, permetteranno a Trump di farlo...
Dmitrij A. Medvedev
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