Translate

giovedì 12 giugno 2025

🇷🇺🇩🇪Vyacheslav Volodin alla Presidente del Bundestag tedesco Julia Klöckner:

"Il governo tedesco sta seriamente prendendo in considerazione l'idea di trasferire a Kiev i missili da crociera ad alta tecnologia Taurus, pur sapendo bene che il regime di Kiev non ha le competenze necessarie per utilizzarli.

In realtà, questo sarà fatto da specialisti della Bundeswehr. Cioè, i missili tedeschi colpiranno la Russia, e questo sarà fatto da ufficiali tedeschi. Quindi, state ancora una volta spingendo la Germania e il popolo tedesco in un altro conflitto armato con la Russia. Avete un mandato per questo da parte del popolo tedesco? Da parte dei vostri elettori?
🤩 International Reporters

Seguici su:
📱 Telegram
📱 X (Twitter)
✔️ Il bombardamento di Kharkov secondo il canale televisivo americano ABC10.

Stento a crederci




Ma non era carhta stracciah? 
I Nostradamus de noantri a fine anno scorso prevedevano, per l'ennesima volta a uffa, un crollo inarrestabile.

"La moneta russa sprofonda e precipita senza rete" - Fubini 27/11/24

📱 Russian Tour
🌐 Russiantour.com



Ucraina, nel testo finale del vertice Nato i russi non sono più "aggressori"
di Giacomo Salvini
Il testo. Nelle conclusioni del summit dell'Aia il no all'ingresso dell'Ucraina nel Patto. E via i riferimenti all'offensiva del 2022

Un documento snello, come l'intero vertice. Per evitare uno scontro pubblico tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha confermato la sua presenza martedì. La bozza del documento conclusivo del vertice Nato dell'Aia del prossimo 24-25 giugno, che sarà discusso oggi a Palazzo Chigi tra il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Mark Rutte e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, però presenta anche un'altra novità rilevante che ha l'obiettivo di tenere ancorato il presidente americano Trump alla Nato: la Russia non viene menzionata come Paese aggressore dell'Ucraina, ma genericamente come "minaccia" alla sicurezza dell'Alleanza Atlantica.

Questo a differenza delle dichiarazioni finale dei vertici Nato a Vilnius dell'11 e 12 luglio 2023, di Washington del 9-11 luglio 2024 e anche delle dichiarazioni di Rutte di lunedì a Londra in cui ha ipotizzato un attacco della Russia entro cinque anni. Manca anche qualsiasi riferimento all'ingresso dell'Ucraina nella Nato, come invece sempre previsto nei vertici precedenti. Una posizione che ricalca quella dell'inquilino della Casa Bianca che ha più volte ribadito la sua contrarietà all'ingresso di Kiev nell'Alleanza Atlantica.
La bozza del documento a cui hanno lavorato in queste settimane gli sherpa Nato è stata anticipata ieri da Bloomberg e i contenuti sono stati confermati a questo giornale da fonti diplomatiche. Nei prossimi giorni sarà sottoposta ai leader per essere approvata all'Aia il 25 giugno, dopo la cena con i reali dei Paesi Bassi e la sessione plenaria unica del vertice Nato. Potrebbe ancora essere modificata.

Nel documento finale è confermato l'impegno di spesa del 5% per i Paesi membri – il 3,5% per la Difesa e l'1,5% per la Sicurezza – anche se le tempistiche per raggiungere l'obiettivo sono ancora in fase di trattativa. L'Italia punta a 10 anni, nel 2035, e di questo oggi Meloni parlerà con Rutte: la premier sembra isolata perché solo la Spagna, la Gran Bretagna e il Lussemburgo sono favorevoli alla scadenza, mentre Francia e Germania voglio anticipare al 2032 e i Paesi Baltici addirittura al 2030.
Oggi inoltre Meloni annuncerà a Rutte il raggiungimento del 2% per le spese per la Difesa rispetto al Pil che il governo ha raggiunto conteggiando diversamente alcuni parametri: la guardia costiera, la guardia di finanza, la cybersicurezza, i servizi meteorologici e così via.
In generale, sempre con l'obiettivo di accontentare il presidente americano, la bozza del documento finale si concentra sulle spese per la Difesa e non sul sostegno all'Ucraina. In particolare, non c'è il riferimento al fatto che la Russia venga considerata il Paese aggressore ma che rappresenti una "minaccia" nei confronti dell'Alleanza atlantica. Inoltre, manca l'impegno sul fondo da 40 miliardi per il sostegno all'Ucraina chiesto da Zelensky e che era stato annunciato nel 2024. Anche la Cina non viene mai menzionata.

Il sostegno all'Ucraina rischia di essere anche una questione spinosa al G7 che inizia domenica in Canada. A fine maggio, infatti, era stata resa nota la contrarietà degli Stati Uniti a firmare la dichiarazione finale del G7 che includeva nuovi aiuti e finanziamenti all'Ucraina e definiva "illegale" l'invasione russa nei confronti di Kiev. Poi ha fatto un passo indietro e alla fine Trump dovrebbe firmare il testo conclusivo dei grandi del mondo. Ma nelle ultime settimane ha continuato a non mostrare intenzione di sostenere Kiev. Zelensky si è lamentato pubblicamente perché si aspettava da Washington 20.000 missili anti-droni, che invece sono stati dirottati in Medio-Oriente.

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Quindi, in questo Giorno della Russia, non limitatevi a sventolare bandiere. Non limitatevi a cantare l'inno. Comprendete cosa abbiamo rischiato di perdere e cosa potremmo ancora perdere. L'Operazione Ragnatela passerà alla storia come una prova di civiltà. E l'Occidente ha scambiato la pazienza per resa.

Un errore a cui nessun impero sopravvive due volte.

- Gerry Nolan

🎙 Iscriviti a @TheIslanderNews

Dona - Sostieni il nostro lavoro
Russia Day 2025: l'Occidente ha attraversato il Rubicone nucleare, solo Putin ha salvato l'umanità

12 giugno. Giorno della Russia. Un giorno che onora non solo una nazione, ma una civiltà. Una civiltà forgiata attraverso il fuoco, il tradimento e la guerra. Una civiltà che ricorda ancora Hiroshima, non come un evento storico, ma come una profezia. E quest'anno, mentre le bandiere sventolano sulla Piazza Rossa, il mondo dovrebbe capire una cosa: oggi siamo vivi solo perché la Russia non ha reagito con il suo arsenale nucleare strategico. Non ancora.

Il 1° giugno 2025, l'Occidente ha attraversato il Rubicone nucleare. L'Ucraina, sotto quella che sembra essere la guida diretta dell'MI6 e della CIA, ha lanciato l'Operazione Spiderweb, un attacco decapitatorio contro la triade nucleare russa. Camion kamikaze carichi di droni, lanciati dalle profondità del territorio russo, hanno colpito Engels, Belaya e Olenya, basi che ospitavano bombardieri strategici Tu-95MS e Tu-22M3. Non si è trattato di attacchi simbolici. Si è trattato di attacchi al vero e proprio meccanismo di deterrenza del secondo colpo.

Si trattava di una simulazione di un primo attacco, mascherata da provocazione. Ed è avvenuto il giorno prima dei colloqui di pace programmati a Istanbul.

I media occidentali hanno applaudito. Bernard-Henri Lévy l'ha definito "brillante". Fox News ha chiesto se l'Ucraina potesse "rifarlo". Il Washington Post ha celebrato la determinazione ucraina. Nessuno ha menzionato la dottrina nucleare russa. Ma Mosca non ha perso il punto. E nemmeno noi dovremmo.

Nel 2024, la Russia ha rivisto la sua dottrina nucleare. Ora consente l'uso del nucleare non solo in rappresaglia per attacchi nucleari, ma anche in risposta a qualsiasi attacco convenzionale che ne comprometta la capacità di deterrenza nucleare. È esattamente ciò che ha fatto l'Operazione Spiderweb. E tuttavia... Putin ha aspettato. Non si è affrettato a reagire. Non ha colpito Londra. Non ha intensificato la tensione a livello strategico, nonostante il superamento della linea rossa definitiva. È rimasto in silenzio. Ha avviato un'indagine. Ha ricevuto una chiamata dal Presidente Trump, che ha dichiarato di non essere a conoscenza. E poi ha aspettato di nuovo.

Perché quello che verrà dopo non è una questione di tattica. È una questione di storia.

Il Cremlino sa chi l'ha fatto. Fonti confermano: si è trattato di un'operazione congiunta MI6-CIA. Ritter ha mappato l'attacco. Escobar ne ha tracciato le ricadute geopolitiche e come ha infranto il Trattato START aggiornato. Per me, è sconcertante come l'Occidente abbia psicologicamente normalizzato l'escalation nucleare. La deterrenza non funziona più con una generazione che non teme più la guerra.

E tuttavia i leader occidentali, disinteressati dalle conseguenze, scambiano la moderazione per debolezza e pazienza infinita.

In Russia, la pressione è vulcanica. "Liberate gli Oreshnik" è diventato un grido di battaglia nazionale. L'opinione pubblica esige rappresaglie, non parole. Ma Putin non è guidato dalla rabbia. È guidato da una chiarezza di livello civile. La prossima mossa non sarà reazionaria. Sarà strategica. Totale. Asimmetrica. Devastante.

Perché la Russia non bluffa. La Russia calcola. La Russia ricorda. E se sceglie di rispondere a questo atto di guerra non dichiarata, nessun editoriale del Washington Post riscriverà ciò che segue. Nessun senatore (ciao Lindsey) se ne andrà indenne. Nessun centro di comando NATO sarà irraggiungibile.

Trump ha ancora un margine esiguo di plausibile negabilità. Ma se dovesse succedere di nuovo, e se non facesse nulla, Mosca considererebbe il suo silenzio come un consenso.

L'Occidente sta giocando col fuoco in una stanza piena di benzina. Putin, finora, ha tenuto la partita in pugno. Non  paura. Ma per senso di responsabilità... per la Russia, per l'ordine, per l'umanità.



G7 RUBRICA SICUREZZA STRADALE. 155 PEDONI UCCISI IN 2025, PRIMATO AL LAZIO

DIR0540 3 CRO 0 RR1 R/INT /TXT G7 RUBRICA SICUREZZA STRADALE. 155 PEDONI UCCISI IN 2025, PRIMATO AL LAZIO ANCI E UPI LANCIANO CAMPAGNA CONTRO USO STUPEFACENTI E ALCOL (DIRE) Roma, 12 giu. - Sono 155 i pedoni morti in Italia dal 1° gennaio 2025, con 102 maschi e 53 femmine. Ben 78 di questi avevano più di 65 anni, la metà del totale. Sono i dati che vengono dal monitoraggio dell'Osservatorio Pedoni Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) - Sapidata. Nel dettaglio sono stati 43 i decessi nel mese di gennaio, 31 i decessi a febbraio. A marzo si contano 32 vittime. Ad aprile 19 decessi, con un trend in calo rispetto al 2024, quando in tutto il mese furono 24. Maggio chiude con 22 decessi, con tendenza in calo rispetto al maggio 2024 quando furono 36. Otto i decessi all'8 giugno. Complessivamente nei primi 5 mesi dell'anno 2025 sono deceduti 148 pedoni, a fronte dei 169 dell'anno 2024, con un calo del 12%. Primato negativo per il Lazio a quota 27 decessi di cui ben 18 a Roma. A seguire la Lombardia con 23 decessi e poi Campania ed Emilia Romagna con 13, e Sicilia con 11. Regioni più virtuose, invece, la Provincia autonoma di Trento, la Basilicata e l'Abruzzo, con una vittima ciascuna. Zero i decessi registrati in Valle d'Aosta. L'Osservatorio Pedoni Asaps - Sapidata spiega che gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali sono stati complessivamente 72 dal 1° gennaio. Nell'ultima settimana si sono registrati sette decessi tra gli utenti più vulnerabili. Dodici gli episodi di pirateria contati da Asaps da inizio anno, con il conducente fuggito dopo aver investito il pedone. Numeri ancora troppo elevati che si cerca di contrastare anche puntando sulla sensibilizzazione. Tra le ultime campagne in questo senso rientra, ad esempio, il progetto "Mobilità Sicura", presentato qualche giorno fa nella sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, e finanziato dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze. Il progetto vede impegnate congiuntamente l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e l'Unione delle Province d'Italia (Upi) insieme a 10 Città Metropolitane e a 20 Province italiane maggiormente esposte al fenomeno dell'incidentalità stradale.(SEGUE) (Mab / Dire) 10:00 12-06-25  

Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori

Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori Intervento del segretario generale Antonio Tarallo Roma, 12 giu. (askanews) - "L'Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio sentito ringraziamento all'onorevole Gianni Tonelli, responsabile del dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega, per il cortese invito e l'eccellente organizzazione del convegno tenutosi mercoledì 11 giugno 2025 in Senato dal titolo 'I contenuti del decreto Sicurezza'. Il dibattito ha rappresentato un'occasione di grande valore per approfondire i punti salienti del Decreto Sicurezza dell'11 aprile 2025, n. 48, convertito in Legge 9 giugno 2025, numero 80, fornendo importanti spunti di riflessione e analisi su temi cruciali per la sicurezza del nostro Paese e per l'operato delle forze dell'ordine". Così afferma in una nota, Antonio Tarallo, segretario generale dell'Unione Sindacale Italiana Carabinieri. "Usic - continua - ha partecipato ai lavori con la presenza del nostro segretario Davide Crupi, il quale ha potuto apprezzare la qualità degli interventi e la ricchezza del confronto. Riteniamo che il dialogo e la collaborazione tra le istituzioni e le rappresentanze sindacali siano fondamentali per l'elaborazione di politiche efficaci e per la tutela dei diritti e delle condizioni lavorative del personale in divisa. Un elemento messo in luce dal sottosegretario al ministero dell'Interno, Nicola Molteni, che nel suo intervento ha chiarito come per la sicurezza dei cittadini sia necessario garantire innanzitutto la sicurezza degli operatori di Polizia. L'Unione Sindacale Italiana Carabinieri rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per contribuire fattivamente alla costruzione di un sistema sicurezza sempre più efficiente e rispettoso delle esigenze di tutti". Red/Nav 20250612T100742Z  

STATALI: MINISTERO PA FIRMA DM CHE INDIVIDUANO APCSM =

LAB0016 7 LAV 0 LAB LAV NAZ STATALI: MINISTERO PA FIRMA DM CHE INDIVIDUANO APCSM = Roma, 12 giu. (Labitalia) - Via libera ai decreti ministeriali che individuano le Apcsm rappresentative del personale dirigente delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare. Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha firmato i dm che individuano le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari (Apcsm) rappresentative del personale dirigente ed equiparato delle forze armate (esercito italiano, marina militare, aeronautica militare) e delle forze di polizia a ordinamento militare (arma dei carabinieri e guardia di finanza). I due provvedimenti, in corso di trasmissione all'organo di controllo per la relativa registrazione, saranno pubblicati prossimamente in Gazzetta ufficiale. I decreti, si legge in una nota, ''assumono un rilievo fondamentale in quanto individuano le organizzazioni sindacali legittimate a partecipare alle trattative per la definizione dei primi accordi sindacali dell'area negoziale del personale dirigente, un ambito che, oltre al personale delle forze armate e delle forze di polizia ad ordinamento militare, comprende anche il personale dirigente delle forze di polizia a ordinamento civile (polizia di stato e polizia penitenziaria)''. Per queste ultime, le organizzazioni sindacali rappresentative erano state già individuate con i decreti del 12 dicembre 2018 e del 23 dicembre 2021. Con questa firma, si completa il processo di sindacalizzazione del personale militare, avviato con l'entrata in vigore della legge 46 del 2022 che, si spiega, ha segnato ''un passaggio storico nel riconoscimento della libertà sindacale per forze armate e forze di polizia ad ordinamento militare, nel rispetto delle specificità dei relativi ordinamenti''. (Tri/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 12-GIU-25 09:45  

Iran: comandante pasdaran, pronti a qualsiasi scenario, compresa la guerra (2)

NOVA0098 3 EST 1 NOV Iran: comandante pasdaran, pronti a qualsiasi scenario, compresa la guerra (2) Teheran, 12 giu - (Agenzia_Nova) - Ieri sera, il dipartimento di Stato Usa ha autorizzato l'evacuazione del personale non essenziale dall'ambasciata in Iraq e il Pentagono ha dato il via libera alla partenza dei familiari dei militari di stanza presso diverse basi in Medio Oriente. Secondo quanto scritto dal quotidiano "Washington Post", gli Stati Uniti sono "in allerta in vista di un possibile" attacco israeliano contro i siti nucleari in Iran senza il consenso di Washington. Una mossa che rischierebbe di far saltare i colloqui in corso tra Usa e Iran per trovare un nuovo accordo sul nucleare. Una fonte del Pentagono ha aggiunto che il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sta lavorando insieme al dipartimento di Stato e agli alleati per "garantire una risposta pronta a sostegno di numerose missioni contemporaneamente". Da parte sua, un funzionario di alto livello della sicurezza iraniana ha parlato oggi con l'emittente "Press Tv" a condizione di anonimato, affermando che la partenza di militari statunitensi dal Medio Oriente "non e' un messaggio di minaccia all'Iran, ma piuttosto una reazione alle minacce" di Teheran contro i loro interessi e basi nella regione. L'Iran "e' attualmente al massimo livello di prontezza militare e se gli Stati Uniti o il regime sionista (Israele) tentassero qualsiasi atto di aggressione, verrebbero colti di sorpresa", ha affermato la stessa fonte. (Irt)  

Iran: comandante pasdaran, pronti a qualsiasi scenario, compresa la guerra

NOVA0097 3 EST 1 NOV Iran: comandante pasdaran, pronti a qualsiasi scenario, compresa la guerra Teheran, 12 giu - (Agenzia_Nova) - Il comandante del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica dell'Iran (Irgc, i pasdaran), il generale Hossein Salami, ha dichiarato che le forze armate iraniane sono pronte per qualsiasi scenario, compresa la guerra. Lo si apprende dall'agenzia di stampa iraniana "Tasnim". "Il nemico a volte ci minaccia con uno (scenario) militare. Abbiamo sempre detto e lo diciamo oggi: siamo assolutamente pronti per qualsiasi scenario", ha detto Salami. Questa mattina, piu' fonti citate dall'emittente statunitense "Cbs News" hanno fatto sapere che Israele ha informato i funzionari Usa di essere pronto a lanciare un'operazione militare in Iran. Secondo "Cbs News", gli Stati Uniti prevedono che l'Iran potrebbe compiere ritorsioni su alcuni siti statunitensi nel vicino Iraq e "questo e' uno dei motivi per cui gli Stati Uniti hanno consigliato ad alcuni statunitensi di lasciare la regione" ieri sera. Parlando nelle scorse ore ai giornalisti al Kennedy Center di Washington, Trump ha spiegato che gli Stati Uniti hanno disposto il trasferimento del personale non essenziale di una serie di ambasciate e basi militari in Medio Oriente, assieme alle rispettive famiglie, perche' la regione "potrebbe essere un posto pericoloso". Il presidente Usa ha anche ribadito che l'Iran "non puo' avere una arma nucleare". (segue) (Irt)  

M.O.: media, Israele pronta a colpire Iran anche senza aiuto Usa =


ISR METASTASI MONDIALE

AGI0038 3 EST 0 R01 / M.O.: media, Israele pronta a colpire Iran anche senza aiuto Usa = (AGI) - Roma, 12 giu. - Israele sta valutando la possibilita' di intraprendere un'azione militare contro l'Iran - molto probabilmente senza il supporto degli Stati Uniti - nei prossimi giorni, nonostante il presidente Donald Trump sia in trattative avanzate con Teheran per un accordo diplomatico volto a limitare il suo programma nucleare. Secondo cinque fonti citate dalla Nbc, Israele sta prendendo sempre piu' seriamente in considerazione un attacco unilaterale all'Iran, mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran sembrano avvicinarsi a un accordo preliminare o quadro che include disposizioni sull'arricchimento dell'uranio che Israele considera inaccettabili. (AGI)Uba 120727 GIU 25  


Iran: funzionario sicurezza, partenza militari Usa da regione non e' messaggio di minaccia

NOVA0083 3 EST 1 NOV Iran: funzionario sicurezza, partenza militari Usa da regione non e' messaggio di minaccia Teheran, 12 giu - (Agenzia_Nova) - La partenza di militari statunitensi dal Medio Oriente "non e' un messaggio di minaccia all'Iran, ma piuttosto una reazione alle minacce" di Teheran contro i loro interessi e basi nella regione. Lo ha detto all'emittente iraniana "Press Tv" un funzionario di alto livello della sicurezza iraniana, che ha parlato a condizione di anonimato. L'Iran "e' attualmente al massimo livello di prontezza militare e se gli Stati Uniti o il regime sionista (Israele) tentassero qualsiasi atto di aggressione, verrebbero colti di sorpresa", ha affermato la stessa fonte. Ieri sera, il dipartimento di Stato Usa ha autorizzato l'evacuazione del personale non essenziale dall'ambasciata in Iraq e il Pentagono ha dato il via libera alla partenza dei familiari dei militari di stanza presso diverse basi in Medio Oriente. Secondo quanto scritto dal quotidiano "Washington Post", gli Stati Uniti sono "in allerta in vista di un possibile" attacco israeliano contro i siti nucleari in Iran senza il consenso di Washington. Una mossa che rischierebbe di far saltare i colloqui in corso tra Usa e Iran per trovare un nuovo accordo sul nucleare. Una fonte del Pentagono ha aggiunto che il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sta lavorando insieme al dipartimento di Stato e agli alleati per "garantire una risposta pronta a sostegno di numerose missioni contemporaneamente". Da parte sua, parlando nelle scorse ore ai giornalisti al Kennedy Center di Washington, Trump ha spiegato che gli Stati Uniti hanno disposto il trasferimento del personale non essenziale di una serie di ambasciate e basi militari in Medio Oriente, assieme alle rispettive famiglie, perche' la regione "potrebbe essere un posto pericoloso". Il presidente Usa ha anche ribadito che l'Iran "non puo' avere una arma nucleare". (Irt)  

IRAQ: RIDOTTA PRESENZA ADDETTI AMBASCIATA USA

ZCZC IPN 039 EST --/T IRAQ: RIDOTTA PRESENZA ADDETTI AMBASCIATA USA ROMA (ITALPRESS) - Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato la decisione di ridurre il personale dell'ambasciata statunitense a Baghdad, con il Pentagono pronto a evacuare il personale come misura di sicurezza precauzionale a fronte dell'escalation delle tensioni regionali. Secondo i media iracheni il ritiro del personale dall'ambasciata statunitense a Baghdad sarà effettuato tramite voli civili. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato ad Axios che la decisione è stata presa "sulla base di aggiornamenti sulla sicurezza". Il Segretario alla Difesa statunitense ha autorizzato la partenza volontaria del personale militare dalle località nell'area del Comando Centrale degli Stati Uniti. La Marina statunitense ha dichiarato lo stato di massima allerta nella sua base in Bahrein. Per i media di Baghdad, in vista di un attacco israeliano all'Iran, il Dipartimento di Stato statunitense ha autorizzato la partenza del personale non essenziale e dei loro familiari dal Bahrein e dal Kuwait come misura precauzionale nella regione. (ITALPRESS). xn8/sat/red 12-Giu-25 08:40  

IRAN: GUARDIE "FORZE NAVALI PRONTE A RISPONDERE A QUALSIASI MINACCIA"

ZCZC IPN 044 EST --/T IRAN: GUARDIE "FORZE NAVALI PRONTE A RISPONDERE A QUALSIASI MINACCIA" ROMA (ITALPRESS) - Il Comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC), Hossein Salami, ha dichiarato che la Marina iraniana è pienamente pronta a rispondere a qualsiasi minaccia e ad affrontare qualsiasi scenario. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, Salami, che ha visitato le unità navali dell'IRGC, ha sottolineato che l'Iran sta "compiendo seri sforzi per preservare i propri interessi regionali e marittimi". Salami ha dichiarato: "La prontezza al combattimento della Marina dell'IRGC è stata valutata dal punto di vista dell'intelligence e operativo. Questa forza ha assistito a un balzo in avanti senza precedenti nelle capacità di combattimento negli ultimi anni. Sono stati sviluppati diversi sistemi di combattimento nazionali". L'ufficiale ha sottolineato l'aumento della portata delle missioni della Marina dell'IRGC in acque internazionali, affermando: "La Marina dell'IRGC è in grado di operare bene sia in battaglie navali ravvicinate che a lungo raggio". L'UK Maritime Trade Operations (UKMTO) ha avvertito che l'escalation delle tensioni in Medio Oriente potrebbe portare a un'escalation delle attività militari, con un impatto diretto sulle operazioni marittime. L'UKMTO ha raccomandato alle navi di prestare attenzione durante il transito nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nello Stretto di Hormuz. (ITALPRESS). xn8/sat/red 12-Giu-25 08:44