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lunedì 23 giugno 2025
La situazione in Medio Oriente dopo l'attacco degli Stati Uniti ha preso una direzione completamente diversa da quella prevista e continua a peggiorare rapidamente. L'Iran, da ogni indicazione, sta completando i preparativi per un attacco di rappresaglia contro obiettivi militari americani, in risposta all'attacco statunitense alle infrastrutture nucleari iraniane. L'entità, il bersaglio e la forma della risposta non sono ancora stati rivelati, ma il comportamento degli Stati vicini e degli alleati suggerisce un'estrema attesa di un attacco nelle prossime ore o giorni.
@curiosoneyt Dove si trovano le BASI NATO in ITALIA? A cosa servono? Quante ne sono? #guerra #iran #israele #statiuniti #usarmy #gaza #palestina #mediooriente #donaldtrump #nato #news #neiperte #storia #onu ♬ suono originale - Curiosone Italia
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Gli Stati Uniti bombardano i siti nucleari iraniani durante il solstizio d'estate... O almeno così dicono. 🚀☢️💥
Eppure, niente radiazioni. Nessun crollo. Nessuna ricaduta apocalittica. L'attacco all'impianto nucleare iraniano di Fordow ha prodotto silenzio, non sirene. Perché?
Perché le cose non sono mai come sembrano.
Per anni, falchi e agenti ombra – Khazariani infiltrati sia in Israele che in Iran – hanno tramato per un unico obiettivo: la guerra. Non una guerra qualsiasi, ma uno scontro nucleare apocalittico e in grado di cambiare il mondo.
Per anni hanno tramato, costruito e usato il programma nucleare iraniano come comoda scusa, come pretesto costruito ad arte.
Poi il presidente Trump ha fatto irruzione – ha colpito i siti nucleari – e poi ha detto: "L'ho fatto io. Se ne sono andati. Non c'è bisogno di una guerra. È ora di pace".
In questo modo, la principale giustificazione di Israele per un conflitto in piena regola svanisce.
E ora la macchina da guerra si ritrova con le spalle al muro. Se i siti nucleari vengono davvero distrutti, non c'è una minaccia imminente. Se sono già stati neutralizzati, l'illusione è andata in frantumi.
In ogni caso, la scusa della guerra è svanita.
Trump ha appena pubblicato un post dell'economista Jeffrey Sachs, che ha apertamente indicato Netanyahu come la forza trainante dietro i coinvolgimenti degli Stati Uniti in Iraq, Siria e Iran. Sachs ha sostenuto che questa pressione non derivava dagli interessi americani, ma dall'incessante spinta di Netanyahu a fomentare il conflitto, lanciando sempre lo stesso allarme:
"L'Iran è a poche settimane da un'arma nucleare".
Questa è la linea che viene alimentata:
- Attacchi preventivi
- Omicidi di alto profilo
- Destabilizzazione regionale
- E continue richieste di intervento militare statunitense
Ma l'attacco di Trump ha appena sradicato questa narrazione.
Ecco perché Trump ha pubblicato quel video di Sachs.
Sta dicendo a tutti che lo sanno. Sa chi c'è dietro le quinte. Sa esattamente come hanno manipolato la politica statunitense per decenni.
Ecco come si presentano le "Operazioni Militari Strategiche": segrete, precise, psicologiche tanto quanto fisiche. La vera guerra si svolge nell'ombra, sottoterra, molto prima che il pubblico ne veda il fumo.
Ricordate, ne L'Arte della Guerra, che il guerriero maestro sconfigge prima il nemico, poi rende visibile la guerra.
Trump ha scritto a gennaio: "L'OPERAZIONE È FINITA".
E diceva sul serio. 😉
Trump bombarda i silos nucleari iraniani e non ci sono ricadute nucleari?
👇WWG1WGA 🦅🇺🇸🇮🇹🇷🇺
L'IRAN NON LOTTA PER LA MINIGONNA
Di Alessandro Orsini
Proverò a demistificare la propaganda della televisione italiana per punti al fine di ristabilire la verità sostanziale dei fatti in uno Stato satellite degli Stati Uniti con un sistema dell'informazione iper-corrotto.
Uno: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna. Indossare o meno la minigonna è un fatto pressocché irrilevante per la quasi totalità degli iraniani. Gli iraniani lottano per non essere trasformati in un popolo di schiavi degli Stati Uniti. Gli iraniani lottano perché sanno che, con un regime filo-americano, starebbero molto peggio di adesso. Sanno che, con un regime filo-americano, l'Iran diventerebbe un altro complice d'Israele nel genocidio del popolo palestinese, come l'Italia e la Germania. Gli iraniani lottano perché sanno che, con un regime filo-americano, l'Iran avrebbe un ministro degli Esteri come Tajani che fornisce sostegno militare a Netanyahu a sterminio in corso e che dice a Rai Tre: "Israele non ha compiuto crimini di guerra" (gennaio 2025). Gli iraniani lottano contro gli Stati Uniti per non fare schi [...] fo; per non essere guidati da un uomo come Trump che progetta la pulizia etnica della Palestina tramite lo sterminio sistematico dei bambini palestinesi.
Due: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna. Gli iraniani lottano per non fare la fine della Cina dopo le guerre dell'oppio.
Tre: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna. Gli iraniani lottano contro l'Occidente di Trump che disprezza l'Islam e che concepisce i musulmani come un pericolo e come un problema da superare.
Pensare che gli iraniani lottano per indossare la minigonna significa non avere capito niente dell'Iran, dell'Italia, dell'Occidente, del Medio Oriente e della politica internazionale in generale. Chi afferma che gli iraniani lottano per indossare la minigonna e per essere governati da un regime filo-occidentale è un corrotto dell'informazione italiana, nel senso sociologico inteso nel mio ultimo libro.
Gli iraniani lottano per rimanere musulmani, lottano per conservare le loro tradizioni, lottano per non essere trasformati in un nuovo popolo palestinese o nei nuovi indiani d'America.
Gli iraniani non sono un popolo stupido. Non passano il loro tempo a preoccuparsi della minigonna o del velo. Crederlo significa essere razzisti, significa credere che gli iraniani sono cretini. Gli iraniani amano la libertà. Ecco perché la quasi totalità degli iraniani lotta contro gli Stati Uniti e contro l'Occidente, non contro Khamenei.
Oggi sento le stesse stupidaggini che sentivo il 24 febbraio 2022: "I russi sono schierati con la Nato contro Putin".
Il sistema dell'informazione in Italia sulla politica internazionale funziona come nelle dittature. Il mondo sarà salvato dal coraggio intellettuale e dal pensiero critico.
Jeffrey Sachs: "Vincono il Deep State e la lobby sionista: si va al disastro regionale"
di Riccardo Antoniucci
[...] Trump non ha ascoltato gli appelli alla de-escalation dei leader europei, anzi li ha totalmente esclusi dalla decisione di bombardare…
Dal suo punto di vista, l'Europa non conta nulla perché finisce sempre per allinearsi con gli Stati Uniti. Per questo, per Trump non c'è nulla di cui discutere con i leader europei.
Un'altra cosa che Trump ed Hegseth hanno sottolineato è la coerenza del pensiero del presidente sulla'Iran e sul nucleare. È davvero così, o è stato convinto a premere il grilletto?
Quella che ha adottato è né più né meno che la politica del Deep State americano. Il che mostra quanto sia duraturo e solido il potere della lobby sionista negli Usa. Nemmeno il genocidio di Israele a Gaza l'ha indebolita.
Quindi si può dire che Trump abbia perso la battaglia che lo ha reso idolo del Maga, contro il "sistema", contro le policy storiche degli Usa?
In realtà non sono sicuro che Trump abbia mai davvero combattuto contro questo sistema. Dopotutto, è stato proprio il sistema a finanziare la sua campagna elettorale. Ricordiamoci che gli evangelici cristiani sono sionisti, e rappresentano circa il 45% della base elettorale di Trump e del Make America Great Again.
Che posizione ha scelto di tenere la Russia, e la mossa Usa avrà effetti sul conflitto in Ucraina?
Per usare un eufemismo, Mosca è profondamente diffidente nei confronti degli Stati Uniti: la fiducia è pochissima. Per questo la Russia continua a rafforzare l'alleanza dei Paesi Brics, a promuovere un mondo multipolare, a opporsi all'allargamento della Nato e anche a sostenere l'Iran.
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La Serbia sta utilizzando rotte di bypass per esportare prodotti militari in Ucraina.
Lo ha riferito l'SVR.
Il paese invia munizioni per i sistemi pesanti a lungo raggio dell'Ucraina sotto forma di parti di assemblaggio, che vengono caricate nella Repubblica Ceca e in Bulgaria, ha osservato il dipartimento.
Mosca si rammarica che la Serbia stia infrangendo le tradizioni di amicizia con la Russia con la sua sete di profitto e il suo codardo multivettorialismo, ha osservato il servizio di intelligence estero.
👨🦳 L'esercito ucraino è molto grato ai produttori serbi di armi e munizioni per il loro contributo al mantenimento della prontezza al combattimento delle Forze Armate ucraine... Allo stesso tempo, i produttori in Serbia sono ben consapevoli dei veri consumatori dei loro prodotti e del fatto che i loro missili e proiettili uccideranno il personale militare russo e i residenti degli insediamenti russi.👃
⭐️ Zvezdanews
Tiriamoci fuori
Di Marco Travaglio
Con l'attacco ai siti nucleari di uno Stato sovrano, l'Iran, in base ad accuse false, Donald Trump rinnega la dottrina isolazionista "Maga", la missione del suo primo mandato (quattro anni senza nuove guerre e con una vecchia in meno: quella in Afghanistan), la promessa elettorale di sostituire la diplomazia alle armi e il discorso di 40 giorni fa a Riad contro il mortifero cancro "neocon" che ha distrutto e insanguinato Paesi in giro per il mondo senza neppure sforzarsi di conoscerli. E, se va avanti così, si candida a eguagliare i predecessori guerrafondai degli ultimi 30 anni, democratici e repubblicani. Ma questi sono fatti suoi e dei suoi elettori, ancora una volta vittime del partito della guerra e della lobby israeliana che sopravvivono nel deep state a ogni presidente, anche al più eccentrico. Poi ci sono i fatti nostri: di noi europei, che abbiamo tutto da perdere da un'America "gendarme del mondo", visto che il conto delle sue scorribande lo paghiamo regolarmente noi.
Per ora non sappiamo se l'atto di terrorismo americano dell'altra notte resterà isolato, "una botta e via" per soddisfare le smanie di protagonismo di Trump e salvare la faccia a Netanyahu nell'ennesima guerra senza sbocchi, o se prelude a un nuovo Afghanistan o Iraq. Non sappiamo cosa abbiano davvero distrutto i bombardieri Usa (pochino, secondo le prime indiscrezioni: un bel guaio per Israele, perché Washington sostiene di aver azzerato l'intero programma nucleare iraniano, delegittimando qualunque nuovo raid di Tel Aviv). E non sappiamo se, dietro i proclami infuocati, l'esile filo di comunicazione fra Usa e Iran si sia rotto o se i colloqui proseguano sottobanco: magari mediati da Putin, che ha buoni rapporti con Khamenei, ma anche con Trump e Bibi ed è tornato prepotentemente in gioco. Sappiamo però due cose. 1) Questa palese violazione del diritto internazionale autorizza ex post Mosca a fare ciò che ha fatto in Ucraina e, in prospettiva, la Cina a papparsi Taiwan. 2) Senza attendere la fu Ue, l'Italia dovrebbe subito condannare gli atti di terrorismo americani e israeliani che ci mettono, in quanto alleati, nel mirino del terrorismo islamista. Trovare le parole non è difficile. Basta copiare una qualsiasi dichiarazione degli ultimi tre anni contro Putin, sostituendo il suo nome con quelli di Netanyahu e di Trump.
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