Tar, su tariffario scuole nautiche decida la Consulta (ANSA) - ROMA, 24 OTT - Sarà la Corte Costituzionale a decidere sulla legittimità del Decreto ministeriale con il quale il 30 agosto 2023 è stato previsto che le scuole nautiche debbano presentare un tariffario che rispetti gli importi minimi indicati nel Regolamento in materia, e che, ai fini dell'esercizio dell'attività, siano tenute a dimostrare una capacità patrimoniale non inferiore a 50.000 Euro. L'ha deciso con ordinanza il Tar del Lazio, sospendendo il procedimento giudiziario iscritto da una società che si occupa di attività sportive di tipo dilettantistico connesse alla disciplina della vela e della nautica in generale, svolgendo anche attività didattica per l'avvio, l'aggiornamento e il perfezionamento delle discipline nautiche, nonché attività di scuola per il conseguimento della patente nautica. Il Tar ha ritenuto che il Decreto che ha apportato modifiche e integrazioni al Codice della nautica da diporto "abbia introdotto nell'ordinamento previsioni normative che appaiono eccedere i limiti della delega conferita al Governo". Da qui la decisione di rimettere la questione alla Corte Costituzionale, ravvisando "la non manifesta infondatezza del prospettato contrasto tra norma delegata e norma delegante per inosservanza dei principi e criteri direttivi e/o per esorbitanza dall'oggetto della delega". In sostanza, per i giudici nel caso specifico si sarebbe integrata "la tipica figura del vizio di eccesso di delega, ravvisabile ogniqualvolta gli atti legislativi del Governo manchino di rispettare i limiti del potere legislativo delegato fissati dalla legge di delega". Giudizio sospeso, quindi, fino alla definizione dell'incidente di costituzionalità. (ANSA).
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