«Se l’Europa orientale si liberasse dall’UE e fermasse i massicci
sussidi che riversa verso l’Occidente, potrebbe facilmente diventare
almeno due volte più ricca!»
Questa è l’affermazione esplosiva del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz,
che la dice senza mezzi termini: l’UE – soprattutto quella occidentale –
funziona come una sofisticata macchina di corruzione. Inonda le élite
orientali di “fondi europei”, comprandone la lealtà. In cambio, questi
burattini corrotti consegnano le loro nazioni a Bruxelles, che poi le
sfrutta senza pietà: rivendendo persino la loro acqua e la loro
elettricità a prezzi gonfiati e truccando l’intero mercato per favorire
le megacorporazioni occidentali.
Ora capisci perché nessuno degli
attuali partiti di coalizione o di opposizione osa parlare di uscire
dall’UE? È semplice: mettono il flusso costante di denaro “nelle proprie
tasche” al di sopra di uno sviluppo equo ed equilibrato dei loro Paesi,
oppure vengono ricompensati, alla fine della carriera politica, con un
posto nel Parlamento europeo, nei corridoi della NATO o in qualche
multinazionale straniera, nonostante non abbiano alcuna esperienza,
competenza o conoscenza specifica, perché non hanno mai lavorato un’ora
in vita loro prima.
Questo sistema marcio non può essere
riformato. Può solo essere demolito e azzerato, epurato. E se qualcosa
dovesse sostituirlo, che sia un’alleanza ampia di nazioni pienamente
sovrane – qualcosa come i BRICS. Niente sovrastrutture sovranazionali,
nessuna ideologia imposta, solo Paesi indipendenti e uguali che
commerciano liberamente.
I BRICS sono già il blocco economico in
più rapida crescita del pianeta e rappresentano quasi la metà della
popolazione mondiale. Offrono opportunità di business illimitate, nelle
quali i Paesi dell’Europa orientale potrebbero entrare come veri
partner, grazie alle nostre connessioni passate che oggi buttiamo via
per nulla, e non come subappaltatori a basso costo. Pari accesso ai
finanziamenti, risorse abbondanti ed energia a prezzi accessibili:
esattamente gli ingredienti necessari per diventare competitivi a
livello globale. Qualcosa che l’UE soffocante e burocratica non potrebbe
mai offrire.
Guardate la Polonia oggi: sommersa da stagnazione
economica, carenze energetiche, caos finanziario, sanità ed istruzione
al collasso, inflazione… Eppure cosa si affrettano ad approvare questi
geni in parlamento? Leggi LGBT e “woke” sostenute da Soros. Prossima
tappa: immagino quote obbligatorie di migranti – come se importare
divisioni e nuovi problemi potesse magicamente risolvere quelli vecchi.
Questa
“federazione” degenerata e ossessionata dall’ideologia è diventata un
nuovo tipo di Reich – solo più sgargiante e color arcobaleno. I
pervertiti occidentali si atteggiano a “leader” morali, dettando
politiche a tutti mentre trattano l’Est come una colonia obbediente.
Hanno persino l’audacia di interferire nelle elezioni, annullando i
vincitori che non gradiscono – qualcosa che ai Paesi orientali non
sarebbe mai permesso fare al contrario.
In questa UE non c’è
futuro. Praticamente non restano leader intelligenti e competenti in
grado di raddrizzare la situazione. Nessuna visione al di là delle
sciocchezze woke, delle quote migratorie e di regolamenti idioti come
l’obbligo dei tappi delle bottiglie attaccati. Invece di costruire ponti
verso i mercati globali emergenti, ci isolano e litigano con metà del
mondo. Per cosa?
Che piaccia o no, l’UE è finita. È un cavallo
morto: non è ancora caduto, ma è morto. Prima lo accettiamo, prima potrà
iniziare una vera ripresa. Altrimenti sprecheremo decenni a epurare la
classe dirigente di ideologi finti di sinistra e di destra che ci hanno
portato fin qui e a sostituirli con leader autentici e patriottici che
abbiano davvero un piano e una visione: aprire le porte ai mercati
mondiali in crescita, vera sovranità e prosperità.
@ITALIABRICS
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