Parroco di Gaza: crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti Parroco di Gaza: crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti P. Romanelli ad ACS: "Situazione molto grave, la guerra non è finita" Roma, 4 feb. (askanews) - Nonostante l'attenzione internazionale sia diminuita dopo il cessate il fuoco, la Striscia di Gaza continua a sperimentare una crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti. In un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il parroco cattolico di Gaza, padre Gabriel Romanelli, descrive una situazione "molto grave", segnata dalla sofferenza quotidiana della popolazione: "Continuate a pregare, a promuovere la giustizia e la pace e a fornire un sostegno materiale alla popolazione che soffre". Sebbene i bombardamenti su larga scala si siano fermati, la violenza non è cessata del tutto: "Alcuni bombardamenti continuano - spiega il sacerdote - in particolare oltre la Linea Gialla. Le case vengono distrutte e continuano a registrarsi morti e feriti". La Linea Gialla indica la frontiera militare stabilita al momento del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025: separa le zone controllate da Israele, a est e a sud, dalla zona controllata da Hamas a ovest, dove si trova la parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza City, appartenente al Patriarcato Latino di Gerusalemme. "La guerra non è finita, anche se i media danno l'impressione che lo sia", insiste il parroco di Gaza. Mentre migliaia di persone continuano a soffrire, padre Gabriel vede pochi segni di speranza: le frontiere sono chiuse; le infrastrutture elettriche e idriche sono distrutte; l'acqua è spesso trattata in modo inadeguato, mal conservata o contaminata durante il trasporto o la distribuzione, favorendo la diffusione delle malattie. "È assolutamente essenziale che la guerra finisca. Sembra che nessuno nel mondo si stia realmente impegnando in modo efficace. I 2,3 milioni di abitanti di Gaza hanno bisogno di condizioni umane minime per ricostruire la propria vita. Ci sono moltissimi malati e feriti senza accesso a cure mediche adeguate o in attesa di poter uscire dall'enclave per essere curati, perché il sistema ospedaliero è diventato un fantasma". Sav 20260204T153019Z
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mercoledì 4 febbraio 2026
In Grecia una capsula del tempo genetica, immutata da 1.400 anni
È la popolazione dei manioti, il suo Dna porta le tracce di un lungo e inusuale isolamento
(ANSA) - ROMA, 04 FEB - In Grecia, in un luogo che ha sempre
affascinato storici e archeologi, si trova una capsula del tempo
genetica: nella penisola centrale del Peloponneso meridionale
vive la popolazione dei manioti, il cui Dna porta le tracce di
un lungo e inusuale isolamento. Sembra discendere, infatti,
dalle stesse comunità che costruirono e abitarono quei luoghi
più di 1.400 anni fa e, a differenza di molte altre popolazioni
greche, non mostra quasi nessun contatto con i gruppi che
arrivarono successivamente, come gli slavi. Lo dimostra lo
studio pubblicato sulla rivista Communications Biology guidato
dall'Università Europea di Cipro, che ha confrontato i genomi
dei manioti con quelli di oltre un milione di individui moderni
provenienti da tutto il mondo e con migliaia di campioni di Dna
antico. Ricostruendo le linee genetiche paterne degli attuali manioti
grazie alle analisi del cromosoma Y, i ricercatori coordinati da
Alexandros Heraclides hanno scoperto che più del 50% degli
uomini del Mani discende da un unico antenato maschio vissuto
nel VII secolo d.C.. Ciò indica che in quell'epoca la
popolazione ha attraversato un periodo molto difficile nel quale
si era ridotta a pochissime famiglie, probabilmente a causa di
pestilenze, guerre e instabilità regionale. Il Dna mitocondriale, che è tramandato esclusivamente per via
materna, racconta invece una storia un po' diversa, fatta di
contatti sporadici con altre popolazioni del Mediterraneo
orientale, del Caucaso, dell'Europa occidentale e persino del
Nord Africa. "Questi schemi sono coerenti con una società fortemente
patriarcale - commenta Heraclides - in cui i lignaggi maschili
rimanevano radicati nel territorio, mentre veniva integrato un
piccolo numero di donne provenienti da comunità esterne. Il
nostro studio è il primo a recuperare le storie mai raccontate
delle donne maniote, le cui origini sono state in gran parte
oscurate dalle tradizioni incentrate sugli uomini". (ANSA).
04/02/2026 15:20
Msf, 'attacco aereo contro un nostro ospedale in Sud Sudan'
Nello Stato di Jonglei, dopo il saccheggio di un'altra struttura dell'Ong
(ANSA-AFP) - GINEVRA, 04 FEB - Medici senza frontiere (Msf)
ha dichiarato che in Sud Sudan il suo ospedale a Lankien è stato
colpito durante la notte dopo che un'altra delle sue strutture
sanitarie è stata saccheggiata. Msf ha affermato che l'ospedale
nello Stato di Jonglei "è stato colpito da un attacco aereo
delle forze governative del Sud Sudan nella notte di martedì". L'ospedale "è stato evacuato e i pazienti sono stati dimessi
poche ore prima dell'attacco" dopo aver ricevuto informazioni su
un possibile blitz contro la città, ha precisato l'Ong in una
dichiarazione. Tuttavia, "un membro dello staff di Msf ha
riportato ferite lievi", ha aggiunto. "Il magazzino principale dell'ospedale è stato distrutto
durante l'attacco e abbiamo perso la maggior parte delle nostre
forniture essenziali per fornire assistenza medica", si legge
ancora nella dichiarazione. In un altro incidente, Msf ha
riferito che la sua struttura sanitaria a Pieri, sempre nello
Stato di Jonglei, è stata saccheggiata ieri da aggressori
sconosciuti, rendendola "inutilizzabile per la comunità locale". "I nostri colleghi di Lankien e Pieri hanno dovuto fuggire
insieme alla comunità e la loro sorte e il luogo in cui si
trovano sono ancora sconosciuti, mentre stiamo cercando di
stabilire una comunicazione con loro", ha detto ancora
l'organizzazione, sottolinenando di essere l'unico fornitore di
assistenza sanitaria per circa 250.000 persone a Lankien e
Pieri. "Pur essendo consapevoli delle enormi necessità del
Paese, riteniamo inaccettabile essere bersaglio di attacchi", ha
commentato. (ANSA-AFP).
04/02/2026 15:23
Video https://t.me/IsraeliWarCrimesExposed/13633
💔🇵🇸Children are the bank of goals of the bloodthirsty satanic #Israeli regime in their ongoing war of annihilation of life in #Gaza
@The Children of Gaza
A number of children injured in a murderous #Israeli airstrike on the Nusseirat camp, in central #Gaza Strip, arrived at Al-Awda Hospital.
This followed two separate airstrikes that targeted homes belonging to the Abu Shweish and Abu Amouna families, resulting in fatalities and injuries.
Medical teams made huge efforts to rescue the wounded and transfer them to nearby hospitals.
@The Children of Gaza
Colombia: Petro propone a Trump lo slogan "Facciamo di nuovo grandi le Americhe"
NOVA0028 3 EST 1 NOV Colombia: Petro propone a Trump lo slogan "Facciamo di nuovo grandi le Americhe" Bogota', 04 feb - (Agenzia_Nova) - Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha proposto all'omologo degli Stati Uniti, Donald Trump, di modificare lo slogan "Make America great again" in "Make Americas great again": "Facciamo di nuovo grandi le Americhe". Lo scrive il presidente colombiano sul suo profilo X. "Sembra che gli sia piaciuto", aggiunge Petro, pubblicando una fotografia di un cappellino Maga con la firma di Trump in cui ad America e' stata aggiunta una S. (Brs)

ARABIA SAUDITA-TURCHIA:PRESSING PER RITIRO ISRAELIANO GAZA E UNITÀ YEMEN E SUDAN
ZCZC IPN 075 EST --/T ARABIA SAUDITA-TURCHIA:PRESSING PER RITIRO ISRAELIANO GAZA E UNITÀ YEMEN E SUDAN ROMA (ITALPRESS) - Arabia Saudita e Turchia hanno rinnovato il loro impegno per il cessate il fuoco a Gaza e per la fine dell'occupazione israeliana del territorio, al termine della visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Riad, dove ha incontrato il principe ereditario Mohammed bin Salman. In un comunicato diffuso oggi dall'agenzia ufficiale saudita Spa, i due paesi hanno sottolineato la necessità di "stabilire un cessate il fuoco duraturo a Gaza e porre fine all'occupazione israeliana del settore". Le parti hanno espresso profonda preoccupazione per le tensioni e i rischi di escalation nella regione, confermando l'intenzione di intensificare il coordinamento per preservare la pace e la sicurezza internazionale. I leader hanno inoltre manifestato l'intenzione di rafforzare la cooperazione bilaterale e regionale, sostenendo le iniziative volte a garantire stabilità, pace e prosperità nel Medio Oriente. Entrambi i paesi hanno accolto con favore l'adesione a un "Consiglio per la pace" finalizzato a sostenere gli sforzi di pace guidati dal presidente statunitense Donald Trump a Gaza, e l'avvio delle attività della Commissione nazionale indipendente per la gestione del settore. (ITALPRESS) - (SEGUE). xn8/tvi/red 04-Feb-26 08:56
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