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mercoledì 21 gennaio 2026

Ok Camera al ddl su sicurezza delle attività subacquee, è legge
Il testo è stato approvato con 141 si. Astensione delle opposizioni
   (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Via libera dalle Camera al disegno di
legge sulla sicurezza sulle attività subacquee. I sì sono stati
141 e nessun voto contrario; le opposizioni si sono astenute. Il
testo, in seconda lettura alla Camera, è legge. Tra le misure
anche l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza delle attività
subacquee. Tale Agenzia dovrà definire i requisiti e le
dotazioni minime di sicurezza che i mezzi subacquei non militari
devono possedere, e le relative procedure di verifica e
certificazione. Viene introdotto, inoltre, l'obbligo di
iscrizione ad un registro professionale "per gli operatori
tecnici subacquei di basso, medio e alto fondale, nonché per i
tecnici iperbarici, al fine di poter svolgere qualsiasi lavoro
subacqueo e iperbarico". (ANSA).
21/01/2026 18:09

🇺🇸 "Di solito si dice "è una persona orribile come un dittatore" Beh io sono un dittatore Ma a volte hai bisogno di un dittatore" Trump

🇺🇸🇪🇺 Secondo il Financial Times la cena ufficiale del Wef si è trasformata in un disastro dopo che il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Lutnick ha tenuto un discorso provocatorio e i politici europei hanno iniziato a insultarlo e ad abbandonare i loro tavoli

"Vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo": Donald Trump, al Forum di Davos, ha nuovamente rivendicato la Groenlandia, ha rimproverato la NATO, ha criticato l'Europa e ha promesso di riconciliare Russia e Ucraina. Le dichiarazioni chiave del presidente americano:

🔺 Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e internazionale, non per le risorse naturali.

🔺 Nessuno tranne gli Stati Uniti può garantire la sicurezza della Groenlandia.

🔺 Gli Stati Uniti insistono su negoziati immediati per la restituzione dell'isola, ma non hanno intenzione di usare la forza.

🔺 La Groenlandia fa parte del Nord America, "è il nostro territorio". Gli Stati Uniti hanno restituito l'isola alla Danimarca dopo la Seconda Guerra Mondiale, e questo è stato sconsiderato.

🔺 La Danimarca ha una scelta: "Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati. Potete rifiutare e ce ne ricorderemo".

🔺 L'Europa si sta muovendo nella direzione sbagliata e si sta distruggendo; si è allontanata dai suoi fondamenti di civiltà.

🔺 L'Europa deve essere forte perché gli Stati Uniti hanno bisogno di alleati forti.

🔺 Washington non prova gratitudine nei confronti della NATO: gli Stati Uniti faranno sicuramente del loro meglio per l'alleanza, ma non è sicuro che l'alleanza farà lo stesso per gli Stati Uniti.

🔺 Gli Stati Uniti non dovrebbero essere coinvolti nel processo di pace ucraino; questa è una questione che riguarda l'Europa e la NATO.

🔺 Gli Stati Uniti vogliono comunque la pace in Ucraina. Sia Putin che Zelenskyy vogliono la pace.

🔺 Trump ha in programma di incontrare Zelenskyy mercoledì.

🔺 Gli Stati Uniti intendono aumentare la produzione militare e costruire corazzate 100 volte più potenti di quelle della Seconda Guerra Mondiale.

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"Мы хотим кусок льда для защиты мира": Дональд Трамп на форуме в Давосе снова требовал Гренландию, упрекал НАТО, критиковал Европу и обещал помирить Россию и Украину. Главные заявления американского президента:

🔺 Гренландия нужна США ради национальной и международной безопасности, а не природных ресурсов.

🔺 Никто кроме США не может обеспечить безопасность Гренландии.

🔺 Штаты настаивают на немедленных переговорах о передаче острова, но не собираются применять силу.

🔺 Гренландия - часть Северной Америки, "это наша территория". Штаты вернули остров Дании после Второй мировой, и это было глупо.

🔺 У Дании есть выбор: "Вы можете сказать "да", и мы будем очень благодарны. Вы можете отказаться, и мы запомним".

🔺 Европа движется в неправильном направлении и уничтожает сама себя, она отошла от своих цивилизационных основ.

🔺 Европа должна быть сильной, потому что Штатам нужны сильные союзники.

🔺 Вашингтон не чувствует благодарности от НАТО: США обязательно выложатся ради альянса, но не уверены в том, что тот сделает то же самое ради Штатов.

🔺 США не должны заниматься украинским урегулированием, это дело Европы и НАТО.

🔺 Штаты тем не менее хотят добиться мира на Украине. Мира хотят и Путин, и Зеленский.

🔺 Трамп намерен встретиться с Зеленским в среду.

🔺 Штаты планируют наращивать военное производство и строить линкоры в сто раз мощнее линкоров Второй мировой.

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𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 1]
Davvero impressionante vedere Emmanuel Macron al raduno dei filantropi-licantropi di Davos. E non per gli occhiali da boss dietro i quali ha dato del bullo a Donald Trump, ma per il suo affettuoso benvenuto alla Cina, perché – dice – «abbiamo bisogno di più investimenti cinesi diretti in Europa in alcuni settori chiave». È lo stesso Macron che non in un'epoca lontana, ma appena il 7 dicembre scorso agitava lo spettro dei dazi contro la Cina, colpevole – a suo dire – di un surplus commerciale eccessivo. Ora, nel momento della massima crisi europea, come se fosse un passante qualsiasi, strilla: investimenti cinesi cercansi.
C'è un'amnesia costruita che in questo scoppiettante inizio del 2026 attraversa il dibattito europeo. Gli stessi apparati politici e mediatici che per anni hanno trasformato il realismo in eresia scoprono improvvisamente il valore del dialogo, del compromesso, dell'interesse nazionale. Fingono di non ricordare. Se c'erano, dormivano. Fingono soprattutto che le scelte compiute non abbiano prodotto devastazioni materiali. Ma questa storia non comincia oggi. Comincia quando dire questa verità era, di fatto, vietato.
Nel settembre 2018 mi trovavo a Pechino e poi a Chengdu, invitato dall'Accademia diplomatica cinese insieme a politici, imprenditori e ricercatori europei. Non era turismo politico. Era un'immersione piena in un processo materiale già in corso: urbanizzazione accelerata, infrastrutture continentali, filiere industriali, investimenti tecnologici, pianificazione su una scala che l'Europa aveva smesso da tempo persino di concepire.
Mi era già tutto chiaro. La Cina non era un'ideologia. Si presentava come un fatto concretissimo e macroscopico, epocale: infrastrutture, industria, pianificazione, connessioni continentali. La 'Belt and Road Initiative', la nuova Via della Seta, non era da percepire come una sfida simbolica all'Occidente, bensì come la risposta concreta a una crisi che l'Europa non voleva vedere: la fine della propria centralità automatica. In quel contesto la domanda era elementare: perché la Penisola italiana, la Sardegna e la Sicilia, per posizione geografica e vocazione produttiva, avrebbero dovuto restare alla finestra mentre altri paesi europei facevano affari colossali con Cina e Russia? Perché Genova, Trieste, il Mediterraneo avrebbero dovuto essere marginali?
Nel 2019 quella domanda divenne improvvisamente scandalosa. Quando l'Italia firmò il Memorandum con Pechino, i vertici UE, nonché Francia e Germania – che con la Cina commerciavano ben più di noi – inscenarono una reazione isterica. Non era in gioco la sicurezza europea, ma la disciplina. La Repubblica italiana non doveva muoversi. Punto. Lo dissi anche in Parlamento il 19 marzo 2019: quel Memorandum non era un atto ideologico, ma uno strumento prudente e reversibile. Ricordavo a tutti una cosa semplice: «Rimuovere questa realtà significa far finta che non siano esistiti gli ultimi quarant'anni e che non esistano i prossimi quaranta. La Cina è un soggetto globale che non ammette rimozioni, né psicologiche, né politiche, né economiche». Quelle parole furono accolte da un muro di ostilità. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]

[… segue]
𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 2]
Poi arrivò il vero capolavoro della stupidità strategica europea: il disaccoppiamento. Sotto pressione statunitense, l'Unione ha rotto con la Russia sul piano energetico e ha raffreddato i rapporti con la Cina, non per costruire un'autonomia, ma per obbedire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: energia più cara e instabile, deindustrializzazione, perdita di competitività, ritardo tecnologico. Un suicidio economico compiuto proprio mentre lo spazio eurasiatico sarebbe stato l'unico ammortizzatore possibile della crisi dell'Occidente che queste classi dirigenti non hanno saputo – o voluto – vedere.
In questo quadro si colloca l'abiura italiana del 2023. Il governo di Giorgia Meloni ha lasciato la Via della Seta in nome di una fedeltà atlantica a senso unico, rinunciando a una leva di sviluppo senza ottenere nulla in cambio. Chi già nel 2022 avvertiva che il conto energetico sarebbe esploso e che sarebbe arrivata la deindustrializzazione veniva deriso. Oggi gli stessi commentatori scoprono l'ovvio con anni di ritardo e fanno finta che nessuno avesse avvisato.
Nel 2026 la finzione scricchiola. La russofobia e l'incipiente sinofobia appaiono per ciò che sono state: costruzioni cognitive funzionali al vassallaggio. L'amministrazione Trump ha tolto di mezzo le ipocrisie. Groenlandia e Canada sono entrati apertamente nel menu strategico di Washington. Ottawa ha reagito come reagiscono i paesi seri: accordi con la Cina. Realismo elementare.
L'Europa, invece, barcolla. Da un lato tenta goffamente di rincorrere un treno già partito, come dimostrano le aperture tardive di Macron verso Pechino. Dall'altro coltiva la fantasia velleitaria degli Stati Uniti d'Europa, ma senza energia, senza materie prime, senza tecnologia. Un castello burocratico costruito sul vuoto, mentre Kaja Kallas continua a essere Alto Rappresentante di sé stessa.
Il realismo non era sbagliato.
Era stato censurato.
E oggi il prezzo di quel divieto lo pagano intere società europee, mentre i responsabili fingono di non riconoscersi allo specchio.
[FINE]
Fonte Pino Cabras

L'insensato evento di Davos promette di essere interessante. Al posto della solita Ukraina, ormai stantia, si discuterà della gelida Groenlandia. 

Qui la situazione è abbastanza chiara.
I codardi galletti europei, imbottiti di tranquillanti per la paura, convinceranno il tizio energico a prendere il controllo totale dell'isola, ma a lasciarla formalmente di proprietà del Regno di Danimarca.
" Fai come vuoi, zio: prendi l'isolotto in uso gratuito a tempo indeterminato, estrai gratuitamente i minerali, costruisci basi militari, aeroporti, silos missilistici e qualsiasi altra struttura per il controllo totale."

Ma Trump non vuole questo. Tutti lo capiscono: vuole colorare l'isola con i colori della bandiera a stelle e strisce sulle mappe del mondo (ha già pubblicato una mappa che include anche il Canada e il Venezuela) e mettersi alla pari con i padri fondatori.
Vuole rimanere nella storia per sempre.
E allo stesso tempo diventare come il presidente della Russia. 

Quest'ultimo obiettivo È  IMPOSSIBILE.
Nel corso della SVO e a seguito dei referendum, la Russia ha riottenuto proprio le terre che per secoli hanno fatto parte del suo territorio, insieme alla sua popolazione, è non ha ancora finito. La Groenlandia è tutta un'altra cosa. 
Non è mai stata direttamente collegata agli Stati Uniti, anche se questi ultimi hanno tentato più volte di acquistarla.

La questione, tuttavia, non riguarda solo l'evidente desiderio del presidente degli Stati Uniti. Anche se tutti descrivono con entusiasmo come l' eccitato Gargantua Trump inghiottirà un enorme pezzo di terra. E poi sputerà con gusto la sua saliva appiccicosa sul viso rugoso della vecchia Europa, trasformando allo stesso tempo gli Stati Uniti nella seconda nazione mondiale per superficie. 
Trump, ovviamente, ha fretta. Il suo tempo sta infatti inesorabilmente volgendo al termine. È ora di scrivere il proprio nome a lettere d'oro nelle tavole della storia. 

La questione principale è quale prezzo sia disposto a pagare l'attuale inquilino della Casa Bianca per raggiungere questo obiettivo. Lo smantellamento della NATO non è come il rapimento di un leader straniero tradito dai suoi compagni d'armi in un Paese indebolito.
E, infine, permetteranno a Trump di farlo...

Dmitrij A. Medvedev

Precari scuola: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno - YouTube

 

Il diritto all'oblio non è un automatismo: la Cassazione frena sulle deindicizzazioni dei siti Internet

 

Passa il blitz all'Eurocamera contro il Mercosur, l'accordo va alla Corte di giustizia Ue

 

Permesso di costruire annullato a distanza di anni: il Consiglio di Stato sull'autotutela amministrativa

 

Revoca della patente per guida in stato di ebbrezza e decorrenza del triennio per riottenerla

 

Groenlandia: Medvedev, Trump-Gargantua la prendera' a pavida Ue =

AGI0268 3 EST 0 R01 / Groenlandia: Medvedev, Trump-Gargantua la prendera' a pavida Ue = (AGI) - Roma, 21 gen. - L'ex presidente russo Dmitry Medvedev non ha dubbi: Donald Trump si prendera' la Groenlandia e la "pavida Europa" non potra' fermarlo. In un lungo post di Telegram, Medvedev si e' chiesto fino a che punto il presidente americano, paragonato al gigante Gargantua di Francois Rabelais, si spingera' e se sia pronto a far saltare la Nato per le sue ambizioni. "L'evento inutile di Davos promette di diventare interessante. Invece del cadavere stantio dell'Ucraina, discuteranno della gelida Groenlandia. Quello che possiamo aspettarci e' abbastanza chiaro. I pavidi galletti europei, dopo essersi ingoiati una manciata di tranquillanti per il terrore, cercheranno di convincere il prepotente Big Guy a prendere la piena custodia dell'isola lasciandola pero' sotto la proprieta' formale del Regno di Danimarca", e' la sua previsione. Ma a Trump non bastera' perche' "ha bisogno di colorare l'isola con la bandiera americana sulle mappe del mondo" e "mettersi accanto ai Padri Fondatori. Vuole restare nella storia per sempre". E diventare come Vladimir Putin. Ma questo "e' impossibile" perche' in Ucraina "la Russia ha ripreso possesso delle proprie terre, che ne avevano fatto parte per secoli, insieme al proprio popolo. La Groenlandia e' tutt'altra storia". Non solo. "Tutti stanno fantasticando con entusiasmo su come un eccitato Gargantua Trump inghiottira' un enorme pezzo di terra per poi sputare con gioia un appiccicoso grumo di saliva nella faccia raggrinzita della perfida vecchia megera Europa", ha proseguito. Ma "la domanda principale e': quale prezzo e' disposto a pagare l'attuale padrone della Casa Bianca per raggiungere questo obiettivo? Smantellare la Nato e' ben diverso dal rapire un leader straniero tradito dai suoi stessi compagni in un paese indebolito. E, infine, gli sara' persino permesso di farlo?", si e' chiesto. (AGI)Sab 211128 GEN 26  

Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi

Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi Dopo commento Trump su "armi Usa che nessuno conosce" Roma, 21 gen. (askanews) - La Russia deve ancora ricevere dei chiarimenti riguardo alle "armi statunitensi che nessuno ancora conosce" di cui ha parlato il presidente americano Donald Trump: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Russia possiede dei servizi di intelligence che raccolgono e analizzano informazioni, e fanno il loro lavoro, ha concluso Peskov. Mgi 20260121T113329Z  

- Cremlino, 'attendiamo tempestivamente notizie su colloqui Kiev-europei-Usa'

Cremlino, 'attendiamo tempestivamente notizie su colloqui Kiev-europei-Usa' (ANSA) - MOSCA, 21 GEN - La Russia si aspetta di "ricevere tempestivamente" notizie sui risultati delle consultazioni tra americani, europei ed ucraini sui piani di pace in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "È importante che riceviamo tutte le informazioni sulle discussioni che si sono svolte su varie questioni tra americani ed europei e tra ucraini ed europei", ha osservato il portavoce di Vladimir Putin, citato dalle agenzie russe. Peskov non ha fornito alcuna informazione sui risultati di un incontro avuto ieri a Davos dal consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri, Kirill Dmitriev, con gli inviati americani Steve Wiktkoff e Jared Kushner. "Tutte le questioni relative all'accordo (ucraino) vengono, ovviamente, discusse a porte chiuse", ha commentato, rispondendo a una domanda in proposito. Secondo la Tass, i colloqui nella località svizzera sono durati oltre due ore. (ANSA).

Ucraina, Cremlino conferma: Domani previsto incontro Witkoff-Putin

Ucraina, Cremlino conferma: Domani previsto incontro Witkoff-Putin Torino, 21 gen (GEA) - Il Cremlino ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin ha intenzione di incontrare l'inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti Steve Witkoff domani. "Tali contatti sono previsti per domani dal presidente", ha dichiarato il portavoce del capo dello Stato, Dmitry Peskov, citato da Interfax. In precedenza, Witkoff aveva dichiarato alla CNBC che il 22 gennaio aveva intenzione di recarsi in Russia e incontrare Putin, su richiesta della controparte russa. "Incontrerò Putin giovedì; la Russia ha richiesto un incontro", ha dichiarato Witkoff, in un'intervista alla CNBC spiegando che il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, lo accompagnerà nel viaggio. "Andrò a Mosca con Kushner, partendo giovedì", ha dichiarato l'inviato speciale. "Nelle ultime settimane si sono registrati molti successi sulla questione Russia-Ucraina", ha affermato. VLN EST 21 GEN 2026