Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi
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Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi Al Corsera: "Sanzioni annunciate possono bloccare nostra attività" Milano, 11 ott. (askanews) - "Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti possono bloccare il funzionamento della Corte e impedire ai giudici di svolgere qualsiasi attività pubblica e privata. Per molti di noi sta già accadendo. Veniamo trattati con gli stessi metodi riservati ai terroristi". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Rosario Aitala, presidente aggiunto della Corte penale internazionale, che per quasi nove anni è stato protagonista dei casi sui crimini di guerra e i crimini contro l'umanità in Ucraina, Darfur, Afghanistan, Uganda, Repubblica centrafricana e altri. È stato condannato a Mosca dallo stesso giudice di Navalny a una lunga pena detentiva per avere firmato i mandati di cattura per Putin e i vertici militari russi. La Russia ne ha appena chiesto l'estradizione a numerosi Stati. Nella lunga intervista, Aitala racconta che cosa già successo a molti suoi colleghi sanzionati per aver emesso provvedimenti non graditi agli Usa: "Le carte di credito vengono revocate, alcune banche hanno chiuso i conti, alcune assicurazioni si rifiutano di rimborsare le spese mediche e revocano i contratti. La maggior parte delle app sul cellulare non funzionano più. Prenotare un albergo o un volo tramite le piattaforme è vietato. Un collega è rientrato a casa e ha detto a voce alta: 'Alexa metti musica blues'. Alexa non ha mai più risposto. Un altro, europeo, ha prenotato una stanza di albergo nel suo stesso Paese attraverso una piattaforma europea. Dopo mezz'ora gli è arrivata una email che gli intimava di non provarci più. Le sanzioni istituzionali contro la Corte ne possono impedire il funzionamento". (Segue) fcz 20261011T105225Z
Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi -2-
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Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi -2- Usa, Aitala: noi giudici della Cpi presi di mira come terroristi -2- Milano, 11 ott. (askanews) - Aitala ha deciso di parlarne "per far sapere che la Corte penale internazionale sta salvando l'onore di tutti. Mentre dilaga l'indifferenza, sta dimostrando che il potere non cancella le responsabilità, perché anche nella guerra c'è una moralità da custodire. Stiamo sottraendo milioni di vittime di atrocità all'oblio e alla solitudine per questo vogliono ridurci al silenzio. La nostra capacità di resilienza è intatta, ora la responsabilità principale grava sugli Stati che devono continuare a proteggere la loro Corte per proteggere la loro sovranità". Quanto al massimo sostegno assicurato dall'Europa alla Cpi, "l'Unione ha gli strumenti per proteggere le persone e le imprese nel territorio europeo, siamo sorpresi che finora non li abbia attivati - sottolinea Aitala -. La Commissione è rimasta inattiva, non ha voluto adottare gli strumenti legislativi e politici che ha a disposizione per proteggere la Corte, gli europei e le imprese europee. Il destino della Corte per l'Unione non è una questione giudiziaria: è una questione esistenziale, una prova di autonomia politica e moralità". Il risultato, sottolinea, è che "paghiamo personalmente la nostra dedizione ai valori di umanità ma le condanne e le sanzioni ci riguardano indirettamente. Le misure coercitive sono un messaggio agli Stati. È una questione morale perché noi, su mandato di 125 Stati sovrani, difendiamo la dignità che spetta a ogni essere umano per il solo fatto di essere tale. Ma è anche politica perché si tratta di difendere la sovranità degli Stati, il diritto a ratificare i trattati, riconoscere un tribunale internazionale, lavorare per la pace, difendere il benessere dei propri cittadini". fcz 20261011T105232Z


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