Translate

domenica 22 marzo 2026

Iran: Teheran, presa di mira azienda aerospaziale Israele

Iran: Teheran, presa di mira azienda aerospaziale Israele Milano, 22 mar. (LaPresse) - L'esercito iraniano afferma di aver preso di mira la Israel Aerospace Industries (IAI), un'azienda statale del settore della difesa e dell'aerospazio. In una dichiarazione rilasciata all'agenzia di stampa governativa iraniana, l'esercito ha affermato di aver lanciato droni contro obiettivi della IAI vicino all'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nonché contro un aereo da ricognizione statunitense presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riporta Al Jazeera. EST NG01 ipz 221807 MAR 26  

Ucraina: Cremlino, Europa rifiuta dialogo con Russia e vuole prolungare conflitto senza avere i mezzi

NOVA0127 3 EST 1 NOV Ucraina: Cremlino, Europa rifiuta dialogo con Russia e vuole prolungare conflitto senza avere i mezzi Mosca, 22 mar - (Agenzia_Nova) - L'Europa si trova in una situazione difficile, eppure rifiuta il dialogo con la Russia, preferendo prolungare il conflitto in Ucraina senza avere i mezzi per finanziarlo. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un'intervista al giornalista Pavel Zarubin. "L'Europa e' dilaniata dalle contraddizioni" e si trova "in una situazione difficile", secondo Peskov. In questa prospettiva, l'Europa al momento non e' in grado di ricattare nessuno, incluso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "E' l'Ucraina che ricatta tutti in Europa", ha detto ancora il funzionario russo. (Rum)  

- >ANSA-REPORTAGE/ Israele sotto attacco, missile distrugge 20 condomini ad Arad

>ANSA-REPORTAGE/ Israele sotto attacco, missile distrugge 20 condomini ad Arad In 500 senza casa, 115 feriti nel quartiere abitato da ultraortodossi, beduini e russi (di Silvana Logozzo) (ANSA) - ARAD, 22 MAR - Il missile da mezza tonnellata è piombato poco prima delle undici di sera in mezzo alle palazzine a schiera di un quartiere popolare di Arad, cittadina che si affaccia sul Mar Morto, abitata da ultraortodossi ashkenaziti, arabi beduini, immigrati russi. L'esplosione gigantesca ha sventrato venti condomini, ferendo 115 persone, di cui 10 in gravi condizioni. Settanta bambini sono ricoverati negli ospedali. Cinquecento civili sono sfollati. Due ore prima altri missili balistici lanciati dall'Iran - che i sistemi di difesa israeliani non sono riusciti a intercettare come ha affermato l'Idf - avevano colpito anche un quartiere residenziale a Dimona, cittadina a 16 chilometri dal 'Centro di ricerca nucleare del Negev', dove un edificio a più piani è crollato, 60 i feriti. L'elevato numero di civili coinvolti in queste esplosioni, come raccontano in molti, è dovuto al fatto che, finora, l'area era stata una delle meno attaccate da Teheran. "Qui ci sentivamo sicuri, io ho un rifugio in casa, ma non ci entro mai quando suonano le sirene. Ora ho imparato la lezione", spiega all'ANSA Adam Abu Rabi'a, istruttore di scuola guida che abita accanto al luogo dell'esplosione, originario del villaggio beduino Drijat, adiacente ad Arad. La sua casa ha avuto danni minori, ma ha diversi parenti tra gli sfollati. "La guerra è terribile e speriamo finisca presto. Non riesco neppure a immaginare cosa potrebbe succedere se l'Iran avesse l'atomica. Scrivilo questo - dice Adam - noi sosteniamo l'esercito israeliano". Nonostante nel perimetro del deserto del Negev si trovi la cosiddetta 'fabbrica tessile' - nome in codice con cui gli israeliani fanno riferimento alla centrale nucleare che il Paese non ha mai dichiarato ufficialmente - e numerose basi dell'Idf - come quella di Nevatim, a una quindicina di chilometri da Arad, da dove presumibilmente decollano molti dei caccia che attaccano l'Iran - dal 28 febbraio l'area non era stata martellata dagli attacchi della Repubblica Islamica. Che invece si è concentrata a colpire il centro del Paese - specie Tel Aviv e Gerusalemme - dove vive più della metà della popolazione israeliana. Tuttavia, i siti strategici del Negev non sono stati raggiunti dalle enormi bombe dei Pasdaran. "L'Iran colpisce intenzionalmente le zone abitate, lo vediamo qui", racconta il portavoce della polizia Dean Elsdunne, parlando vicino al cratere lasciato dall'ordigno iraniano ad Arad. "Ma lo dimostra anche l'utilizzo intensivo delle bombe a grappolo". Finora, metà di missili lanciati dall'Iran appartiene a questa categoria, rilasciando circa 24 sotto-munizioni a missile, ognuna delle quali contiene tra i 3 e i 5 chili di esplosivo. Domenica ad Arad una folla si è radunata intorno ai palazzi devastati dall'esplosivo iraniano. Sfollati che cercavano di recuperare qualche oggetto dalle case andate in fiamme, o tra le suppellettili volate fuori dalle finestre per la deflagrazione. Ma anche giornalisti da tutto il mondo, e abitanti delle diverse etnie e religioni che popolano la cittadina, 32.000 abitanti, dove vivono molti lavoratori delle industrie minerarie e del settore turistico del Mar Morto, arabi provenienti dai villaggi beduini dei dintorni e una sempre più predominante popolazione ultraortodossa della corrente dei Hassidim di Gur. Nel corso della mattina, sono arrivati ad Arad, tra gli altri, Netanyahu e il ministro della Difesa. "Abbiamo assistito a un miracolo qui, non c'è stato neanche un morto, ma non ci affidiamo ai miracoli, è importante andare nei rifugi", ha detto il premier. Una vittima invece c'è stata al kibbutz Misgav Am, al confine nord, colpita da un missile di Hezbollah. "L'Iran attacca i civili per spingerli a protestare contro il governo affinché ponga fine alla guerra. Questo non accadrà. Il fronte della popolazione israeliana è forte", ha dichiarato Israel Katz. Opinione ampiamente condivisa dai civili della cittadina al confine con il deserto del Negev che ritengono questa guerra contro l'Iran indispensabile. (ANSA).

Medioriente: 4 morti in attacchi Israele a Gaza, colpita auto polizia

Medioriente: 4 morti in attacchi Israele a Gaza, colpita auto polizia Milano, 22 mar. (LaPresse) - I raid aerei israeliani hanno ucciso almeno quattro persone a Gaza, prendendo di mira un veicolo della polizia nel campo profughi di Nuseirat e un altro sito nel nord. Si tratta di un'ulteriore violazione del cessate il fuoco firmato nell'ottobre dello scorso anno. Lo riporta Al Jazeera. Funzionari del servizio sanitario palestinese hanno riferito che tre uomini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza centrale e che i medici li hanno identificati come membri della polizia controllata da Hamas. Altre dieci persone sono rimaste ferite nell'attacco. Un altro attacco a Sheikh Radwan ha causato la morte di una persona, identificata come un leader di un gruppo armato affiliato a Fatah, e il ferimento di altre. EST NG01 ipz 221800 MAR 26