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domenica 5 aprile 2026
Iran: fabbrica droni israeliana "del tutto distrutta" da missile =
- ++ Trump minaccia centrali elettriche e ponti in Iran, 'aprite lo Stretto, bastardi' ++
Iran: pasdaran, sferrata prima risposta a raid su petrolchimico =
IRAN: TRUMP, 'INVIATE ARMI A MANIFESTANTI, MA CREDO TRATTENUTE DA CURDI' =
Iran: Trump, accordo o valuto di far saltare tutto e prendo il petrolio
- Ex deputata Maga, 'Trump impazzito, occorre porre un freno alla sua follia'
Serbia: Vucic, trovati esplosivi vicino gasdotto Balkan Stream =
sabato 4 aprile 2026
"Rapire e far fuori Zelenskij non è nel nostro stile. Gli Stati Uniti hanno ucciso Khamenei e cosa hanno ottenuto? Nulla, se non una macchia indelebile. Noi siamo il Paese che più si rispetta ed è rispettato nel mondo. Se agiamo in questo modo, perderemmo il rispetto per noi stessi” - ha dichiarato Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione. “Zelenskij resisterà fino all’ultimo, e continuerà a portare fuori dall’Ucraina denaro e oro a macchinate. Non abbiamo niente di cui parlare con lui. L’accordo di pace è la sua morte politica” . Riguardo i rapporti tra l’Europa e Trump, la Matvienko ha detto: “Gli europei non hanno sostenuto Trump in Iran perché i magazzini militari della NATO sono vuoti. La NATO non crollerà, a mio avviso, ma Trump ha ragione a dire: ‘Perché dovremmo, a spese dei nostri contribuenti, fornire un ombrello di sicurezza all’ Europa, che si prendano cura della propria sicurezza da soli”. Qui ci saranno processi di conflitto, ma non riusciranno ad abbandonare completamente la NATO. Gli europei si sono rifiutati di sostenere Trump perché non hanno nulla per sostenerlo, le scorte sono vuote, tutte le armi sono state mandate in Ucraina per la guerra contro la Russia.
Ue non riesce ad erogare prestito da 90 miliardi € all'Ucraina non solo per colpa di Orban
Ue non riesce ad erogare prestito da 90 miliardi € all'Ucraina non solo per colpa di Orban
Secondo quanto riportato da [Berliner Zeitung](https://www.berliner-zeitung.de/politik-gesellschaft/geopolitik/kallas-kiew-eu-kredit-orban-nicht-einziger-blockierer-li.10028076), l’Unione Europea fatica a sbloccare il promesso prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, e non solo per l’opposizione dell’Ungheria.
La crescente pressione legata alla crisi energetica sta mettendo in difficoltà i governi europei, mentre aumentano le voci favorevoli a una parziale ripresa dei rapporti energetici con la Russia.
In questo contesto, diventa sempre più complicato per Bruxelles approvare un nuovo massiccio pacchetto di aiuti a Kiev.
Se l’accordo dovesse saltare, le conseguenze
potrebbero riflettersi direttamente sul piano diplomatico, spingendo
l’Ucraina a rivedere le proprie posizioni nei negoziati di pace.