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mercoledì 29 giugno 2011
TRENT’ANNI DI SOLITUDINE
TRENT’ANNI DI SOLITUDINE
Non
me ne vorrà il grande Marquez se utilizzo, parafrasandolo, il titolo di un suo
celebre romanzo, per introdurre con un po’ di ironia ed un pizzico di sana
nostalgia il presente contributo, con cui intendo occuparmi di una svolta
epocale che così tanta importanza ha avuto nella storia della Polizia di Stato,
per cercare di capire dove ci ha portato, ma soprattutto, ciò che più conta,
dove ci condurrà.
Trent’anni
fa veniva varata e resa esecutiva la Legge N. 121 del 1° aprile 1981, con la quale
veniva smilitarizzata la
Polizia di Stato. Una data quindi sicuramente importante come
momento di vero sviluppo di questo paese, dopo una lunga fase post bellica e
gli anni bui del terrorismo.
Da
quella data, pian piano la
Polizia andava trovando la sua identità, punto nodale di un
cambiamento radicale, ma anche momento di vero riformismo per l’Italia intera,
che vedeva avviare la sua principale forza di polizia verso un cammino di vero
cambiamento e adeguamento ad una società in continua evoluzione verso la
modernità.
Per
rimanere nell’alveo della nostra attività, penso che tutti insieme dovremmo
interrogarci su quanto e come questa svolta epocale ci abbia veramente
cambiato, cos’ha veramente significato per tutti noi l’inizio di un sistema di
relazioni sindacali e quali prospettive ci offrono per l’immediato futuro. La
domanda che ci dobbiamo porre con maggiore insistenza deve vertere
sull’effettività dell’azione sindacale oggi nella Polizia di Stato, a distanza
di 30 anni. Partendo dalla fine, ovvero dalla semplice constatazione
dell’attuale stato di salute della Polizia di Stato.
Tanta
strada sicuramente è stata fatta, ma
svolgendo tutti i giorni attività sindacale sul territorio, non possiamo che
constatare come questa, sebbene siano passati tre decenni, continui ad essere
vista con sospetto da buona parte della classe dirigente, in un conflitto
permanente che è tutto culturale.
Una
classe dirigente il più delle volte completamente priva di un’effettiva
formazione in merito e che non ha mai veramente compreso il valore della
smilitarizzazione e la conseguente costituzione di un sistema di relazioni
sindacali con cui si dovrebbe confrontare tutti i giorni, comprendendo come
questa sia anche la chiave per realizzare gli obbiettivi che via via ci si
pone, e non considerarla invece, come troppo spesso avviene, un’indebita
intrusione nella conduzione del “proprio” ufficio.
Prova
ne sia che in quegli uffici dove operano dirigenti lungimiranti e culturalmente
preparati spesso il sindacato diventa un valido compagno di viaggio e di
confronto per attuare quella progettualità cui tutta la struttura deve
necessariamente tendere, ognuno con il proprio ruolo e la propria funzione.
Si
tratta infatti di capire che bisogna semplicemente rispettare dei ruoli che, se
esercitati con coerenza e rispetto reciproci, creano solide basi su cui
costruire un buon sistema di relazioni, che è condizione assolutamente
necessaria e basilare di ogni attività umana.
Perché
questo avvenga, la parola magica è: “consapevolezza”. Da parte di tutti coloro
che quotidianamente mettono il proprio lavoro al servizio del paese, in
qualsiasi forma e con qualunque ruolo lo facciano.
Ma,
se vogliamo fare un ragionamento serio che porti un qualche risultato, dobbiamo
dirla tutta fino in fondo e prenderci anche noi sindacalisti le nostre
responsabilità.
Purtroppo
sono anche tanti i colleghi che guardano con sospetto al sindacato, e questa è
la conseguenza di una vita professionale che si svolge in un contesto come il
nostro, che non sempre consente di raggiungere una piena coscienza delle
possibilità e dei limiti di una sana e coerente attività sindacale, ma anche il
frutto cattivo di un sindacalismo spicciolo e clientelare, che negli anni ha
vanificato parte consistente dei sacrifici fatti da coloro che ci hanno
preceduto, trasformandosi in molti casi in un becero e cinico sistema di
potere.
Troppo
poco fino ad oggi si è fatto per dare un serio e concreto contributo
all’evoluzione vera del sindacalismo di polizia. Troppe sigle, troppi sindacalisti,
troppa improvvisazione e poca consapevolezza.
Proprio
quella consapevolezza di cui parlavamo prima e che è la sola costante che può
fare la differenza. Quella consapevolezza che è prima di tutto culturale, e che
si realizza nella volontà di cambiare e riformare dal basso un sistema ormai
troppo inquinato da mercenarismi e opportunismi di ogni genere.
Costruire
giorno dopo giorno questa consapevolezza significa creare le basi su cui
costruire un percorso che gradualmente ci possa portare a realizzare quelle
prerogative che una seria attività sindacale può e deve soddisfare, con una
presa di coscienza che non può che arricchire e responsabilizzare chi ha scelto
di fare il “mestiere” del sindacalista.
La
trasformazione culturale porterebbe così ad un processo di cambiamento, ad una
modifica che oserei definire, antropologica, e con essa ad
un grado di sviluppo della Polizia di Stato che sia effettivo e non fittizio.
Ricordandoci
sempre che un’onesta gestione dei diritti passa attraverso la coscienza dei propri
doveri, in un parallelismo fatto di complementarietà e mai di subordinazione
gli uni agli altri.
Oggi
invece facciamo i conti con un’Amministrazione sempre più impoverita, e non mi
riferisco al solo dato materiale, sicuramente di grande importanza ma anche più
facilmente risolvibile con la predisposizione di investimenti da parte di una
politica più lungimirante. Il danno vero, quello che lascia tracce indelebili e
che ci vorranno anni a riparare è quello della perdita di “Identità”.
Quel
comune sentire che ci fa essere parte di un tutto più grande che ci trascende,
quella sensazione che si prova nel guardarsi nello specchio la mattina e sapere
che si fa un lavoro difficile ma che ci fa sentire anche in qualche modo
privilegiati, e che dipende in gran parte anche da noi rendere migliore di
quanto non sia.
Sapere
che il nostro essere al servizio di un paese e dei suoi cittadini è già in sé
un premio alle tante frustrazioni e timori che il lavoro comporta, un lavoro
dai contorni non sempre ben definiti, sottoposto continuamente alla legittima
ma logorante critica sociale, troppo spesso ostaggio degli ideologismi del
momento, utilizzati dalla politica più cinica per sposare gli umori del popolo
e creare consenso, nel rozzo tentativo di renderci mero strumento nelle mani di
governi miopi e irresponsabili.
Noi
abbiamo il dovere di parlare alle migliaia di poliziotte e poliziotti e alle
loro famiglie, per recuperare quel senso di appartenenza che sembra svanito ma
che sono convinto abiti ancora il cuore di ognuno di noi. L’orgoglio di
appartenere ad una grande famiglia, sottoposta al solo vero giudizio possibile,
quello dei Cittadini, al servizio della sola vera grande ideologia che possa
guidare un moderno corpo di polizia di un grande paese, la Democrazia.
Credo
che basti soffiare su queste braci per rimettere in moto la voglia di sognare e
di credere. E dobbiamo farlo restituendo agli uomini e alle donne della Polizia
di Stato quella dignità della loro funzione che è condizione imprescindibile
per ritrovare fiducia e speranza.
Questa
penso sia la sfida che un Sindacato come il “nostro” debba raccogliere per il
futuro della Polizia e con essa dell’Italia intera.
Sassari,
21 giugno 2011
Francesco Genova
Presidenza del Consiglio dei Ministri Circ. 10-3-2011 n. 2/2011 Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24. Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale pubbliche amministrazioni, Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali. - Permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità: banca dati informatica
Permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità:
banca dati informatica
La Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni, al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
La circolare è così strutturata:
- 1. Pubbliche amministrazioni destinatarie
- 2. La comunicazione dei dati
- 3. Modalità e termini di comunicazione dei dati
- 4. La conservazione e la divulgazione dei dati
Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (G.U. 20 giugno 2011, n. 141)
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Circ. 10-3-2011 n. 2/2011
Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24.
Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale pubbliche amministrazioni, Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali.
Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 (1).
Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24.
(1) Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 giugno 2011, n. 141.
Alle
Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001
Premessa
Sulla Gazzetta ufficiale del 9 novembre 2010, n. 262, è stata pubblicata la L. 4 novembre 2010, n. 183, recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”. La legge è entrata in vigore il 24 novembre 2010.
L'art. 24 della nuova legge riguarda le “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”. La disposizione innova parzialmente il regime dei permessi per l'assistenza ai soggetti disabili contenuto nella L. 5 febbraio 1992, n. 104, e nel D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. Le novità normative sono state illustrate nella precedente Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010, nel cui ultimo paragrafo si è fatto rinvio a successive istruzioni per la comunicazione delle informazioni da inserire nella banca dati prevista ai commi 4-6 del menzionato articolo. La norma, infatti, prevede l'istituzione e la gestione di una banca dati informatica per la raccolta e la gestione dei dati relativi alla fruizione dei permessi. La banca dati è finalizzata al monitoraggio e al controllo sul legittimo utilizzo dei permessi accordati ai pubblici
dipendenti che ne fruiscono in quanto persone disabili o per assistere altra persona in situazione di handicap grave. Le informazioni che saranno raccolte nella banca dati saranno utilizzate in forma anonima anche per elaborazioni e pubblicazioni statistiche.
In particolare, i commi 4-6 della menzionata disposizione prevedono:
“4. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica:
a) i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravità, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini;
b) in relazione ai permessi fruiti dai dipendenti per assistenza a persona con handicap in situazione di gravità, il nominativo di quest'ultima, l'eventuale rapporto di dipendenza da un'amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell'assistito;
c) il rapporto di coniugio, il rapporto di maternità o paternità o il grado di parentela o affinità intercorrente tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
d) per i permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell'età maggiore o minore di tre anni del figlio;
e) il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da ciascun lavoratore nel corso dell'anno precedente e per ciascun mese.
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce e cura, con gli ordinari stanziamenti di bilancio, una banca di dati informatica costituita secondo quanto previsto dall'articolo 22, commi 6 e 7, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, in cui confluiscono le comunicazioni di cui al comma 4 del presente articolo, che sono fornite da ciascuna amministrazione per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto codice di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003.
6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica è autorizzata al trattamento dei dati personali e sensibili di cui al comma 4, la cui conservazione non può comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi. Ai fini della comunicazione dei dati di cui al comma 4, le amministrazioni pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali e sensibili e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo non superiore a trenta giorni dalla loro comunicazione, decorsi i quali, salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne curano la cancellazione. Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta, conservazione, elaborazione dei dati in forma elettronica e no, nonché nella comunicazione alle amministrazioni interessate. Sono inoltre consentite la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni esclusivamente in
forma anonima. Le attività di cui ai commi 4 e 5, finalizzate al monitoraggio e alla verifica sulla legittima fruizione dei permessi, sono di rilevante interesse pubblico. Rimangono fermi gli obblighi previsti dal secondo comma dell'articolo 6 della L. 26 maggio 1970, n. 381, dall'ottavo comma dell'articolo 11 della L. 27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto comma dell'articolo 8 della L. 30 marzo 1971, n. 118, concernenti l'invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari, contenenti soltanto il nome, il cognome e l'indirizzo, rispettivamente all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili”.
La presente circolare ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
1. Pubbliche amministrazioni destinatarie
Le amministrazioni tenute alla comunicazione prevista dal comma 4 del citato art. 24 sono tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni; si evidenzia che la comunicazione va effettuata anche qualora presso un'amministrazione non ci siano dipendenti che fruiscono delle agevolazioni previste dalla norma in esame, sia per se stessi sia per prestare assistenza.
Alcune amministrazioni, a seguito dell'entrata in vigore della L. n. 183 del 2010, hanno già provveduto ad inviare in formato cartaceo al Dipartimento della funzione pubblica le informazioni in esame; anche queste dovranno procedere all'inserimento dei dati secondo le modalità previste dal comma 5 del citato art. 24 ai fini dell'adempimento normativo.
2. La comunicazione dei dati
Le amministrazioni pubbliche devono comunicare al Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi ai dipendenti che fruiscono dei permessi per se stessi e/o per l'assistenza a persone disabili previsti dall'art. 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104.
Le amministrazioni devono indicare anche il grado di parentela o di affinità che lega la persona in situazione di handicap grave al dipendente che fruisce dei permessi; se il rapporto di parentela o di affinità è di terzo grado, occorre indicare le motivazioni che legittimano la fruizione dei permessi (nuovo art. 33, comma 3, della L. n. 104 del 1992).
Particolare attenzione va riposta nella comunicazione dei dati riguardanti l'assistenza nei confronti del figlio disabile da parte lavoratore padre e della lavoratrice madre. Il nuovo comma 3 dell'art. 33 prevede, infatti, che "per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente". In particolare, le Amministrazioni devono specificare se la fruizione dei permessi è alternativa con quella dell'altro genitore dipendente o con altro parente o affine, specificando se si tratta di dipendente pubblico, così come illustrato nel paragrafo 4 della Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010.
3. Modalità e termini di comunicazione dei dati
La comunicazione dei dati riferiti all'anno precedente dovrà avvenire per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno.
La rilevazione effettuata nell'anno 2011 riguarda i dati relativi all'intero anno 2010 e, quindi, concerne situazioni regolate dalla normativa pregressa e situazioni soggette al nuovo regime entrato in vigore il 24 novembre. I dati debbono essere comunicati entro il 31 marzo p.v.
Le informazioni relative alla fruizione dei permessi devono essere comunicate attraverso il sito web www.magellanopa.it/permessi104.
Si evidenza che la rilevazione potrà essere effettuata anche a livello periferico, rinviando a ciascuna amministrazione centrale la definizione delle unità periferiche di inserimento e il compito di individuare i soggetti responsabili in ambito decentrato. A tal fine, il sistema prevede una funzionalità dedicata all'inserimento delle unità periferiche.
Sul sito web www.magellanopa.it/permessi104 è possibile consultare la seguente documentazione di supporto alla procedura per l'inserimento dei dati:
1) Procedura di registrazione;
2) Manuale utente per l'inserimento dei dati;
3) Manuale creazione unità periferiche;
4) Modello di raccolta dati;
5) Manuale comunicazione negativa.
Per l'avvio della procedura, le amministrazioni interessate dovranno procedere all'accreditamento, secondo le istruzioni presenti sul sito www.magellanopa.it/permessi104. Al fine di semplificare tale procedura ed evitare una nuova registrazione, le amministrazioni potranno utilizzare i codici di accesso, già in loro possesso, necessari per l'inserimento delle informazioni relative ai tassi di assenza e presenza del personale dipendente nella banca dati assenze del Dipartimento della Funzione Pubblica (www.magellanopa.it/assenzepa). Chi non fosse dotato di tali codici di accesso, dovrà procedere con la procedura standard consultabile sul sito.
Come detto nel paragrafo 1, la comunicazione dei dati va effettuata anche nel caso in cui l'amministrazione non abbia dipendenti che usufruiscono di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità. Sul sito è possibile consultare il manuale con le modalità per effettuare la comunicazione negativa.
4. La conservazione e la divulgazione dei dati
Si rammenta che ai fini di un corretto utilizzo dei dati in base alla normativa sul trattamento dei dati, il comma 6 dell'art. 24 della legge in esame prevede che le amministrazioni, una volta provveduto a comunicare i dati sulla fruizione dei permessi alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, provvedono alla cancellazione entro trenta giorni dalla comunicazione effettuata, salve specifiche esigenze amministrativo-contabile. Allo stesso modo il Dipartimento della funzione pubblica è autorizzato alla conservazione dei dati di cui al comma 4 del citato articolo, per una durata non superiore ai ventiquattro mesi.
Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Brunetta
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 1
L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24
L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33
D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 22
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 42
La Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni, al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
La circolare è così strutturata:
- 1. Pubbliche amministrazioni destinatarie
- 2. La comunicazione dei dati
- 3. Modalità e termini di comunicazione dei dati
- 4. La conservazione e la divulgazione dei dati
Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (G.U. 20 giugno 2011, n. 141)
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Circ. 10-3-2011 n. 2/2011
Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24.
Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale pubbliche amministrazioni, Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali.
Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 (1).
Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24.
(1) Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 giugno 2011, n. 141.
Alle
Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001
Premessa
Sulla Gazzetta ufficiale del 9 novembre 2010, n. 262, è stata pubblicata la L. 4 novembre 2010, n. 183, recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”. La legge è entrata in vigore il 24 novembre 2010.
L'art. 24 della nuova legge riguarda le “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”. La disposizione innova parzialmente il regime dei permessi per l'assistenza ai soggetti disabili contenuto nella L. 5 febbraio 1992, n. 104, e nel D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. Le novità normative sono state illustrate nella precedente Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010, nel cui ultimo paragrafo si è fatto rinvio a successive istruzioni per la comunicazione delle informazioni da inserire nella banca dati prevista ai commi 4-6 del menzionato articolo. La norma, infatti, prevede l'istituzione e la gestione di una banca dati informatica per la raccolta e la gestione dei dati relativi alla fruizione dei permessi. La banca dati è finalizzata al monitoraggio e al controllo sul legittimo utilizzo dei permessi accordati ai pubblici
dipendenti che ne fruiscono in quanto persone disabili o per assistere altra persona in situazione di handicap grave. Le informazioni che saranno raccolte nella banca dati saranno utilizzate in forma anonima anche per elaborazioni e pubblicazioni statistiche.
In particolare, i commi 4-6 della menzionata disposizione prevedono:
“4. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica:
a) i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravità, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini;
b) in relazione ai permessi fruiti dai dipendenti per assistenza a persona con handicap in situazione di gravità, il nominativo di quest'ultima, l'eventuale rapporto di dipendenza da un'amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell'assistito;
c) il rapporto di coniugio, il rapporto di maternità o paternità o il grado di parentela o affinità intercorrente tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
d) per i permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell'età maggiore o minore di tre anni del figlio;
e) il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da ciascun lavoratore nel corso dell'anno precedente e per ciascun mese.
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce e cura, con gli ordinari stanziamenti di bilancio, una banca di dati informatica costituita secondo quanto previsto dall'articolo 22, commi 6 e 7, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, in cui confluiscono le comunicazioni di cui al comma 4 del presente articolo, che sono fornite da ciascuna amministrazione per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto codice di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003.
6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica è autorizzata al trattamento dei dati personali e sensibili di cui al comma 4, la cui conservazione non può comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi. Ai fini della comunicazione dei dati di cui al comma 4, le amministrazioni pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali e sensibili e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo non superiore a trenta giorni dalla loro comunicazione, decorsi i quali, salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne curano la cancellazione. Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta, conservazione, elaborazione dei dati in forma elettronica e no, nonché nella comunicazione alle amministrazioni interessate. Sono inoltre consentite la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni esclusivamente in
forma anonima. Le attività di cui ai commi 4 e 5, finalizzate al monitoraggio e alla verifica sulla legittima fruizione dei permessi, sono di rilevante interesse pubblico. Rimangono fermi gli obblighi previsti dal secondo comma dell'articolo 6 della L. 26 maggio 1970, n. 381, dall'ottavo comma dell'articolo 11 della L. 27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto comma dell'articolo 8 della L. 30 marzo 1971, n. 118, concernenti l'invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari, contenenti soltanto il nome, il cognome e l'indirizzo, rispettivamente all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili”.
La presente circolare ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
1. Pubbliche amministrazioni destinatarie
Le amministrazioni tenute alla comunicazione prevista dal comma 4 del citato art. 24 sono tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni; si evidenzia che la comunicazione va effettuata anche qualora presso un'amministrazione non ci siano dipendenti che fruiscono delle agevolazioni previste dalla norma in esame, sia per se stessi sia per prestare assistenza.
Alcune amministrazioni, a seguito dell'entrata in vigore della L. n. 183 del 2010, hanno già provveduto ad inviare in formato cartaceo al Dipartimento della funzione pubblica le informazioni in esame; anche queste dovranno procedere all'inserimento dei dati secondo le modalità previste dal comma 5 del citato art. 24 ai fini dell'adempimento normativo.
2. La comunicazione dei dati
Le amministrazioni pubbliche devono comunicare al Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi ai dipendenti che fruiscono dei permessi per se stessi e/o per l'assistenza a persone disabili previsti dall'art. 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104.
Le amministrazioni devono indicare anche il grado di parentela o di affinità che lega la persona in situazione di handicap grave al dipendente che fruisce dei permessi; se il rapporto di parentela o di affinità è di terzo grado, occorre indicare le motivazioni che legittimano la fruizione dei permessi (nuovo art. 33, comma 3, della L. n. 104 del 1992).
Particolare attenzione va riposta nella comunicazione dei dati riguardanti l'assistenza nei confronti del figlio disabile da parte lavoratore padre e della lavoratrice madre. Il nuovo comma 3 dell'art. 33 prevede, infatti, che "per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente". In particolare, le Amministrazioni devono specificare se la fruizione dei permessi è alternativa con quella dell'altro genitore dipendente o con altro parente o affine, specificando se si tratta di dipendente pubblico, così come illustrato nel paragrafo 4 della Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010.
3. Modalità e termini di comunicazione dei dati
La comunicazione dei dati riferiti all'anno precedente dovrà avvenire per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno.
La rilevazione effettuata nell'anno 2011 riguarda i dati relativi all'intero anno 2010 e, quindi, concerne situazioni regolate dalla normativa pregressa e situazioni soggette al nuovo regime entrato in vigore il 24 novembre. I dati debbono essere comunicati entro il 31 marzo p.v.
Le informazioni relative alla fruizione dei permessi devono essere comunicate attraverso il sito web www.magellanopa.it/permessi104.
Si evidenza che la rilevazione potrà essere effettuata anche a livello periferico, rinviando a ciascuna amministrazione centrale la definizione delle unità periferiche di inserimento e il compito di individuare i soggetti responsabili in ambito decentrato. A tal fine, il sistema prevede una funzionalità dedicata all'inserimento delle unità periferiche.
Sul sito web www.magellanopa.it/permessi104 è possibile consultare la seguente documentazione di supporto alla procedura per l'inserimento dei dati:
1) Procedura di registrazione;
2) Manuale utente per l'inserimento dei dati;
3) Manuale creazione unità periferiche;
4) Modello di raccolta dati;
5) Manuale comunicazione negativa.
Per l'avvio della procedura, le amministrazioni interessate dovranno procedere all'accreditamento, secondo le istruzioni presenti sul sito www.magellanopa.it/permessi104. Al fine di semplificare tale procedura ed evitare una nuova registrazione, le amministrazioni potranno utilizzare i codici di accesso, già in loro possesso, necessari per l'inserimento delle informazioni relative ai tassi di assenza e presenza del personale dipendente nella banca dati assenze del Dipartimento della Funzione Pubblica (www.magellanopa.it/assenzepa). Chi non fosse dotato di tali codici di accesso, dovrà procedere con la procedura standard consultabile sul sito.
Come detto nel paragrafo 1, la comunicazione dei dati va effettuata anche nel caso in cui l'amministrazione non abbia dipendenti che usufruiscono di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità. Sul sito è possibile consultare il manuale con le modalità per effettuare la comunicazione negativa.
4. La conservazione e la divulgazione dei dati
Si rammenta che ai fini di un corretto utilizzo dei dati in base alla normativa sul trattamento dei dati, il comma 6 dell'art. 24 della legge in esame prevede che le amministrazioni, una volta provveduto a comunicare i dati sulla fruizione dei permessi alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, provvedono alla cancellazione entro trenta giorni dalla comunicazione effettuata, salve specifiche esigenze amministrativo-contabile. Allo stesso modo il Dipartimento della funzione pubblica è autorizzato alla conservazione dei dati di cui al comma 4 del citato articolo, per una durata non superiore ai ventiquattro mesi.
Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Brunetta
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 1
L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24
L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33
D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 22
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 42
MANOVRA. MARINO: TAGLI INDISCRIMINATI CONTRO PAZIENTI E MEDICI
MANOVRA. MARINO: TAGLI INDISCRIMINATI CONTRO PAZIENTI E
MEDICI
(DIRE) Roma, 28 giu. - "Nel momento in cui la nostra sanita'
attraversa un periodo di grave crisi, anche di fiducia, mi
stupisco dell'atteggiamento miope del Governo: non trovano nulla
di meglio che tagliare dove avevano gia' abbondantemente ridotto?
La bozza della manovra, cosi' come anticipata, e' ispirata a un
principio ragionieristico che non tiene in alcuna considerazione
la qualita' e l'efficienza delle cure". Lo dice il senatore del
Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul
Servizio Sanitario Nazionale, sulla bozza della manovra
presentata oggi e le misure previste per la sanita'.
"Perche' chiedere ancora sacrifici al Servizio Sanitario
Nazionale- aggiunge Marino- quando in Italia la spesa pro capite
di ciascuna persona per la sanita' e' gia' una delle piu' basse
dei Paesi Ocse? Si tratta di 2.686 dollari contro i 3.588 della
Germania o i 3.601 della Francia, numeri che certamente il
ministro della Salute Fazio conosce bene. E' una strategia
sbagliata, basata su tagli indiscriminati che non tengono conto
delle eccellenze".
(Com/Rai/ Dire)
20:19 28-06-11
NNNN
(DIRE) Roma, 28 giu. - "Nel momento in cui la nostra sanita'
attraversa un periodo di grave crisi, anche di fiducia, mi
stupisco dell'atteggiamento miope del Governo: non trovano nulla
di meglio che tagliare dove avevano gia' abbondantemente ridotto?
La bozza della manovra, cosi' come anticipata, e' ispirata a un
principio ragionieristico che non tiene in alcuna considerazione
la qualita' e l'efficienza delle cure". Lo dice il senatore del
Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul
Servizio Sanitario Nazionale, sulla bozza della manovra
presentata oggi e le misure previste per la sanita'.
"Perche' chiedere ancora sacrifici al Servizio Sanitario
Nazionale- aggiunge Marino- quando in Italia la spesa pro capite
di ciascuna persona per la sanita' e' gia' una delle piu' basse
dei Paesi Ocse? Si tratta di 2.686 dollari contro i 3.588 della
Germania o i 3.601 della Francia, numeri che certamente il
ministro della Salute Fazio conosce bene. E' una strategia
sbagliata, basata su tagli indiscriminati che non tengono conto
delle eccellenze".
(Com/Rai/ Dire)
20:19 28-06-11
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Sicurezza, Pd: Alemanno ha fallito Una volante ogni 58mila persone
Patto Roma Sicura
Sicurezza, Pd: Alemanno ha fallito
Una volante ogni 58mila persone
I dati sul presidio del territorio da parte delle forze
dell'ordine presentano una forte disomogeneità tra il centro e la
periferia. Minniti (Pd): "Un'idea di sicurezza ferma a cinquant'anni
fa". Carenza di strutture, uomini e mezzi, che deve fare i conti anche
con le dimensioni e il traffico della città. Miccoli (Pd):"Il nostro non
è uno spot, ma un lavoro di lunga data". Le proposte e la richiesta del
Pd di un consiglio comunale straordinario sul tema. Il Pdl: "Reati in
calo"
I SINDACATI Mafie, allarme Silp e il Siap chiede meno auto blu
I SINDACATI Mafie, allarme Silp e il Siap chiede meno auto blu
Il Patto Roma Sicura? Un fallimento. Lo sostiene il
Partito democratico che questa mattina, presso la sala stampa della
Camera dei Deputati, ha presentato cifre e dati sul presidio del
territorio da parte delle forze dell’ordine nella Capitale.
A Roma, con i suoi 2.800.000 abitanti, sono presenti appena quarantotto vetture della polizia, ovvero una ogni 58.300 persone, “come se a Siena o Civitavecchia ci fosse una sola pattuglia”, spiega il Pd. Se si leggono i dati sui Municipi, la situazione appare ancora più preoccupante: nel IV municipio, ampio come Firenze, c’è un poliziotto ogni 2.284 abitanti, uno ogni 2.302 residenti nel XIII, uno ogni 1.845 nell’VIII che è grande quanto Napoli. In generale, il rapporto polizia/abitanti nelle periferie non è mai inferiore a uno ogni mille, fatta eccezione per il XII municipio. Si sta nettamente meglio al centro di Roma: un agente ogni 219 residenti. “Una periferia abbandonata a se stessa e un centro storico blindato - ha commentato l’on. Marco Minniti, presidente della fondazione Icsa –, è il frutto di un’immagine della sicurezza vecchia oltre cinquant’anni”.
Di notte la situazione peggiora: due volanti per ogni 180 mila abitanti del X municipio, una per i 205 mila di ostia e litorale. Una disomogeneità evidente e tanto più grave – incalza il Pd – se si pensa che il Patto del 2008 prevedeva l’incremento del numero di pattuglie tra le ore 19 e le 7. E lo squilibrio nel presidio del territorio è confermato dalla dislocazione dei commissariati: di 36 presenti in città, ben 6 sono concentrati nel I municipio, mentre nell’VIII municipio e nel XIII (esteso quanto Bologna), ne hanno appena uno a testa. “Sono dati che non vogliamo strumentalizzare – sottolinea il segretario Pd Roma, Marco Miccoli –, ma che auspichiamo servano a dare una mano agli operatori della Sicurezza. Roma ha bisogno di una mano”. Gli fa eco l’on. Emanuele Fiano, responsabile del Forum sicurezza del Pd nazionale: “Il nostro non è uno spot, ma un lavoro di lunga data che il Pd ha fatto – ha spiegato Fiano –, il disegno sulla Sicurezza è fallito a Roma così come in altre parti del Paese governate dal centrodestra”.
Una carenza di strutture, di uomini e di mezzi che deve fare i conti anche con le dimensioni e il traffico della città. La sede del reparto volantini è in via Guido Reni, a Flaminio: tradotto in tempi di percorrenza, per raggiungere i quadranti nord e ovest si impiega mezz’ora, mentre per le zone sud ed est si arriva anche a un’ora. L’inadeguatezza numerica degli uomini in campo non risparmia la polizia municipale: mancano oltre 1.900 persone. Mentre, delle 6.400 unità attualmente presenti, meno della metà (2.400 unità) sono operative in strada al giorno.
Ma il fallimento del Patto Roma Sicura – contesta il Pd – è testimoniato anche dai compiti, disattesi, attribuiti al sindaco: la Sala Sistema Roma è attiva, ma non si è sviluppata come previsto, il numero verde degrado e sicurezza è inesistente. E, ancora, nessuna traccia di una collocazione più razionale sul territorio delle forze di polizia e degli sportelli per la Sicurezza. Il Poliziotto di quartiere? Erano state previste 180 pattuglie e 360 operatori, con costo di formazione di 800 mila euro. Risultato: ogni giorno ne sono presenti non più di otto. “Ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto di riduzione di degrado e illegalità con la sicurezza partecipata – ha detto il responsabile dipartimento sicurezza Pd Roma, Alberto Mancinelli – e cosa ne è stato della riqualificazione delle stazioni ferroviarie a rischio, soprattutto dell’illuminazione”. Di recente “è stato eliminato il presidio in sei stazioni metropolitane – ha aggiunto Mancinelli – e se da un lato hanno cambiato il logo ai vigili urbani, dall’altro la sostanza è la stessa, anzi, peggiore: 500 vigli sono senza radio”.
I tagli alla Sicurezza (3 miliardi in tre anni)andrebbero nella direzione opposta rispetto alle intenzioni pre elettorali. Sebbene il 29 luglio 2008, il Patto Roma Sicura (per una spesa complessiva di 24 milioni di euro, e con 3.000 militari dislocati nei punti sensibili e in periferia) firmato dal sindaco Gianni Alemanno, paventava un colpo di spugna sugli episodi di criminalità che avevano sconvolto la Capitale, si pensi al caso Reggiani, la percezione sulla sicurezza dei romani non è migliorata. “Con la paura si possono vincere le elezioni – ha proseguito Minniti -, ma quando la molla della paura finisce per esaurirsi arriva l’effetto boomerang e che, devo constatare, ha acquisito perfino un po’ più di forza”.
“Non è solo un fatto di ordine pubblico – ha precisato Miccoli – c’è la questione sociale e il dato drammatico sulla povertà che ha reso noto la comunità di Sant’Egidio. Alemanno non si cura della crisi economica, gli ammortizzatori sociali stanno scadendo. Poi, c’è il problema della cultura, non essendoci offerta per i giovani si alimenta la ‘movida notturna’, non c’è altra alternativa”. Tuttavia, le proposte del Pd Roma per la Sicurezza elencate in conferenza stampa, sono tutte incentrare sull’ordine pubblico “perché la battaglia culturale è quotidiana – ha concluso Miccoli –, con prese di posizione sui teatri occupati, ad esempio, come il Valle e quello di Ostia”. “Una città se è più vissuta è più sicura – ha aggiunto Minniti – il Bronx non è più quello di un tempo perché hanno pensato prima a politiche di sviluppo urbanistico e poi alla sicurezza”.
LE PROPOSTE DEL PD. Dalla conferenza di oggi, il Pd ha innanzitutto chiesto che sia convocato un consiglio comunale straordinario sulla Sicurezza, affinchè in sindaco risponda alla città di cinque domande sul "fallimento del Patto Roma Sicura". E ha lanciato anche alcune proposte: una nuova divisione territoriale della città in cinque quadranti per la ridistribuzione delle volanti; una rete di sicurezza basata suòl partenariato tra le forze dell'ordine, gli attori economici locali (organizzazioni di commercianti), i Municipi, i comitati di quartiere e i singoli cittadini per la segnaazione in tempo reale di situazione di degrado e rischio che possono comportare pericolo; l'attivazione immediata del numero verde sicurezza; la creazione di un centro di coordinamento fra la Sala operativa della questura di Roma, la centrale operativa dei carabinieri e la Sala sistema Roma per favorire lo scambio di informazioni a livello metropolitano sugli interventi per la sicurezza; l'immediata attuazione del piano straordinario di illuminazione pubblica.
LE REAZONI. "Non comprendiamo davvero in virtù di quali successi la sinistra si sia messa in testa di voler fare lezioni sulla sicurezza”. Lo dichiara in una nota Roberto Cantiani (Pdl), vice presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale. “Nel 2007 i reati commessi a Roma erano 225.774 – continua Cantiani - contro i 171.446 registrati nel 2010; la percezione della sicurezza era decisamente inferiore; molti agenti della Polizia di Roma Capitale erano a tempo determinato senza che chi ci ha preceduto pensasse alla loro stabilizzazione; e soprattutto c’era un Patto per Roma Sicura che, così come era, non aveva fruttato i risultati sperati, come appunto i numeri relativi al calo dei reati evidenziano”. Gli fa eco il consigliere capitolino Ludovico Todini(Pdl): " La lotta all’illegalità si è concentrata principalmente nei confronti degli insediamenti abusivi e negli ultimi mesi sono state effettuate ben 7000 espulsioni. La dislocazione delle pattuglie sul tessuto cittadino è stata intensificata con il controllo dinamico del territorio, portando a una maggiore sorveglianza di tutti i quartieri di Roma”.
Dalla parte delle forze dell’ordine, al di là delle polemiche, Francesco Pasquali, capogruppo di Futuro e libertà alla Regione Lazio: “Ogni grido d’allarme che riguarda la carenza di organico tra le forze dell’ordine nella capitale va preso seriamente in considerazione dall’amministrazione cittadina e dal Governo. Non è accettabile che la questione della sicurezza a Roma faccia leva soltanto sulla generosità e l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine; l’assenza di adeguate coperture finanziarie, infatti, ne limita e ne indebolisce oggettivamente l’operato. Non possiamo accettare il rischio che in una città come Roma esistano delle vere e proprie zone franche per i malintenzionati, che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini e dei turisti”.
A Roma, con i suoi 2.800.000 abitanti, sono presenti appena quarantotto vetture della polizia, ovvero una ogni 58.300 persone, “come se a Siena o Civitavecchia ci fosse una sola pattuglia”, spiega il Pd. Se si leggono i dati sui Municipi, la situazione appare ancora più preoccupante: nel IV municipio, ampio come Firenze, c’è un poliziotto ogni 2.284 abitanti, uno ogni 2.302 residenti nel XIII, uno ogni 1.845 nell’VIII che è grande quanto Napoli. In generale, il rapporto polizia/abitanti nelle periferie non è mai inferiore a uno ogni mille, fatta eccezione per il XII municipio. Si sta nettamente meglio al centro di Roma: un agente ogni 219 residenti. “Una periferia abbandonata a se stessa e un centro storico blindato - ha commentato l’on. Marco Minniti, presidente della fondazione Icsa –, è il frutto di un’immagine della sicurezza vecchia oltre cinquant’anni”.
Di notte la situazione peggiora: due volanti per ogni 180 mila abitanti del X municipio, una per i 205 mila di ostia e litorale. Una disomogeneità evidente e tanto più grave – incalza il Pd – se si pensa che il Patto del 2008 prevedeva l’incremento del numero di pattuglie tra le ore 19 e le 7. E lo squilibrio nel presidio del territorio è confermato dalla dislocazione dei commissariati: di 36 presenti in città, ben 6 sono concentrati nel I municipio, mentre nell’VIII municipio e nel XIII (esteso quanto Bologna), ne hanno appena uno a testa. “Sono dati che non vogliamo strumentalizzare – sottolinea il segretario Pd Roma, Marco Miccoli –, ma che auspichiamo servano a dare una mano agli operatori della Sicurezza. Roma ha bisogno di una mano”. Gli fa eco l’on. Emanuele Fiano, responsabile del Forum sicurezza del Pd nazionale: “Il nostro non è uno spot, ma un lavoro di lunga data che il Pd ha fatto – ha spiegato Fiano –, il disegno sulla Sicurezza è fallito a Roma così come in altre parti del Paese governate dal centrodestra”.
Una carenza di strutture, di uomini e di mezzi che deve fare i conti anche con le dimensioni e il traffico della città. La sede del reparto volantini è in via Guido Reni, a Flaminio: tradotto in tempi di percorrenza, per raggiungere i quadranti nord e ovest si impiega mezz’ora, mentre per le zone sud ed est si arriva anche a un’ora. L’inadeguatezza numerica degli uomini in campo non risparmia la polizia municipale: mancano oltre 1.900 persone. Mentre, delle 6.400 unità attualmente presenti, meno della metà (2.400 unità) sono operative in strada al giorno.
Ma il fallimento del Patto Roma Sicura – contesta il Pd – è testimoniato anche dai compiti, disattesi, attribuiti al sindaco: la Sala Sistema Roma è attiva, ma non si è sviluppata come previsto, il numero verde degrado e sicurezza è inesistente. E, ancora, nessuna traccia di una collocazione più razionale sul territorio delle forze di polizia e degli sportelli per la Sicurezza. Il Poliziotto di quartiere? Erano state previste 180 pattuglie e 360 operatori, con costo di formazione di 800 mila euro. Risultato: ogni giorno ne sono presenti non più di otto. “Ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto di riduzione di degrado e illegalità con la sicurezza partecipata – ha detto il responsabile dipartimento sicurezza Pd Roma, Alberto Mancinelli – e cosa ne è stato della riqualificazione delle stazioni ferroviarie a rischio, soprattutto dell’illuminazione”. Di recente “è stato eliminato il presidio in sei stazioni metropolitane – ha aggiunto Mancinelli – e se da un lato hanno cambiato il logo ai vigili urbani, dall’altro la sostanza è la stessa, anzi, peggiore: 500 vigli sono senza radio”.
I tagli alla Sicurezza (3 miliardi in tre anni)andrebbero nella direzione opposta rispetto alle intenzioni pre elettorali. Sebbene il 29 luglio 2008, il Patto Roma Sicura (per una spesa complessiva di 24 milioni di euro, e con 3.000 militari dislocati nei punti sensibili e in periferia) firmato dal sindaco Gianni Alemanno, paventava un colpo di spugna sugli episodi di criminalità che avevano sconvolto la Capitale, si pensi al caso Reggiani, la percezione sulla sicurezza dei romani non è migliorata. “Con la paura si possono vincere le elezioni – ha proseguito Minniti -, ma quando la molla della paura finisce per esaurirsi arriva l’effetto boomerang e che, devo constatare, ha acquisito perfino un po’ più di forza”.
“Non è solo un fatto di ordine pubblico – ha precisato Miccoli – c’è la questione sociale e il dato drammatico sulla povertà che ha reso noto la comunità di Sant’Egidio. Alemanno non si cura della crisi economica, gli ammortizzatori sociali stanno scadendo. Poi, c’è il problema della cultura, non essendoci offerta per i giovani si alimenta la ‘movida notturna’, non c’è altra alternativa”. Tuttavia, le proposte del Pd Roma per la Sicurezza elencate in conferenza stampa, sono tutte incentrare sull’ordine pubblico “perché la battaglia culturale è quotidiana – ha concluso Miccoli –, con prese di posizione sui teatri occupati, ad esempio, come il Valle e quello di Ostia”. “Una città se è più vissuta è più sicura – ha aggiunto Minniti – il Bronx non è più quello di un tempo perché hanno pensato prima a politiche di sviluppo urbanistico e poi alla sicurezza”.
LE PROPOSTE DEL PD. Dalla conferenza di oggi, il Pd ha innanzitutto chiesto che sia convocato un consiglio comunale straordinario sulla Sicurezza, affinchè in sindaco risponda alla città di cinque domande sul "fallimento del Patto Roma Sicura". E ha lanciato anche alcune proposte: una nuova divisione territoriale della città in cinque quadranti per la ridistribuzione delle volanti; una rete di sicurezza basata suòl partenariato tra le forze dell'ordine, gli attori economici locali (organizzazioni di commercianti), i Municipi, i comitati di quartiere e i singoli cittadini per la segnaazione in tempo reale di situazione di degrado e rischio che possono comportare pericolo; l'attivazione immediata del numero verde sicurezza; la creazione di un centro di coordinamento fra la Sala operativa della questura di Roma, la centrale operativa dei carabinieri e la Sala sistema Roma per favorire lo scambio di informazioni a livello metropolitano sugli interventi per la sicurezza; l'immediata attuazione del piano straordinario di illuminazione pubblica.
LE REAZONI. "Non comprendiamo davvero in virtù di quali successi la sinistra si sia messa in testa di voler fare lezioni sulla sicurezza”. Lo dichiara in una nota Roberto Cantiani (Pdl), vice presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale. “Nel 2007 i reati commessi a Roma erano 225.774 – continua Cantiani - contro i 171.446 registrati nel 2010; la percezione della sicurezza era decisamente inferiore; molti agenti della Polizia di Roma Capitale erano a tempo determinato senza che chi ci ha preceduto pensasse alla loro stabilizzazione; e soprattutto c’era un Patto per Roma Sicura che, così come era, non aveva fruttato i risultati sperati, come appunto i numeri relativi al calo dei reati evidenziano”. Gli fa eco il consigliere capitolino Ludovico Todini(Pdl): " La lotta all’illegalità si è concentrata principalmente nei confronti degli insediamenti abusivi e negli ultimi mesi sono state effettuate ben 7000 espulsioni. La dislocazione delle pattuglie sul tessuto cittadino è stata intensificata con il controllo dinamico del territorio, portando a una maggiore sorveglianza di tutti i quartieri di Roma”.
Dalla parte delle forze dell’ordine, al di là delle polemiche, Francesco Pasquali, capogruppo di Futuro e libertà alla Regione Lazio: “Ogni grido d’allarme che riguarda la carenza di organico tra le forze dell’ordine nella capitale va preso seriamente in considerazione dall’amministrazione cittadina e dal Governo. Non è accettabile che la questione della sicurezza a Roma faccia leva soltanto sulla generosità e l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine; l’assenza di adeguate coperture finanziarie, infatti, ne limita e ne indebolisce oggettivamente l’operato. Non possiamo accettare il rischio che in una città come Roma esistano delle vere e proprie zone franche per i malintenzionati, che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini e dei turisti”.
Carmen Vogani
fonte:
http://www.paesesera.it/Politica/Sicurezza-Pd-Alemanno-ha-fallito-Una-volante-ogni-58mila-persone
fonte:
http://www.paesesera.it/Politica/Sicurezza-Pd-Alemanno-ha-fallito-Una-volante-ogni-58mila-persone
Diagnosi personalizzate contro epatite e tumori
SALUTE: DIAGNOSI PERSONALIZZATE CONTRO EPATITE E
TUMORI
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Diagnosi precoci e personalizzate
sono la chiave per il successo nei trattamenti di epatite C e
tumori. E' quanto emerso da un seminario organizzato nell'ambito
del Simposio sulla Diagnostica, promosso da DiaSorin che si e'
tenuto a Torino.
Stando ai dati diffusi, l'Italia e' il Paese del Sud Europa
con il maggior numero di persone affette da epatiti virali. La
prevalenza dell'HBsAg sta nuovamente aumentando soprattutto in
ragione dell'immigrazione di persone provenienti da Paesi dove
l'HBV rimane iperendemico.
''Per far fronte a questa potenziale nuova emergenza
occorrono analisi e diagnosi molto accurate - affermano gli
esperti - in grado di identificare non solo il virus B
convenzionale ma anche i mutanti dell'HBV che insorgono
spontaneamente o a seguito di terapia farmacologica''.
Allo stesso tempo, in campo oncologico ''le ultime conoscenze
portano ad affermare che ogni singolo tumore, di ogni singolo
paziente ha un profilo di alterazioni del DNA unico e
peculiare''.
''Sappiamo che un'accurata diagnosi molecolare delle
alterazioni genetiche dei principali tumori solidi e'
indispensabile per decidere il trattamento piu' appropriato -
afferma Luca Gianni, direttore del Dipartimento di Oncologia
Medica dell'ospedale San Raffaele di Milano - . L'importanza
della diagnostica molecolare consiste nell'indirizzarci verso la
scelta del farmaco migliore. Questo non puo' che portare al
miglioramento delle prospettive di cura e, in alcuni casi, di
guarigione''.(ANSA).
Y63-GU
28-GIU-11 20:19 NNNN
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Diagnosi precoci e personalizzate
sono la chiave per il successo nei trattamenti di epatite C e
tumori. E' quanto emerso da un seminario organizzato nell'ambito
del Simposio sulla Diagnostica, promosso da DiaSorin che si e'
tenuto a Torino.
Stando ai dati diffusi, l'Italia e' il Paese del Sud Europa
con il maggior numero di persone affette da epatiti virali. La
prevalenza dell'HBsAg sta nuovamente aumentando soprattutto in
ragione dell'immigrazione di persone provenienti da Paesi dove
l'HBV rimane iperendemico.
''Per far fronte a questa potenziale nuova emergenza
occorrono analisi e diagnosi molto accurate - affermano gli
esperti - in grado di identificare non solo il virus B
convenzionale ma anche i mutanti dell'HBV che insorgono
spontaneamente o a seguito di terapia farmacologica''.
Allo stesso tempo, in campo oncologico ''le ultime conoscenze
portano ad affermare che ogni singolo tumore, di ogni singolo
paziente ha un profilo di alterazioni del DNA unico e
peculiare''.
''Sappiamo che un'accurata diagnosi molecolare delle
alterazioni genetiche dei principali tumori solidi e'
indispensabile per decidere il trattamento piu' appropriato -
afferma Luca Gianni, direttore del Dipartimento di Oncologia
Medica dell'ospedale San Raffaele di Milano - . L'importanza
della diagnostica molecolare consiste nell'indirizzarci verso la
scelta del farmaco migliore. Questo non puo' che portare al
miglioramento delle prospettive di cura e, in alcuni casi, di
guarigione''.(ANSA).
Y63-GU
28-GIU-11 20:19 NNNN
martedì 28 giugno 2011
ANSA-SCHEDA/ MANOVRA: DA TRAVET A TICKET, TUTTE LE MISURE
ANSA-SCHEDA/ MANOVRA: DA TRAVET A TICKET, TUTTE LE
MISURE
NELLA BOZZA ANCHE TAV, CROCE ROSSA PRIVATA, LIBERALIZZAZIONI
(di Manuela Tulli)
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Blocco degli stipendi per gli statali
per un anno in piu', donne in pensione a 61 gia' dal 2012 per
progressivamente arrivare a 65, ticket da 10 euro sulle
prestazioni specialistiche e da 25 euro sul pronto soccorso a
partire dal prossimo anno. Sono alcune delle misure contenute
nella 'bozza' della manovra, un provvedimento al momento lungo
82 pagine che poi si intersechera' con la riforma del fisco che
riguarda Irpef, Iva, Irap e tasse sulle rendite finanziarie. Tra
le novita' della bozza anche la privatizzazione della Croce
Rossa Italiana e il rifinanziamento delle missioni
internazionali per tutto il 2011.
Ecco la bozza della manovra in 'pillole'.
- TICKET 10 EURO. Scattera' dal primo gennaio 2012 per le
prestazioni specialistiche ambulatoriali. Pagheranno invece 25
euro i 'codici bianchi' del pronto soccorso. Al momento infatti
e' stato stanziato un finanziamento da 486,5 milioni di euro
solo per il 2011.
- PENSIONI, PARTE IN 2014 AGGANCIO ETA' A SPERANZA VITA. Era
previsto al 2015.
- PENSIONI D'ORO. Stop alla rivalutazione se sono cinque
volte superiori al minimo. Per quelle pari atre volte il minimo
la rivalutazione sara' al 45%.
- PENSIONI, DONNE A 65 ANNI. La bozza e' stringente: dal 2012
servirebbero 61 anni per andare in pensione, e poi si aumenta di
un anno fino a raggiungere i 65 anni. Ma l'ipotesi sarebbe gia'
superata da una che prevede un adeguamento diluito: si parte dal
2015 con un mese l'anno, per accelerare dal 2020 di sei mesi
l'anno, fino a raggiungere l'eta' pensionabile di 65 anni. Ma
tutto sarebbe ancora aperto.
- P.A., STIPENDI CONGELATI. Stop agli aumenti di retribuzione,
anche accessori, per il personale delle pubbliche
amministrazioni, fino alla fine del 2014.
- P.A., BLOCCO TURN-OVER. Proroga del turn-over nel pubblico
impiego ancora per un anno. Esclusi dalla stretta i Corpi di
Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali.
- MISSIONI INTERNAZIONALI. La dotazione del fondo e'
incrementata di 700 milioni di euro per il 2011.
- LIBERALIZZAZIONE PROFESSIONI. Piu' facile l'accesso; fuori
dalle nuove norme notai, architetti, farmacisti e avvocati.
- SPENDING REVIEW. Addio tagli lineari: parte dal 2012 il
processo di 'spending review' ''mirata alla definizione dei
fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle
amministrazioni centrali dello Stato''.
- CROCE ROSSA. Sara' privatizzata. Il personale non militare
rischia di essere posto in mobilita'.
- BADANTI E PENSIONI. Dal primo gennaio del prossimo anno, la
pensione di reversibilita' ''e' ridotta, nei casi in cui il
matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad eta' del
medesimo superiori a 70 anni e la differenza di eta' tra i
coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% per ogni anno di
matrimonio mancante rispetto al numero di 10''.
- CATTEDRE BLOCCATE. A decorrere dall'anno scolastico
2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente,
educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza
delle relative dotazioni organiche dello stesso personale
determinata nell'anno scolastico 2011/2012.
- INSEGNANTI DI SOSTEGNO. L'organico degli insegnati di
sostegno, attribuito alle singole scuole o a 'reti di scuole',
dovra' prevedere in media un docente ogni due alunni disabili.
- ALTA VELOCITA'. Arriva sovrapprezzo canone, servira' ad
assicurare la copertura degli oneri del servizio universale.
- PROTEZIONE CIVILE. Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per
la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della
protezione civile. Al relativo onere si provvede con una
riduzione della quota destinata allo Stato dell'8 per 1000.
- FONDI RESIDUI. Sono abrogate, a decorrere dal 2012, tutte
le norme che dispongono la conservazione nel conto dei residui,
cioe' le somme stanziate ma non spese dalla Pubblica
Amministrazione, per essere utilizzate nell'esercizio
successivo, di somme iscritte negli stati di previsione dei
Ministeri. La Corte dei Conti ha quantificato in 108 miliardi
l'ammontare dei residui passivi dell'intera amministrazione
pubblica.
- IMMOBILI PUBBLICI. Arrivano ''fondi d'investimento
immobiliari chiusi promossi da Regioni, Provincie, Comuni anche
in forma consorziata ovvero da societa' interamente partecipate
dai predetti enti, al fine di valorizzare o dismettere il
proprio patrimonio immobiliare disponibile''.
- CONTI DORMIENTI. Una piccola parte della manovra (100
milioni) sara' coperta dal fondo in favore delle vittime dei
crack finanziari.
- ANAS. Sara' divisa in Holding e Spa e arriva anche un
commissario.(ANSA).
TU
28-GIU-11 19:56 NNNN
MANOVRA. DAL 2012 TORNA TICKET SANITARIO DA 10 EURO
(DIRE) Roma, 28 giu. - Dal 1 gennaio 2012 torna il ticket
sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali.
E' quanto emerge dalla bozza della manovra economica allo studio
del governo.
Per gli ultimi sette mesi del 2011, invece, vengono stanziati
486,5 milioni di euro che servono proprio a evitare ai cittadini
il pagamento sia del ticket sulla specialistica che quello di 25
euro per il codice bianco del pronto soccorso.
(Lum/ Dire)
18:05 28-06-11
NNNN
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (2) =
DAL 2014 ULTERIORI MISURE COMPARTECIPAZIONE
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dal primo gennaio 2012, in attesa
del "perfezionamento della determinazione annuale" di costi standard,
spetta all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture mettere a disposizione delle Regioni
"un'elaborazione di prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci
per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non
sanitari individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali".
Le Regioni "adottano tutte le misure necessarie a garantire il
conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati, intervenendo
anche sul livello di spesa per gli acquisti delle prestazioni
sanitarie presso gli operatori privati accreditati". Dal primo gennaio
2013 viene fissato un tetto di spesa per l'acquisto dei dispositivi,
protesi comprese, "a livello nazionale e di ogni singola regione".
(segue)
(Mad/Ct/Adnkronos)
28-GIU-11 18:21
NNNN
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - A fissarlo e' annualmente il
ministero della Salute di concerto con quello dell'Economia, le
Regioni che sforano sono tenute a ripianare "attraverso misure di
contenimento della spesa sanitaria regionale o con misure di copertura
a carico di altre voci del bilancio regionale". Il tetto e' fissato,
al momento, al 5,2%.
Dal 2014 sono introdotte "misure di compartecipazione
sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal
servizio sanitario nazionale, aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni". La bozza della Manovra
prevede poi una serie di misure per le Regioni alle prese con i piani
di rientro dai disavanzi sanitari e conferma per un anno il blocco del
turn over per il personale dipendente del Ssn e quello convenzionato.
(Mad/Ct/Adnkronos)
28-GIU-11 18:23
MANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 =
Roma, 28 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un taglio del
tetto previsto per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al
12,5% e dal 2014 misure di compartecipazione da parte del cittadino.
E' quanto prevede, per il settore della farmaceutica, la bozza della
manovra da 43 miliardi di euro.
"A decorrere dall'anno 2014 - si legge nel testo - sono
introdotte misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e
sulle altre prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Le
misure di compartecipazione sono aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni e sono finalizzate ad
assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario,
l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicita' delle prestazioni. La
predetta quota di compartecipazione non concorre alla determinazione
del tetto per l'assistenza farmaceutica territoriale".
Inoltre, con riferimento alle disposizioni della manovra 2010,
che determinava la messa a punto di tabelle di raffronto tra la spesa
farmaceutica territoriale delle singole Regioni, con la conseguente
definizione delle migliori soglie prescrittive dei farmaci generici da
parte dei medici del Ssn, ossia le Regioni che prescrivono piu'
equivalenti a basso costo, "a decorrere dal 2013, l'Agenzia italiana
del farmaco aggiorna le tabelle di raffronto ivi previste, al fine di
consentire alle Regioni di garantire il conseguimento degli obiettivi
di risparmio programmati. Conseguentemente, a decorrere dal 2013 il
tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale e'
corrispondentemente rideterminato" al 12,5%. (segue)
(Bdc/Pn/Adnkronos)
28-GIU-11 18:00
NNNNMANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Ancora, nella manovra e' prevista
"un'elaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, compresi i dispositivi medici e i farmaci per uso
ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari
individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali, tra quelli
di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio
sanitario nazionale. Cio', al fine di mettere a disposizione delle
regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione
della spesa".
Inoltre, "ai fini di controllo e razionalizzazione della spesa
sostenuta direttamente dal Ssn per l'acquisto di dispositivi medici,
in attesa della determinazione dei costi standardizzati sulla base dei
livelli essenziali delle prestazioni che tengano conto della qualita'
e dell'innovazione tecnologica, dal 1° gennaio 2013 la spesa sostenuta
dal Ssn per l'acquisto di detti dispositivi e' fissata entro un tetto
a livello nazionale" del 5,2% "e a livello di ogni singola Regione,
riferito rispettivamente al fabbisogno sanitario nazionale standard e
al fabbisogno sanitario regionale standard (...). Cio' al fine di
garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati".
(Bdc/Pn/Adnkronos)
28-GIU-11 18:02
NNNN
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NELLA BOZZA ANCHE TAV, CROCE ROSSA PRIVATA, LIBERALIZZAZIONI
(di Manuela Tulli)
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Blocco degli stipendi per gli statali
per un anno in piu', donne in pensione a 61 gia' dal 2012 per
progressivamente arrivare a 65, ticket da 10 euro sulle
prestazioni specialistiche e da 25 euro sul pronto soccorso a
partire dal prossimo anno. Sono alcune delle misure contenute
nella 'bozza' della manovra, un provvedimento al momento lungo
82 pagine che poi si intersechera' con la riforma del fisco che
riguarda Irpef, Iva, Irap e tasse sulle rendite finanziarie. Tra
le novita' della bozza anche la privatizzazione della Croce
Rossa Italiana e il rifinanziamento delle missioni
internazionali per tutto il 2011.
Ecco la bozza della manovra in 'pillole'.
- TICKET 10 EURO. Scattera' dal primo gennaio 2012 per le
prestazioni specialistiche ambulatoriali. Pagheranno invece 25
euro i 'codici bianchi' del pronto soccorso. Al momento infatti
e' stato stanziato un finanziamento da 486,5 milioni di euro
solo per il 2011.
- PENSIONI, PARTE IN 2014 AGGANCIO ETA' A SPERANZA VITA. Era
previsto al 2015.
- PENSIONI D'ORO. Stop alla rivalutazione se sono cinque
volte superiori al minimo. Per quelle pari atre volte il minimo
la rivalutazione sara' al 45%.
- PENSIONI, DONNE A 65 ANNI. La bozza e' stringente: dal 2012
servirebbero 61 anni per andare in pensione, e poi si aumenta di
un anno fino a raggiungere i 65 anni. Ma l'ipotesi sarebbe gia'
superata da una che prevede un adeguamento diluito: si parte dal
2015 con un mese l'anno, per accelerare dal 2020 di sei mesi
l'anno, fino a raggiungere l'eta' pensionabile di 65 anni. Ma
tutto sarebbe ancora aperto.
- P.A., STIPENDI CONGELATI. Stop agli aumenti di retribuzione,
anche accessori, per il personale delle pubbliche
amministrazioni, fino alla fine del 2014.
- P.A., BLOCCO TURN-OVER. Proroga del turn-over nel pubblico
impiego ancora per un anno. Esclusi dalla stretta i Corpi di
Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali.
- MISSIONI INTERNAZIONALI. La dotazione del fondo e'
incrementata di 700 milioni di euro per il 2011.
- LIBERALIZZAZIONE PROFESSIONI. Piu' facile l'accesso; fuori
dalle nuove norme notai, architetti, farmacisti e avvocati.
- SPENDING REVIEW. Addio tagli lineari: parte dal 2012 il
processo di 'spending review' ''mirata alla definizione dei
fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle
amministrazioni centrali dello Stato''.
- CROCE ROSSA. Sara' privatizzata. Il personale non militare
rischia di essere posto in mobilita'.
- BADANTI E PENSIONI. Dal primo gennaio del prossimo anno, la
pensione di reversibilita' ''e' ridotta, nei casi in cui il
matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad eta' del
medesimo superiori a 70 anni e la differenza di eta' tra i
coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% per ogni anno di
matrimonio mancante rispetto al numero di 10''.
- CATTEDRE BLOCCATE. A decorrere dall'anno scolastico
2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente,
educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza
delle relative dotazioni organiche dello stesso personale
determinata nell'anno scolastico 2011/2012.
- INSEGNANTI DI SOSTEGNO. L'organico degli insegnati di
sostegno, attribuito alle singole scuole o a 'reti di scuole',
dovra' prevedere in media un docente ogni due alunni disabili.
- ALTA VELOCITA'. Arriva sovrapprezzo canone, servira' ad
assicurare la copertura degli oneri del servizio universale.
- PROTEZIONE CIVILE. Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per
la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della
protezione civile. Al relativo onere si provvede con una
riduzione della quota destinata allo Stato dell'8 per 1000.
- FONDI RESIDUI. Sono abrogate, a decorrere dal 2012, tutte
le norme che dispongono la conservazione nel conto dei residui,
cioe' le somme stanziate ma non spese dalla Pubblica
Amministrazione, per essere utilizzate nell'esercizio
successivo, di somme iscritte negli stati di previsione dei
Ministeri. La Corte dei Conti ha quantificato in 108 miliardi
l'ammontare dei residui passivi dell'intera amministrazione
pubblica.
- IMMOBILI PUBBLICI. Arrivano ''fondi d'investimento
immobiliari chiusi promossi da Regioni, Provincie, Comuni anche
in forma consorziata ovvero da societa' interamente partecipate
dai predetti enti, al fine di valorizzare o dismettere il
proprio patrimonio immobiliare disponibile''.
- CONTI DORMIENTI. Una piccola parte della manovra (100
milioni) sara' coperta dal fondo in favore delle vittime dei
crack finanziari.
- ANAS. Sara' divisa in Holding e Spa e arriva anche un
commissario.(ANSA).
TU
28-GIU-11 19:56 NNNN
MANOVRA. DAL 2012 TORNA TICKET SANITARIO DA 10 EURO
(DIRE) Roma, 28 giu. - Dal 1 gennaio 2012 torna il ticket
sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali.
E' quanto emerge dalla bozza della manovra economica allo studio
del governo.
Per gli ultimi sette mesi del 2011, invece, vengono stanziati
486,5 milioni di euro che servono proprio a evitare ai cittadini
il pagamento sia del ticket sulla specialistica che quello di 25
euro per il codice bianco del pronto soccorso.
(Lum/ Dire)
18:05 28-06-11
NNNN
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (2) =
DAL 2014 ULTERIORI MISURE COMPARTECIPAZIONE
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dal primo gennaio 2012, in attesa
del "perfezionamento della determinazione annuale" di costi standard,
spetta all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture mettere a disposizione delle Regioni
"un'elaborazione di prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci
per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non
sanitari individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali".
Le Regioni "adottano tutte le misure necessarie a garantire il
conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati, intervenendo
anche sul livello di spesa per gli acquisti delle prestazioni
sanitarie presso gli operatori privati accreditati". Dal primo gennaio
2013 viene fissato un tetto di spesa per l'acquisto dei dispositivi,
protesi comprese, "a livello nazionale e di ogni singola regione".
(segue)
(Mad/Ct/Adnkronos)
28-GIU-11 18:21
NNNN
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - A fissarlo e' annualmente il
ministero della Salute di concerto con quello dell'Economia, le
Regioni che sforano sono tenute a ripianare "attraverso misure di
contenimento della spesa sanitaria regionale o con misure di copertura
a carico di altre voci del bilancio regionale". Il tetto e' fissato,
al momento, al 5,2%.
Dal 2014 sono introdotte "misure di compartecipazione
sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal
servizio sanitario nazionale, aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni". La bozza della Manovra
prevede poi una serie di misure per le Regioni alle prese con i piani
di rientro dai disavanzi sanitari e conferma per un anno il blocco del
turn over per il personale dipendente del Ssn e quello convenzionato.
(Mad/Ct/Adnkronos)
28-GIU-11 18:23
MANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 =
Roma, 28 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un taglio del
tetto previsto per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al
12,5% e dal 2014 misure di compartecipazione da parte del cittadino.
E' quanto prevede, per il settore della farmaceutica, la bozza della
manovra da 43 miliardi di euro.
"A decorrere dall'anno 2014 - si legge nel testo - sono
introdotte misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e
sulle altre prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Le
misure di compartecipazione sono aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni e sono finalizzate ad
assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario,
l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicita' delle prestazioni. La
predetta quota di compartecipazione non concorre alla determinazione
del tetto per l'assistenza farmaceutica territoriale".
Inoltre, con riferimento alle disposizioni della manovra 2010,
che determinava la messa a punto di tabelle di raffronto tra la spesa
farmaceutica territoriale delle singole Regioni, con la conseguente
definizione delle migliori soglie prescrittive dei farmaci generici da
parte dei medici del Ssn, ossia le Regioni che prescrivono piu'
equivalenti a basso costo, "a decorrere dal 2013, l'Agenzia italiana
del farmaco aggiorna le tabelle di raffronto ivi previste, al fine di
consentire alle Regioni di garantire il conseguimento degli obiettivi
di risparmio programmati. Conseguentemente, a decorrere dal 2013 il
tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale e'
corrispondentemente rideterminato" al 12,5%. (segue)
(Bdc/Pn/Adnkronos)
28-GIU-11 18:00
NNNNMANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Ancora, nella manovra e' prevista
"un'elaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, compresi i dispositivi medici e i farmaci per uso
ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari
individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali, tra quelli
di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio
sanitario nazionale. Cio', al fine di mettere a disposizione delle
regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione
della spesa".
Inoltre, "ai fini di controllo e razionalizzazione della spesa
sostenuta direttamente dal Ssn per l'acquisto di dispositivi medici,
in attesa della determinazione dei costi standardizzati sulla base dei
livelli essenziali delle prestazioni che tengano conto della qualita'
e dell'innovazione tecnologica, dal 1° gennaio 2013 la spesa sostenuta
dal Ssn per l'acquisto di detti dispositivi e' fissata entro un tetto
a livello nazionale" del 5,2% "e a livello di ogni singola Regione,
riferito rispettivamente al fabbisogno sanitario nazionale standard e
al fabbisogno sanitario regionale standard (...). Cio' al fine di
garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati".
(Bdc/Pn/Adnkronos)
28-GIU-11 18:02
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Applicazione dell'art.9 decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010 n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica"
Prot. 333-G/1/CN 03/2011 e Prot. 557/RS del 27 giugno 2011

La circolare fornisce indirizzi applicativi con riferimento alle
singole disposizioni previste dal suindicato art. 9, relative al
contenimento dei trattamenti economici dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché del personale
dipendente dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto
economico consolidato della P.A., come individuate dall'ISTAT, ai sensi
dell'art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, laddove
richiamate.
Applicazione dell’art.9 D.L. 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, nella L. 30 luglio 2010, n.122,
recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di
competitività economica”.
I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale) Circ. 24-6-2011 n. 90 Articolo 12, comma 5, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 e integrato dall'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220. Deroga al nuovo regime delle decorrenze di pensione per alcune tipologie di lavoratori (cd diecimila). Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale pensioni.
Circ. 24 giugno 2011, n. 90 (1).
Articolo 12, comma 5, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 e integrato dall'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220. Deroga al nuovo regime delle decorrenze di pensione per alcune tipologie di lavoratori (cd diecimila).
(1) Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale pensioni.
Ai
Dirigenti centrali e periferici
Ai
Direttori delle Agenzie
Ai
Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al
Coordinatore generale medico legale e dirigenti medici
e, p.c.:
Al
Presidente
Al
Presidente e ai componenti del Consiglio di indirizzo e vigilanza
Al
Presidente e ai componenti del collegio dei sindaci
Al
Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai
Presidenti dei comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al
Presidente della commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai
Presidenti dei comitati regionali
Ai
Presidenti dei comitati provinciali
Con Circ. 24 settembre 2010, n. 126 sono state fornite le prime istruzioni per l'applicazione della deroga prevista dall'art. 12, comma 5 della L. n. 122 del 2010 (allegato 1).
L'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220 (allegato 2), che ha integrato il comma 5, della legge in oggetto, ha esteso la deroga anche ai lavoratori collocati in mobilità ordinaria ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della L. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni.
La norma in oggetto prevede che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010 continuano ad applicarsi, nel limite di 10.000 soggetti che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, alle seguenti categorie di lavoratori:
a) lavoratori posti in mobilità ordinaria sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
b) lavoratori posti in mobilità lunga sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà al 31 maggio 2010.
La deroga in questione riguarda le sole finestre di accesso al pensionamento e afferisce perciò sia alla pensione di vecchiaia, sia alla pensione di anzianità.
Conseguentemente, una volta perfezionati i requisiti di età anagrafica e di contribuzione richiesti alla generalità degli assicurati, i lavoratori collocati in posizione utile nella graduatoria dei potenziali beneficiari potranno accedere al pensionamento di anzianità o vecchiaia sulla scorta delle disposizioni previgenti in materia di decorrenza della pensione.
Con la presente circolare, che tiene conto del parere espresso in materia dal Ministero del Lavoro con nota 23 giugno 2011, n. 04/UL/0009089/L, si forniscono le prime indicazioni per l'individuazione della platea dei potenziali beneficiari della disposizione.
1. Lavoratori in mobilità ordinaria
La deroga è concessa a tutti i lavoratori collocati in mobilità ordinaria. Il beneficio è applicabile ai lavoratori alle seguenti condizioni:
- che siano collocati in mobilità ordinaria sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
- che, entro il periodo di fruizione della mobilità ordinaria, perfezionino i requisiti previsti per la generalità dei lavoratori per l'accesso al pensionamento di vecchiaia o di anzianità.
Riguardo alla modalità di definizione della data fine mobilità ordinaria, si precisa che per tali lavoratori il presupposto della maturazione dei requisiti per il pensionamento, entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità ordinaria, deve essere verificato al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010. Pertanto, eventuali periodi di sospensione della percezione dell'indennità di mobilità successive al 31 maggio 2010 non possono essere considerate rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione entro il quale devono essere maturati i requisiti per il pensionamento (Circ. 24 settembre 2010, n. 126, punto 1.3).
2. Lavoratori in mobilità lunga
La deroga è concessa a tutti i lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi della L. n. 176/1998, della L. n. 81/2003 e della L. n. 296/2006.
Il beneficio è applicabile ai lavoratori alle seguenti condizioni:
- che siano collocati in mobilità lunga sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
- che raggiungano i requisiti per la vecchiaia e per l'anzianità (57/58 anni di età e 35 anni di contribuzione) previsti dalle citate norme successivamente al 31 dicembre 2010.
3. Lavoratori in esodo
La deroga al nuovo regime delle decorrenza è riservata anche ai lavoratori che al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010, erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all'art. 2, comma 28, della L. 23 dicembre 1996, n. 662.
Si precisa che i lavoratori in esodo che perfezionano i requisiti di età e contribuzione entro il 31 dicembre 2010, continuano ad usufruire, oltre tale data, dell'assegno straordinario fino all'apertura della finestra e accedono al pensionamento alla scadenza della prestazione straordinaria, previa presentazione della relativa domanda.
4. Formazione della graduatoria dei potenziali beneficiari
Il comma 6 dell'art. 12 della L. n. 122/2010 ha, tra l'altro, previsto che la graduatoria venga redatta sulla base della data di cessazione dell'attività lavorativa.
La cessazione si riferisce ovviamente all'attività di lavoro svolto presso l'azienda che ha provveduto al collocamento in mobilità ovvero in esodo.
Si sottolinea che la graduatoria è unica per tutte e tre le tipologie di lavoratori interessati.
Per i lavoratori di cui al punto 1 e 2, l'inserimento in graduatoria sarà effettuato previo accertamento da parte delle sedi del perfezionamento, all'interno dei periodi di mobilità ordinaria e lunga, dei requisiti di età e contribuzione per il diritto a pensione previsti per le due tipologie di lavoratori.
Per i lavoratori di cui al punto 3, l'inserimento in graduatoria sarà effettuato senza alcun accertamento da parte delle sedi in quanto il diritto alla pensione in uscita dall'esodo è stato verificato all'atto della liquidazione della prestazione straordinaria.
Gli elenchi relativi a tutte e tre le tipologie di lavoratori saranno comunque inviati alle sedi per la determinazione della finestra con e senza la salvaguardia della decorrenza.
5. Domanda di avvalimento della deroga da parte dei soggetti potenzialmente beneficiari
Il comma 6 dell'art. 12 della citata L. n. 122/2010 stabilisce che l'INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del regime delle decorrenze vigente prima della data di entrata in vigore del D.L. 31 maggio 2010, n. 78.
Di conseguenza, la volontà di avvalersi della deroga in argomento deve essere manifestata all'atto della presentazione della domanda di pensione.
Al solo scopo di agevolare gli assicurati, ai potenziali beneficiari collocati in posizione utile verrà inviata la comunicazione della possibilità di accedere alla salvaguardia immediatamente prima dell'apertura della finestra di accesso al pensionamento.
Resta inteso che la certificazione non esonera l'interessato dalla presentazione, in tempo utile, della domanda di pensione, corredata dalla richiesta di avvalimento del beneficio in oggetto.
Si sottolinea, nuovamente, che i soggetti che hanno perfezionato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2010 continuano ad accedere al pensionamento con il previgente regime delle decorrenze.
6. Certificazione del diritto a pensione utile ai fini della salvaguardia della decorrenza
Con successivo messaggio sarà illustrata la modalità di trattazione da parte delle sedi delle liste dei potenziali beneficiari della salvaguardia, che sono in corso di predisposizione.
7. Prolungamento dell'intervento di tutela del reddito
Il comma 5-bis (introdotto dall'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220) prevede "in alternativa a quanto previsto dal comma 5 la concessione del prolungamento dell'intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito dal presente articolo e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto e la data della decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dal presente articolo".
Tale intervento non determina ope legis un diritto al suddetto prolungamento ma deve essere assunto da un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
8. Definizione delle domande di pensione giacenti
Nelle more della formazione della graduatoria dei potenziali beneficiari l'esame delle domande di pensione presentate con richiesta di avvalimento della deroga di cui all'articolo 12, comma 6, L. n. 122/2010 deve essere sospeso in attesa dell'accertamento del diritto alla deroga in questione.
Le Sedi avranno cura di costituire apposita evidenza delle suddette casistiche e le riesamineranno d'ufficio all'esito del procedimento di cui al precedente punto 4.
Di tali circostanze devono essere resi edotti gli interessati.
Resta fermo che l'esito positivo del procedimento di riesame resta subordinato alla sussistenza degli ulteriori requisiti di legge previsti per l'accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità (es. cessazione del rapporto di lavoro dipendente).
Per la trattazione delle fattispecie di cui sopra sotto il profilo informatico si rinvia al messaggio tecnico operativo di imminente pubblicazione.
Il Direttore generale
Nori
Allegato 1
L. 30 luglio 2010, n. 122
Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (pubblicata sulla G.U. del 30 luglio 2010, n. 176)
Art. 12
Interventi in materia previdenziale.
Omissis ...
5. Le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di 10.000 lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, di cui al comma 6:
a) ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della L. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, comma 2, della L. 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della L. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) ai lavoratori che, all'entrata in vigore del presente decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all'art. 2, comma 28, della L. 23 dicembre 1996, n. 662.
6. L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del regime delle decorrenze dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 10.000 domande di pensione, il predetto Istituto non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 5.
...Omissis
Allegato 2
L. 13 dicembre 2010, n. 220.
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011)
(pubblicata nella Gazz. Uff. 21 dicembre 2010, n. 297, S.O).
Omissis ...
37. All’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, lettera a), le parole: «comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «commi 1 e 2»;
b) dopo il comma 5 è inserito il seguente: «5-bis. Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a c) del comma 5, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di tutela del reddito di cui alle medesime lettere, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2, può disporre, in deroga alla normativa vigente, in via alternativa a quanto previsto dal citato comma 5, la concessione del prolungamento
dell’intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito dal presente articolo e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto e la data della decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dal presente articolo».
...Omissis
D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 12
L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 7
L. 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1
Aggiornamento degli importi per indennità di malattia, maternità e tubercolosi Come ogni anno l'INPS provvede ad aggiornare gli importi che devono essere considerati per la determinazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi.I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 20-4-2011 n. 69
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2011.
Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito, Direzione centrale entrate, Direzione centrale pensioni.
Circ. 20 aprile 2011, n. 69 (1).
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2011.
(1) Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito, Direzione centrale entrate, Direzione centrale pensioni.
Ai
Dirigenti centrali e periferici
Ai
Direttori delle Agenzie
Ai
Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al
Coordinatore generale medico legale e dirigenti medici
e, p.c.:
Al
Commissario straordinario
Al
Presidente e ai componenti del Consiglio di indirizzo e vigilanza
Al
Presidente e ai componenti del collegio dei sindaci
Al
Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai
Presidenti dei comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al
Presidente della commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai
Presidenti dei comitati regionali
Ai
Presidenti dei comitati provinciali
A) Retribuzioni di riferimento.
Ai fini della liquidazione delle indennità di malattia, di maternità e di tubercolosi, la cui misura deve essere calcolata con riferimento a periodi di paga compresi nell’anno 2011, si portano a conoscenza gli importi giornalieri sulla cui base vanno determinate, per le seguenti categorie di lavoratori interessati, le prestazioni economiche di cui trattasi.
Si ricorda che, relativamente all’indennità di tubercolosi, i criteri indicati valgono soltanto per i primi 180 giorni di assistenza per i soggetti che hanno diritto all’indennità di malattia; per le restanti categorie aventi diritto all’indennità di tubercolosi, ma non a quella di malattia, si rammenta che le prestazioni vanno erogate commisurandole alla misura fissa.
1) LAVORATORI SOCI DI SOCIETÀ E DI ENTI COOPERATIVI ANCHE DI FATTO DI CUI AL D.P.R. 30 APRILE 1970, N. 602, ART. 4 (malattia, maternità e tubercolosi).
Come è noto, a decorrere dal 1° gennaio 2007, la retribuzione imponibile ai fini contributivi (v. Circ. 6 febbraio 2007, n. 34) ed utile ai fini della liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi deve essere determinata secondo le norme previste per la generalità dei lavoratori (art. 6, D.Lgs. n. 314/1997 e art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito in legge n. 389/1989).
Pertanto, anche per i lavoratori in epigrafe, i trattamenti economici previdenziali in oggetto relativi ad eventi indennizzabili sulla scorta di periodi di paga cadenti nell’anno 2011 - e, cioè, quelli insorti a partire dal 1° febbraio 2011, salvo che l’evento, pur iniziato nel mese di gennaio 2011, debba essere indennizzato con la retribuzione del medesimo mese in quanto il rapporto di lavoro è sorto nel mese di gennaio 2011 [1] - sono da liquidare sulla base di una retribuzione comunque non inferiore al minimale giornaliero di legge, che è pari, per il 2011, ad euro 44,49 (v. Circ. 1 febbraio 2011, n. 24).
[1] V. circolare n. 134386 AGO del 6 aprile 1982.
2) LAVORATORI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO (malattia, maternità e tubercolosi).
L’art. 1, comma 5, della legge n. 81/2006, di conversione del D.L. n. 2/2006, ha disposto che, a decorrere dal 1° gennaio 2006, la retribuzione da prendere a base “ai fini del calcolo delle prestazioni temporanee in favore degli operai agricoli a tempo determinato e assimilati” è quella indicata all’art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito nella legge n. 389/1989, e cioè la retribuzione stabilita “dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo”. È venuta meno quindi la possibilità, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 146/1997, di far riferimento, ai fini erogativi di interesse, ai salari convenzionali.
Con riguardo alla determinazione della retribuzione di riferimento ed alla individuazione dei dati salariali utili per la liquidazione delle prestazioni di malattia e maternità, si rinvia a quanto già chiarito nel messaggio n. 29676 del 7 dicembre 2007. Si ricorda, ad ogni modo, che la retribuzione di base per la liquidazione delle prestazioni non può essere inferiore al minimale di legge indicato, per il 2011, nella Circ. 1 febbraio 2011, n. 24 (Allegato 1, Tabella A, anno 2011, operaio agricoltura), pari a euro 39,58.
3) COMPARTECIPANTI FAMILIARI E PICCOLI COLONI (malattia, maternità e tubercolosi).
Come già comunicato con Circ. 30 giugno 2010, n. 79, con D.Dirett. 21 aprile 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (pubblicato sulla G.U. n. 99 del 29 aprile 2010), sono state determinate, per ciascuna provincia, le retribuzioni medie giornaliere valide per l’anno 2010 ai fini previdenziali (v. tabella allegata).
Per quanto si riferisce ai riflessi sull’erogazione delle prestazioni economiche di malattia e di tubercolosi (per i primi 180 giorni di assistenza), si ricorda che dette retribuzioni sono utilizzabili soltanto nei confronti dei lavoratori in questione (compartecipanti familiari e piccoli coloni), limitatamente ai quali, nell’ambito del settore agricolo, continuano a trovare applicazione i salari medi convenzionali determinati anno per anno per ciascuna provincia con i decreti previsti dall’art. 28 del D.P.R. n. 488/1968 (v. circolare 2 marzo 2000, n. 56, paragrafo 2, e messaggio 19 dicembre 2001, n. 955).
Eventuali prestazioni riferite ad eventi indennizzabili sulla base di periodi di paga cadenti nell’anno 2010 (in proposito v. Circ. n. 134386 AGO del 6 aprile 1982) e liquidate temporaneamente ai lavoratori predetti sulla scorta dei salari convenzionali stabiliti per il 2009, dovranno essere, pertanto, riliquidate sulla base dei nuovi importi.
I salari applicabili per l’anno 2011 saranno comunicati non appena disponibili: nel frattempo, come di consueto, saranno utilizzati, in via temporanea e salvo conguaglio, i salari validi per l’anno 2010.
Per quanto riguarda le prestazioni economiche di maternità, si ribadisce (v. Circ. 11 marzo 2010, n. 37) che le stesse, a decorrere dal 2010, sono liquidate sulla base del reddito medio convenzionale giornaliero valido per la determinazione della misura delle pensioni (art. 2, comma 153, della L. 23 dicembre 2009, n. 191 - Legge finanziaria per l’anno 2010).
Pertanto, eventuali prestazioni di maternità riferite ad eventi indennizzabili sulla base di periodi di paga cadenti nell’anno 2010 e liquidate temporaneamente sulla scorta del reddito medio convenzionale giornaliero valido, per l’anno 2009 (Euro 48,98), ai fini della determinazione della misura delle pensioni, dovranno essere riliquidate sulla base del nuovo importo pari a Euro 50,35 (v. Circ. 17 maggio 2010, n. 65).
Il reddito applicabile per l’anno 2011 ai fini dell’erogazione delle prestazioni di maternità saràcomunicato non appena disponibile: nel frattempo sarà utilizzato, in via temporanea e salvo conguaglio, il reddito valido per l’anno 2010, pari a Euro 50,35.
4) LAVORATORI ITALIANI OPERANTI ALL’ESTERO IN PAESI EXTRACOMUNITARI (malattia, maternità e tubercolosi).
Con D.M. 3 dicembre 2010 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (G.U. n. 300 del 24 dicembre 2010), di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha determinato le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per l’anno 2011 a favore dei lavoratori italiani operanti all’estero, in Paesi extracomunitari, per le assicurazioni obbligatorie non contemplate da accordi in materia di sicurezza sociale.
Le predette retribuzioni, utilizzabili anche per la liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tbc per le quali sono da prendere a riferimento le retribuzioni relative all’anno 2011, sono riportate nella Circ. 9 febbraio 2011, n. 31.
LAVORATRICI ITALIANE E STRANIERE ADDETTE AI SERVIZI DOMESTICI E FAMILIARI (maternità).
Ai fini del calcolo dell’indennità per congedo di maternità (astensione obbligatoria e interdizione anticipata dal lavoro), il cui inizio si colloca nel 2011, devono essere utilizzate le seguenti retribuzioni convenzionali orarie (v. Circ. 1 febbraio 2011, n. 23):
- euro 6,50 per le retribuzioni orarie effettive fino a euro 7,34;
- euro 7,34 per le retribuzioni orarie effettive superiori a Euro 7,34 e fino a euro 8,95;
- euro 8,95 per le retribuzioni orarie effettive superiori a euro 8,95;
- euro 4,72 per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali.
6) LAVORATRICI AUTONOME: ARTIGIANE, COMMERCIANTI, COLTIVATRICI DIRETTE, COLONE, MEZZADRE, IMPRENDITRICI AGRICOLE PROFESSIONALI (maternità).
L’indennità per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla stessa data, l’indennità per congedo parentale nonché quella per interruzione della gravidanza devono essere calcolate utilizzando i seguenti importi:
- coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali: euro 38,96, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2010 per la qualifica di operaio dell'agricoltura (tab. A allegata alla Circ. 2 febbraio 2010, n. 16), con riferimento alle nascite avvenute nel 2011 (anche quando il periodo indennizzabile abbia avuto inizio nel 2010);
- artigiane: euro 44,49, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2011 per la qualifica di impiegato dell’artigianato (tab. A allegata alla Circ. 1 febbraio 2011, n. 24), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2011;
- commercianti: euro 44,49, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2011 per la qualifica di impiegato del commercio (tab. A allegata alla Circ. 1 febbraio 2011, n. 24), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2011.
B) Importi di riferimento per altre prestazioni.
1) LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI DI CUI ALLA LEGGE N. 335/1995 (malattia e maternità).
Generalità
La legge 24 dicembre 2007, n. 247, all’art. 1, comma 79, ha stabilito, a partire dal 1° gennaio 2008 e fino all’anno 2010, l’aumento di un punto percentuale delle aliquote contributive pensionistiche e di computo per tutti gli iscritti alla Gestione Separata. L’art. 1, comma 10, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 aveva previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, un innalzamento nella misura di 0,09 punti percentuali dell’aliquota contributiva di finanziamento; tuttavia, il comma 39 dell’art. 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) ha abrogato il citato comma 10 (v. Circ. 9 febbraio 2011, n. 30). Peraltro, l’aliquota contributiva aggiuntiva istituita dall’art. 59 della L. n. 449/1997, e successive modificazioni, ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità, dell’assegno per il nucleo familiare e del trattamento di malattia per
degenza ospedaliera (prima stabilita nella misura dello 0,50%) è pari, a far data dal 7/11/2007, allo 0,72% (v. Msg. 9 novembre 2007, n. 27090).
In conseguenza del quadro normativo sopra riassunto, l’aliquota contributiva complessiva dovuta per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie risulta anche per l’anno 2011 pari al 26,72%.
Il contributo mensile utile ai fini dell’accertamento del requisito richiesto si ottiene, quindi, per l’anno 2011, applicando l’aliquota del 26,72% sul minimale di reddito di cui all’art. 1, comma 3, della L. n. 233/1990 che è pari, per il suddetto anno, a euro 14.552,00. Conseguentemente, il contributo mensile utile è pari ad euro 324,02.
Per gli eventi insorti nel 2011, il limite di reddito previsto ai fini dell’erogazione dell’indennità per degenza ospedaliera e dell’indennità di malattia corrisponde ad euro 64.502,9 (= 70% del massimale 2010, pari ad euro 92.147,00 - Circ. 2 febbraio 2010, n. 13).
Indennità di malattia a favore di collaboratori a progetto e categorie assimilate (art. 1, comma 788, legge n. 296/2006)
La misura della prestazione è pari al 50% dell’importo corrisposto a titolo di indennità per degenza ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Pertanto, l’indennità di malattia andrà calcolata - applicando la percentuale del 4%, del 6% o dell’8% a seconda delle mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti l’evento - assumendo a riferimento l’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, valido per l’anno di inizio della malattia.
Conseguentemente, per le malattie iniziate nell’anno 2011, anno nel quale il massimale contributivo suddetto è risultato pari a euro 93.622,00 (Circ. 9 febbraio 2011, n. 30), l’indennità sarà calcolata su euro 256,50 (euro 93.622,00 diviso 365) e corrisponderà, per ogni giornata indennizzabile, a:
- euro 10,26 (4%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 3 a 4 mensilità di contribuzione;
- euro 15,39 (6%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione;
- euro 20,52 (8%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione.
Degenza ospedaliera
Come è noto, secondo i criteri vigenti (v. Circ. 23 luglio 2001, n. 147), l’indennità in questione va calcolata - con percentuali diverse (8%, 12%, 16%) a seconda della contribuzione attribuita nei dodici mesi precedenti il ricovero - sull’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2, comma 18, della citata legge 8 agosto 1995, n. 335, valido per l’anno nel quale ha avuto inizio l’evento.
Conseguentemente, per le degenze iniziate nell’anno 2011, l’indennità, calcolata su euro 256,50, corrisponderà, per ogni giornata indennizzabile, a:
- euro 20,52 (8%), in caso di accrediti contributivi da 3 a 4 mesi;
- euro 30,78 (12%), in caso di accrediti contributivi da 5 a 8 mesi;
- euro 41,04 (16%), in caso di accrediti contributivi da 9 a 12 mesi.
2) ASSEGNI DI MATERNITÀ CONCESSI DAI COMUNI.
Come reso noto con Circ. 23 marzo 2011, n. 56, la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, da applicarsi per l’anno 2011, è pari allo 1,6%. Pertanto, gli importi dell’assegno di maternità del Comune e dei requisiti reddituali, di cui all’art. 74 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 validi per le nascite avvenute nel 2011, nonchè per gli affidamenti e le adozioni il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2011, sono i seguenti:
- assegno di maternità (in misura piena) = euro 316,25 mensili per complessivi euro 1.581,25;
- indicatore della situazione economica (I.S.E.) con riferimento ai nuclei familiari con tre componenti = euro 32.967,39.
3) ASSEGNI DI MATERNITÀ DELLO STATO CONCESSI DALL’INPS.
L’importo dell’assegno di maternità dello Stato, di cui all’art. 75 del D.Lgs. n. 151/2001, validi per le nascite avvenute nel 2011, nonchè per gli affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2011, è pari a euro 1.946,88 (misura intera), tenuto conto che la variazione dell’indice ISTAT da applicarsi per il 2011 è, come detto al paragrafo precedente, pari all'1,6 per cento [2].
[2] Si rammenta che per il 2010 l’importo dell’assegno dello Stato era pari a Euro 1.916,22.
4) LIMITI DI REDDITO PER L’INDENNIZZABILITÀ DEL CONGEDO PARENTALE NEI CASI PREVISTI DALL’ART. 34, COMMA 3, DEL D.LGS. N. 151/2001.
In base al D.M. 19 novembre 2010 (G.U. n. 279 del 29 novembre 2010), che stabilisce nella misura dell'1,4% la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione automatica delle pensioni da attribuire in via previsionale per l’anno 2011, il valore provvisorio dell’importo annuo del trattamento minimo pensionistico per il 2011 è pari a euro 6.076,59 (v. tabella B della Circ. 30 dicembre 2010, n. 167).
Tale importo, come è noto, è da prendere a riferimento ai fini dell’indennità per congedo parentale nei casi previsti dal comma 3 dell’art. 34 del D.Lgs. n. 151/2001 (v. Circ. 6 giugno 2000, n. 109, Circ. 17 gennaio 2003, n. 8 e Circ. 4 febbraio 2008, n. 16), nel senso che il genitore che nel 2011 chiede periodi di congedo parentale ulteriori rispetto a quelli di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 32 del citato decreto, ha diritto alla indennità nella misura del 30% se il proprio reddito individuale è inferiore a due volte e mezzo l’importo annuo del trattamento minimo di pensione: per il 2011 il valore provvisorio di tale importo risulta, pertanto, pari a euro 15.191,47 (= 6.076,59 x 2,5).
Si fa riserva di comunicare il valore definitivo del suddetto importo annuo per il 2011, qualora lo stesso dovesse risultare diverso da quello provvisorio sopra indicato.
5) ART. 42, COMMA 5, D.LGS. N. 151/2001 - INDENNITÀ ECONOMICA E ACCREDITO FIGURATIVO PER I PERIODI DI CONGEDO RICONOSCIUTI IN FAVORE DEI FAMILIARI DI PORTATORI DI HANDICAP. IMPORTI MASSIMI PER L’ANNO 2010.
Come è noto (v. Circ. 15 gennaio 2007, n. 14), l’importo di 70 milioni di lire (pari a euro 36.151,98) per il 2001, da rivalutarsi annualmente, a partire dal 2002, sulla base delle variazioni dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, deve rappresentare il tetto massimo complessivo annuo dell’onere relativo al beneficio di cui all’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001 e deve essere ripartito fra indennità economica ed accredito figurativo.
L’ammontare delle due voci di spesa sopra indicate deve essere determinato prendendo a riferimento l’importo complessivo annuo stabilito dalla norma e l’aliquota pensionistica IVS vigente per lo stesso anno nell’ordinamento pensionistico interessato.
La differenza fra l’importo complessivo annuo e il valore ottenuto dalla predetta operazione costituirà il costo massimo della copertura figurativa annua.
Considerato il limite complessivo di spesa ed il costo della copertura figurativa, l’importo della retribuzione figurativa da accreditare rapportato al periodo di congedo non potrà comunque eccedere l’importo massimo dell’indennità economica.
In attuazione di quanto precede, vengono riportati, per l’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dell'1,6%, il tetto massimo complessivo dell’indennità per congedo straordinario e del relativo accredito figurativo, i valori massimi dell’indennità economica, annuale e giornaliera (tabella 1), calcolati tenendo conto dell’aliquota contributiva del 33% (FPLD), nonché gli importi massimi di retribuzione figurativa (tabella 2) accreditabili a copertura dei periodi di congedo fruiti nell’anno in corso.
TABELLA 1
Valori massimi dell’indennità economica
(importi in EURO, calcolati secondo l’aliquota del 33%)
A
B
C
D
Anno
Importo complessivo annuo
Importo massimo annuo indennità
Importo massimo giornaliero indennità
2011
44.276,32
33.290,00
91,21
TABELLA 2
Valori massimi di retribuzione figurativa accreditabile
(importi calcolati in EURO secondo l’aliquota del 33%)
A
B
C
D
Anno
Retribuzione figurativa massima annua
Retribuzione figurativa massima settimanale
Retribuzione figurativa massima giornaliera
2011
33.290,00
640,19
91,21
Il Direttore generale
Nori
Allegato 1
Provincia
Retribuzione in euro
Contributo giornaliero in euro
Contributo base in euro
AGRIGENTO
57,93
15,75
0,06
ALESSANDRIA
66,39
18,05
0,07
ANCONA
62,51
17,00
0,07
AOSTA
61,49
16,72
0,07
AREZZO
62,84
17,09
0,07
ASCOLI PICENO
59,54
16,19
0,07
ASTI
62,85
17,09
0,07
AVELLINO
60,87
16,55
0,07
BARI
58,13
15,81
0,06
BELLUNO
65,46
17,80
0,07
BENEVENTO
59,23
16,10
0,07
BERGAMO
66,59
18,11
0,07
BIELLA
64,15
17,44
0,07
BOLOGNA
63,35
17,22
0,07
BOLZANO
64,05
17,42
0,07
BRESCIA
64,18
17,45
0,07
BRINDISI
60,11
16,34
0,07
CAGLIARI
60,19
16,37
0,07
CALTANISSETTA
59,27
16,12
0,07
CAMPOBASSO
52,86
14,37
0,06
CASERTA
56,03
15,23
0,06
CATANIA
60,28
16,39
0,07
CATANZARO
60,09
16,34
0,07
CHIETI
59,10
16,07
0,06
COMO
65,55
17,82
0,07
COSENZA
56,08
15,25
0,06
CREMONA
64,96
17,66
0,07
CROTONE
52,39
14,24
0,06
CUNEO
60,28
16,39
0,07
ENNA
62,41
16,97
0,07
FERRARA
63,95
17,39
0,07
FIRENZE
63,57
17,28
0,07
FOGGIA
65,55
17,82
0,07
FORLÍ/RIMINI
63,70
17,32
0,07
FROSINONE
51,98
14,13
0,06
GENOVA
61,34
16,68
0,07
GORIZIA
61,65
16,76
0,07
GROSSETO
63,03
17,14
0,07
IMPERIA
59,15
16,08
0,07
ISERNIA
55,80
15,17
0,06
LA SPEZIA
60,21
16,37
0,07
L'AQUILA
61,16
16,63
0,07
LATINA
61,48
16,72
0,07
LECCE
58,20
15,82
0,06
LECCO
65,36
17,77
0,07
LIVORNO
62,07
16,88
0,07
LODI
63,68
17,31
0,07
LUCCA
62,41
16,97
0,07
MACERATA
61,33
16,68
0,07
MANTOVA
66,78
18,16
0,07
MASSA CARRARA
55,72
15,15
0,06
MATERA
57,71
15,69
0,06
MESSINA
60,09
16,34
0,07
MILANO
62,79
17,07
0,07
MODENA
68,04
18,50
0,07
NAPOLI
58,96
16,03
0,06
NOVARA
64,45
17,52
0,07
NUORO
65,76
17,88
0,07
ORISTANO
66,13
17,98
0,07
PADOVA
65,55
17,82
0,07
PALERMO
60,35
16,41
0,07
PARMA
66,70
18,14
0,07
PAVIA
65,50
17,81
0,07
PERUGIA
64,87
17,64
0,07
PESARO URBINO
59,47
16,17
0,07
PESCARA
59,78
16,25
0,07
PIACENZA
66,71
18,14
0,07
PISA
62,99
17,13
0,07
PISTOIA
66,49
18,08
0,07
PORDENONE
61,87
16,82
0,07
POTENZA
52,59
14,30
0,06
PRATO
63,24
17,19
0,07
RAGUSA
59,30
16,12
0,07
RAVENNA
61,95
16,84
0,07
REGGIO CALABRIA
57,27
15,57
0,06
REGGIO EMILIA
67,37
18,32
0,07
RIETI
59,84
16,27
0,07
ROMA
74,21
20,18
0,08
ROVIGO
62,20
16,91
0,07
SALERNO
59,81
16,26
0,07
SASSARI
59,45
16,16
0,07
SAVONA
60,05
16,33
0,07
SIENA
64,85
17,63
0,07
SIRACUSA
61,48
16,72
0,07
SONDRIO
62,13
16,89
0,07
TARANTO
57,50
15,63
0,06
TERAMO
58,20
15,82
0,06
TERNI
59,95
16,30
0,07
TORINO
65,52
17,81
0,07
TRAPANI
59,53
16,19
0,07
TRENTO
70,36
19,13
0,08
TREVISO
66,55
18,09
0,07
TRIESTE
61,27
16,66
0,07
UDINE
60,39
16,42
0,07
VARESE
67,00
18,22
0,07
VENEZIA
64,66
17,58
0,07
VERB.C.OSSOLA
67,18
18,27
0,07
VERCELLI
65,50
17,81
0,07
VERONA
63,72
17,32
0,07
VIBO VALENTIA
58,01
15,77
0,06
VICENZA
65,39
17,78
0,07
VITERBO
60,27
16,39
0,07
L. 23 dicembre 2009, n. 191, art. 2
D.P.R. 30 aprile 1970, n. 602, art. 4
L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 2
L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 788
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 34
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 42
D.Dirett. 21 aprile 2010
D.M. 3 dicembre 2010
D.M. 19 novembre 2010
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