GUERRA O PACE?
Guerra o Pace. È questo il messaggio chiaro e potente che arriva dalla Cina dopo la riunione della SCO e dopo la impressionante parata politico-militare di Pechino commemorativa della vittoria contro l'imperialismo giapponese di 80 anni fa, che ha liberato definitivamente la Cina dal giogo coloniale. Le immagini potenti di Putin, Xi Jinping e Modi e poi quelle di Putin, Xi Jinping e Kim Jong-un, sono una sfida aperta del mondo multipolare all'egemonismo dell'Occidente che deve scegliere tra guerra e pace.
Se sceglie la guerra, si ritroverà contro Russia e Cina compatte con la solidarietà di tutto il sud del mondo. Una guerra che non potrà vincere. Se sceglie la pace, dovrà abbandonare ogni velleità egemonica e trattare su un piano di parità con stati e civiltà sovrane e ridefinire il suo ruolo nel nuovo mondo multipolare in acesa.
Non sarà una scelta facile per un Occidente che ha costruito il suo potere col colonialismo e il saccheggio secolare di popoli e continenti . Ma la Storia oggi marcia in una direzione opposta. Il suo vento non spira più da nordovest, ma da sudest e può essere un vento di pace o di guerra . A deciderlo saranno le oligarchie europee ed atlantiche che fanno ampio sfoggio quotidiano di spirito guerriero, minacciando guerre a Russia, Cina e ai loro alleati, guerre che però non sono in grado di combattere e di vincere, come dimostra il conflitto con la Russia in Ucraina e come dimostra, nonostante le stragi quotidiane di civili inermi, anche la feroce impotenza di Israele nel debellare l'eroica resistenza dei palestinesi a Gaza e il fallimento della sua volontà di sconfiggere l'Iran. Scegliere la pace per l'Occidente significa riconoscere la sua finitezza e i limiti entro cui potrà esercirare la sua sovranità . Trump a volte dà l'impressione di averlo compreso ed agisce di conseguenza come quando manifesta la sua determinazione a ricercare una pace in Ucraina che riconosca le legittime esigenze di sicurezza della Russia, come sembra sia stato convenuto nell'incontro storico con Putin in Alaska, salvo precipitosi arretramenti stretto com'è dal pernicioso condizionamento del Deep State e dei circoli Neocons. Chi sembra non aver colto invece il vento della Storia sono i governanti europei, in particolare la velenosa Idra a tre teste anglo-franco-tedesca, che continua a far rullare i suoi tamburi di guerra e nichilisticamente protesa nella folle corsa al riarmo contro le minacce presunte dell'orso russo e del dragone cinese.
Il destino dell'Europa è nelle mani dei suoi popoli, se sapranno liberarsi dai suoi satrapi guerrafondai asserviti ai Signori della Guerra, e da una sinistra liberal pronta a votare i crediti di guerra come nell'infausta e dimenticata tragedia della prima guerra mondiale.
Oggi non serve alla causa un generico pacifismo che plachi qualche coscienza infelice, né il terzismo degli ignavi di certa sinistra, ignavi che Dante colloca nell'Antinferno del suo Terzo Canto. Questi, secondo il Poeta, sono grandi peccatori, colpevoli di non osare di schierarsi né dalla parte del bene e né dalla parte del male, e di non avere un'idea propria, incapaci di fare scelte: infatti sono costretti a girare nudi inseguendo un'insegna che gira su se stessa velocissima e vengono punti da vespe e da mosconi.
Oggi serve invece un netto pronunciamento di schieramento tra le forze in campo. O di quà o di là : scegliere tra le forze della pace e del nuovo ordine mondiale multipolare, oppure quelle dell'egemonismo e del suprematismo occidentalocentrico.Terzium non datur!
Se l'Occidente Collettivo non sceglierà la pace, la convivenza e la cooperazione col resto del mondo mettendo fine a cinque secoli di suprematismo coloniale e neo coloniale, non resta che augurare ai Signori della Guerra le parole conclusive a loro dedicate da Bob Dylan nella sua famosa poesia.
Ai signori della guerra :
spero che voi moriate
spero che la vostra morte arriverà presto
seguirò la vostra bara
nel pomeriggio opaco
veglierò mentre siete sepolti
sotto il vostro letto di morte
e resterò sulla vostra tomba
finché sarò sicuro che siete morti.
Così sia.
Antonio Castronovi
Nessun commento:
Posta un commento