Caso 41bis, Uil 'sicurezza sì, ma con equilibrio e rispetto' Murru: 'La Sardegna non è terra di sacrificio' (ANSA) - CAGLIARI, 22 FEB - "La sicurezza è un valore costituzionale. È un pilastro dello Stato di diritto. Ma proprio per questo non può essere affrontata con decisioni sbilanciate o calate dall'alto, senza una valutazione seria dell'impatto sui territori. La Sardegna non può diventare la risposta automatica alle criticità del sistema penitenziario nazionale". Lo afferma, in una nota, la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru sul caso dei detenuti 41bis destinati alla Sardegna. "Al 31 dicembre 2025 negli istituti dell'isola risultano presenti circa 2.608 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare che si attesta poco sopra i 2.500 posti effettivi. Il tasso di affollamento supera il 100%, con situazioni di particolare pressione negli istituti di di Uta e Bancali. Nell'isola si concentra inoltre una quota molto rilevante di detenuti in alta sicurezza: oltre 600 persone, tra cui numerosi ristretti sottoposti al regime previsto dal 41-bis. Solo a Sassari-Bancali - osserva Murru - sono presenti decine di detenuti al 41-bis, una delle concentrazioni più elevate del Paese in rapporto alla popolazione regionale. Anche il carcere di Badu 'e Carros continua a svolgere un ruolo centrale nel circuito dell'alta sicurezza, in un territorio interno già segnato da fragilità demografiche ed economiche. Oltre il 50% dei detenuti presenti non è originario della Sardegna e circa il 30% è di nazionalità straniera. È un dato oggettivo: l'isola svolge già una funzione nazionale nel sistema carcerario italiano. Una funzione che non abbiamo mai messo in discussione, ma che non può trasformarsi in una sproporzione permanente. Non si tratta di contestare la legalità o il contrasto alla criminalità organizzata - prosegue la leader della Uil sarda - si tratta di equilibrio istituzionale. Perché la sicurezza non è solo il regime detentivo. È il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria, in una regione dove le carenze di organico sono una realtà concreta. È la sanità penitenziaria che opera dentro un sistema sanitario regionale già sotto pressione. Le cure e l'assistenza sanitaria nelle carceri vengono garantite attraverso il sistema sanitario regionale. Questo significa che visite specialistiche, salute mentale, ricoveri ospedalieri, personale medico e infermieristico dedicato e trasferimenti protetti con protocolli di sicurezza rafforzati incidono direttamente sull'organizzazione e sulle risorse della sanità sarda. L'alta sicurezza comporta inevitabilmente costi sanitari più elevati e una gestione più complessa". "Il 28 febbraio si terrà una manifestazione di popolo contro l'ulteriore concentrazione del 41-bis in Sardegna. Non sarà una protesta contro lo Stato. Sarà una richiesta di rispetto. Una mobilitazione civile che nasce dalle comunità, dalle istituzioni locali e dal mondo del lavoro, per chiedere che le decisioni nazionali non ricadano in modo sproporzionato sempre sugli stessi territori". (ANSA). 2026-02-22T13:07:00+01:00 FO ANSA per CAMERA19 https://trust.ansa.it/b4d2b0ff5c1fe7d2a56754832ca4097430d29d2ad180e9d8e1d11b21e0e90969
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