M5s, governo legittima squadracce di Trump, sovranisti d'accatto (ANSA) - ROMA, 04 FEB - "La presenza dell'Ice non è all'altezza di una città come Milano che è medaglia d'oro della Resistenza, accogliendo Ice in Italia voi legittimate un modello di gestione dell'ordine pubblico fondato sulla brutale violenza". "Voi legittimate il modello di Trump e le sue squadracce agli occhi del mondo. Fino a che punto arriva il vostro servilismo verso Trump?". Lo ha detto il deputato del M5s Alfonso Colucci nell'Aula della Camera dopo l'informativa di Matteo Piantedosi sull'Ice. "Questo si chiama sovranismo d'accatto", ha incalzato. "Signor ministro lei ancora una volta ha deluso il Parlamento, ancora una volta delude gli italiani", ha aggiunto. (ANSA).
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mercoledì 4 febbraio 2026
NTW Press - Trump teme le elezioni di midterm e vuole nazionalizzare il voto (cambiando la Costituzione americana)
NTW Press - Trump teme le elezioni di midterm e vuole nazionalizzare il voto (cambiando la Costituzione americana)
Trump teme le elezioni di midterm e vuole nazionalizzare il voto (cambiando la Costituzione americana)
Dopo le recenti sconfitte (Texas su tutte) il presidente teme di perdere una o entrambe le Camere del Congresso e punta a cambiare le regole

Mercoledì 04 Febbraio 2026 10:52
Lo spettro delle elezioni di midterm di novembre torna a scuotere Washington. Con un indice di gradimento sotto il 40% e una serie di vittorie democratiche inattese anche in territori tradizionalmente repubblicani, Donald Trump ha rilanciato una proposta destinata a far discutere: "nazionalizzare il voto" negli Stati Uniti.
L'idea, espressa durante una lunga intervista al podcaster conservatore Dan Bongino, rappresenta una rottura netta con l'assetto costituzionale americano, fondato su un sistema elettorale fortemente decentrato e gestito in larga parte da Stati e autorità locali.
Perché Trump spinge sulla "nazionalizzazione del voto"
Il contesto politico è centrale per comprendere la proposta. I sondaggi nazionali indicano un consenso presidenziale in calo, mentre i democratici hanno ottenuto risultati significativi in diverse competizioni locali e suppletive. Tra i casi più citati c'è la vittoria del democratico Taylor Rehmet in Texas, in un distretto che Trump aveva vinto con ampio margine nel 2024 — segnale di possibile erosione del consenso repubblicano.
In questo scenario, il presidente teme di perdere una o entrambe le Camere del Congresso. Un esito che renderebbe l'amministrazione politicamente più debole (la cosiddetta lame duck) e aumenterebbe il rischio di nuove iniziative di impeachment o di blocco dell'agenda legislativa.
Da qui la spinta a intervenire sulle regole del processo elettorale.
Le dichiarazioni a Dan Bongino e il ritorno delle accuse sui brogli 2020
Nel colloquio con Dan Bongino, ex dirigente federale e voce influente dell'area conservatrice, Trump ha ribadito — senza che vi siano state conferme giudiziarie — la tesi delle elezioni 2020 "rubate". Ha quindi invitato i repubblicani a "prendere il controllo" del processo di voto.
La frase più discussa riguarda la proposta di centralizzare il sistema elettorale "almeno in quindici Stati". Un'affermazione che ha sollevato critiche trasversali tra costituzionalisti ed esperti di diritto elettorale, perché non esiste un meccanismo legale semplice per federalizzare unilateralmente il voto in singoli Stati.
La strategia federale: Dipartimento di Giustizia e database elettorale nazionale
La proposta di nazionalizzazione non è isolata. Si inserisce in una strategia più ampia dell'amministrazione per rafforzare il controllo federale su alcuni aspetti del processo elettorale.
Tra le iniziative più rilevanti:
richieste del Dipartimento di Giustizia a diversi Stati — tra cui il Minnesota — per ottenere accesso completo alle liste elettorali
tentativo di costruire un archivio elettorale nazionale
verifiche centralizzate su registrazioni e cittadinanza degli elettori.
I critici parlano di espansione senza precedenti della supervisione federale sul voto; i sostenitori la definiscono una misura di sicurezza elettorale.
Ordini esecutivi sul voto e stop dei tribunali
A marzo il presidente ha firmato un ordine esecutivo con misure restrittive su:
obbligo di prova documentale della cittadinanza
limiti più rigidi al voto per corrispondenza
scadenza delle schede postali entro la chiusura dei seggi.
Gran parte delle disposizioni è stata bloccata dai tribunali federali, che hanno rilevato profili di incostituzionalità e conflitto con le competenze statali.
Immigrazione, sicurezza e narrazione dei brogli
Trump continua a sostenere che il sistema elettorale sia vulnerabile a frodi e al voto di immigrati irregolari — una tesi che verifiche indipendenti e contenziosi giudiziari pluriennali non hanno confermato su larga scala.
Nel dibattito pubblico è emersa anche l'ipotesi — non confermata — di un possibile dispiegamento di agenti ICE in prossimità dei seggi. Secondo diverse organizzazioni civiche, una simile misura potrebbe avere un effetto dissuasivo sull'affluenza delle minoranze.
Gerrymandering e pressioni sui collegi elettorali
Parallelamente, il presidente ha incoraggiato Stati a guida repubblicana — in particolare il Texas — a ridisegnare anticipatamente i collegi del Congresso (gerrymandering) per favorire il GOP.
La risposta di alcuni Stati democratici è stata speculare, con una escalation di ridisegno politico delle mappe elettorali che aumenta la polarizzazione del sistema.
Georgia, indagini e precedenti istituzionali sensibili
Nel tentativo di dimostrare presunti brogli 2020, Trump ha promosso iniziative investigative in Georgia, lo stesso Stato dove era stato incriminato per pressioni sul conteggio dei voti.
Il coinvolgimento diretto di figure dell'intelligence e contatti operativi con agenti federali hanno sollevato polemiche su violazioni di protocolli istituzionali e confini tra potere politico e apparati investigativi.
Il tema del "quarto mandato" e le preoccupazioni democratiche
A completare il quadro, il presidente ha più volte evocato — in modo provocatorio — l'ipotesi di un ulteriore mandato oltre i limiti costituzionali. Ha inoltre dichiarato di rimpiangere di non aver mobilitato la Guardia Nazionale per sequestrare macchine per il voto nel 2020.
Dichiarazioni che alimentano il dibattito tra studiosi di diritto costituzionale e osservatori democratici sulla tenuta delle norme e delle consuetudini istituzionali.
Cosa è realistico e cosa no sulla "nazionalizzazione del voto"
Dal punto di vista tecnico-giuridico:
Realistico:
aumento dei controlli federali mirati
leggi nazionali su requisiti di registrazione
standard minimi comuni.
Molto difficile o irrealistico:
gestione federale diretta delle elezioni statali
centralizzazione completa del processo di voto
esautorazione delle autorità locali senza riforma costituzionale.
Come funziona il sistema elettorale americano, cosa sono le midterm e cosa cambierebbe con la proposta di Trump
Per comprendere la portata della proposta di "nazionalizzare il voto", è utile spiegare in modo chiaro come funziona il sistema elettorale degli Stati Uniti, cosa sono le elezioni di midterm e quali effetti concreti avrebbe una centralizzazione federale del processo.
Come funziona il sistema elettorale negli Stati Uniti
Il sistema elettorale americano è federale e decentrato. Non esiste un'unica autorità nazionale che organizza le elezioni: la gestione pratica del voto è affidata ai singoli Stati.
In concreto:
ogni Stato stabilisce regole su registrazione degli elettori, modalità di voto e procedure di scrutinio
le elezioni sono amministrate da funzionari statali, di contea e municipali
le liste elettorali sono gestite a livello locale
le modalità di voto (anticipato, per corrispondenza, di persona) variano da Stato a Stato
il Congresso può fissare alcuni standard federali, ma non controlla direttamente l'organizzazione dei seggi
Questo modello nasce per ridurre il rischio di concentrazione del potere e aumentare la resilienza del sistema: migliaia di autorità diverse gestiscono il voto, rendendo più difficile una manipolazione centralizzata.
Cosa sono le elezioni di midterm
Le elezioni di midterm si tengono ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale. Sono un passaggio politico cruciale perché ridisegnano gli equilibri del Congresso.
Alle midterm si vota per:
tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti
circa un terzo dei 100 senatori
molti governatori e parlamenti statali
cariche locali e referendum.
Storicamente, il partito del presidente in carica tende a perdere seggi alle midterm. Per questo vengono spesso considerate un referendum politico sull'operato della Casa Bianca.
Se l'opposizione conquista una o entrambe le Camere può:
bloccare o rallentare le leggi presidenziali
aprire commissioni d'inchiesta
avviare procedure di impeachment alla Camera
condizionare nomine e bilanci federali.
Cosa cambierebbe con la "nazionalizzazione del voto" proposta da Trump
La proposta di Trump di "nazionalizzare il voto" implicherebbe un cambiamento radicale dell'attuale architettura elettorale. Anche se i dettagli operativi non sono stati definiti, una vera centralizzazione comporterebbe:
Possibili cambiamenti strutturali
maggiore controllo federale sulle liste elettorali
standard nazionali obbligatori per registrazione e identificazione
regole uniformi su voto per corrispondenza e voto anticipato
supervisione centrale su procedure di conteggio
database elettorale nazionale.
Gli ostacoli legali
Un simile cambiamento incontrerebbe forti barriere:
competenze costituzionalmente attribuite agli Stati
precedenti della Corte Suprema a favore del decentramento
necessità probabile di riforme legislative profonde
alto rischio di contenzioso giudiziario immediato.
L'impatto politico
Dal punto di vista politico, i sostenitori vedono la centralizzazione come uno strumento di sicurezza e uniformità. I critici la considerano invece un rischio per:
l'autonomia degli Stati
la separazione dei poteri
la fiducia nel processo elettorale
la neutralità amministrativa del voto.
Perché il tema è centrale nel dibattito democratico USA
Il confronto sulla gestione del voto non è solo tecnico ma costituzionale: tocca l'equilibrio tra potere federale e statale, tra sicurezza e accessibilità, tra standard nazionali e pluralismo locale.
Per questo la proposta di nazionalizzare il sistema elettorale — al di là della sua fattibilità — è diventata uno dei nodi più sensibili del dibattito politico americano in vista delle elezioni di midterm.

Trump teme le elezioni di midterm e vuole nazionalizzare il voto (cambiando la Costituzione americana)
Dopo le recenti sconfitte (Texas su tutte) il presidente teme di perdere una o entrambe le Camere del Congresso e punta a cambiare le regole

Mercoledì 04 Febbraio 2026 10:52
Lo spettro delle elezioni di midterm di novembre torna a scuotere Washington. Con un indice di gradimento sotto il 40% e una serie di vittorie democratiche inattese anche in territori tradizionalmente repubblicani, Donald Trump ha rilanciato una proposta destinata a far discutere: "nazionalizzare il voto" negli Stati Uniti.
L'idea, espressa durante una lunga intervista al podcaster conservatore Dan Bongino, rappresenta una rottura netta con l'assetto costituzionale americano, fondato su un sistema elettorale fortemente decentrato e gestito in larga parte da Stati e autorità locali.
Perché Trump spinge sulla "nazionalizzazione del voto"
Il contesto politico è centrale per comprendere la proposta. I sondaggi nazionali indicano un consenso presidenziale in calo, mentre i democratici hanno ottenuto risultati significativi in diverse competizioni locali e suppletive. Tra i casi più citati c'è la vittoria del democratico Taylor Rehmet in Texas, in un distretto che Trump aveva vinto con ampio margine nel 2024 — segnale di possibile erosione del consenso repubblicano.
In questo scenario, il presidente teme di perdere una o entrambe le Camere del Congresso. Un esito che renderebbe l'amministrazione politicamente più debole (la cosiddetta lame duck) e aumenterebbe il rischio di nuove iniziative di impeachment o di blocco dell'agenda legislativa.
Da qui la spinta a intervenire sulle regole del processo elettorale.
Le dichiarazioni a Dan Bongino e il ritorno delle accuse sui brogli 2020
Nel colloquio con Dan Bongino, ex dirigente federale e voce influente dell'area conservatrice, Trump ha ribadito — senza che vi siano state conferme giudiziarie — la tesi delle elezioni 2020 "rubate". Ha quindi invitato i repubblicani a "prendere il controllo" del processo di voto.
La frase più discussa riguarda la proposta di centralizzare il sistema elettorale "almeno in quindici Stati". Un'affermazione che ha sollevato critiche trasversali tra costituzionalisti ed esperti di diritto elettorale, perché non esiste un meccanismo legale semplice per federalizzare unilateralmente il voto in singoli Stati.
La strategia federale: Dipartimento di Giustizia e database elettorale nazionale
La proposta di nazionalizzazione non è isolata. Si inserisce in una strategia più ampia dell'amministrazione per rafforzare il controllo federale su alcuni aspetti del processo elettorale.
Tra le iniziative più rilevanti:
richieste del Dipartimento di Giustizia a diversi Stati — tra cui il Minnesota — per ottenere accesso completo alle liste elettorali
tentativo di costruire un archivio elettorale nazionale
verifiche centralizzate su registrazioni e cittadinanza degli elettori.
I critici parlano di espansione senza precedenti della supervisione federale sul voto; i sostenitori la definiscono una misura di sicurezza elettorale.
Ordini esecutivi sul voto e stop dei tribunali
A marzo il presidente ha firmato un ordine esecutivo con misure restrittive su:
obbligo di prova documentale della cittadinanza
limiti più rigidi al voto per corrispondenza
scadenza delle schede postali entro la chiusura dei seggi.
Gran parte delle disposizioni è stata bloccata dai tribunali federali, che hanno rilevato profili di incostituzionalità e conflitto con le competenze statali.
Immigrazione, sicurezza e narrazione dei brogli
Trump continua a sostenere che il sistema elettorale sia vulnerabile a frodi e al voto di immigrati irregolari — una tesi che verifiche indipendenti e contenziosi giudiziari pluriennali non hanno confermato su larga scala.
Nel dibattito pubblico è emersa anche l'ipotesi — non confermata — di un possibile dispiegamento di agenti ICE in prossimità dei seggi. Secondo diverse organizzazioni civiche, una simile misura potrebbe avere un effetto dissuasivo sull'affluenza delle minoranze.
Gerrymandering e pressioni sui collegi elettorali
Parallelamente, il presidente ha incoraggiato Stati a guida repubblicana — in particolare il Texas — a ridisegnare anticipatamente i collegi del Congresso (gerrymandering) per favorire il GOP.
La risposta di alcuni Stati democratici è stata speculare, con una escalation di ridisegno politico delle mappe elettorali che aumenta la polarizzazione del sistema.
Georgia, indagini e precedenti istituzionali sensibili
Nel tentativo di dimostrare presunti brogli 2020, Trump ha promosso iniziative investigative in Georgia, lo stesso Stato dove era stato incriminato per pressioni sul conteggio dei voti.
Il coinvolgimento diretto di figure dell'intelligence e contatti operativi con agenti federali hanno sollevato polemiche su violazioni di protocolli istituzionali e confini tra potere politico e apparati investigativi.
Il tema del "quarto mandato" e le preoccupazioni democratiche
A completare il quadro, il presidente ha più volte evocato — in modo provocatorio — l'ipotesi di un ulteriore mandato oltre i limiti costituzionali. Ha inoltre dichiarato di rimpiangere di non aver mobilitato la Guardia Nazionale per sequestrare macchine per il voto nel 2020.
Dichiarazioni che alimentano il dibattito tra studiosi di diritto costituzionale e osservatori democratici sulla tenuta delle norme e delle consuetudini istituzionali.
Cosa è realistico e cosa no sulla "nazionalizzazione del voto"
Dal punto di vista tecnico-giuridico:
Realistico:
aumento dei controlli federali mirati
leggi nazionali su requisiti di registrazione
standard minimi comuni.
Molto difficile o irrealistico:
gestione federale diretta delle elezioni statali
centralizzazione completa del processo di voto
esautorazione delle autorità locali senza riforma costituzionale.
Come funziona il sistema elettorale americano, cosa sono le midterm e cosa cambierebbe con la proposta di Trump
Per comprendere la portata della proposta di "nazionalizzare il voto", è utile spiegare in modo chiaro come funziona il sistema elettorale degli Stati Uniti, cosa sono le elezioni di midterm e quali effetti concreti avrebbe una centralizzazione federale del processo.
Come funziona il sistema elettorale negli Stati Uniti
Il sistema elettorale americano è federale e decentrato. Non esiste un'unica autorità nazionale che organizza le elezioni: la gestione pratica del voto è affidata ai singoli Stati.
In concreto:
ogni Stato stabilisce regole su registrazione degli elettori, modalità di voto e procedure di scrutinio
le elezioni sono amministrate da funzionari statali, di contea e municipali
le liste elettorali sono gestite a livello locale
le modalità di voto (anticipato, per corrispondenza, di persona) variano da Stato a Stato
il Congresso può fissare alcuni standard federali, ma non controlla direttamente l'organizzazione dei seggi
Questo modello nasce per ridurre il rischio di concentrazione del potere e aumentare la resilienza del sistema: migliaia di autorità diverse gestiscono il voto, rendendo più difficile una manipolazione centralizzata.
Cosa sono le elezioni di midterm
Le elezioni di midterm si tengono ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale. Sono un passaggio politico cruciale perché ridisegnano gli equilibri del Congresso.
Alle midterm si vota per:
tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti
circa un terzo dei 100 senatori
molti governatori e parlamenti statali
cariche locali e referendum.
Storicamente, il partito del presidente in carica tende a perdere seggi alle midterm. Per questo vengono spesso considerate un referendum politico sull'operato della Casa Bianca.
Se l'opposizione conquista una o entrambe le Camere può:
bloccare o rallentare le leggi presidenziali
aprire commissioni d'inchiesta
avviare procedure di impeachment alla Camera
condizionare nomine e bilanci federali.
Cosa cambierebbe con la "nazionalizzazione del voto" proposta da Trump
La proposta di Trump di "nazionalizzare il voto" implicherebbe un cambiamento radicale dell'attuale architettura elettorale. Anche se i dettagli operativi non sono stati definiti, una vera centralizzazione comporterebbe:
Possibili cambiamenti strutturali
maggiore controllo federale sulle liste elettorali
standard nazionali obbligatori per registrazione e identificazione
regole uniformi su voto per corrispondenza e voto anticipato
supervisione centrale su procedure di conteggio
database elettorale nazionale.
Gli ostacoli legali
Un simile cambiamento incontrerebbe forti barriere:
competenze costituzionalmente attribuite agli Stati
precedenti della Corte Suprema a favore del decentramento
necessità probabile di riforme legislative profonde
alto rischio di contenzioso giudiziario immediato.
L'impatto politico
Dal punto di vista politico, i sostenitori vedono la centralizzazione come uno strumento di sicurezza e uniformità. I critici la considerano invece un rischio per:
l'autonomia degli Stati
la separazione dei poteri
la fiducia nel processo elettorale
la neutralità amministrativa del voto.
Perché il tema è centrale nel dibattito democratico USA
Il confronto sulla gestione del voto non è solo tecnico ma costituzionale: tocca l'equilibrio tra potere federale e statale, tra sicurezza e accessibilità, tra standard nazionali e pluralismo locale.
Per questo la proposta di nazionalizzare il sistema elettorale — al di là della sua fattibilità — è diventata uno dei nodi più sensibili del dibattito politico americano in vista delle elezioni di midterm.
Usa: Iv, Ice? Con Trump orgoglio sovranista Meloni sotto i piedi =
AGI0283 3 POL 0 R01 / Usa: Iv, Ice? Con Trump orgoglio sovranista Meloni sotto i piedi = (AGI) - Roma, 4 feb. - "L'unica ipotesi possibile per spiegare le parole di Piantedosi e' che il ministro sia stato congelato nel giorno dell'insediamento di Donald Trump e scongelato oggi in occasione di questa informativa: come puo' non essersi reso conto che nell'ultimo anno l'Ice si e' snaturato rispetto al passato?". Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, dopo l'informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sull'Ice. "Parliamo di una forza dell'ordine che ha ucciso a freddo due cittadini americani perche' riprendevano delle immagini, che usa i bambini di 5 anni come esche e ha minacciato anche una troupe della Rai. Perche' Piantedosi non ha speso una sola parola per tutto questo? Anche Giorgia Meloni prima e' stata reticente, poi ha parlato a sproposito: a parte Trump, nessuno ha mai messo in discussione la Nato. Noi mettiamo in discussione solo il fatto che l'Ice, organismo che utilizza un modello profondamente diverso da quello delle nostre forze, venga in Italia. Noi difendiamo quel modello. La verita' e' che da quando Trump e' presidente l'orgoglio sovranista il governo l'ha messo sotto i piedi. C'e' una differenza tra essere alleati ed essere dei vassalli che non hanno nemmeno il coraggio per dire agli Usa 'noi quelli non li vogliamo'", ha concluso. (AGI)Ser 041139 FEB 26
Ucraina: Cremlino, no sviluppi su eventuale contatto Putin-Macron
Ucraina: Cremlino, no sviluppi su eventuale contatto Putin-Macron Roma, 4 feb. (LaPresse) - In merito ad un eventuale contatto telefonico fra il presidente russo Vladimir Putin e quello francese, Emmanuel Macron, "non ci sono ancora sviluppi sostanziali". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. EST NG01 acp 041116 FEB 26
Ucraina: Cremlino, manteniamo apertura alla risoluzione pacifica del conflitto
NOVA0188 3 EST 1 NOV Ucraina: Cremlino, manteniamo apertura alla risoluzione pacifica del conflitto Mosca, 04 feb - (Agenzia_Nova) - La Russia mantiene la propria apertura alla risoluzione pacifica del conflitto Russia-Ucraina. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, durante una conferenza stampa. "La Russia continua l'operazione militare speciale. Le porte per una risoluzione pacifica sono aperte. La Russia mantiene la propria apertura", ha detto Peskov ai giornalisti. (Rum)
Russia-Francia: Cremlino, manteniamo alcuni contatti a livello di lavoro
NOVA0194 3 EST 1 NOV Russia-Francia: Cremlino, manteniamo alcuni contatti a livello di lavoro Mosca, 04 feb - (Agenzia_Nova) - La Russia e la Francia mantengono alcuni contatti a livello di lavoro. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, durante una conferenza stampa. "Effettivamente, a livello di lavoro ci sono alcuni contatti. Ma al momento non possiamo annunciare nulla di particolare in questo senso", ha detto Peskov ai giornalisti. (Rum)
Russia-Cina: Cremlino, sviluppo relazioni e' priorita' politica =
AGI0269 3 EST 0 R01 / Russia-Cina: Cremlino, sviluppo relazioni e' priorita' politica = (AGI) - Roma, 4 feb. - Lo sviluppo delle relazioni con la Cina e' una priorita' per la politica russa ed entrambe le parti si impegnano a proseguire la cooperazione, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Il partenariato strategico avanzato con la Cina e' una priorita' fondamentale per la politica estera russa. Si sta sviluppando in modo sistematico, ampio, produttivo e di successo. E stiamo dimostrando la volonta' politica di entrambe le parti di continuare a sviluppare questa cooperazione", ha detto Peskov ai giornalisti dopo che i leader dei due Paesi hanno tenuto un colloqui in videoconferenza. (AGI)All 041130 FEB 26
*** Ucraina: Cremlino, offensiva continuera' finche' Kiev non accetta condizioni
*** Ucraina: Cremlino, offensiva continuera' finche' Kiev non accetta condizioni
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 feb - Oggi
il Cremlino ha affermato che "continuera'" la sua offensiva in Ucraina finche' Kiev non accettera' le sue condizioni, mentre funzionari russi, ucraini e americani si incontrano ad Abu Dhabi per un nuovo round di colloqui.
"Finche' il regime di Kiev non avra' preso la decisione appropriata, l'operazione militare speciale continuera'", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov.
Il Cremlino ha recentemente affermato che una delle condizioni "molto importanti" sarebbe il ritiro delle forze ucraine dalle aree ancora sotto il suo controllo nella regione del Donbass, nell'Ucraina orientale.
Red-Sim
Gli ultimi video Radiocor
(RADIOCOR) 04-02-26 11:31:58 (0355) 3 NNNN
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il Cremlino ha affermato che "continuera'" la sua offensiva in Ucraina finche' Kiev non accettera' le sue condizioni, mentre funzionari russi, ucraini e americani si incontrano ad Abu Dhabi per un nuovo round di colloqui.
"Finche' il regime di Kiev non avra' preso la decisione appropriata, l'operazione militare speciale continuera'", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov.
Il Cremlino ha recentemente affermato che una delle condizioni "molto importanti" sarebbe il ritiro delle forze ucraine dalle aree ancora sotto il suo controllo nella regione del Donbass, nell'Ucraina orientale.
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UCRAINA: CREMLINO, 'KIEV PRENDA DECISIONI GIUSTE, FINO AD ALLORA NON CI FERMEREMO' =
ADN0340 7 EST 0 ADN EST NAZ UCRAINA: CREMLINO, 'KIEV PRENDA DECISIONI GIUSTE, FINO AD ALLORA NON CI FERMEREMO' = Mosca, 4 feb. (Adnkronos) - "Fin quando il regime di Kiev non avrà preso le decisioni appropriate, proseguirà l'operazione militare speciale" in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in dichiarazioni riportate dai media russi mentre va avanti da quasi quattro anni il conflitto innescato dall'invasione russa dell'Ucraina, che per Mosca è una "operazione militare speciale", e ad Abu Dhabi è iniziato un nuovo round di colloqui tra delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-FEB-26 11:36
Russia: Cremlino, aperti a cooperazione con Ue nell'Artico =
AGI0332 3 EST 0 R01 / Russia: Cremlino, aperti a cooperazione con Ue nell'Artico = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 4 feb. - La Russia e' aperta alla cooperazione nella regione artica se l'Unione europea cerca l'interazione piuttosto che il confronto, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Se i rappresentanti dell'Unione europea intendono una nuova politica incentrata sulla cooperazione internazionale, possiamo accoglierla con favore. Ma se si intende il confronto, che e' di moda oggi a Bruxelles, in questo caso, ovviamente, difficilmente possiamo accoglierla con favore, ed e' improbabile che abbia un effetto positivo", ha dichiarato Peskov, commentando le dichiarazioni dei funzionari dell'Ue secondo cui Bruxelles ha bisogno di una nuova politica di sicurezza nell'Artico. (AGI)All 041209 FEB 26
MO: MEDIA, 'ATTACCO AEREO IDF CONTRO TENDA SFOLLATI NEL SUD DI GAZA' =
ADN0209 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR MO: MEDIA, 'ATTACCO AEREO IDF CONTRO TENDA SFOLLATI NEL SUD DI GAZA' = Gaza, 4 feb. (Adnkronos) - Un attacco aereo israeliano ha colpito una tenda che ospitava sfollati di Gaza nella zona di al-Mawasi, nel sud della Striscia. Lo riportano i media palestinesi. Le Idf non hanno ancora rilasciato dichiarazioni. Il raid è avvenuto dopo che i militari hanno accusato Hamas di una "palese violazione" del cessate il fuoco, quando nella notte uomini armati hanno aperto il fuoco contro le truppe nel nord di Gaza, ferendo gravemente un ufficiale di riserva. (Crc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-FEB-26 10:42
MO: MEZZALUNA ROSSA, 'IDF HA UCCISO 2 PERSONE A GAZA, TRA CUI UN PARAMEDICO' =
ADN0440 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR MO: MEZZALUNA ROSSA, 'IDF HA UCCISO 2 PERSONE A GAZA, TRA CUI UN PARAMEDICO' = Gaza, 4 feb. (Adnkronos) - Un attacco israeliano contro una tenda che ospitava palestinesi sfollati ad al-Muwasi, nella Striscia di Gaza meridionale, ha ucciso due persone, tra cui un paramedico in servizio. Lo ha reso noto la Mezzaluna Rossa, aggiungendo che altre otto persone sono rimaste ferite nell'attacco. Da stamattina, il fuoco israeliano ha ucciso 20 persone a Gaza. (Crc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-FEB-26 12:17
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