Cosa aspettarsi dal vertice dei BRICS in India
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Cosa aspettarsi dal vertice dei BRICS in India I leader delle nazioni emergenti si incontrano a Nuova Delhi. Tra i nodi sul tavolo spiccano l'uso delle valute locali e le divergenze sui conflitti globali, con l'India impegnata a evitare una deriva anti-occidentale del blocco. Si apre questo fine settimana, il 12 e 13 settembre 2026, il 18° vertice dei BRICS a Nuova Delhi. I leader del raggruppamento delle grandi economie emergenti, originariamente Brasile, Russia, India, Cina e dal 2010 Sudafrica, tornano a riunirsi in presenza nella capitale indiana per due giorni di lavoro diplomatico, economico e strategico. L'appuntamento, ça va sans dire, arriva in un momento di frammentazione globale, segnato dalla guerra in Ucraina, dai conflitti in Medio Oriente e da un contesto geopolitico molto instabile. Con il recente allargamento a nuovi membri (Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti, Iran dal 2024 e Indonesia dal 2025) il blocco rappresenta ormai quasi la metà della popolazione globale e circa il 40% del PIL mondiale a parità di potere d'acquisto, consolidando un peso specifico determinante nell'arena internazionale. La cornice di Nuova Delhi evidenzia però anche le marcate difformità interne al gruppo. Al tavolo dei lavori siederanno capi di Stato e di governo con posizioni spesso contrapposte: il presidente russo Vladimir Putin, la cui presenza fisica sottolinea la volontà di mostrare una Russia non isolata a livello globale; il presidente cinese Xi Jinping, al suo primo viaggio ufficiale in India dopo oltre sette anni; e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, rappresentante di una regione attraversata da profonde spaccature che coinvolgono direttamente altri partner del blocco, come gli EAU. Tutti ospiti del primo ministro indiano Narendra Modi, che farà gli onori di casa e avrà il compito di mediare queste complesse posizioni. Il cuore dell'agenda indiana resta la cooperazione pragmatica e l'integrazione commerciale. Oltre alle dichiarazioni politiche, il vertice punta a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, la sicurezza energetica, gli investimenti infrastrutturali e l'innovazione tecnologica tra le nazioni del Sud globale. Uno dei temi principali delle sessioni di lavoro è la riduzione della dipendenza dal dollaro statunitense negli scambi commerciali bilaterali e multilaterali. L'impulso a incrementare le transazioni nelle rispettive valute nazionali e a sviluppare sistemi di pagamento alternativi a quelli dominati dall'Occidente ha trovato forte accelerazione dopo le sanzioni imposte a Mosca. Tuttavia, i numeri mostrano quanto la strada verso un'architettura finanziaria autonoma sia ancora in salita: la New Development Bank (NDB) creata dai BRICS ha erogato finora poco più di 3 miliardi di dollari in finanziamenti, a fronte degli oltre 80 miliardi di dollari mobilitati nello stesso arco temporale da un colosso come la Banca Mondiale. A questo si aggiungono profonde asimmetrie interne al blocco. La sola Cina genera da sola circa l'80% della crescita economica complessiva dei BRICS, condizionando fortemente gli equilibri del gruppo. Emergono inoltre modelli di sviluppo divergenti: da un lato Paesi come Cina e Brasile spingono su investimenti record per la transizione energetica, dall'altro potenze come Russia, Iran ed Emirati dipendono in misura ancora determinante dall'esportazione di idrocarburi per sostenere le proprie economie. Modi si trova a gestire un complesso lavoro di bilanciamento. L'India difende la propria autonomia strategica, perché mantiene storici legami di difesa ed energetici con la Russia e canali aperti con l'Iran, ma contemporaneamente rafforza l'intesa con Washington, l'Europa e le potenze del Quad (Dialogo quadrilaterale di sicurezza con USA, Australia e Giappone) nell'Indo-Pacifico. La priorità di Nuova Delhi è evitare che i BRICS vengano percepiti come un blocco dogmaticamente anti-occidentale, modello verso cui spingono maggiormente Mosca e Pechino, per mantenerli focalizzati su una cooperazione multipolare orientata allo sviluppo. L'atteso incontro bilaterale tra Modi e Xi Jinping rappresenta inoltre un segnale di cauta distensione nelle relazioni tra le due nazioni più popolate del pianeta dopo anni di frizioni lungo la frontiera himalayana. Per l'India, il vertice rappresenta la prova che, persino in un mondo profondamente spaccato, il dialogo tra attori diversi resta l'unica strada percorribile. {} 20260912T053100Z

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