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sabato 4 ottobre 2025

braccianti, operai, radical-chic e camerati (a cura di Enrico Corti)

 

da Enrico Corti

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Corti - Pirola

14:58 (5 ore fa)
a Ccn: me

braccianti, operai, radical-chic e camerati

 

Nel 1948 il bracciante pugliese semianalfabeta Giuseppe Di Vittorio fondò il più grande sindacato dell’Italia democratica;  da iscritto al PCI partecipò all’Assemblea che ha scritto la La Costituzione Repubblicana dell’Italia.

Capace di “parlare a tutti come se parlasse direttamente al cuore di ciascuno; dai braccianti, agli operai, agli impiegati e agli intellettuali“; negli anni 50 indicò i moderni principi fondamentali che regolano ancor oggi le contrattazioni sindacali; passate da quelle generali a quelle contrattuali di categoria sino a quelle articolate aziendali.

Nell’interesse non solo dei lavoratori ma dell’intera nazione, in piena crisi economica nel 1949 Di Vittorio propose il “Piano per il lavoro“; la risposta della maggioranza di Governo e degli imprenditori fu negativa.

 Nel 1952 Giuseppe Di Vittorio formulò la proposta dello “Statuto dei diritti dei lavoratori”, approvato ben 18 anni dopo con la Legge 300/1970; ancor oggi vigente malgrado i tentativi dell’attuale Governo di modificarla in nome della libertà di mercato; nel 1953 Di Vittorio divenne Presidente della Federazione Sindacale Mondiale

77 anni dopo lo sciopero generale “politico“ indetto dalla Cgil  di Di Vittorio nel 1948 in risposta all'attentato Palmiro Togliatti; l’“operaioMaurizio Landini il 3 c. m. ha coraggiosamente proclamato  lo sciopero generale “politico“ “come risposta  all’illegittimo e piratesco attacco fatto dallo Stato Israele alla Global Sumud Flotilla; tutto ciò dopo il genocidio che questo Stato sta commettendo da due anni a Gaza e in Cisgiordana; con più di 65,000 morti e la fame usata come strumento d’aggressione.

Lo sciopero generale ha visto la partecipazione alle manifestazioni di più di cinque milioni di lavoratori; c’è n’era ben donde per approfondire pubblicamente il tema; cause e effetti; ma nella sua trasmissione TV la radical-chic Lilli Gruber ha scientemente scelto di indirizzare il dibattito su “il mancato programma alternativo della sinistra“; invitando all’uopo in trasmissione la giornalista Palmerini del quotidiano della Confindustria “24 ore“.

Dopo Achille Occhetto e seguito, che hanno distrutto la rappresentatività partitica della classe lavoratrice, (complice suo malgrado Pier Luigi Bersani e soci dell’azienda “il progresso nella libertà di mercato dei ricchi con esplosione della povertà““); solo il sottoscritto e simili hanno il diritto di critica; i radical scic; involontari complici della neo-fascista Meloni fan del camerata Charlie Kirk e di Trump,  hanno solo il dovere di togliersi dai piedi.     

Enrico Corti

4 ottobre 2025     

 

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