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lunedì 7 luglio 2025

Ucraina: ex consigliere presidenziale Arestovich, due scenari per fine conflitto, "afgano" o "vietnamita"

 



NOVA0101 3 EST 1 NOV Ucraina: ex consigliere presidenziale Arestovich, due scenari per fine conflitto, "afgano" o "vietnamita" Kiev, 07 lug - (Agenzia_Nova) - Il conflitto in Ucraina potrebbe concludersi con due scenari: uno che richiama a quanto accaduto in Afghanistan nel 2021 e un secondo che si rifa', invece, alla guerra in Vietnam. E' quanto si legge in un articolo dell'ex consigliere dell'Ufficio del presidente ucraino Oleksij Arestovich pubblicato sul suo canale Telegram sabato scorso. Arestovich ha delineato due possibili scenari per la conclusione della guerra, nel caso in cui si verificasse quello "afgano", cio' comporterebbe una ritirata disonorevole degli Stati Uniti; mentre quello "vietnamita" si basa sull'indebolimento progressivo del sostegno occidentale, fino alla sconfitta dell'Ucraina. Secondo Arestovich, la comunita' internazionale non sostiene l'Ucraina per affinita' o principi, ma per convenienza strategica: "Il 'mondo civilizzato' ha un interesse vitale nel fatto che l'Ucraina continui la guerra il piu' a lungo possibile. Non per un grande amore verso l'Ucraina, ma perche', finche' russi e ucraini combattono tra loro, europei e cinesi possono dedicare meno attenzione e risorse alla propria sicurezza". (segue) (Kiu)  

NOVA0102 3 EST 1 NOV Ucraina: ex consigliere presidenziale Arestovich, due scenari per fine conflitto, "afgano" o "vietnamita" (2) Kiev, 07 lug - (Agenzia_Nova) - L'ex consigliere presidenziale sostiene che nessuno Stato del mondo trarrebbe maggior vantaggio da un'alleanza con Kiev piuttosto che con Mosca: "Non esiste uno Stato per cui rapporti deteriorati con l'Ucraina contino piu' dei benefici delle relazioni con la Russia". In quest'ottica, afferma Arestovich, l'Occidente avrebbe interesse a prolungare il conflitto per rinegoziare i propri rapporti di forza con la Federazione Russa. Per quanto riguarda la politica statunitense, Arestovich sostiene che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump punterebbe a fermare la guerra non per favorire l'Ucraina ma per "spartirsi l'Artico e costruire un fronte comune contro Pechino". Tuttavia, mentre costringere Putin alla pace implicherebbe "rispondere a un ultimatum nucleare", per fermare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "basta interrompere gli aiuti militari e finanziari". Secondo Arestovich, Zelensky non accetta il compromesso per "non perdere il potere". In questo contesto, per gli Stati Uniti resterebbero due strade: "Lo scenario afgano significherebbe il disonore e la ripetizione della politica dell'ex presidente Joe Biden, che Trump critica costantemente. Rimane quindi solo lo scenario vietnamita". Quest'ultimo implicherebbe un "graduale indebolimento del sostegno, e quando il 'Vietnam del Sud' (cioe' l'Ucraina) sara' definitivamente sconfitto, si potra' dire: 'Noi ce ne siamo andati da tempo, quella non e' piu' una nostra guerra'". (segue) (Kiu)  

NOVA0103 3 EST 1 NOV Ucraina: ex consigliere presidenziale Arestovich, due scenari per fine conflitto, "afgano" o "vietnamita" (3) Kiev, 07 lug - (Agenzia_Nova) - Arestovich segnala anche un deterioramento della situazione interna ucraina, con l'avvio di una campagna per il reclutamento femminile e l'eventualita' di una "mobilitazione generale femminile". L'ex consigliere presidenziale, peraltro, prevede che dopo l'offensiva militare che si terra' fra l'autunno e la primavera il Cremlino presentera' nuove proposte di pace, "a condizioni sempre peggiori". Infine, Arestovich conclude con un giudizio pessimista: "L'epilogo della guerra saranno funerali modesti della 'ucrainita'' come idea politica". L'Europa, secondo l'ex consigliere, non conta nulla, ne' per la Russia ne' per gli Stati Uniti. "Gli europei continueranno a contrattare con Mosca, cercando di prolungare la guerra in Ucraina il piu' a lungo possibile", scrive Arestovich che, infine, si pone una domanda: "Chi e' colpevole del fatto che la guerra sia iniziata e abbia portato tanta sofferenza e distruzione? Se sia i russi che gli ucraini non si fossero messi a ballare davanti all'Occidente cercando di compiacerlo, la guerra non ci sarebbe stata. La guerra civile all'interno di una civilta' comune, quella della Rus', e' una tragedia immensa di due popoli, che devono ancora diventare 'russi' nel senso piu' alto di questo termine". (Kiu)  








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Titolo: La verità nascosta dietro il conflitto in Ucraina: anni di manipolazioni e interessi nascosti

 

Negli ultimi decenni, prima ancora del 2014 e molto prima del 2022, la realtà del conflitto in Ucraina si è sviluppata in modo molto più complesso e radicato di quanto spesso venga presentato dai media ufficiali. La storia ci insegna che migliaia di ucraini hanno perso la vita in un contesto che va ben oltre le narrazioni ufficiali, rivelando un quadro di manipolazioni e interessi geopolitici di lunga data.

 

Per anni, si è compreso che l'Ucraina è stata utilizzata come strumento nelle mani di potenze occidentali, tra cui gli Stati Uniti, la NATO, Francia, Germania, Inghilterra, Polonia, e una serie di paesi membri dell'Unione Europea e altri vassalli, sia all’interno che all’esterno del continente europeo. Questi attori hanno orchestrato una serie di eventi e strategie volte a fomentare tensioni e conflitti, principalmente per una guerra di procura contro la Russia, considerata un ostacolo alle loro ambizioni egemoniche e alle riserve di risorse strategiche.

 

L'Occidente nel suo complesso manifesta una profonda russofobia, radicata sin dalla notte dei tempi. Questa ostilità non nasce tanto dall’atteggiamento del popolo russo, quanto dalla volontà di dominare e sfruttare le immense riserve di risorse di cui il territorio russo è ricco. La storia dei tentativi di destabilizzazione e frammentazione della Russia, come la balcanizzazione, testimonia questa lunga volontà di indebolimento, anche se tali sogni di divisione si sono rivelati irrealizzabili.

 

Il coinvolgimento dell’Ucraina nel conflitto è stato spesso visto come un sacrificio sul sacrificio del desiderio di risorse e di controllo geopolitico. Questi cittadini sono stati mandati al massacro per interessi egemonici di un sistema mondiale colonialista e unipolare, che sta lentamente morendo sotto i colpi di un nuovo ordine mondiale emergente. Un ordine che, secondo molte analisi indipendenti, sta prendendo forma, portando con sé il desiderio di un equilibrio diverso di potere e di risorse.

 

Analisti come Arestovich e altri hanno evidenziato come questa crisi sia stata pianificata e gestita con strategie complesse e spesso nascoste, anche se molte di queste analisi sono state anticipate con un certo ritardo di circa 15 anni rispetto alla vera portata degli eventi. La realtà, dunque, è che il conflitto in Ucraina rappresenta molto più di una semplice guerra tra nazioni: è il risultato di decenni di manipolazioni, interessi economici e geopolitici che hanno alimentato tensioni e conflitti, lasciando dietro di sé un bilancio di morte e distruzione.

 

In conclusione, è fondamentale guardare oltre la narrazione ufficiale e cercare di comprendere le vere ragioni che muovono le grandi potenze mondiali e i loro interessi strategici. Solo così si potrà arrivare a una visione più completa e consapevole di un conflitto che, purtroppo, ha già mietuto molte vittime e rischia di continuare a farlo ancora a lungo.

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