9CO1768551 4 POL ITA R01 R. STAMPA / BOARD, MARZANO: PUGNALATA AD ONU, PARTECIPAZIONE ITALIA DANNEGGIA UE (9Colonne) Roma, 19 feb - "Il Board è una pugnalata nel fianco dell'Onu, la partecipazione dell'Italia danneggia l'Ue". Lo afferma Arturo Marzano, docente di Storia contemporanea all'Università Roma Tre, in un'intervista a Il Secolo XIX. Lo studioso critica la scelta del governo di presenziare alla prima riunione a Washington sostenendo che "l'Italia fa assolutamente male a partecipare, sebbene solo come osservatore, perché è un palese tentativo di mettere in discussione il sistema delle Nazioni Unite, il Board of Peace è diventato una sorta di alternativa al Consiglio di Sicurezza, un club cui si accede su invito discrezionale del presidente Trump e dove vale il principio del pay to play, cioè sostanzialmente decide chi paga un miliardo di dollari". Marzano sottolinea che l'organismo rappresenta un attacco diretto al multilateralismo e nota come "Francia, Germania e Regno Unito abbiano respinto l'invito, mentre ad accoglierlo vediamo una serie di regimi autocratici e governi fintamente democratici dalla Bielorussia alla Turchia, esserci spacca di fatto l'Unione Europea che Trump vuole divisa e irrilevante". In merito alla questione palestinese, il docente osserva che "nel Board i palestinesi stanno solo al quinto livello, il più basso, l'idea è sempre quella che non siano in grado di autogovernarsi e vadano guidati", aggiungendo che l'ipotesi dei due stati è ormai tramontata da tempo e che in Cisgiordania è in atto "un'annessione de jure dell'area C che è il sessanta per cento del territorio, la politica del governo israeliano è spezzettare ancora di più la terra palestinese per impedire qualsiasi velleità di sovranità", "non esiste una seria alternativa a Netanyahu perché i partiti che gli si oppongono sono tenuti assieme solo dall'opposizione al premier ma sui temi di fondo hanno idee diverse, la maggioranza della popolazione diffida totalmente dei palestinesi e l'opposizione non ha un programma comune, quindi anche se nascesse un governo Bennet sarebbe un governo di paralisi". (redm) 190950 FEB 26