NTW Press - Autovelox non omologati: come scoprire quali sono, quando la multa è nulla e come fare ricorso (guida completa)
Autovelox non omologati: come scoprire quali sono, quando la multa è nulla e come fare ricorso (guida completa)
Secondo il censimento del Mit, su 11.000 sul territorio nazionale soltanto 1.000 hanno i requisiti necessari

Lunedì 02 Febbraio 2026 12:52
Torna di centrale attualità la questione degli autovelox non omologati. A seguito delle recenti decisioni della Corte di Cassazione e del censimento nazionale avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è emerso che migliaia di dispositivi di rilevazione della velocità risultano installati sulle strade italiane, ma solo una parte è oggi correttamente registrata e potenzialmente omologata secondo i nuovi criteri.
Questo scenario apre la porta a ricorsi contro le multe per eccesso di velocità, ma richiede attenzione: non tutte le sanzioni sono automaticamente nulle e la procedura va seguita con precisione.
Autovelox in Italia: cosa sta cambiando con il censimento ministeriale
Il Ministero delle Infrastrutture ha avviato un censimento nazionale degli autovelox chiedendo a Comuni ed enti gestori di inserire su una piattaforma telematica i dati tecnici dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.
Dai dati comunicati emerge che:
gli autovelox stimati sul territorio sono circa 11.000
quelli registrati sulla piattaforma sono circa 3.800
poco più di 1.000 rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione previsti dal decreto in fase di adozione
la percentuale di dispositivi pienamente conformi risulta quindi inferiore al 10%.
Per essere legittimamente utilizzabili, i dispositivi devono avere dati tecnici completi inseriti: marca, modello, matricola, tipo di sistema e riferimenti del decreto ministeriale.
Secondo il Ministero, l'obiettivo è garantire trasparenza e impedire un uso degli autovelox "per fare cassa", rafforzandone invece la funzione di prevenzione degli incidenti.
Perché si parla di multe nulle da autovelox non omologati
Il punto chiave nasce da una sentenza della Corte di Cassazione del 2024, che ha stabilito un principio importante: le multe elevate con dispositivi approvati ma non omologati possono essere nulle.
La Cassazione ha ribadito che:
l'approvazione ministeriale non equivale all'omologazione
serve un vero decreto di omologazione tecnica
in assenza di omologazione, la rilevazione può essere contestata.
Successive pronunce hanno confermato questo orientamento, anche se non tutti i tribunali di merito decidono allo stesso modo: alcuni hanno comunque dato ragione ai Comuni. Questo significa che il ricorso è possibile, ma non garantisce automaticamente la vittoria.
Differenza tra autovelox approvato e autovelox omologato
Questo è il passaggio tecnico più importante per capire se puoi fare ricorso.
Autovelox approvato
ha un decreto di approvazione ministeriale
è autorizzato alla commercializzazione o all'uso
non ha completato l'iter tecnico di omologazione.
Autovelox omologato
ha superato verifiche tecniche formali
ha un decreto di omologazione
rispetta pienamente i requisiti normativi
è più solido in caso di contenzioso.
Molte multe contestate nascono proprio da dispositivi solo approvati.
Come scoprire se un autovelox è non omologato
✅ 1️⃣ Controlla il verbale della multa
Nel verbale devono essere indicati:
marca e modello del dispositivo
numero di matricola
riferimento del decreto ministeriale.
Segnale di possibile problema: viene citato solo un decreto di approvazione e non un decreto di omologazione.
✅ 2️⃣ Chiedi accesso agli atti al Comune
Puoi presentare richiesta di accesso agli atti amministrativi all'ente che ha emesso la multa per ottenere:
certificato di omologazione
decreto tecnico
documentazione di taratura
registrazione del dispositivo.
Se il Comune non è in grado di produrre il certificato di omologazione, questo può diventare un punto centrale nel ricorso.
✅ 3️⃣ Verifica la registrazione nel censimento
Il Ministero ha attivato la piattaforma di registrazione dei dispositivi. Gli enti dovevano inserire:
dati tecnici
estremi dei decreti
caratteristiche del sistema.
Un autovelox non registrato o con dati incompleti potrebbe essere contestabile, anche se – è bene ricordarlo sempre – la valutazione finale spetta al giudice.
Come fare ricorso contro una multa da autovelox non omologato
Ci sono due strade principali.
Ricorso al Giudice di Pace (più forte giuridicamente)
Termine: entro 30 giorni dalla notifica
Costo: contributo unificato (variabile per importo multa).
Procedura:
Non pagare la multa in misura ridotta
Preparare ricorso scritto
Allegare verbale, richiesta accesso atti, eventuale risposta del Comune, motivazione su mancata omologazione
Depositare presso il Giudice di Pace competente.
È la via più solida perché il giudice segue più spesso l'orientamento della Cassazione.
Ricorso al Prefetto (senza costi iniziali)
Termine: entro 60 giorni
Costo: nessuno.
Attenzione:
si invia via PEC o raccomandata
se respinto, la multa raddoppia
poi si può comunque andare dal Giudice di Pace.
È una strada più semplice ma più rischiosa.
Errori da evitare quando si contesta una multa autovelox
Prima di presentare un ricorso, dovete evitare alcuni errori comuni:
Pagare la multa e poi fare ricorso (il pagamento equivale ad accettazione)
Fare ricorso senza chiedere accesso agli atti
Basarsi solo su articoli di giornale
Presumere che "tutti gli autovelox sono illegali" — non è vero
Ignorare i termini (30 o 60 giorni).
Rischi e sicurezza stradale: il paradosso segnalato dalle associazioni
Le associazioni dei consumatori avvertono di un possibile effetto negativo: la convinzione che molti autovelox siano irregolari potrebbe spingere alcuni automobilisti a superare i limiti, riducendo l'effetto deterrente.
Gli autovelox restano strumenti di sicurezza. Il ricorso è un diritto, ma non deve diventare un incentivo a guidare in modo pericoloso.
In sintesi: quando conviene fare ricorso
Può valere la pena valutare ricorso se:
nel verbale c'è solo decreto di approvazione
manca riferimento a omologazione
il Comune non produce certificazione tecnica
emergono irregolarità nella documentazione
il dispositivo non risulta correttamente registrato.
Autovelox non omologati: come scoprire quali sono, quando la multa è nulla e come fare ricorso (guida completa)
Secondo il censimento del Mit, su 11.000 sul territorio nazionale soltanto 1.000 hanno i requisiti necessari

Lunedì 02 Febbraio 2026 12:52
Torna di centrale attualità la questione degli autovelox non omologati. A seguito delle recenti decisioni della Corte di Cassazione e del censimento nazionale avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è emerso che migliaia di dispositivi di rilevazione della velocità risultano installati sulle strade italiane, ma solo una parte è oggi correttamente registrata e potenzialmente omologata secondo i nuovi criteri.
Questo scenario apre la porta a ricorsi contro le multe per eccesso di velocità, ma richiede attenzione: non tutte le sanzioni sono automaticamente nulle e la procedura va seguita con precisione.
Autovelox in Italia: cosa sta cambiando con il censimento ministeriale
Il Ministero delle Infrastrutture ha avviato un censimento nazionale degli autovelox chiedendo a Comuni ed enti gestori di inserire su una piattaforma telematica i dati tecnici dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.
Dai dati comunicati emerge che:
gli autovelox stimati sul territorio sono circa 11.000
quelli registrati sulla piattaforma sono circa 3.800
poco più di 1.000 rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione previsti dal decreto in fase di adozione
la percentuale di dispositivi pienamente conformi risulta quindi inferiore al 10%.
Per essere legittimamente utilizzabili, i dispositivi devono avere dati tecnici completi inseriti: marca, modello, matricola, tipo di sistema e riferimenti del decreto ministeriale.
Secondo il Ministero, l'obiettivo è garantire trasparenza e impedire un uso degli autovelox "per fare cassa", rafforzandone invece la funzione di prevenzione degli incidenti.
Perché si parla di multe nulle da autovelox non omologati
Il punto chiave nasce da una sentenza della Corte di Cassazione del 2024, che ha stabilito un principio importante: le multe elevate con dispositivi approvati ma non omologati possono essere nulle.
La Cassazione ha ribadito che:
l'approvazione ministeriale non equivale all'omologazione
serve un vero decreto di omologazione tecnica
in assenza di omologazione, la rilevazione può essere contestata.
Successive pronunce hanno confermato questo orientamento, anche se non tutti i tribunali di merito decidono allo stesso modo: alcuni hanno comunque dato ragione ai Comuni. Questo significa che il ricorso è possibile, ma non garantisce automaticamente la vittoria.
Differenza tra autovelox approvato e autovelox omologato
Questo è il passaggio tecnico più importante per capire se puoi fare ricorso.
Autovelox approvato
ha un decreto di approvazione ministeriale
è autorizzato alla commercializzazione o all'uso
non ha completato l'iter tecnico di omologazione.
Autovelox omologato
ha superato verifiche tecniche formali
ha un decreto di omologazione
rispetta pienamente i requisiti normativi
è più solido in caso di contenzioso.
Molte multe contestate nascono proprio da dispositivi solo approvati.
Come scoprire se un autovelox è non omologato
✅ 1️⃣ Controlla il verbale della multa
Nel verbale devono essere indicati:
marca e modello del dispositivo
numero di matricola
riferimento del decreto ministeriale.
Segnale di possibile problema: viene citato solo un decreto di approvazione e non un decreto di omologazione.
✅ 2️⃣ Chiedi accesso agli atti al Comune
Puoi presentare richiesta di accesso agli atti amministrativi all'ente che ha emesso la multa per ottenere:
certificato di omologazione
decreto tecnico
documentazione di taratura
registrazione del dispositivo.
Se il Comune non è in grado di produrre il certificato di omologazione, questo può diventare un punto centrale nel ricorso.
✅ 3️⃣ Verifica la registrazione nel censimento
Il Ministero ha attivato la piattaforma di registrazione dei dispositivi. Gli enti dovevano inserire:
dati tecnici
estremi dei decreti
caratteristiche del sistema.
Un autovelox non registrato o con dati incompleti potrebbe essere contestabile, anche se – è bene ricordarlo sempre – la valutazione finale spetta al giudice.
Come fare ricorso contro una multa da autovelox non omologato
Ci sono due strade principali.
Ricorso al Giudice di Pace (più forte giuridicamente)
Termine: entro 30 giorni dalla notifica
Costo: contributo unificato (variabile per importo multa).
Procedura:
Non pagare la multa in misura ridotta
Preparare ricorso scritto
Allegare verbale, richiesta accesso atti, eventuale risposta del Comune, motivazione su mancata omologazione
Depositare presso il Giudice di Pace competente.
È la via più solida perché il giudice segue più spesso l'orientamento della Cassazione.
Ricorso al Prefetto (senza costi iniziali)
Termine: entro 60 giorni
Costo: nessuno.
Attenzione:
si invia via PEC o raccomandata
se respinto, la multa raddoppia
poi si può comunque andare dal Giudice di Pace.
È una strada più semplice ma più rischiosa.
Errori da evitare quando si contesta una multa autovelox
Prima di presentare un ricorso, dovete evitare alcuni errori comuni:
Pagare la multa e poi fare ricorso (il pagamento equivale ad accettazione)
Fare ricorso senza chiedere accesso agli atti
Basarsi solo su articoli di giornale
Presumere che "tutti gli autovelox sono illegali" — non è vero
Ignorare i termini (30 o 60 giorni).
Rischi e sicurezza stradale: il paradosso segnalato dalle associazioni
Le associazioni dei consumatori avvertono di un possibile effetto negativo: la convinzione che molti autovelox siano irregolari potrebbe spingere alcuni automobilisti a superare i limiti, riducendo l'effetto deterrente.
Gli autovelox restano strumenti di sicurezza. Il ricorso è un diritto, ma non deve diventare un incentivo a guidare in modo pericoloso.
In sintesi: quando conviene fare ricorso
Può valere la pena valutare ricorso se:
nel verbale c'è solo decreto di approvazione
manca riferimento a omologazione
il Comune non produce certificazione tecnica
emergono irregolarità nella documentazione
il dispositivo non risulta correttamente registrato.
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