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lunedì 30 marzo 2026

Cuba: Russia, arrivata petroliera con 100.000 tonnellate greggio =

AGI0163 3 EST 0 R01 / Cuba: Russia, arrivata petroliera con 100.000 tonnellate greggio = (AGI/EFE) - Mosca, 30 mar. - La petroliera 'Anatoly Kolodkin', con a bordo 100.000 tonnellate di greggio (oltre 700.000 barili), e' arrivata a Cuba, secondo quanto riferito dal ministero dei Trasporti russo. Si tratta della prima spedizione di petrolio a raggiungere l'isola negli ultimi tre mesi. "La nave e' attualmente in attesa di essere scaricata nel porto di Matanzas", a circa 100 chilometri da L'Avana, si legge nel comunicato, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato l'arrivo della spedizione di petrolio russa. La petroliera 'Anatoly Kolodkinp, appartenente alla compagnia Sovkomflot - sanzionata dagli Stati Uniti dal 2024 - e' partita dal porto russo di Primorsk il 9 marzo. Secondo le stime della stampa, il suo carico dovrebbe essere sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell'isola caraibica per diverse settimane. Cuba e' alle prese con una grave crisi energetica a causa dall'embargo Usa sul petrolio imposto da gennaio. Sebbene le autorita' statunitensi abbiano revocato per un mese le sanzioni sul petrolio in transito partito dai loro porti prima del 12 marzo, Washington ha vietato tali forniture per Cuba, Iran e Corea del Nord. Ieri, pero', Trump ha affermato di non avere "alcun problema" con il fatto che Cuba riceva greggio dalla Russia. "Devono sopravvivere!", ha dichiarati, "non mi preoccupa, hanno un regime pessimo, una leadership corrotta e pessima, e che ricevano o meno una petroliera di petrolio, non importa". (AGI)All 301024 MAR 26  

== Iran: Spagna chiude spazio aereo a tutti velivoli guerra Usa =

AGI0196 3 EST 0 R01 / == Iran: Spagna chiude spazio aereo a tutti velivoli guerra Usa = (AGI/EFE) - Madrid, 30 mar. - Il governo spagnolo ha ordinato la chiusura del suo spazio aereo a tutti i velivoli statunitensi che partecipano alla guerra in Iran. Lo riferisce il quotidiano El Pais. Madrid non solo non consente l'uso delle basi aeree di Rota (Cadice) e Moron de la Frontera (Siviglia), ma non autorizza i caccia di stanza in paesi terzi europei a utilizzare il proprio spazio aereo. Il rifiuto della Spagna di concedere le basi di Rota e Moron ha aumentato le tensioni con gli Usa, tanto che il presidente Donald Trump ha attaccato il premier Pedro Sanchez. Ma Madrid non ha cambiato linea neppure di fronte alle minacce di Trump di imporle un embargo commerciale. (AGI)Sab 301045 MAR 26  

- L'Iran minaccia di colpire le case dei funzionari Usa e israeliani in Medio Oriente

L'Iran minaccia di colpire le case dei funzionari Usa e israeliani in Medio Oriente 'Rappresaglia per gli attacchi sulle abitazioni a Teheran' (ANSA) - ROMA, 30 MAR - L'Iran ha dichiarato di voler colpire le abitazioni di funzionari militari e politici statunitensi e israeliani nella regione. Lo riporta SkyNews citando il portavoce dell'esercito iraniano, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, che ha parlato di possibile rappresaglia per i bombardamenti effettuati dai due Paesi contro le abitazioni in Iran. (ANSA). 

Iran: deputato, Parlamento pronto a votare uscita dal Trattato di non proliferazione nucleare

NOVA0168 3 EST 1 NOV Iran: deputato, Parlamento pronto a votare uscita dal Trattato di non proliferazione nucleare Londra, 30 mar - (Agenzia_Nova) - Il Parlamento iraniano potrebbe approvare a breve un'uscita della Repubblica islamica dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), uno dei principali pilastri del sistema internazionale di controllo degli armamenti atomici. Lo ha dichiarato Mohammad Reza Mohseni Sani, membro della Commissione sicurezza nazionale del Majlis, secondo cui il provvedimento potrebbe essere votato "alla prima occasione utile", anche in formato virtuale. Il Trattato di non proliferazione nucleare, in vigore dal 1970, mira a impedire la diffusione delle armi nucleari, promuovere il disarmo e garantire l'uso pacifico dell'energia atomica sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). L'Iran e' firmatario del trattato e, pur rivendicando il diritto a sviluppare un programma nucleare civile, e' soggetto a controlli e ispezioni internazionali. Secondo Mohseni Sani, citato dall'emittente dell'opposizione iraniana all'estro "Iran International", l'eventuale voto dipendera' dalla possibilita' di convocare una sessione del Parlamento, in presenza o da remoto, in un contesto segnato da forti tensioni regionali e da un'escalation militare con Israele e Stati Uniti. Dall'inizio della settimana, in concomitanza con indiscrezioni su possibili contatti tra Teheran e Washington mediati dal Pakistan, si sono intensificate le discussioni all'interno dell'establishment iraniano sulla possibilita' di uscire dal Tnp. Una tale eventualita' priverebbe la comunita' internazionale di uno dei principali strumenti di monitoraggio sul programma nucleare iraniano, aumentando i timori di una possibile militarizzazione. (Res)  

*Iran, Spagna chiude il suo spazio per aerei coinvolti nella guerra

*Iran, Spagna chiude il suo spazio per aerei coinvolti nella guerra *Iran, Spagna chiude il suo spazio per aerei coinvolti nella guerra Vietato anche il sorvolo dello spazio aereo nazionale Roma, 30 mar. (askanews) - La Spagna ha deciso di chiudere il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nella guerra contro l'Iran: la misura, riportano i media spagnoli, è stata confermata dal governo e riguarda sia i voli in partenza dal territorio spagnolo sia il sorvolo dello spazio aereo nazionale. In particolare, la decisione impedisce anche l'utilizzo delle basi militari di Rota e Morón da parte degli aerei coinvolti nell'offensiva israelo-americana. Il divieto si estende inoltre agli aerei militari provenienti da basi situate in altri Paesi europei, come Regno Unito e Fr Orm 20260330T105933Z  

*Iran, media Israele: incendio raffineria Haifa, probabile missile

*Iran, media Israele: incendio raffineria Haifa, probabile missile Impianto di Bazan già colpito il 19 marzo Roma, 30 mar. (askanews) - I media israeliani riferiscono di un incendio presso la raffineria di petrolio Bazan, nella città settentrionale di Haifa, che si sarebbe sviluppato in seguito ad un attacco missilistico. Secondo le prime informazioni, il sito era già stato preso di mira il 19 marzo da attacchi iraniani lanciati in risposta a operazioni contro infrastrutture energetiche di Teheran. Orm 20260330T110956Z  

- Amb. Israele, rimuovere minaccia Iran, tutti avremo un beneficio

Amb. Israele, rimuovere minaccia Iran, tutti avremo un beneficio 'Speriamo fine guerra in poche settimane. Regime prende in ostaggio l'energia del mondo' (ANSA) - ROMA, 30 MAR - Per la fine della guerra all'Iran "speriamo si tratti di poche settimane. Oggi è il 30esimo giorno. Stiamo pagando un prezzo molto alto. Vorremmo vedere che questo finisca il prima possibile, ma dobbiamo una volta per tutte rimuovere questa minaccia esistenziale dell'Iran nel mondo: sarà un posto migliore, l'Europa sarà più al sicuro. Ci libereremo di Hamas, degli Houthi, di Hezbollah, penso che tutti avremo un beneficio". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled a Sky Tg24. "Penso che abbiamo ottenuto dei risultati, il regime iraniano si è indebolito, dobbiamo creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa appropriarsi del proprio futuro, questo è l'obiettivo a lungo termine, non possiamo terminare la guerra solo con mezzi militari, c'è bisogno che ci sia una fase politica e diplomatica che spero arriverà molto presto", ha detto Peled. "Non credo che qui ci sia una questione di diritto all'autodifesa rispetto ad un regime che tutti riconoscono come minaccia globale e internazionale perché prende in ostaggio l'energia del mondo: abbiamo gli Houthi nel mar rosso, gli iraniani nello stretto di Hormuz", ha aggiunto. (ANSA). 

Pensa invece se rimuovessero la vostra che infetta il globo da ben prima del 1948

== Iran: Teheran, Pakistan ha comunicato richiesta Usa negoziati =

AGI0237 3 EST 0 R01 / == Iran: Teheran, Pakistan ha comunicato richiesta Usa negoziati = (AGI) - Roma, 30 mar. - Il Pakistan ha comunicato all'Iran la volonta' degli Stati Uniti di negoziare. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dal Tehran Times. "Teheran ha ricevuto messaggi tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan, che indicano la disponibilita' degli Stati Uniti e la richiesta di avviare negoziati", ha detto Baqaei. (AGI).Sab 301123 MAR 26  



FANNO FINTA D NEGOZIARE  MA NEL FRATTEMPO USA E ISR CONTINUANO A BOMBARDARE


NON FIDARSI MAI DI USA E  ISR

 

 


 


⌛️ 30° giorno di guerra nel Golfo Persico

Siamo giunti a questo traguardo con la certezza che l'ultimatum di Trump non sarebbe stato rispettato. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico, sono passati ai fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria. 

All'inizio di questa guerra hanno attaccato durante i colloqui, oggi han dimostrato di non rispettare i loro stessi ultimatum; la loro parola quindi non vale nulla.
Certo, gli iraniani lo sanno, ma questa è una dimostrazione per il mondo intero.

C'è chi pensava che Trump avrebbe combattuto contro il "DeepState"; "aspettate e vedrete" dicevano. Abbiamo aspettato abbastanza, dalla prima presidenza con le manovre politiche del Covid che hanno avuto un impatto globale (e ad approfittare della situazione erano aziende farmaceutiche e politici in vena di lockdown), a questa ennesima prova militare, dove per farsi eleggere aveva promesso che avrebbe fatto accordi con il mondo intero per raggiungere la pace. 

- In Ucraina tutto continua come al solito. Passare lo scettro agli europei e vendere armi da consegnare gratuitamente a Zelensky non sembra un piano intelligente se a comprare quegli armamenti siamo noi europei. Aumentare il contributo per la NATO solo perché ce lo chiede l'egemone non rispecchia i nostri bisogni. Dopo un parassita europeo che non riusciamo a staccarci, adesso abbiamo anche quello statunitense.

- Nel Sud America abbiamo visto il rapimento di un presidente eletto, blocco navale a Cuba e pirateria marittima. Attacchi in Ecuador e missioni contro il narcotraffico in Messico.

- In Medio Oriente le azioni parlano da sole. I nostri contratti per gli acquisti di petrolio e gas naturale sono sospesi a tempo indeterminato e a pagarne le spese saremo prevalentemente noi, assieme ai paesi del Golfo. Tutti alleati degli Stati Uniti.

Era questa la pace promessa? Abbiamo già dimenticato che il Nobel per la pace ricevuto da una sconosciuta venezuelana dell'opposizione (che pregava un intervento armato nel paese) è stato regalato a Trump?

Negli Stati Uniti invece il DeepState sta come prima, le politiche di immigrazione non sono cambiate, entra più gente di quanta ne esca. Nessun politico ha avuto problemi o è finito in carcere.
La lista di Epstein, le email e i files riconducono anche al nome del presidente innumerevoli volte. "Parlate ancora di Epstein?" E allora facciamo una bella guerra all'estero, così vi passa la voglia di fare domande.
Mentre i banchieri che sono implicati nella copertura di Epstein si mettono d'accordo con la giustizia che chiude un occhio in cambio di un banale risarcimento. 

Quei files sembrano essere nelle mani di un paese straniero. Le azioni intraprese sembrano un modo poco elegante per evitare di divulgarne altri più compromettenti. Sappiamo di che paese si tratta, visto che quanto sta succedendo oggi è a sostegno di una nazione che è grande quasi la metà della Svizzera. Ma gli argomenti a quanto pare devono essere molto convincenti.

In fondo è l'arte della politica e l'inganno è una costante. Così come non rispettare i propri impegni elettorali.

Certo, si poteva dire che Kamala Harris non era possibile eleggerla perché come candidata non rispecchiava gli interessi americani (o che era probabilmente incompetente), tuttavia è l'ennesima dimostrazione che l'intero sistema è marcio. Ciò che vediamo accadere all'estero non è diverso da ciò che viviamo in patria. I corrotti parlano di fare la lotta alla corruzione, i pacifisti prima delle elezioni diventano guerrafondai una volta eletti. Gli interessi del popolo non vengono rispettati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c'è molto ottimismo per un cambiamento politico che porti dei frutti, invece che rubarli.

🪫 

Sascha Picciotto
Direttore SakerItalia

Buongiorno! @fighter_bomber

Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia

Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia "Compresi interventi armati e il sequestro di oro e valuta estera" Roma, 30 mar. (askanews) - L'Occidente è pronto a fare qualsiasi cosa pur di mantenere la propria egemonia, ha dichiarato oggi il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin. Esiste un divario sempre più profondo tra gli interessi della maggioranza globale e quelli della minoranza occidentale, che cerca di impedire la perdita del proprio predominio, ha affermato il viceministro degli Esteri durante la conferenza russo-uzbeka "Russia - Uzbekistan: partenariato strategico nello spazio eurasiatico" nella città uzbeka di Termez.(Segue) Ldc 20260330T080122Z  
Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2-
Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2- Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2- Roma, 30 mar. (askanews) - "E vediamo che l'Occidente è pronto a fare qualsiasi cosa per mantenere il suo status egemonico, compresi interventi armati e il sequestro di oro e valuta estera di paesi che perseguono politiche estere e interne indipendenti e sovrane", ha affermato Galuzin. Ldc 20260330T080138Z