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lunedì 6 aprile 2026

 

Iran: Teheran, risposte ancora più devastanti se colpiti obiettivi civili

Iran: Teheran, risposte ancora più devastanti se colpiti obiettivi civili Roma, 6 apr. (LaPresse) - Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un avvertimento a Stati Uniti e Israele, affermando che, qualora gli attacchi contro obiettivi civili dovessero continuare, la rappresaglia dell'Iran "sarà messa in atto con una forza molto più devastante ed estesa". Ne danno notizia i media iraniani che citano un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya. EST NG01 lcl 060832 APR 26  

Iran: petroliera giapponese attraversa Hormuz, e' la terza =

AGI0052 3 EST 0 R01 / Iran: petroliera giapponese attraversa Hormuz, e' la terza = (AGI/AFP) - Tokyo, 6 apr. - Una petroliera battente bandiera indiana di proprieta' di una societa' giapponese ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato la stessa compagnia. "Sia l'equipaggio sia il carico sono al sicuro", ha riferito una portavoce della Mitsui O.S.K.. La petroliera Green Asha, otra in viaggio verso il Giappone, e' la terza nave collegata a Tokyo a transitare per lo stretto. Tra venerdi' e sabato erano passate anche la Green Sanvi e la Sohar. (AGI)Sab 060819 APR 26  

Iran: comando militare, ritorsione "molto "molto piu' devastante" se colpiti obiettivi civili (2)

NOVA0014 3 EST 1 NOV Iran: comando militare, ritorsione "molto "molto piu' devastante" se colpiti obiettivi civili (2) Baghdad, 06 apr - (Agenzia_Nova) - La dichiarazione e' arrivata dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato attacchi contro centrali elettriche e ponti iraniani se l'Iran non rispettera' il suo "ultimatum" di domani, martedi' 7 aprile, per riaprire lo Stretto di Hormuz. In un messaggio sul canale social Truth, ieri, nella giornata della Pasqua cristiana, Trump ha dichiarato: "Martedi' sara' il Giorno delle centrali elettriche e il Giorno dei ponti, tutto in uno, in Iran. Non ci sara' nulla di simile". Rivolgendosi alle autorita' iraniane, il presidente Usa ha detto: "Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno - Vedrete! Sia lode ad Allah". (Irb)  

Iran: comando militare, ritorsione "molto "molto piu' devastante" se colpiti obiettivi civili

NOVA0013 3 EST 1 NOV Iran: comando militare, ritorsione "molto "molto piu' devastante" se colpiti obiettivi civili Baghdad, 06 apr - (Agenzia_Nova) - L'Iran ha avvertito di una ritorsione "molto piu' devastante" se Stati Uniti e Israele dovessero continuare a colpire obiettivi civili. Lo ha dichiarato un portavoce di Khatam al Anbiya, il comando operativo sia delle forze armate regolari iraniane che del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc, i pasdaran). "Se gli attacchi contro obiettivi civili verranno ripetuti, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto piu' devastanti e diffuse", ha affermato il portavoce. (segue) (Irb)  

== IL PUNTO = Iran: corsa a trovare intesa. Teheran, no a tregua =

AGI0077 3 EST 0 R01 / == IL PUNTO = Iran: corsa a trovare intesa. Teheran, no a tregua = (AGI) - Roma, 6 apr. - Sono ore frenetiche per una possibile intesa che fermi, anche se temporaneamente, la guerra in Iran. Il Pakistan, al lavoro da giorni con Egitto e Turchia, ha preparato un piano i due fasi che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni durante il quale trattare un accordo di pace vero e proprio. I nodi principali, dalla riapertura dello stretto di Hormuz alla destinazione dell'uranio arricchito, dovrebbero essere contemplati nell'intesa finale. La proposta e' stata inviata alle parti ma gia' Teheran ha chiarito sia pubblicamente sia riservatamente a Islamabad che non accettera' una tregua temporanea perche', ha spiegato, darebbe solo respiro al nemico. Nel giorno, poi, in cui annuncia la morte del capo dell'intelligence dei Pasdaran, il generale Seyed Majid Khadami, in cui gli alleati colpiscono di nuovo un'universita', la Sharif. E in cui si conferma un bilancio pesantissimo dei bombardamenti: 34 morti tra cui sei bambini. Il capo dell'esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, e' rimasto in contatto "per tutta la notte" con il vicepresidente americano JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, ha riferito una fonte alla Reuters. Teheran avrebbe chiarito che non accetta una sospensione temporanea del conflitto e neppure di essere messa sotto pressione per prendere una decisione. E comunque non riaprira' lo Stretto di Hormuz. "Un cessate il fuoco temporaneo con il mantenimento dell'ombra della guerra non ha posto nella dottrina dell'Iran", aveva chiarito gia' in mattinata l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, dopo le prime anticipazioni di Axios sul piano. Un'intesa darebbe solo modo al presidente Donald Trump di fare marcia indietro per la terza volta sui suoi ultimatum - il prossimo scade domani - ma "l'Iran ha ripetutamente affermato che non accettera' tregue provvisorie che mantengano la minaccia di guerra". E la ragione e' evidente: "Permetterebbe solo al nemico di ricostituirsi". Ma che Teheran abbia preso sul serio la minaccia di Trump di radere al suolo le sue infrastrutture strategiche lo dimostra il pressing diplomatico in corso e le dichiarzioni pubbliche. Araghchi ha sentito oggi il ministro francese Jean-Noel Barrot e ha denunciato i "crimini di guerra" che Trump ha promeso di compiere. E al telefono si sono parlati i ministri russo Serghei Lavrov e cinese Wang Yi, entrambi con lo stesso messaggio: la guerra si deve fermare subito e lasciare posto al dialogo. In caso contrario, Teheran e' pronta alle rappresaglie. "L'Iran rispondera' in modo deciso, immediato e con un attacco di rappresaglia a qualsiasi aggressione o minaccia imminente", ha assicurato il viceministro degli Esteri Hazem Gharibadi. E i Pasdaran hanno gia' messo le mani avanti su Hormuz: "Lo stretto non tornera' mai piu' al suo stato precedente, soprattutto per l'America e Israele", hanno avvertito, "stiamo completando un piano" che stabilisce "il nuovo ordine del Golfo Persico". (AGI)Sab 061032 APR 26  

IRAN: FONTI TEHERAN CONFERMANO RICEZIONE PIANO PAKISTAN 'MA NO RIAPERTURA HORMUZ SE TREGUA E' TEMPORANEA' =

ADN0060 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: FONTI TEHERAN CONFERMANO RICEZIONE PIANO PAKISTAN 'MA NO RIAPERTURA HORMUZ SE TREGUA E' TEMPORANEA' = Teheran, 6 apr. (Adnkronos) - L'Iran non intende riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio di una "tregua temporanea", ha riferito una fonte autorevole del regime citata dall'agenzia Reuters, come si legge su Times of Israel. Per Teheran, Washington non ha la necessaria disponibilità a una tregua permanente, precisa la fonte confermando tuttavia che la proposta del Pakistan per una tregua immediata è stata ricevuta ed è in fase di studio. Ma l'Iran non accetta pressioni e ultimatum. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 06-APR-26 10:10  

Iran: Idf, bombe a grappolo su civili. E' crimine guerra =




IDF






domenica 5 aprile 2026

 








LA TRAPPOLA DI FERRO: come le unità "Fantasma" di Hezbollah hanno distrutto una colonna corazzata israeliana LA TRAPPOLA DI FERRO: come le unità "Fantasma" di Hezbollah hanno distrutto una colonna corazzata israeliana. L'acciaio high-tech incontra una fortezza calcarea mentre la #Merkava affronta la sua sfida più mortale di sempre nel #LibanoSud. Con gli Stati Uniti che dirottano i missili stealth per #OperazioneEpicFury, la posta in gioco non è mai stata più alta. #HezbollahAmbush #BreakingDefense #MilitaryTech #LitaniFront #MiddleEastCrisis2026 LIBANO MERIDIONALE — Sotto le sagome frastagliate delle creste del Marjayoun, il mito dell'"invincibile" carro armato Merkava ha incontrato una fine infuocata questa settimana. In quella che gli analisti militari chiamano l'imboscata più sofisticata del conflitto 2026, le unità Radwan d'élite di Hezbollah hanno trasformato lo stretto corridoio tra i villaggi di Taybeh e Qantara in un cimitero fumante di acciaio ad alta tecnologia. Il disastro è iniziato quando una colonna corazzata israeliana, guidata dalla 7a brigata, ha tentato di spingere verso lo strategico fiume Litani. Sconosciuto ai comandanti dell'IDF, Hezbollah aveva trascorso settimane a trasformare le grotte calcaree e gli antichi uliveti delle alture Tell al-Sal'a in una fortezza verticale. Usando un bulldozer D9 pilotato a distanza come un "fantasma", la Resistenza ha attirato l'armatura pesante in una zona di morte pre-registrata dove la geografia stessa è diventata un'arma. Lo sciopero è stato una masterclass nella guerra asimmetrica moderna. Invece di affidarsi esclusivamente ai missili tradizionali, Hezbollah ha scatenato una nuova terrificante evoluzione nella tecnologia da campo di battaglia: i droni FPV a fibra ottica. Questi predatori "ingiammabili", che seguono fili ultra sottili verso i loro operatori, hanno bypassato con precisione chirurgica gli scudi da guerra elettronica dell'IDF. Nello stesso momento, i missili "top-attack" Almas - la risposta dell'Iran allo Spike israeliano - sono scesi dalle creste, colpendo la sottile armatura del tetto dei Merkavas dove i loro sistemi di difesa "Trophy" sono meno efficaci. Il risultato fu una scena di totale collasso tattico. Nel giro di pochi minuti, i veicoli di testa e posteriore sarebbero stati disabilitati, bloccando l'intera colonna su una strada stretta e tortuosa, senza spazio di manovra. Mentre il cielo notturno era illuminato dalle esplosioni secondarie di munizioni carri armati, i canali 12 e 13 israeliani sono stati costretti a rompere il loro silenzio, ammettendo di aver perso "catastrofiche" in un settore che un tempo sostenevano di aver sgomberato. Tra i caduti confermati c'era il sergente 21enne Aviaad Elchanan Volansky, un volto triste per una generazione di petroliere che ora si rende conto che 65 tonnellate di armatura non sono protezioni contro uno sciame in età digitale. Questa umiliazione all'asse Qantara ha provocato increspature fino a Washington. Mentre l'amministrazione Trump mantiene una postura di "massima pressione" su Teheran, la realtà sul campo suggerisce un enorme fallimento di intelligence. L'"Asse della Resistenza" ha dimostrato di non essere più una forza di guerriglia ma un esercito modernizzato in grado di precisare gli occhi ciechi. Mentre l'IDF si ritira per raggrupparsi sotto una grandinata di fosforo bianco e artiglieria, rimane la domanda: è l'inizio di un ritiro totale, o la miccia per un'esplosione regionale ancora più grande? Il gioco d'azzardo del Pentagono A Washington, la risposta ai successi tattici di Hezbollah è stata quella di rinforzo aggressivo misto a tensione logistica. I rapporti del 5 aprile 2026, indicano che gli Stati Uniti stanno deviando l'intero inventario globale dei missili da crociera stealth JASSM-ER dai centri di comando del Pacifico verso il Medio Oriente. Queste armi di precisione da 1,5 milioni di dollari sono la risposta del Pentagono alle "città dei missili" sostenute dagli iraniani, progettate per colpire bersagli induriti da oltre 600 miglia di distanza. Tuttavia, l'umore al Pentagono è piuttosto teso, mentre cercano di localizzare un pilota americano scomparso dopo che un jet è stato abbattuto sopra l'Iran. Nonostante le promesse del Presidente Trump di "più scioperi" sulle infrastrutture, gli analisti suggeriscono che gli Stati Uniti stanno affrontando una corsa contro il tempo, mentre gli alleati regionali come il Kuwait vedono la loro vitale desalinizzazione e le strutture petrolifere colpite da attacchi di ritorsione. La strategia "Fortezza" dell'IDF Sul terreno nel sud del Libano, il discorso di "ritiro umiliante" si incontra con una nuova realtà triste: l'occupazione permanente. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato che l'IDF non si ritirerà completamente. Invece si consolida una "zona di sicurezza" permanente che si estende fino al fiume Litani. L'IDF sta attualmente fortificando cinque posizioni strategiche di "alto piano" - tra cui le creste di Sulam e Tzivoni - per monitorare il movimento di Hezbollah e prevenire ulteriori imboscate anticarro. Mentre le unità di terra hanno subito pesanti perdite nelle "operazioni di bonifica", l'esercito israeliano ha iniziato a costruire muri di cemento e avamposti permanenti dietro la linea blu per segnalare che stanno scavando per il lungo periodo. #SouthernLebanon #MerkavaMassacre #OperazioneEpicFury (Il nome ufficiale della campagna militare degli Stati Uniti 2026) #HezbollahAmbush (Evidenzia la natura tattica specifica del rapporto) Tag tecnologici e tattici #FiberOpticDrones (La tecnologia "injammabile" menzionata nell'articolo) #TopAttack (si riferisce alla traiettoria del missile Almas contro i carri armati) #GuerraAnticarro (Attrae appassionati di tecnologia militare e hardware) #RadwanForce (Specificamente per coloro che seguono le unità d'élite di Hezbollah) Tag geopolitici e strategici #AsseDellaResistenza (Il quadro dell'alleanza regionale) #FiumeLitani (Il confine strategico per la nuova zona di sicurezza dell'IDF) #AggiornamentoPentagono (Dà peso alla discussione sul reindirizzamento dei missili americani) #GuerraMedioOriente2026 (Tag cronologico ampio per tracciamento storico) · Vedi l'originale · Valuta questa traduzione

Basi USA nella regione mediorientaleㅤ



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Foto sopra: 28 Febbraio 2026
Foto sotto: 28 Marzo 2026

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Mohsen Rezaei, Comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante la Guerra Imposta (1980-1988) e attuale consigliere militare della Guida della Rivoluzione:

"Lo sciocco presidente degli Stati Uniti è passato da "Aprirò lo stretto" a "Aprite lo stretto" con patetiche volgarità contro la nazione iraniana.

Le sue continue minacce, dettate dalla disperazione e dalla rabbia, non sono altro che un modo per sprofondare nel pantano autoinflitto della guerra con l'Iran.

Un giorno si renderà conto che il mondo non è nelle sue mani!"

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Anche gli afghani che vivono in Iran, il cui numero è difficile da quantificare ma con dati che parlano tra i cinque e i dieci milioni, manifestano in strada a sostegno della Repubblica Islamica.

Per amore dell'Islam e della Guida della Rivoluzione, numerosi afghani hanno preso parte in questi giorni alle manifestazioni a sostegno della Repubblica Islamica e delle sue forze armate contro i nemici israelo-americani.

Durante la Guerra Imposta dall'Occidente all'Iran tramite Saddam (1980-1988), più di duemila afghani, tra quelli che si erano arruolati come volontari, sono diventati martiri in difesa dell'Islam, della Rivoluzione e dell'Iran islamico.

Durante la sedizione israelo-americana in Siria e in Iraq, il movimento afghano Fatemiyyun - sotto il comando dei Pasdaran - ha svolto un ruolo fondamentale in difesa dell'Islam, dei luoghi santi e degli oppressi contro i vari gruppi takfiri.

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