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giovedì 26 marzo 2026

Vanno a Sharm e lasciano soli i 5 figli minori, allontanati da famiglia La segnalazione è partita da un'insegnante a Trieste, bimbi e ragazzi in comunità

 



L'Ucraina esiste all'interno del paradigma politico dettato dall'Occidente, ha dichiarato Miroshnik all'agenzia TASS. Il database del sito web estremista ucraino "Myrotvorets" (Pacificatori) esisterà finché i finanziatori occidentali di Kiev lo vorranno, ha osservato. L'Europa sostiene anche la campagna di Zelensky contro Orbán. Fonte TASS

Comunicare messaggi e proposte attraverso intermediari non è negoziazione. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha commentato le dichiarazioni di Trump riguardo ai presunti negoziati in corso con la leadership iraniana.

 

 

== DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==

ZCZC IPN 126 EST --/T == DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? == di Stefano Vaccara NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Il columnist televisivo Lawrence O'Donnell, la spina mediatica tra le più penetranti nel fianco di questa Casa Bianca, lo ripete senza mezzi termini: Donald Trump ha iniziato una guerra "senza essere in grado di spiegare perché". Ed è esattamente questo il punto. La guerra con l'Iran sta entrando in una fase sempre più pericolosa. Trump continua a dire che "abbiamo vinto", che il conflitto è quasi finito, che Teheran vuole trattare. Ma intanto manda migliaia di soldati, marines, paracadutisti. Escalation pura, senza una strategia visibile. Secondo un editoriale del The New York Times, il presidente ha costruito la guerra su una serie di affermazioni false o contraddittorie, nel tentativo di coprire una pianificazione debole e obiettivi confusi. E infatti il paradosso è evidente: Trump ora combatte per "controllare" lo Stretto di Hormuz, che prima della guerra era aperto. Come ha detto O'Donnell, l'obiettivo della guerra è ottenere qualcosa che esisteva già prima della guerra. (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/fsc/red 26-Mar-26 10:21  

== DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-2-

ZCZC IPN 127 EST --/T == DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-2- È qui che il rischio Vietnam diventa concreto. Anche Lyndon B. Johnson iniziò senza voler una guerra totale, ma ogni passo lo trascinò più dentro, fino ad affogare nelle sabbie mobili da lui create. Oggi Trump sembra intrappolato nella stessa logica: non può fermarsi, perché apparirebbe sconfitto. Ma c'è un altro elemento, forse ancora più grave: il mercato. In queste ore si moltiplicano i sospetti di insider trading legati al petrolio. Movimenti anomali sui futures sarebbero avvenuti poco prima degli annunci di Trump su possibili negoziati con l'Iran, che hanno fatto scendere il prezzo del greggio. Se confermati, questi segnali aprirebbero un fronte enorme: chi sapeva? Chi ha guadagnato? E quanto la guerra è diventata anche uno strumento finanziario? Come ha detto ancora O'Donnell, "il mercato e il prezzo del petrolio stanno controllando la guerra di Trump". (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/fsc/red 26-Mar-26 10:21  

== DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-3-

ZCZC IPN 128 EST --/T == DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-3- Sul fronte interno, la situazione non è meno preoccupante. Il caso ICE segna un punto di svolta. L'agenzia federale per l'immigrazione viene ormai usata come uno strumento di intervento diretto del presidente. Questa settimana Trump ha inviato agenti negli aeroporti per gestire il caos causato dal blocco dei finanziamenti alla Homeland Security. Ma quel caos è politico: i democratici vogliono limiti all'azione dell'ICE, i repubblicani vorrebbero negoziare, ma Trump non vuole alcuna trattativa. Il risultato è uno stallo totale. E nel vuoto istituzionale entra ICE. Secondo il The New York Times, Trump usa sempre più spesso questa agenzia come una sorta di forza "quasi militare" per obiettivi politici, non solo di immigrazione. Il problema è dove potrebbe portare questa dinamica tra otto mesi. Perché nel mondo trumpiano, come sostiene apertamente il suo ideologo Steve Bannon, ICE diventa lo strumento di controllo del territorio, fino al processo elettorale, dove Trump potrebbe avere nell'ICE un'arma di intimidazione di massa per scoraggiare il voto. (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/fsc/red 26-Mar-26 10:21  

== DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-4-

ZCZC IPN 129 EST --/T == DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-4- Altro che politica sull'immigrazione. Qui siamo nel terreno della tenuta democratica. Poi questa settimana dagli USA arriva la notizia bomba che potrebbe cambiare tutta l'economia costruita attorno ai social media. Una giuria presso la Los Angeles Superior Court, in California, ha dichiarato Meta (proprietaria di Facebook) e Google (di YouTube) responsabili per danni causati dai loro prodotti digitali, in un caso legato alla dipendenza da social e ai problemi di salute mentale di una giovane utente. È una decisione storica. Per la prima volta si apre seriamente la possibilità di trattare i social media come prodotti pericolosi, come accadde con il tabacco. Se questa linea reggerà in appello, l'intero modello economico dei social verrebbe ribaltato. In tutto questo caos, Trump vorrebbe far dimenticare il caso Epstein, ma questa settimana il Congresso ha interrogato due figure chiave, l'avvocato storico di Epstein, Darren Indyke, e il suo contabile, Richard Kahn. (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/fsc/red 26-Mar-26 10:21  

== DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-5-

ZCZC IPN 130 EST --/T == DALLA GUERRA DI TRUMP SENZA STRATEGIA ALL'AMERICA SPACCATA: IL RE È NUDO? ==-5- Entrambi hanno negato di aver mai saputo dei crimini del loro cliente. Ma al Congresso cresce lo scetticismo. La deputata Melanie Stansbury ha parlato apertamente della possibilità che si continui a coprire Epstein anche dopo la sua morte. Il punto è che Indyke e Kahn gestiscono ancora il patrimonio e il fondo per le vittime. E quindi hanno anche un interesse economico diretto. Comunque il caso Epstein non si spegne, anzi è più scottante che mai. Intanto sabato è prevista la terza grande mobilitazione nazionale del movimento No Kings Day, con manifestazioni in migliaia di città americane. Gli organizzatori parlano apertamente di una protesta di massa che non si vedeva dai tempi della guerra in Vietnam. A New York, in prima fila, ci sarà Robert De Niro, che terrà un comizio e che da mesi invita gli americani a mobilitarsi per difendere la democrazia dalle derive autoritarie di Trump. Come reagirà questa volta il presidente davanti a milioni di cittadini in piazza contro di lui? Perché questa volta i suoi video sui social, in cui "bombarda" i manifestanti con sterco trasformando la protesta in caricatura, mentre in Medio Oriente cadono bombe vere sui soldati americani, rischiano di non far ridere nemmeno i suoi sostenitori più accaniti. (ITALPRESS). xo9/fsc/red 26-Mar-26 10:21  

L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (1)

9CO1782715 4 EST ITA R01 L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (1) (9Colonne) Roma, 26 mar - Mentre i canali diplomatici tra Washington e Islamabad si infittiscono, la postura di Israele rimane improntata a una fredda determinazione militare, segnata da un evidente scetticismo nei confronti delle aperture di Donald Trump. Nella notte tra ieri e oggi, il governo di Benjamin Netanyahu ha inviato segnali inequivocabili: la diplomazia non fermerà, per ora, il braccio armato dello Stato ebraico. La reazione ufficiale di Gerusalemme al piano in 15 punti trapelato nelle ultime ore è un mix di cautela formale e fermezza operativa. Benjamin Netanyahu, pur mantenendo un canale aperto con la Casa Bianca, ha ribadito ieri che la "campagna globale contro l'Iran" rimane "in pieno svolgimento". Dietro queste parole si legge il timore che un accordo affrettato, spinto dalla necessità di Trump di risalire nei sondaggi, possa lasciare intatte le capacità residue del programma nucleare e missilistico di Teheran. Fonti del gabinetto di sicurezza israeliano hanno espresso "preoccupazione" per il fatto che il presidente americano possa accettare un'intesa che non serva pienamente gli interessi di sicurezza di Israele. La posizione di Gerusalemme è chiara: qualsiasi cessate il fuoco deve includere non solo il disarmo nucleare, ma anche lo smantellamento totale delle capacità balistiche e dei proxy regionali, punti che l'Iran ha già definito "irricevibili". Un alto consigliere per la politica estera di Netanyahu ha commentato laconicamente le notizie sui colloqui affermando che "l'Iran mente sempre". (segue) 260851 MAR 26  

L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (2)

9CO1782716 4 EST ITA R01 L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (2) (9Colonne) Roma, 26 mar - L'intensità dei raid su Isfahan di oggi non è solo una necessità tattica, ma un messaggio politico rivolto tanto a Teheran quanto a Washington. Colpendo duramente i centri di ricerca e produzione militare mentre sono in corso i contatti in Pakistan, Israele riafferma la propria indipendenza strategica. Il messaggio è sottile ma potente: Gerusalemme non si considera vincolata da intese preliminari a cui non partecipa direttamente. L'Ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha chiarito questo punto ieri sera, dichiarando che Israele "non fa parte dei colloqui USA-Iran" e che le operazioni militari continueranno "finché le capacità nucleari e missilistiche dell'Iran non saranno eliminate". Questa divergenza tra i due alleati suggerisce che, mentre gli Stati Uniti cercano un'uscita diplomatica, Israele è ancora concentrato sul raggiungimento della "vittoria totale" attraverso la distruzione delle infrastrutture nemiche. (segue) 260902 MAR 26  

L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (3)

9CO1782718 4 EST ITA R01 L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (3) (9Colonne) Roma, 26 mar - Parallelamente all'offensiva in Iran, Israele sta accelerando la ridefinizione dei confini settentrionali. Il ministro della Difesa ha annunciato ieri l'intenzione di espandere il controllo territoriale nel sud del Libano, creando una "zona di sicurezza" che si estende per circa 30 chilometri oltre il confine. L'obiettivo dichiarato è l'allontanamento definitivo di Hezbollah, una condizione che Israele pone come prioritaria rispetto a qualsiasi schema di pace regionale. Questa determinazione si scontra con la realtà dei combattimenti: il ferimento grave di un soldato israeliano avvenuto ieri nel sud del Libano testimonia la resistenza accanita delle milizie sciite. Per Gerusalemme, la "sicurezza vitale" non è negoziabile a Islamabad, ma si costruisce sul terreno, un pilastro della retorica di Netanyahu che continua a ripetere: "Salvaguarderemo i nostri interessi vitali in ogni circostanza". (segue) 260912 MAR 26  

L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (4)

9CO1782719 4 EST ITA R01 L'ANALISI / IRAN, SI ALLARGA LA CREPA TRA TRUMP E NETANYAHU (4) (9Colonne) Roma, 26 mar - Analizzando il sottotesto delle ultime dichiarazioni delle leadership israeliana e statunitense, emerge una faglia crescente tra l'approccio transazionale di Trump e quello esistenziale di Netanyahu. Il presidente americano, pressato da un gradimento al 36%, ha estremo bisogno di un "grande accordo" da sbandierare all'elettorato. Al contrario, Netanyahu vede in questo conflitto l'opportunità storica di eliminare definitivamente la minaccia iraniana. La "sorpresa" manifestata da alcuni funzionari israeliani di fronte ai dettagli del piano in 15 punti suggerisce che Washington stia procedendo con una velocità che scavalca i tempi di consultazione abituali. Israele teme che le concessioni americane — come l'eventuale allentamento delle sanzioni in cambio di una pausa nell'arricchimento dell'uranio — possano tradursi in una boccata d'ossigeno per un regime che Gerusalemme considera sull'orlo del collasso. (deg) 260922 MAR 26