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sabato 4 aprile 2026

Due prospettive diverse del momento in cui, all'alba di questa mattina, un razzo lanciato da Hezbollah colpisce la colonia israeliana di Kiryat Shmona, nel nord della Palestina occupata. 🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico

 

"Regime change avvenuto con successo!"

 


Grida di sconfitta dal cuore dell'esercito del regime sionista!

 


IRAN: NUOVE ONDATE DI MISSILI CONTRO ISRAELE

ZCZC IPN 034 EST --/T IRAN: NUOVE ONDATE DI MISSILI CONTRO ISRAELE ROMA (ITALPRESS) - Nuove ondate di missili dall'Iran in direzione di Israele. Mobilitati i sistemi di difesa, riferiscono le forze armate israeliane. (ITALPRESS). vbo/r 04-Apr-26 08:30  

Iran: capo magistratura Ejei, nessuna clemenza per agenti nemico =

AGI0056 3 EST 0 R01 / Iran: capo magistratura Ejei, nessuna clemenza per agenti nemico = (AGI) - Roma, 4 apr. - Non ci sara' nessuna clemenza per gli iraniani che sposino la causa del nemico. A mettere in guardia sui rischi di chi "viola la sicurezza fisica e psicologica della popolazione" e' stato il capo della magistratura, Gholam Hossein Mohseni-Ejei. "Quanti minano la sicurezza psicologica e fisica della popolazione e, con i loro atti criminali, fanno il gioco del nemico aggressore e ne sono diventati i soldati, devono sapere che non ci sara' alcuna clemenza o concessione nei loro confronti", ha detto in un messaggio rilanciato dalla tv di Stato. "In un momento in cui il vile nemico invasore ripone grandi speranze nel creare e diffondere insicurezza all'interno del Paese, tutti i suoi agenti e lacche' devono sapere" che "saranno trattati con decisione e cosi' da fungere da deterrente". (AGI)Sab 040924 APR 26  

IRAN: PASDARAN, 'ATTACCO AD AMBASCIATA USA A RIAD? NON SIAMO STATI NOI' =

ADN0095 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: PASDARAN, 'ATTACCO AD AMBASCIATA USA A RIAD? NON SIAMO STATI NOI' = Teheran, 4 apr. (Adnkronos) - I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, negano ogni responsabilità per l'attacco con droni del 3 marzo che ha colpito l'ambasciata Usa a Riad. E puntano il dito contro Israele. La tv satellitare al-Jazeera riferisce di una dichiarazione dei Pasdaran arrivata dopo le rivelazioni del Wall Street Journal secondo cui l'attacco ha provocato danni ingenti rispetto a quanto era stato reso noto dalle autorità saudite. L'attacco "non ha assolutamente nulla a che fare con le forze armate iraniane" ed è stato "certamente opera" di Israele, sostengono i Pasdaran, mentre prosegue la risposta di Teheran alle operazioni militari avviate il 28 febbraio da Usa e Israele contro l'Iran. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-APR-26 09:36  

== SCHEDA = Iran: diciotto societa' Usa nel mirino dei Pasdaran =

AGI0069 3 EST 0 R01 / == SCHEDA = Iran: diciotto societa' Usa nel mirino dei Pasdaran = (AGI) - Roma, 4 apr. - Oggi e' toccato agli uffici di Oracle nel polo economico di Dubai, tre giorni fa al data center di Amazon in Bahrein: i Pasdaran stanno tenendo fede alla minaccia di colpire le sedi delle societa' tecnologiche americane nel Golfo Persico. Martedi' il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) aveva lanciato un monito agli Stati Uniti e a un gruppo di 18 importanti aziende americane del settore tecnologico e della difesa, e le aveva dichiarate "obiettivi legittimi". Aveva anche dato un ultimatum ai dipendenti, le 20:00 ora locale del primo aprile, per allontanarsi dai posti di lavoro, cosi' come aveva sollecitato i residenti ad andare via delle zone intorno alle aziende. Per l'Irgc, ricordano i media iraniani, le big-tech americane della comunicazione e dell'intelligenza artificiale sono state "l'elemento principale nella progettazione e nel tracciamento degli obiettivi terroristici" di Israele e Stati Uniti. Da qui la decisione di prendere di mira 18 aziende, tra cui giganti del settore, ma anche societa' finanziarie e produttrici di armi, come Cisco, Microsoft, Apple, Google, Meta, Intel, Nvidia, Tesla, Boeing, JP Morgan, General Electric (GE), Palantir, Spire Solutions, G42, Amazon e Oracle. "Le aziende che partecipano attivamente a piani terroristici subiranno un'azione di ritorsione per ogni assassinio terroristico", si legge nella dichiarazione di martedi', "la loro complicita' nella guerra di aggressione americano-israeliana contro la Repubblica Islamica dell'Iran dal 28 febbraio ha causato la morte di quasi 2.000 persone, per lo piu' civili, tra cui donne e bambini". (AGI)Sab 040947 APR 26  

- Wsj, a marzo ambasciata Usa di Riad danneggiata più di quanto emerso

Wsj, a marzo ambasciata Usa di Riad danneggiata più di quanto emerso Il giornale ha ricostruito un attacco con almeno due droni attribuito a Teheran (ANSA) - ROMA, 04 APR - I danni inflitti da un attacco attribuito all'Iran all'ambasciata Usa di Riad, avvenuto in piena notte lo scorso 3 marzo, sono stati "più estesi di quanto emerso in precedenza": lo scrive il Wall Street Journal, citando attuali ed ex funzionari statunitensi. Nel raid, durante il quale almeno due droni hanno colpito il complesso dell'ambasciata americana, una "parte sicura" della sede diplomatica "è stata penetrata con successo", scrive il giornale. Di solito, in orari diurni lavorano in quell'area "diverse centinaia di persone". Tre piani dell'edificio sono rimasti "pesantemente danneggiati", aggiunge il Wsj. Inizialmente, il ministero della Difesa saudita aveva parlato di un episodio con un "incendio limitato" e "danni minori". (ANSA).

Hormuz: ministro Trasporti Turchia, due navi hanno attraversato Stretto da inizio guerra

NOVA0057 3 EST 1 NOV ECO Hormuz: ministro Trasporti Turchia, due navi hanno attraversato Stretto da inizio guerra Ankara, 04 apr - (Agenzia_Nova) - Altre due navi di proprieta' turca hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando e' iniziata la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio scorso. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Abdulkadir Uraloglu, durante un'intervista all'emittente televisiva "Cnn Turk". Nello Stretto di Hormuz, "non ci sono navi battenti bandiera turca. Tuttavia, quando e' iniziata la guerra, c'erano 15 navi di proprieta' turca. Di queste, due sono uscite", ha precisato Uraloglu. "Restano 13 navi: quattro non hanno richiesto di uscire, due sono navi legate al settore energetico e due svolgono commercio regionale. Stiamo lavorando in coordinamento con il ministero degli Esteri per far uscire le restanti nove navi", ha spiegato il ministro. (Tua)  

- Pasdaran, attacco all'ambasciata Usa di Riad a marzo compiuto da Israele

Pasdaran, attacco all'ambasciata Usa di Riad a marzo compiuto da Israele Comunicato citato dall'agenzia Mehr, 'noi non c'entriamo' (V. 'Wsj, a marzo ambasciata Usa di Riad...' delle 10:08) - TEHERAN, 04 APR - Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che un attacco subito il 3 marzo dall'ambasciata degli Stati Uniti a Riad non ha alcun legame con l'Iran, avvertendo gli Stati dell'area degli "sforzi israelo-americani volti a destabilizzare e distruggere la regione". Secondo l'agenzia Mehr, un comunicato dei Pasdaran condanna l'incidente. "Considerata la strategia del nemico israeliano nella regione, l'azione è stata certamente compiuta da Israele", dice la nota. ANSA 

 

venerdì 3 aprile 2026

- >>>ANSA/ Rutte dopo Pasqua da Trump, prove di disgelo sulla Nato

>>>ANSA/ Rutte dopo Pasqua da Trump, prove di disgelo sulla Nato Macron lancia la coalizione degli indipendenti: 'Né con gli Usa né con la Cina' (di Michele Esposito) (ANSA) - BRUXELLES, 03 APR - Obiettivo numero uno: salvare l'Alleanza Atlantica e non perdere il sostegno americano sull'Ucraina. Mark Rutte mercoledì prossimo tornerà Oltreoceano da Donadl Trump e, questa volta, la missione si preannuncia ben più in salita rispetto al passato. Il segretario generale della Nato atterrerà a Washington subito dopo Pasqua, in un viaggio che ha il sapore dell'emergenza arrivando dopo giorni di feroci attacchi da parte del presidente americano agli alleati europei. Rutte negli Usa vedrà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio e il segretario della Guerra Peter Hegseth, due volti del trumpismo che spesso hanno mostrato sfumature differenti ma che, sugli strali contro la Nato, hanno trovato più di una convergenza. Non è la prima volta che l'ex premier olandese si veste da pompiere per spegnere la furia di Donald. E' successo in occasione del summit dell'anno scorso a L'Aja, sul fronte dei contributi finanziari dei Paesi della Nato. E' successo a gennaio scorso sul fronte groenlandese, quando i danesi già si preparavano ad un'improbabile difesa da possibili incursioni militari a stelle e strisce. Sul tavolo, questa volta, c'è la permanenza degli Usa nell'Alleanza. Trump da giorni, inviperito per il mancato supporto degli Alleati sull'Iran, minaccia di lasciare. Rutte ha provato a fare buon viso a cattivo gioco, sperticandosi negli elogi per l'apporto americano. E' servito a poco. Anzi. A molti europei l'accondiscendenza di Rutte nei confronti di Trump comincia a irritare non poco. Da giorni Bruxelles appare segnata da un inedito e acceso anti-trumpismo, condito da una convinzione: gli attacchi della Casa Bianca alla Nato non fanno che aiutare il principale nemico dell'Europa in questo momento, Vladimir Putin. Chi vive sul fianco Est, a due passi dalla Russia, comincia quasi e evocare un piano B rispetto ad un'Alleanza vessata dagli Usa. "Ovviamente, la Nato è la pietra angolare della nostra sicurezza. Ovviamente, vogliamo essere un buono e leale alleato degli Stati Uniti, ma non possiamo fingere che il Presidente degli Stati Uniti non stia dicendo ciò che sta dicendo", ha sottolineato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski. Parallelamente l'effetto Trump sta portando l'Europa a rivedere il suo ruolo nel mondo, oltre che ad accelerare sull'autonomia strategica. Un indizio interessante, in questo senso, è venuto dalla Corea del Sud. Da Seul Emmanuel Macron, fresco di un nuovo botta e risposta con Trump, ha lanciato l'idea di una "coalizione di democrazie indipendenti" per far fronte "all'egemonia della Cina e all'imprevedibilità" del presidente Usa. "Non vogliamo dipendere da due poteri egemonici", ha sottolineato il presidente francese indicando tra i possibili membri dell'alleanza anche India e Brasile. Così delineata, la coalizione sembrerebbe quasi evocare una edizione 2.0 - e con le dovute differenze - dei Non Allineati che, sulla spinta della Yugoslavia di Tito, dell'India di Nehru e dell'Egitto di Nasser negli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, scelsero una terza via, quella di non schierarsi. Al di là dei paragoni è certamente un fatto che l'Ue, rafforzando i legami con Paesi come Canada, Brasile, Giappone, Australia, stia provando a costruire una rete di Paesi dai valori simili e commercialmente affidabili. Una rete che ha nella partnership sulla difesa una delle sue componenti. Il piano B, al momento, non può comunque prescindere dal piano A, ovvero la tenuta dell'Alleanza Atlantica. Il bilaterale tra Rutte e Trump dell'8 aprile arriva sulla scia di contatti diplomatici che da giorni sono in corso tra le due sponde dell'Atlantico. Con il presidente finlandese Alexander Stubb - uno dei più vicini a Trump - a distinguersi tra i pontieri. Il messaggio è più o meno riassumibile in un concetto: l'Europa non vuole neanche pensare ad una Nato priva degli Usa. Ma quella in Iran non è la sua guerra. (ANSA). 


Iran-Russia: Araghchi sente Lavrov, "risoluzione Onu su Hormuz non risolvera' problema"

NOVA0508 3 EST 1 NOV Iran-Russia: Araghchi sente Lavrov, "risoluzione Onu su Hormuz non risolvera' problema" Baghdad, 03 apr - (Agenzia_Nova) - Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha sentito l'omologo russo Sergej Lavrov, con cui ha discusso degli sviluppi regionali e internazionali nel contesto della guerra con Stati Uniti e Israele. Secondo quanto riferito dall'ufficio di Araghchi in una nota, il ministro ha ribadito "il diritto intrinseco della Repubblica islamica dell'Iran alla legittima difesa della sovranita', della sicurezza nazionale e dell'integrita' territoriale" e ha condannato "fermamente" gli attacchi alle infrastrutture del Paese, comprese universita', ponti e centri scientifici. Araghchi ha fatto riferimento anche alla "situazione di insicurezza imposta nello Stretto di Hormuz", attribuendola alla "aggressione militare"di Usa e Israele. "Attualmente, il passaggio delle imbarcazioni di Paesi non coinvolti nell'aggressione militare contro l'Iran e' garantito con il coordinamento delle forze armate della Repubblica Islamica nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Araghchi. Il ministro ha anche condannato le azioni di Stati Uniti e di altri Paesi all'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu, "per esercitare pressioni sull'Iran", sottolineando che "qualsiasi azione provocatoria degli aggressori e dei loro sostenitori al Consiglio di Sicurezza Onu riguardo alla situazione dello Stretto di Hormuz, portera' solo a complicare ulteriormente la situazione". La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sullo Stretto di Hormuz "non risolve alcun problema, ma anzi diventa parte del problema", ha dichiarato Araghchi. Infine, il ministro ha condannato gli attacchi contro siti civili contro luoghi culturali - inclusa la chiesa ortodossa a Teheran - definendo tali azioni "una chiara violazione delle norme internazionali" e chiedendo una "reazione chiara" a tutti i Paesi e alle organizzazioni internazionali. Da parte sua, Lavrov ha ribadito la condanna della Russia alla "aggressione militare contro l'Iran", informando l'omologo dei contatti e delle consultazioni continue di Mosca con i Paesi della regione. Lavrov ha sottolineato la necessita' che tutte le parti tornino al percorso della diplomazia e della risoluzione politica della crisi, annunciando iniziative e proposte da parte della Russia per ridurre le tensioni e gestire la crisi nella regione. (Irb)  

Iran: Teheran, possiamo mantenere blocco Stretto di Hormuz per anni

Iran: Teheran, possiamo mantenere blocco Stretto di Hormuz per anni Torino, 3 apr. (LaPresse) - La situazione attuale nello Stretto di Hormuz potrebbe rimanere tale per lungo tempo, e l'Iran ha la capacità di mantenerla per anni. Lo ha dichiarato un alto funzionario della sicurezza iraniana a Press TV. "L'Iran ha la capacità di sostenere questa situazione per anni", ha detto il funzionario, riferendosi al blocco effettivo dello stretto strategico per le navi statunitensi e alleate. "La maggior parte delle attrezzature utilizzate per rifornire le basi e le guarnigioni militari statunitensi nella regione è stata fornita via mare, e l'Iran non deve più permettere che ciò continui", ha detto. Secondo il funzionario, l'Iran ritiene che se avesse iniziato a regolamentare lo stretto prima, le capacità logistiche del nemico sarebbero state significativamente ridotte. EST NG01 acg 032044 APR 26