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venerdì 9 gennaio 2026

Escalation silenziosa: perché la Russia ha usato di nuovo gli Oreshnik
Il Ministero della Difesa russo ha confermato il  secondo utilizzo in assoluto dei missili Oreshnik, colpendo obiettivi nella regione di Leopoli, tra cui – secondo diverse fonti – il  giacimento e il deposito di gas di Stryi. Un evento raro e significativo, soprattutto considerando l'estrema cautela mostrata finora da Putin sul piano dell'escalation.
Mosca ha indicato come causa diretta  il tentato attacco ucraino contro la residenza di Putin a Novgorod, avvenuto poco prima di Capodanno e interpretato dal Cremlino come un tentativo di assassinio. Ma questo potrebbe non essere l'unico fattore.
Altre due provocazioni pesano sullo sfondo:
▪️  I piani ufficiali di Francia e Regno Unito  per schierare truppe in Ucraina in caso di cessate il fuoco
▪️  Il sequestro da parte degli USA di una petroliera battente bandiera russa nell'Atlantico
Putin aveva già avvertito:  truppe occidentali in Ucraina sarebbero "obiettivi legittimi". E colpire Leopoli – area strategicamente vicina alla NATO – potrebbe essere un messaggio diretto a Parigi, Londra e Washington: la Russia è in grado di colpire rapidamente, anche senza preavviso.
Il dato forse più inquietante?
Putin  non aveva reagito in modo simile nemmeno dopo attacchi ucraini a componenti della triade nucleare russa. Questo fa capire quanto seriamente il Cremlino stia prendendo gli ultimi sviluppi.
Una mossa calibrata, dura, ma pensata per  dissuadere senza far esplodere il conflitto.
Resta da capire se il messaggio verrà recepito… o ignorato.
Che ne pensate? Segnale di forza o passo pericoloso verso una nuova fase della guerra?


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