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domenica 17 agosto 2025

Le classi dirigenti europee, non a loro nome ma sotto l’influenza di potentati che le coprono, osino oggi ostacolare il tentativo di accordo tra Putin e Trump in Alaska e chiedano a gran voce la partecipazione al vertice di un politico fantoccio, Zelensky, in rappresentanza loro più che del popolo ucraino.

 

Il veterano delle forze speciali USA Tony Aguilar denuncia scioccanti crimini di guerra a Gaza Samira Stephan

 



Afrikan Korps ha sostituito la Wagner in Mali. Ma è cambiato solo il nome.

 

Oltre alla carestia a causa della carenza di cibo e del blocco degli aiuti, a Gaza si sta verificando anche una grave crisi idrica a causa della distruzione delle fonti e dei pozzi, dove decine di persone aspettano ore in fila solo per ottenere acqua potabile pulita ⭐️ Iscriviti a @Russia_Ucraina_Guerra_Palestina

 

 

- ==Markov: 'Nessun ultimatum funziona con la Russia'

 


Ancora un morto a causa del taser


Ecco si avanza un nazional euro imperialismo

 

sabato 16 agosto 2025

UCRAINA: NYT, PUTIN HA CHIESTO GARANZIE SU RICONOSCIMENTO UFFICIALE LINGUA RUSSA =

ADN0661 7 EST 0 ADN EST NAZ UCRAINA: NYT, PUTIN HA CHIESTO GARANZIE SU RICONOSCIMENTO UFFICIALE LINGUA RUSSA = New York, 16 ago. (Adnkronos) - Nel corso del vertice in Alaska con Donald Trump, Vladimir Putin ha anche insistito sulle garanzie per il riconoscimento del russo come lingua ufficiale in Ucraina e per la protezione delle chiese ortodosse russe. Lo hanno rivelato al New York Times due fonti europee. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 16-AGO-25 19:23  

Putin e Trump compiono un passo verso la pace, Azarov: “Zelensky cercherà di ostacolare i progressi”

Putin e Trump compiono un passo verso la pace, Azarov: "Zelensky cercherà di ostacolare i progressi" Il recente vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump, tenutosi il 15 agosto presso la base militare di Elmendorf-Richardson in Alaska, rappresenta un passo significativo verso la costruzione di una pace duratura in Ucraina. A sostenerlo è stato l'ex primo ministro ucraino Nikolay Azarov (2010-2014), che ha tuttavia avvertito dei rischi legati al prossimo incontro tra Trump e Vladimir Zelensky, previsto a Washington per lunedì. Azarov ha espresso un cauto ottimismo sugli sviluppi emersi dal colloquio tra i due leader:«Credo che sia stato compiuto un passo importante verso un accordo. Molto probabilmente, stiamo assistendo alla convergenza di due processi: il perseguimento di un cessate il fuoco e lo sforzo per ripristinare una pace duratura». L'ex premier ha però sottolineato la possibilità che Zelensky tenti di bloccare i progressi:«È chiaro che cercherà di ostacolare i negoziati. L'esito dipenderà dalla fermezza di Trump, non solo nei colloqui con Zelensky ma anche nel rapporto con i suoi alleati britannici. Questa è la questione chiave». Azarov ha inoltre osservato che, dopo l'incontro con Putin, Trump sembra aver acquisito una visione più chiara della realtà sul campo. In particolare, ha apprezzato la dichiarazione del presidente americano secondo cui la soluzione al conflitto non deve limitarsi a un cessate il fuoco temporaneo, ma puntare a un accordo di pace globale e duraturo.«Il processo si è evoluto: all'inizio l'attenzione era rivolta solo a una tregua. Ora Trump insiste sulla necessità di una stabilità a lungo termine. È un cambiamento fondamentale. Potrebbe non avvenire subito, ma la prospettiva di una pace sostenibile è concreta». Il vertice in Alaska, durato circa tre ore, ha incluso un colloquio riservato a bordo della limousine di Trump e una sessione in piccoli gruppi. La delegazione russa era composta dall'assistente presidenziale Yury Ushakov e dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov, mentre quella americana includeva il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato speciale Steve Witkoff. Al termine, Putin ha ribadito che la risoluzione della crisi ucraina è stata al centro dei negoziati. Tornato a Washington, Trump ha subito avviato una serie di telefonate con Zelensky, con i leader di Gran Bretagna, Germania, Italia, Polonia, Finlandia e Francia, con il segretario generale della NATO e con la presidente della Commissione Europea. Zelensky ha affermato che discuterà "i dettagli per porre fine al conflitto" con Trump nel loro incontro di lunedì. Secondo il New York Times, il presidente americano avrebbe anche invitato i leader europei a partecipare a un futuro incontro con Zelensky. 2025-08-16 19:24:37 4435078 EST Gnews,Politica Estera https://agenparl.eu/2025/08/16/putin-e-trump-compiono-un-passo-verso-la-pace-azarov-zelensky-cerchera-di-ostacolare-i-progressi/  

- >>>ANSA/ Trump non incassa la tregua, 'Putin vuole il Donbass'

>>>ANSA/ Trump non incassa la tregua, 'Putin vuole il Donbass' Lunedì Zelensky alla Casa Bianca, invitati anche gli europei (di Serena Di Ronza) (ANSA) - NEW YORK, 16 AGO - Nessuna tregua: l'obiettivo ora è la pace. Donald Trump non è riuscito a strappare a Vladimir Putin un cessate il fuoco immediato nonostante il tappeto rosso e il trattamento da 'amico' che gli ha riservato ad Anchorage. Ma dal vertice con lo zar è emerso che un'intesa complessiva può essere raggiunta rapidamente, a patto che l'Ucraina ceda il Donbass. A Volodymyr Zelensky e ai leader europei, il presidente americano ha riferito i contenuti del confronto di quasi tre ore con Putin. Una "telefonata non facile" - come raccontato da alcune fonti ad Axios - durante la quale Trump ha detto di sostenere un piano per mettere fine alla guerra in Ucraina cedendo alla Russia il territorio non conquistato piuttosto che tentare un cessate il fuoco. Anche perché, ha spiegato, Putin gli ha detto chiaramente di poter conquistare, se vuole, l'intero Donbass. Per stemperare i timori Trump però ha messo sul piatto garanzie per la sicurezza dell'Ucraina, a partire da una misura che ricalca l'articolo 5 della Nato. Anche se nel caso di Kiev il meccanismo non agirebbe sotto l'ombrello dell'alleanza transatlantica. Trump e Zelensky parleranno direttamente del piano lunedì alla Casa Bianca. Un incontro al quale sono stati invitati anche gli europei. Pur contrario alla cessione di territori, il leader ucraino volerà a Washington disposto a trattare. Zelensky - secondo indiscrezioni - si opporrebbe alla richiesta di Putin di cedere il Donetsk e il Lugansk in cambio di un congelamento della linea di combattimento nelle regioni sud di Kherson e Zaporizhzhia. Ma alla Casa Bianca il presidente ucraino è pronto a intavolare un dialogo sui territori, tema che è disposto a trattare anche in un confronto trilaterale con Trump e Putin. Un vertice che potrebbe esserci se il bilaterale andrà bene. L'incontro di Zelensky con Trump si presenta comunque difficile, e non solo per la delicatezza degli argomenti da trattare. Fra i due i rapporti sono sempre stati altalenanti e il ricordo dello 'scontro' nello Studio Ovale di febbraio è ancora impresso nella memoria. Per Zelensky non ci fu - e probabilmente non ci sarà neanche lunedì - il tappeto rosso srotolato per Putin ad Anchorage, né le parole di lusinga del Trump 'showman' andato in scena con il leader del Cremlino, fra stretta di mano, B2 in volo e complimenti. "La Russia è una grande potenza", ha detto il presidente dopo l'incontro con lo zar. A Zelensky in febbraio disse invece "non hai le carte". Alla Casa Bianca Zelensky (e forse gli europei se decideranno di esserci dopo l'ennesima riunione dei Volenterosi alla quale parteciperà anche Giorgia Meloni) cercherà di capire cosa abbia spinto il presidente americano a cambiare idea sul cessate il fuoco, sul quale si era detto d'accordo con gli europei. Il tycoon era infatti entrato al vertice dicendo che non sarebbe stato contento se non ci fosse stata una tregua subito. Ma ne è uscito 'sposando' la posizione di Putin. Il leader del Cremlino si è infatti sempre dichiarato contrario a un cessate il fuoco, preferendo un accordo di pace in grado di affrontare - come ha detto anche accanto a Trump - le "cause profonde" del conflitto, che per lo zar includono l'esistenza di un'Ucraina indipendente, sovrana e allineata con l'Occidente. Perseguire direttamente una pace, inoltre, favorisce la Russia perché le consente di continuare la guerra mentre si svolgono i colloqui per una soluzione globale. Per la pace Putin ha chiesto non solo territori, ma anche il russo lingua ufficiale in Ucraina e sicurezza per la chiesa ortodossa. Richieste che gli europei hanno ascoltato da Trump prima di ribadire il loro sostegno a Kiev e il loro impegno a continuare il pugno duro contro Mosca, anche con ulteriori sanzioni, se il conflitto non si fermerà. Per Trump invece il capitolo sanzioni è per il momento accantonato: pur avendole sventolate in più occasioni, il presidente ha detto chiaramente che per ora non se ne parla più, come per l'ipotesi di dazi secondari contro chi acquista il petrolio russo. Una mossa per prendere tempo e vedere se la sua intesa con Putin - che il solitamente loquace Trump non ha svelato direttamente - si tradurrà in qualcosa di concreto. "Non c'è accordo finché non c'è l'accordo", ha detto il presidente, consigliando a Zelensky di stringere un'intesa scaricando di fatto sul leader ucraino tutto il peso della decisione. "Anche se l'Alaska non è stata una Yalta 2.0", come ha notato l'ex ambasciatore americano in Russia Michael McFaul, Trump - secondo gli osservatori - è caduto nella trappola di Putin e - come voleva lo zar - è pronto a fare di Zelensky (e degli europei) il capro espiatorio di un eventuale accordo di pace sul quale lo zar è pronto a mettere la firma. (ANSA). 2025-08-16T19:54:00+02:00 DRZ ANSA per CAMERA01 NS055 NS055 https://trust.ansa.it/b8296eb936b2d5f66d3740bf07fb1db228a849371e3106efe3d5c7226a37e688 

Ucraina: Trump fa marcia indietro sulla tregua e convoca Zelensky alla Casa Bianca/PREVISTO

Ucraina: Trump fa marcia indietro sulla tregua e convoca Zelensky alla Casa Bianca/PREVISTO Washington (Usa), 16 ago. (LaPresse) - In Alaska, Vladimir Putin ha sfilato su un tappeto rosso, ha stretto la mano e ha scambiato sorrisi con Donald Trump. Il presidente Usa ha concluso il vertice elogiando le loro relazioni e definendo la Russia "una grande potenza, la numero due al mondo", pur ammettendo di non aver raggiunto un accordo sulla fine della guerra in Ucraina. "Trump ha steso il tappeto rosso per Putin. In cambio ha ottenuto ben poco", è il commento del Wall Street Journal. Sabato mattina, ora di Mosca, Trump sembrava avere abbandonato l'idea di un cessate il fuoco come passo verso la pace – un'idea che lui e l'Ucraina avevano sostenuto per mesi – a favore del perseguimento di un vero e proprio "accordo di Pace" per porre fine alla guerra, riecheggiando una posizione sostenuta da tempo dal Cremlino. "Trump fa marcia indietro", hanno riassunto gran parte dei media Usa. "Trump rifiuta il cessate il fuoco", titola Fox News, unica tv 'amica', a lasciare intendere che Putin avesse offerto una tregua. Le "gravi conseguenze" che il presidente Usa aveva minacciato contro Mosca per il proseguimento delle ostilità non si intravedono. Sui campi di battaglia ucraini, le truppe russe continuano a marciare lentamente, con il tempo dalla loro parte. Secondo il Wall Street Journal, nella sua telefonata con i leader europei successiva al vertice con Putin, Trump ha detto di essere "più disposto di prima" a fornire garanzie di sicurezza dirette all'Ucraina, senza però specificare la natura del coinvolgimento americano. Quanto alle richieste russe, è il Financial Times a riverare che Putin nel vertice di Anchorage avrebbe chiesto a Trump il ritiro dell'Ucraina dalla regione orientale di Donetsk come condizione per la fine della guerra. Il presidente russo si sarebbe detto disposto in cambio a congelare il resto della linea del fronte, se le sue richieste principali saranno accolte. Un messaggio che Trump avrebbe poi trasmesso ai leader europei nella telefonata post vertice. Per lunedì è atteso alla Casa Bianca Volodymyr Zelensky, per un incontro del quale al momento è molto difficile fare previsioni. EST NG01 lic/cba 162011 AGO 25