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mercoledì 25 marzo 2026

Diego Garcia, Diego Garcia... Avrete certamente sentito questo nome ultimamente. Si tratta della base militare anglo-statunitense nell'Oceano Indiano che ci dicono sia stata attaccata dall'Iran. Ma scommetto che pochi conoscono la grottisca storia dietro la creazione di questa base, che include la deportazione forzosa dell'intera popolazione delle isole e l'uccisione in camere a gas improvvisate dei cani degli abitanti da parte dei nostri epici paladini della libertà e della democrazia, Regno Unito e Stati Uniti. Partiamo dall'inizio.

 






Diego Garcia, Diego Garcia... Avrete certamente sentito questo nome ultimamente. Si tratta della base militare anglo-statunitense nell'Oceano Indiano che ci dicono sia stata attaccata dall'Iran. Ma scommetto che pochi conoscono la grottisca storia dietro la creazione di questa base, che include la deportazione forzosa dell'intera popolazione delle isole e l'uccisione in camere a gas improvvisate dei cani degli abitanti da parte dei nostri epici paladini della libertà e della democrazia, Regno Unito e Stati Uniti. Partiamo dall'inizio.

Negli anni 60 gli Stati Uniti firmarono un accordo col Regno Unito. Avrebbero perdonato un loro debito in cambio dell'utilizzo di un'isola disabitata nell'Oceano Indiano. Unico problema, il Regno Unito non disponeva di isole disabitate. Ma certo non intendeva farsi problemi a renderle tali.

Scorporarono così le isole Chagos composte di circa 7 atolli e 60 isolotti sparsi dal più grande arcipelago delle Mauritius, allora una colonia britannica senza sovranità. Quando i leader mauriziani si opposero, il Regno Unito comunicò loro che se non avessero rinunciato alle Chagos avrebbero potuto scordarsi l'indipendenza.

Dopo questi preparativi per svendere un arcipelago ingiustamente colonizzato e a 9.000 chilometri da Londra, per costruirci la base militare di un paese lontano 16.000 chilometri, il Regno Unito promise allo zio Sam che sull'isola non rimarranno popolazioni indigene al di fuori dei gabbiani. E iniziò a fare ciò per cui sono storicamente noti, cioè deportare, privatizzare e uccidere.

Tra il 1965 e il 1973 rimossero poco alla volta la popolazione delle Chagos, prima limitando le importazioni per creare scarsità di cibo e risorse, poi costringendoli man mano a salire su navi cargo con poco e niente dei loro beni e smollandoli negli arcipelaghi vicini a vivere in povertà assoluta come rifugiati. Molte famiglie avevano cani da compagnia e da lavoro che furono costrette a lasciare sulle isole.

Prima ancora che le deportazioni fossero complete, britannici e americani iniziarono ad avvelenarli. Per eliminarli su larga scala radunarono poi i cani abbandonati e quelli di famiglie ancora presenti sulle isole, utilizzando carne come esca e rinchiudendoli in capannoni che riempirono poi di fumi di scarico dai loro veicoli militari per asfissiarli. Quando alcuni cani rincorsero le loro famiglie fino alle spiagge, gli spararono.

Infine demolirono le case degli abitanti per presentare agli Stati Uniti isole disabitate. Molti degli abitanti deportati 50 anni fa sono ancora in vita e chiedono tutt'oggi di poter tornare a casa. Recentemente una trattativa in corso tra Regno Unito e Mauritius presagisce che forse ad alcuni di loro verrà concesso di rimettere piede su alcune isole minori delle Chagos, ma su Diego Garcia, il cuore della vecchia comunità chagossiana, no.

Purtroppo l'impero statunitense necessita di controllare basi e territori in tutto il globo per mantenere il suo dominio militare e il controllo delle risorse dei popoli del pianeta. Quindi, fino al giorno in cui questa colossale macchina da guerra collasserà, i ciagossiani dovranno restare in esilio.

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