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martedì 15 settembre 2026

DIFESA, USMIA ESERCITO: NO AD AUMENTO LIMITI ETA'

 



DIFESA, USMIA ESERCITO: NO AD AUMENTO LIMITI ETA'

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Osservatorio Geopolitico

08:25 (2 minuti fa)
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9CO1839962 4 POL ITA R01 DIFESA, USMIA ESERCITO: NO AD AUMENTO LIMITI ETA' (9Colonne) Roma, 15 set - USMIA Esercito esprime la propria "netta contrarietà" all'ipotesi, contenuta in uno degli emendamenti presentati nell'ambito della conversione in legge del cosiddetto decreto-legge Pubblica Amministrazione, di innalzare il limite ordinamentale di età per i generali di corpo d'armata e gradi corrispondenti dei ruoli operativi delle Forze Armate e dell'Arma dei Carabinieri. "La preoccupazione va ben oltre la platea oggi direttamente interessata. Il rischio è che l'intervento sui vertici possa costituire il primo passo verso un successivo innalzamento dei limiti di età e, quindi, dell'età pensionabile per tutto il personale militare" si legge in una nota. "Per anni è stato sostenuto, correttamente, che l'innalzamento generalizzato dei limiti di età non rappresenta la soluzione ai problemi delle Forze Armate. Sarebbe dunque contraddittorio introdurre oggi una misura selettiva che possa costituire un precedente per future modifiche destinate all'intero comparto. Esistono, inoltre, conseguenze immediate che non possono essere sottovalutate. L'intervento su una singola categoria, in assenza di un contestuale adeguamento delle dotazioni organiche, dei meccanismi di avanzamento e delle promozioni, rischia di produrre effetti distorsivi sui percorsi di carriera. Senza un adeguato regime transitorio e un riequilibrio complessivo potrebbe determinarsi una significativa applicazione dell'istituto dell'aspettativa per riduzione quadri (ARQ), con possibili conseguenze negative proprio per gli ufficiali che il provvedimento sembrerebbe, almeno apparentemente, voler tutelare. Le Forze Armate, per caratteristiche operative, organizzative e professionali, non possono essere assimilate alle altre amministrazioni dello Stato. Il progressivo invecchiamento degli organici deve essere valutato tenendo conto dell'efficienza dello strumento militare, del necessario ricambio generazionale e dei fisiologici percorsi di carriera. A questo quadro si aggiunge la questione previdenziale. Il personale del comparto Difesa e Sicurezza è chiamato mediamente a lasciare il servizio diversi anni prima rispetto alla generalità dei dipendenti pubblici, proprio in ragione della specificità delle funzioni svolte e dei limiti ordinamentali propri della professione militare. Una condizione che determina conseguenze sul trattamento pensionistico e che richiede risposte coerenti con le peculiarità del comparto". USMIA Esercito rileva inoltre che "nonostante gli evidenti riflessi sulla materia previdenziale, le organizzazioni sindacali rappresentative e titolate a intervenire su questi temi non sono state coinvolte nel confronto. Modifiche potenzialmente destinate a incidere sulla durata della vita professionale del personale richiedono invece un confronto con chi è chiamato a rappresentarlo". (redm) 150801 SET 26  

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