PRESIDENTE CROATO: MINACCIARE KALININGRAD E' FOLLIA
Il presidente
croato Zoran Milanovic si è smarcato dagli altri membri della NATO,
criticando duramente il ministro degli Esteri lituano per il suo appello
“irresponsabile” ad attaccare l’exclave russa di Kaliningrad.
Le
parole di Milanovic arrivano dopo che, la scorsa settimana, il ministro
degli Esteri lituano Kestutis Budrys aveva definito la NATO
“l’organizzazione più forte mai creata”, sostenendo la necessità di una
linea più assertiva nei confronti della Russia. Secondo Budrys, i membri
europei dell’Alleanza dovrebbero trasformare “la paura della minaccia
in un senso di forza”.
“Dobbiamo mostrare ai russi che siamo
capaci di penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a
Kaliningrad”, aveva dichiarato. “La NATO ha la capacità, se necessario,
di radere al suolo le difese aeree russe e le basi missilistiche
presenti lì”.
Intervenendo giovedì a una cerimonia per
l’anniversario della creazione dell’esercito croato, Milanovic ha preso
apertamente le distanze da queste dichiarazioni.
“Altrettanto
irresponsabili, e qui mi riferisco al nostro stesso campo, sono gli
appelli che sento settimana dopo settimana da alti funzionari di alcuni
Stati baltici ad attaccare la regione di Kaliningrad. Certe cose non si
devono dire”, ha affermato.
Milanovic ha poi avvertito che il
principio di solidarietà all’interno della NATO non può essere
incondizionato: “La disponibilità a prestare assistenza vitale a
qualcuno, da un lato, presuppone anche responsabilità dall’altro”.
Dopo
le polemiche, Budrys ha ammorbidito il tono, ma non la sostanza delle
sue parole, sostenendo che le dichiarazioni non erano rivolte alla
Russia, bensì a un pubblico “meno familiare con le questioni militari”.
Secondo lui, l’obiettivo era contrastare quella che ha definito la
narrazione di Mosca su Kaliningrad come fortezza impenetrabile.
Il
presidente lituano Gitanas Nauseda ha definito l’intervista “non la
dichiarazione più riuscita”. La prima ministra Inga Ruginiene ha invece
invitato alla prudenza nelle dichiarazioni pubbliche.
Kaliningrad
è l’avamposto più occidentale della Russia sulla costa del Mar Baltico.
Si trova tra Lituania e Polonia e non ha collegamenti terrestri diretti
con il resto del territorio russo. In passato era conosciuta come
Königsberg ed era la capitale della provincia tedesca della Prussia
Orientale. Dopo la Seconda guerra mondiale fu ceduta all’Unione
Sovietica.
Dopo il crollo dell’URSS e l’allargamento della NATO, Kaliningrad si è ritrovata circondata da Paesi membri dell’Alleanza.
Le
dichiarazioni di Budrys hanno provocato una dura reazione a Mosca. Il
portavoce del Cremlino Dmitry Peskov le ha definite “al limite della
follia” e un segnale di ostilità “maniacale” verso la Russia.
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